Pubblicazione dei redditi in rete, cosa nasconde di fatto?

di Marista Urru [ 10 Maggio 2008 ]
 

ADUSBEF, in riferimento alla pubblicazione dei redditi in Rete, afferma e ribadisce che è necessario che l’Italia si doti di un sistema informativo efficace: ci deve essere dunque sì trasparenza circa i redditi dei cittadini, ma sempre nella tutela dei dati sensibili degli utenti. Questo significherebbe, all’atto pratico, che per poter consultare i redditi dei cittadini dovrebbe essere necessario identificarsi o autenticarsi (come, in effetti, si è sempre fatto fino a prima dell’avvento del mezzo telematico). ADUSBEF e Federconsumatori, poi, chiedono esplicitamente un incontro con il Garante della Privacy e con la fantomatica Agenzia delle Entrate al fine di stabilire un percorso efficace per la tutela sia dei dati personali, che della trasparenza.

Noi della Delegazione, intanto, siamo andati a cercare questi benedetti redditi online degli italiani. Alcune persone ci hanno scritto e detto che era vergognoso che il dentista o il carrozziere dichiarassero meno soldi rispetto al tenore di vita che potevano permettersi. Allora ci siamo domandati: possibile mai che “grosso guadagno”= “evasione fiscale”?

Diamo allora un’occhiata alle dichiarazioni dei redditi, per cercare di capire: è giusta questa storia della trasparenza o è una assurdità bella e buona?

Allora, come già detto prendiamo il file txt (che è noto oramai che sia facilmente reperibile in Rete) che contiene tutti i dati degli italiani e sbirciamo i redditi di persone di nostra conoscenza, dipendenti pubblici o privati: tutto presumibilmente regolare in relazione allo stile di vita vissuto e vantato: possibile mai che la zona in cui viviamo sia piena di santi? No, infatti prendiamo tutte le persone che posseggono una loro attività: bar, carrozzieri, venditori di motociclette o di automobili: guadagni normali (fino ai 20.000 euro circa l’anno) oppure nulli. Potremmo chiuderla qua, dicendo semplicemente che nel momento in cui un cittadino italiano possiede una sua attività, automaticamente evade il fisco. Mi pare strano perché a questa pratica, allora si sarebbero conformati anche tutti gli stranieri che mettono piede su suolo italico: nel momento in cui questi possiedono un negozio o un ristorante, automaticamente evaderebbero per il solo fatto di aprire quella attività in Italia… Ed in effetti, quelle attività, sia di proprietà di italiani, che di proprietà di stranieri, emettono fattura: come possono queste fatture, a fine anno, diventare zero?

Dunque guardiamo meglio, aguzziamo la vista e ci ricordiamo di ciò che dicono le stesse persone del CAF: una “società” è come una persona a sé stante, non fa parte del nucleo familiare e dunque ciò che appartiene o che guadagna la società non può essere sommato a ciò che guadagna la famiglia (o la persona che ha aperto la società).

Si tratta di evasione? No, si tratta di un cavillo di concetto. Il medico che lavora all’ospedale e che ha anche uno studio privato e che dichiara sui 90.000 euro annui, teoricamente si riferisce solo al suo stipendio da dipendente pubblico, ma non a ciò che guadagna il suo studio privato. Evade? No, semplicemente questa lista che voleva esser fatta passare per “trasparente” e “chiara”, in realtà mostra solo una parte dei redditi: ci sono, infatti, solo i redditi delle persone “fisiche” e non di quelle definibili “giuridiche”. Le società, le aziende, non compaiono in lista.

A che serve, allora gridare alla trasparenza quando questa, in realtà, non c’è mai stata? La “lista” sarebbe incompleta, se proprio volessimo vedere la violazione dei dati personali come una forma di chiarezza: sono sempre mancati i redditi delle Società, delle Aziende. Perché? Forse perché l’Agenzia delle Entrate non aveva davvero intenzione di essere trasparente con i cittadini, quanto di perseverare nei suoi atti così come Equitalia s.p.a. insegna: azioni volte a tacciare il cittadino da evasore, anche quando non lo è; oppure azioni volte a pretendere per più e più volte tasse già versate, con more già addebitate facendo passare gli errori di questa Società per Azioni, come errori del contribuente ed Utente.

