Jnifen Afef “Gomorra, un danno per il nostro Paese”

Dopo la storia dello scrittore, che non riesce a trovare casa nella sua città…
Il film, tratto dal libro di Roberto Saviano, sarebbe “un male” per il nostro Paese!
La Sig.ra Jnifen Afef Tronchetti Provera, dice la sua sul film, tratto dall’opera di Saviano.
Scopriamo da questa intervista trovata in Rete il suo pensiero!
Il pensiero di Jnifen Afef sulla Croisette da Cannes: Gomorra, un danno!
All’interno, dal Festival di Cannes, due trailer in argomento.
Buona lettura dal Vostro Cartapazio Bortollotti
Da Libero News l’intervista a Jnifen Afef Tronchetti Provera!
In tanti se lo sono chiesto, vedendola in posa davanti ai fotografi sul red carpet, al fianco di attrici più titolate di lei a far passerella sulla Croisette, cosa ci facesse Afef a Cannes.
La giornalista? Ah, certo, la stampa italiana si pregia della penna forbita della Jnifen.
Afef in realtà era a Cannes in qualità di madrina di un nuovo canale televisivo che unirà l’Italia al Nordafrica, la novità in questi ultimi giorni di casa Mediaset, che acquisito il 25% del Canale Messma, del gruppo tunisino Karoui & Karoui World!
L’ex modella tunisina, che ormai fa esternazioni a tutto campo, ha polemizzato sull’opportunità di presentare al festival film che mostrino i lati più negativi del Bel Paese.
Lei segue anche il cinema italiano, sa che qui a Cannes c’è una bella pattuaglia?, ha chiesto una giornalista alla Jnifen.
«Lo so, posso dire solamente… - ha commentato Afef - forse uscirò un po’ dal coro che non sono molto contenta perché in realtà io credo che…per carità ci sono dei grandissimi film che si fanno ed è giusto che si facciano i film come Gomorra o come Il Divo, che sono critici ma che fanno anche vedere la realtà in Italia».
Sarà contento Saviano, di sentire queste illuminate argomentazioni, lui che la passerella l’ha rifiutata perché s’è posto il problema della sicurezza altrui e che per lo stesso motivo, per il fatto di essere un dead man walking, vive sotto scorta e nella sua Napoli non gli concedono più nemmeno di affittare un appartamento perché nessuno vuole vivergli accanto rischiando la propria pelle.
«Adesso parlo come italiana - ha continuato la Jnifen -. Vorrei tanto che i nostri panni sporchi si lavano (sic) in casa perché in realtà gli altri ne approfittano sempre di noi, vogliono sempre far vedere noi come se fossimo il Paese più delinquente, più incapace, più di immondizia, di cose… Appena abbiamo qualcosa che non va, la stampa estera dio come si diverte! Io non c’ho più voglia di dargli questa cosa e allora mi spiace anche perché sinceramente Il Divo, per esempio, è un film che parla di Andreotti e Andreotti chi lo conosce all’estero? Nel senso, se non qualche politico…
Se no la gente, se gli dici Andreotti ti guarda strano.
Allora a me dà fastidio un pochino il fatto perché (sic) noi gli daremo altre possibilità per criticarci, ok? e per approfittare anche del… ecco noi non solo… gli diamo anche nel piatto. Dai, avanti, dateci addosso!
Non mi piace ecco, però poi, per carità, il cinema è libertà e ognuno deve fare quello che si sente di fare. Io non sono contenta. Non c’è un film che ci fa vedere con una cosa positiva italiana».
E menomale che c’è Afef a salvare il buon nome dell’Italia sulla stampa straniera.
Scrive il quotidiano panarabo al Sharq al Awsat: «Afef, la tunisina più amata dagli italiani» (amata? Chi gliel’ha detto, Veltroni?).
«Bella, ricca e affascinante - commenta il giornale - con il suo ottimo italiano, spesso non si tira indietro nel difendere la comunità araba sui media italiani. E’ diventata uno dei più famosi personaggi pubblici italiani- scrive il quotidiano - grazie alla coniugazione tra bellezza e intelligenza che rende il tutto possibile.
