Dario Fo “Contro Travaglio un’azione bipartisan”
In queste ore, la “bufera” innescata dall’intervenTv di MarcoTravaglio, è Protagonista.
C’è una curiosa lettera di Dario Fo sull’argomento e FratelMaghetto ne fa dono.
E’ una lettera, che chiaramente non ha trovato molta ospitalità sulla stampa “normale“.
ChissaPerchè? Anzi diciamolo…ChissaChiLoSa?
Dato che nelle prime righe, è citato Gianni Rodari, grande poeta e scrittore di fiabe…
Perchè non leggiamo questa, diciamo fiaba creata da Dario Fo?
E’ impossibile perdere queste “stupende” fiabe del Terzo Millennio.
Per non parlare poi, di quelle scritte tutti i giorni dalla nostra politica “anomala“, così come viene definita dai media internazionali! ChissaPerchè è Anomala?
Lascio la parola a Dario Fo, il primo censurato della Repubblica Italiana, quando dirigeva l’orchestra MammaDiCi e le Gemelle Kessler, a Canzonissima portavano le calze nere con il “sottogola”, per nascondere “CosaNonSiSa“. Un Vero “mistero” sconosciuto a più!
Prima di iniziare vi porgo dal blog di Dario Fo…
Uno spettacolare “audio” da non perdere, dal titolo Siamo tutti Marco Travaglio!
Una vera perla!
Dario Fo: “Contro Travaglio un’azione bipartisan”
A proposito della bufera esplosa in conseguenza delle parole di Travaglio da Fazio, mi viene in mente un commento di Gianni Rodari, col quale il poeta apre un suo testo: “Le parole sono come pietre. - dice - Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s’allontanano dai tonfi allargandosi fino alla riva. Quelle pietre hanno spaventato gli uccelli e i pesci che schizzano via… nessuno si cura delle rane e delle carpe colpite dai sassi. La parola muove l’acqua, creando scompiglio e sgomento.
Se ne approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci rane e pesci che galleggiano storditi.”
Assomiglia un po’ al cataclisma innescato da Travaglio l’altro giorno a ‘Che tempo che fa’.
I commenti tratti da un libro scritto da Marco insieme a Peter Gomez ed edito un mese fa, hanno sdegnato ed anche sconvolto gli inquilini dello stagno. Perfino alcuni pesci rossi, in verità un po’ sbiaditi, sono letteralmente guizzati fuori dall’acqua in una danza d’indignazione!
Ma che suono avevano quelle parole lanciate nella calma gora?
E’ semplice….ricordavano amicizie e frequentazioni ambigue fra l’appena eletto Presidente del Senato, Renato Schifani, e alcuni figuri di capi cosca mafiosi. Ma attenti: lo Schifani (strana onomatopeica di un nome) non s’è gettato furente insieme ai suoi numerosi sostenitori contro il libro di prevedibile enorme tiratura, ma contro le parole dette attraverso un mezzo - la televisione - che normalmente si occupa di giochi per famiglie, concorsi fra giovani disposti a esibire cosce e glutei, telegiornali disinformanti, vacui e noiosi….
Sta qui lo scandalo! In quella stessa acqua incolore, le pietre scagliate hanno prodotto un’eco insopportabile.
Tant’è che Renzo Lusetti della Margherita, partito Democratico, ha urlato: “….il direttore generale Rai, Cappon, deve prendere provvedimenti concreti, cioè a dire sanzioni, interdizioni dal video….” E poi aggiunge disperato “Purtroppo la Rai non si decide mai”.
S’indigna Luigi Bobba del Pd: “La televisione che fa Santoro con Travaglio è come un format (cioè a dire roba tipo Grande Fratello): essa estremizza solo un punto di vista (cioè ‘Chi è quel mafioso? Che ci fa Schifani con lui?’) Si vuole dimostrare una tesi, poi si monta il materiale. Risultato: danni anche politici.”
Bella questa del format! Cioè chi preconfeziona un discorso e lo avalla con delle prove è un indegno mestatore! Da cui si evince che tutti i grandi scrittori, poeti, registi di questo mondo sono manipolatori infami, furbacchioni abietti…. a partire da Dante, che scriveva pure in rima!
E’ un esercito di protestatori offesi da sinistra al centrosinistra, a destra un po’ a sinistra, a destra senza sinistra fino ai fasci littorio ante litteram.
Infatti alle parole di Travaglio s’è indignato perfino Ciarrapico: cinque processi, cinque condanne, oggi senatore del Popolo delle Libertà .
Ma attenti, non c’è di che farci troppo sollazzo satirico. Questo schizzare di indignati prelude a un’azione questa volta sì preconfezionata e terribile. Bipartisan.
Finalmente destra e sinistra si ritrovano coinvolte dentro a una medesima cultura: quella dell’insofferenza verso la satira e la denuncia di ogni illecito.
Qui fate attenzione, non si tratta di occasionali esternazioni prodotte da un fastidioso ronzare contestatorio…. Qui, per la prima volta, dentro tutto o quasi l’arco politico del nostro Paese si è deciso di imporre il silenzio, la pace dello spirito e soprattutto delle idee.
“Basta con l’antipolitica” come ripetono gli eletti dello stagno e le rane sopravvissute all’ultimo conflitto “eliminiamo i mestatori”. Come dice la canzone: “Silenzio. Zitti e basta di gracchiare!” Si chiude. Piantatela con le denunce non controllate, le inchieste sopra le costruzioni abusive, le accuse di appalti truccati, con concorsi dove i vincenti sono già stabiliti. Smettiamola di eccitare gli animi, soprattutto le menti dei giovani e dei pensionati, a costo di annullare qualche garanzia di libertà e persino di democrazia.
In poche parole, interriamo lo stagno. Sabbia, per favore! Via le rane, pesci e uccelli. Guai a chi gracchia e rompe il silenzio di chi governa unito.
Dario Fo
Vi è “piacuta” la fiaba di Dario Fo per l’evento mediatico su Travaglio?
Non a caso a preso il Premio Nobel!
Quì da Wikipedia potete “sbirciare” tutta la sua storia artistica…E’ “fantastica“.
E in nome della Rete, del Web e del “mouse“, che le buone fiabe siano sempre con Noi…Click! Arrivederci alla prossima “belinata” dall’IperSuperGrullo della Rete…
il mago delle fiabe di genova
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Licenza Creative Commons 2.5
A proposito di Travaglio:
L’industria della coscienza …
Ma chi fa parte dell’industria della coscienza? Chi oltre all’attuale e ben nota leadership politica di sinistra - i noti Piero Fassino, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro - ne fa parte? Ecco alcuni nomi illustri: Beppe Grillo, Roberto Benigni, Dario Fo, Marco Travaglio, Michele Santoro, Gino Strada, Nanni Moretti e tanti altri come loro che da sempre si adoperano incessantemente a tenere ben sveglie le coscienze altrui e ben alti i propri profitti grazie al sentimento spinto di matrice sinistra. Già , perché sono migliaia i cultori dell’ideologia buonista ancora attivi, e hanno tutti - salvo qualche rarissima eccezione - un denominatore comune: un cospicuo conto in banca. E così fu che la cosiddetta elite della coscienza si inventò paladina dei poveri, per poi in seguito spacciarsi per la parte migliore del paese, la parte più buona, quella sana …
http://new-italy.net/i-falsi-profeti/industria-della-coscienza/
ma…a giudicare da quello che fa Gino Strada,penso che un cospicuo conto in banca se lo meriti pure
Non dimentichiamoci però di Maurizio Costanzo…