A questo dobbiamo aggiungere addirittura che i redditi riportati online siano di fatto degli “imponibili” su cui si calcolano le tasse da pagare. Quindi il dato sarebbe volutamente falsato, per continuare a dividere obliquamente in classi la società, in quanto il guadagno vero è rappresentato dal NETTO DI TASSE dell’imponibile pubblicato.

Pertanto può capitare, dunque, che chi incassa un imponibile di euro 1.000.000,00 pari a circa 2 miliardi di vecchie lire, di fatto paghi tasse per 500.000,00 senza essere un evasore.

Analogamente per le imprese, dite private e società. Secondo i parametri istituiti da Prodi nel 1996, non bastano più 3 anni, ma ne servono addirittura 5 affinché una azienda entri in attivo, per cui anche gli incassi che una  azienda potrebbe fare, potrebbero essere fagocitati integralmente dai passivi iniziali determinati da interessi passivi da dovere alle Banche, oneri burocratici di ogni tipo, ivi compresi quelli INPS, anche per ipotetico personale e stipendi.

Per cui, prima di parlare di imponibili da correlare a possibili evasioni fiscali, ce ne corre e decisamente non è sufficiente il txt che ci scarichiamo da e-Mule per gridare al furto.

Bisogna stare attenti a puntare il dito in fatto di evasione, in quanto dovremmo mettere sul piatto della bilancia anche i redditi “in nero” che alcuni lavoratori dipendenti assenteisti, pubblici o privati , percepiscono indisturbati, comprendendo anche le entrate in nero di tutti quelli che lavorano “senza fatturare” appositamente in quanto non riescono ad arrivare a fine mese e solo non dichiarando il secondo lavoro riescono a poter pagare mutui, prestiti, affitti e spesa quotidiana.

È auspicabile che il Cittadino non si faccia offuscare dalla polvere gettata dalla Agenzia delle Entrate e dalle varie Società che orbitano attorno a questa per poter coprire le loro malefatte: in un momento in cui sta emergendo il marcio e l’errato di queste istituzioni, si fa gran clamore sui redditi delle persone che guadagnano tanto e che dichiarano poco, magari attraverso l’Azienda che mai verrà esposta dei suoi dati al pubblico sguardo.

C’è infatti da osservare che l’Agenzia delle Entrate, che tecnicamente rappresenta l’Ente che introita per lo Stato le tasse e le imposte dei contribuenti, ha ottenuto di diventare una SPA, allo scopo di cartolarizzare  i crediti teoricamente vantati, vendendoli ad Equitalia SPA.  che provvederà a recuperare anche le cartelle pazze tramite le sue società di recupero crediti  come la Gerit, la Gesap e simili.

Ma detta operazione comporta alla Agenzia delle Entrate  in quanto SPA, di dover pubblicizzare i propri bilanci con l’indicazione nell’attivo dei crediti futuri e nel passivo dei crediti incassati : e crediamo sarà proprio da ridere, in quanto nel passivo dovrebbero apparire tutti i crediti di imposta spettanti ai contribuenti che sono dei passivi di bilancio della neo società., e che nessuno per ora sembra avere intenzione di pagare adducendo come motivazione la mancata richiesta esplicita da parte del contribuente, c’entra forse qualcosa il nuovo corso che  vuole l’Agenzia delle Entrate collaborante strettamente con i commercialisti? Non avremo un secondo fenomeno di appropriazione indebita tipo “conti dormienti”?

Né può essere di sostegno a detta società che ciò che la riguarda è indicato nella Finanziaria, in quanto la stessa quale SPA,  come tutte le altre, deve rendere pubblico il proprio bilancio sui quotidiani, sui settimanali a tiratura nazionale.

 

Francesca Lippi

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Questo articolo è stato inserito il 10 Maggio 2008 alle 08:41 nella categoria Economia e Finanza. Puoi restare aggiornato alle repliche a questo articolo attraverso il feed RSS 2.0. Puoi commentare, o inserire un trackback dal tuo sito.

