Italiani/e brava gente
Non c’è scampo.
Da oggi camminerò chiedendomi in mezzo a che gente vivo. Non che prima pensassi di vivere in chissà quale paese, ma oggi devo rassegnarmi al fatto che la maggioranza di coloro che incontro per strada ha direttamente o indirettamente accolto e premiato la destra xenofoba e razzista, omo-lesbo-transfobica e sessista, integralista, pro-life e guerrafondaia …
Non c’è “illusione” possibile.
Anche considerando i voti - che potremmo definire di “protesta” o “dissenso” - dati a gruppi minori come Sinistra Critica o Partito comunista dei lavoratori, i conti non tornano.
E non tornano neanche se consideriamo l’astensionismo, questa volta certo aumentato, ma che non è possibile ricondurre a una motivazione o matrice unica, essendoci stata una massiccia campagna per l’astensione anche da destra, e in particolare dalla cosiddetta nuova destra [1].
Tra l’altro, e anche per quanto sopra, per me non è consolatoria neppure l’affermazione ricorrente “tanto sono tutti uguali”.
Per chiudere con un riferimento colto e “femminista”, non mi interessa in questo momento pensare che Virginia Woolf infine decise di non dare a nessuno le sue tre ghinee (e perché), ma mi colpisce a chi tanti/e, troppi/e hanno deciso di dare, oggi in Italia, il proprio obolo.
NOTE:
[1] Penso in particolare a Movimento Zero, fondato da Massimo Fini, il cui Manifesto vede tra i firmatari il maître à penser della Nouvelle Droite, Alain De Benoist.
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