I più famosi stilisti italiani come Giorgio Armani e Roberto Cavalli fanno a gara per vestirla, la sua franchezza le è valsa la stima degli italiani e le ha fatto conquistare la prima pagina dei giornali quando ha risposto al controverso giornalista egiziano Magdi Allam convertitosi di recente al cristianesimo». Viene pagata in gioielli e diamanti?, le chiede il giornalista.
Impagabile la risposta:«Grazie a Dio, mio marito è ricco abbastanza per comprarmi i gioielli con i suoi soldi».
Ecco, perché i registi non fanno un bel film su una cosa positiva per l’Italia, come Telecom, gestita per anni da Tronchetti Provera, o sul bel mondo di Afef, il lusso, via Montenapoleone, le serate mondane e le vacanze in barca? (from Libero News)
Quì la notizia originale proveniente da Libero News!
Ed ora dal nostro Blog, ringraziando per la cortesia Libero News, aggiungo un No Comment, dopo la notizia da me pubblicata, sullo scrittore Roberto Saviano, che ”non trova casa nella sua città“.
Buon Web dal Vostro Cartapazio Bortollotti
Trailer “Gomorra“
Trailer “Il Divo“
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Ma perchè Afef non si limita a fare la bella statuina? Quello sa fare, si accontenti.
Che poi, a ben vedere, la colpa non è neanche la sua, ma dei giornalisti che le danno voce; e di chi, come noi, perde tempo a leggere le idiozie che escono da quella bellissima bocca
Mi dichiaro colpevole, vostro onore.
Gomorra ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes!
Paris 17/08/08
Ieri con amici francesi, Paese dove risiedo da molti anni, mi hanno convinto per film italiano, Gomorra di Matteo GARRONE. Al termine del film, silenzio, non c’è stato commento, credo per rispetto della mia presenza.
Mi è difficile esprimere il mio imbarazzato e amarezza difronte alla cruda realtà nella quale si trova un Paese Costituente della Comunità Europea! Come è possibile o interesse della Comunita Europea di lasciare delle realtà del genere nell’Unione Europea, con i Valori Instituzionali che Rappresenta?
Sono imbarazzato ad essere Europeo e italiano all’estero, nel vedere chi rappresenta questo Paese.
Attraverso i giornali e le TV internazzionali ci si rende conto di come l’Italia è dipinta nella sua realtà, i media italiani, non credibili per la maggior parte, mi sembrano più dediti, all’omertà, ipocrisia, demagogia o al pettegolezzo populista, quindi l’informazione non è affidabile!
Questo film e altre reali vicessitudini di questo Paese mi fanno rabbrividire.
Cordialmente
Grazie infinite Gian, per la tua testimonianza a nome della Rete e di Reset!
Sarebbe ora che i panni sporchi si laverebbero in famiglia.

Di quale Famiglia parli, cyberemi? La Famiglia cristiana, al governo, fuori dal governo, la prossima Famiglia Europea? La mafia non è più Cosa Nostra, anche se è nata a Casa Nostra e ci risiede.
Oggi, ha scritto ancora su questo, su questa signora ospite e moglie eccellente, su Gomorra…
Ho riportato pochi giorni fa la lettera di Saviano su questo sito, rileggila se ti va e dimmi dove trovi agio a fare il bucato.
Doriana
Carissima cyberemi, sarebbe invece l’ora che smettessimo di fare i mafiosi.
Le gomorra ci sono per quello.
Se i nostri bucati fossero puliti, non ci sarebbe tutto quanto c’è nel Bel Paese.
Sono i silenzi ed i panni lavati in famiglia che hanno creato il nostro status.
Il proteggere i nostri anche se hanno sbagliato….i famigli!
E poi la Signora Afef sarebbe meglio che faccesse qualche corso di comunicazione.
Un pò di Freewheeling le sarebbe utile per migliorare, magari controllando bene se ha la spina attaccata al muro.
Complimenti per il tuo blog…Ciao Bortollotti!
I panni sporchi si lavano in casa, ma si stendono al sole; se li lavi bene o male diventa quindi di dominio pubblico.
Se non li lavi per molto tempo si sente la puzza per strada.