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9 Commenti »

Comment di ilBuonPeppe
2008-05-10 09:24:14

>Il medico che lavora all’ospedale e che ha anche uno studio privato e che dichiara sui 90.000 euro annui, teoricamente si riferisce solo al suo stipendio da dipendente pubblico, ma non a ciò che guadagna il suo studio privato
Questa affermazione non è corretta. Il reddito dello studio privato del medico finisce nella stessa dichiarazione in cui il medico inserisce il suo stipendio, per cui il suo reddito finale comprende entrambe le voci. Questo vale anche nel caso in cui lo studio privato sia una società di capitali, nel qual caso la dichiarazione della “persona fisicca” comprende il reddito pro quota della “persona giuridica”.
Quindi i redditi pubblicati sono quelli reali, completi di tutto. Cosa dimostrata anche dal fatto che di fianco ad ogni nome c’è l’indicazione della “categoria prevalente di reddito”, e (quando è presente un’attività autonoma) del “codice attività”.
Soo invece d’accordo su altre questioni.
Situazioni come quella di Equitaly e altre aziende non sono evidenti perchè la loro proprietà è spesso parcellizzata, di fatto nascosta ed estremamente difficile da ricostruire. Ma questo non riguarda l’aspetto della dichiarazione dei redditi; si tratta di un enorme problema che va affrontato a monte, noto come “scatole cinesi”. (ma in qualche caso ho visto anche gli elenchi delle società di capitale).
Condivido anche il principio per cui alto reddito non corrisponde automaticamente ad evasione fiscale; del resto neanche il contrario è vero, come non è vero che chi ha un’attività autonoma sia per forza un evasore.
L’evasione è assolutamente trasversale, riguarda aziende e dipendenti, ed è nascosta sia nei redditi alti che in quelli bassi.
Poi è ovvio che in questi elenchi ci siano gli imponibili, perchè quello è il dato fondamentale; che questo non coincida con l’introito reale è evidente, ma è l’unico parametro che, allo stato attuale, è possibile prendere in considerazione per confrontare efficacemente i redditi.

 
Comment di Marista Urru
2008-05-10 10:33:54

Caro Peppe, ho rivolto a Francesca Lippi domanda di chiarimento su quel che mi dici, visto che per me l’argomento è arabo ed riporto un articolo di Francesca Lippi ( mia figlia..fuori sede), mi ha precisato che il “teoricamente” rivolto alla dichiarazione dell’esempio, le sembrava esaustivo, che comunque intendeva alludere al fatto che una società deve redarre un bilancio. Questo comporta che se il bilancio è stato redatto malamente o presenta errori od evasioni, questi non comparirano sul reddito della persona fisica. In soldoni : il modulo pubblicato non aiuta la trasparenza come dichiarato, non serve affatto a farci capire se evasione c’è stata per esempio da parte della società, ufficio o studio professionale che a questa persona fa capo

 
Comment di ilBuonPeppe
2008-05-10 11:54:52

Esattamente. Proprio quello che intendevo io.
Questi dati non dicono il se, il chi e il quanto ha evaso. Forniscono semplicemente alcune informazioni che offrono trasparenza (per quanto non completa) su ciò che gli italiani dichiarano. E in quanto “dati” sono asettici. Poi sta a me, se voglio, pensare che se il mio vicino dichiara 10.000 euro e va in giro con il Jaguar forse qualcosa non quadra.

 
Comment di Marista Urru
2008-05-10 13:25:30

Appunto , non credo che sia giusto che l’Agenzia delle Entrate d’accordo con un Viceministro Visco, si possa permettere di esporre al pubblico ludibrio e con dati non corrispondenti alla realtà, ma puramente indicativi, e a scopi di dubbia motivazione, tabelle incomplete, MODIFICABILI dal pubblico GUARDONE, e oltretutto ponendosi il problema delle prossime elezioni.

Sono fatti gravi , gravissimi, che se anche come credo verranno messi a tacere, non verranno dimenticati e ci hanno “sputtanato” oltre ogni limite, per il modo pressapochista in cui la cosa è stata mandata avanti, in tutta Europa, e anche questo, non verrà dimenticato.

E tutto ciò in considerazione che la stessa Agenzia delle Entrate che attualmente è una SPA, non ha mai pubblicizzato il proprio bilancio, impedendo ai contribuenti di conoscere la “grande opera” che la stessa fa e produce per lo Stato Italiano e per la quale ha preteso premi di produzione ricchissimi a fronte di errori costosi per i contribuenti e cartelle pazze.

Federico Lippi - Adusbef Lazio Centro Nord

 
Comment di ilBuonPeppe
2008-05-10 14:18:59

Un momento… distinguiamo i fatti dalle opinioni.
Fatti:
- è ovvio (o dovrebbe esserlo) che l’agenzia delle entrate operi di comune accordo con il ministro (o vice) competente; il contrario mi preoccuperebbe;
- i dati sono corrispondenti alla realtà: un imponibile è un imponibile e basta; se poi tu lo interpreti diversamente il problema non è il dati ma l’interpretazione;
- i dati non sono modificabili, nel senso che nessuno (almeno spero) può introfolarsi all’agenzia delle entrate e scriverci qualcosa di diverso; a quelli che hai sul tuo PC ci fai quel che vuoi, ma quelli non sono più i dati originali;
- il problema delle elezioni se lo sono posti posticipando la pubblicazione di dati pronti da tempo, altrimenti sarebbero stati utilizzati in campagna elettorale;
- i dati sono probabilmente incompleti perchè mancano gran parte delle persone giuridiche; questo non sminuisce l’importanza dei dati pubblicati.
Opinioni:
- hanno fatto bene a pubblicarli;
- hanno fatto bene a posticiparli a dopo le elezioni;
- dovevano pubblicare anche i dati di tutte le persone giuridiche;
- dovevano pubblicare anche i dati di tutte le agenzie pubbliche;
- come al solito si tende a nascondere i problemi reali con pretesti, spesso campati per aria.
Le opinioni, a ciuscuno le sue, sono tutte legittime, per quanto condivisibili o meno.
I fatti invece non si possono negare; a meno che non si sia in mala fede.

 
Comment di Marista Urru
2008-05-10 20:00:08

Da Repubblica riporto

Violazione della legge sulla privacy: è questa l’ipotesi di reato per la quale la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Massimo Romano, direttore dell’Agenzia delle Entrate. Il provvedimento è relativo alla diffusione in Rete dei dati dei contribuenti del 2005, diffusi dalla stessa Agenzia delle Entrate il 30 aprile scorso. A Romano il procuratore aggiunto Franco Ionta e il pm Francesco Polino hanno inviato un invito a comparire. L’inchiesta dovrà accertare tra le altre cose come mai gli elenchi, disponibili già all’inizio del mese di marzo, sono stati pubblicati online il 30 aprile. In sostanza si dovrà accertare anche se questo lasso di tempo sia stato in qualche modo viziato da dolo. ( chi vuol capire capisca anche in considerazione che a quel punto potevano benissimo essere riportati i redditi del 2006. ndr)

Lei mi espone quelli che considera fatti, le rispondo punto per punto

1)– è ovvio (o dovrebbe esserlo) che l’agenzia delle entrate operi di comune accordo con il ministro (o vice) competente; il contrario mi preoccuperebbe;
R_ il fatto che vi fosse accordo con il Ministro non rende LEGITTIMO l’atto, infatti le procure indagano su un atto già dichiarato illegittimo dalla Autority.

2- i dati sono corrispondenti alla realtà: un imponibile è un imponibile e basta; se poi tu lo interpreti diversamente il problema non è il dati ma l’interpretazione;
R_ i dati si spera siano corrispondenti alla realtà, ma sappiamo che pubblicizzare dati incompleti non è fare una operazione di trasparenza, resta una operazione per lo meno obliqua, e non è una opinione, ma un fatto, padrone di negarlo, ma son fatti suoi. Fatto : anche su questo punto sono aperte le indagini
-
3- I dati non sono modificabili, nel senso che nessuno ( almeno spero) può intrufolarsi alla agenzia delle entrate e scriverci qualcosa di diverso; a quelli che hai sul tuo PC ci fai quello che vuoi, ma quelli non sono più i dati originali;
R_ Non insulti la mia e la sua intelligenza: ovvio (più o meno) che non siano modificabili i dati conservati negli uffici della Agenzia delle Entrate, meno ovvio è capire come sia potuto avvenire che persone dal contribuente stipendiate abbiano potuto mettere in rete dati delicati , e non io, ma l’Autority si è espressa in questi termini riguardo alla manipolabilità di quei dati non coperti dalla necessaria sicurezza:

: “I dati divulgati sono suscettibili di alterazioni - “Il sito web è aperto a tutti senza filtri, senza password, senza niente - aggiunge Pizzetti -; è diventato un modo attraverso cui tutto il mondo ha potuto conoscere i dati dei contribuenti italiani; si tratta di circa 40 milioni di posizioni contributive, persone fisiche, persone giuridiche, società, istituzioni pubbliche che possono essere state scaricate; e possono essere FACILMENTE MODIFICABILI , cancellabili e manipolabili. Si possono prestare anche a furti d’identità - ha spiegato il presidente del collegio del Garante - perché sono stati resi accessibili in tutto il mondo i dati identificativi dei contribuenti italiani”.
E questo comporta rischi per la sicurezza degli individui, è un fatto: Per questo ovunque nel mondo civile è prevista la rintracciabilità di chi accede

4– il problema delle elezioni se lo sono posti posticipando la pubblicazione di dati pronti da tempo, altrimenti sarebbero stati utilizzati in campagna elettorale.
R-_Non io , ma la magistratura indaga anche su questo particolare strambo
Il problema delle elezioni e la scelta di considerare le elezioni come evento da difendere da parte della Agenzia delle Entrate , da da pensare, infatti ripeto , si sta indagando anche su questo particolare.

5-Senza poi dire del fatto che si è indotto un commercio vergognoso su cui si stanno svolgendo accertamenti alla polizia postale accertamenti che in questi giorni sono proseguiti e hanno portato alla identificazione di tutti quei siti, più o meno «aperti», che negli ultimi giorni hanno avviato un vero e proprio commercio sulle liste delle dichiarazioni dei redditi.

Una amministrazione responsabile ed attenta , prima di prendere iniziative estemporanee andando di capoccia propria oltre il dettato delle leggi, valuta tutti gli effetti di quelle iniziative, e non è una opinione, qui si sta parlando di DOVERI da parte di chi dal danaro pubblico riceve stipendi e ricchi premi di produzione

Questi sono i fatti, seguono poi le sue opinioni che valgono quanto quelle di tutti gli altri :
Zero

Ora io mi esprimo come rappresentante facente del gruppo dirigente di una delle principali e più antiche Associazioni dei Consumatori e dei Contribuenti.
Noi siamo soliti, prima di pronunciarci consultare i nostri legali ed i tecnici, dato il rispetto e la considerazione che abbiamo verso i cittadini che contano su di noi.
.
Lei che mi sembra molto “partigiano” nelle sue affermazioni a favore della Agenzia delle Entrate, ci può spiegare a che titolo scrive ?

 
Comment di ilBuonPeppe
2008-05-10 21:08:56

Lei? Se vuoi snobbarmi ti basta non rispondermi. :grin:
Il fatto che la magistratura indaghi non significa che quello che è successo sia illegale: forse lo è e forse no, aspettiamo gli esiti dell’indagine e lo scopriremo. resta in piedi invece il giudizio morale, che è indipendente da quello giuridico, e questo dipende ovviamente dall’interpretazione di ciascuno.
Per il resto, su fatti e opinioni ho già detto la mia e mi sembra stupido ripetermi; voglio invece chiarire la mia posizione in merito alle ultime affermazioni.
Io scrivo a titolo personale, quello che sostengo è tutta produzione autonoma e non rappresenta nessuno all’infuori del sottoscritto.
E sono un partigiano, sì. Nel senso che difendo la mia parte, quella di cittadino che lavora e che paga le tasse, e che vorrebbe vivere in un paese in cui tutti facessero altrettanto; cosa che diventa sempre più utopica.

 
Comment di Marista Urru
2008-05-10 21:39:15

Lei non è degno di risposta: insistendo ulteriormente nel voler considerare degni di essere consultati elenchi che violano leggi, e oltre tutto sono falsificabili, usabili dalla malavita e inutili a fare chiarezza per i cittadini, avallando sostanzialmente una operazione quanto meno anomala e che già con la vendita degli elenchi è diventata veicolo di delinquenza

Federico Lippi

 
Comment di Peppe Dantini
2008-05-12 07:58:28

:lol: :lol: :lol:
Hai tutta la mia comprensione
:lol: :lol: :lol:

 
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