Multinazionali in Allarme “Questi italiani Bamboccioni poco intraprendenti”

di il mago delle fiabe [ 31 Maggio 2008 ]
 

mago delle fiabe

StraSpummeggianti Naviganti del Web, ecco FratelMaghetto da Genova, che diciamolo tra Noi…Ragazzi, ci stanno ravanando la “salciccia”, ovvero, dalla stampa istituzionale, torna nuovamente fuori a disturbar l’aere…La famosa storia sui Bamboccioni! Belin ragazzi, non se ne può di più!
Allora ed Ordunque, visto che lo scorso Dicembre, per il Bamboccione Day, avevo fatto la magia del brano dedicato e dato che…A Reset, tra le Nostre NewEntry, abbiamo i Celeberrimi “Bamboccioni alla Riscossa”, perchè non svelare cosa scrive la stampa sui Bamboccioni?
E poi, con un prezioso colpettino di mouse, perchè non rinnoviamo la Fiaba del B-Day?
Certamente, perchè dovete sapere che ad un genovese e per di più mago, meglio evitare di “ravanar” “lo spago” e quindi “Fiato alle Trombe Bamboccioni di tutta Italia e leggiamo come tentano di “MenarSalciccia”, in ogni dove, paese, contrada e città!

PerDunque e PerBacco, nonchè licchelacche, eccovi uno stralcio da Repubblica
Non sanno l’inglese, hanno poche idee piuttosto confuse e scarsa capacità propositiva: sì, in fondo i ragazzi italiani sono davvero un po’ “bamboccioni”. Le aziende internazionali che hanno a che fare con i nostri neolaureati danno ragione a Tommaso Padoa-Schioppa che quando utilizzò quel termine, qualche mese fa, scatenò risentimenti e polemiche in più di una generazione. Ma a sentire chi gira le università a caccia di nuovi talenti l’analisi dell’allora ministro dell’Economia non era del tutto sbagliata. Lo dicono molte delle 115 aziende che ieri, nel “career day”, hanno invaso i cortili di una delle più importanti università private, la Luiss di Roma, per contattare possibili reclute…e questo è il finale dell’articolo…Riassumendo, comunque, a tutti loro si può dare qualche consiglio: Erasmus, inglese e voglia di sporcarsi le mani. Tre mesi da cameriere a Londra possono valere più di molti altri titoli.

Mi fermo quì, senza commentare, perchè mi scappa da ridere a leggere tutte le belinate che scrive “Repubblica” e poi mi tocca anche replicare!

Indi e PerCui…Leggete il tutto da Repubblica, ma prima prendete un bel digestivo “Antonetto”. E’ un consiglio per la salute di FratelMaghetto!
Quindi e PerOnde, da Reset, lo “sconosciutissimo” mago delle “belinate” di genova, rinnova il brano del B-Day, del 1 Dicembre 2008.
State in campana, perchè il prossimo Dicembre nei primi giorni…si rinnoverà l’evento.
Infatti da Luca Degli Esposti, l’inventore del B-Day…beh, vi stralcio una parte della sua mail.

Mi auguro che anche tu come tanti altri, tantissimi (più di 300 MILA), abbia potuto partecipare a questo grande evento, enorme per essere nato dal basso, dal web e da una mente sola. E’ anche grazie a te che oggi, dopo mille peripezie, ci siamo fatti sentire noi Bamboccioni che fieri di esserlo ma non per scelta, abbiamo manifestato, firmato petizioni ed urlato il nostro malessere al Ministro TPS: ben più di 12.700 magliette gli sono state recapitare al Ministero sotto Natale e non c’è che dire, è stato un grande successo, anche le Poste Italiane hanno capito la questione! Stiamo organizzando la 2° giornata nazionale del Bamboccione Day, un modo, tutto nostro, per ribadire che vogliamo certezze, sociali ed economiche e che lottiamo e lotteremo ogni giorno per averle. Tutto si ripeterà ai primi di Dicembre del 2008, quindi resta aggiornato. Non mancare!

Belandi ragazzi, diciamolo, 12.700 magliette recapitate al Buon Tommaso e nessuno ha scritto una riga sui giornali, del bel tempo che fu…
Quindi, per la serie, MeneImbelino, eccovi la fiaba del B-Day 2007, in attesa del B-Day 2008!
Immagino, che ora starete pensando, adesso scrive…E che le buone fiabe siano sempre con noi, nei secoli dei secoli…Click!
No, cari presupposti Bamboccioni, come scrivono su Repubblica, proprio no…Non ve lo scrivo!
Vi lascio indefessi con la fiaba, sperando che da ogni dove, paese, contrada e città…
La smettano di “ravanar” salciccia a Tutti Noi!
Mi ci metto anch’io, perchè, non per l’età ormai avanzata, ma per mente e fantasia, mi sento un “Bamboccione”, quindi, porto via il belino…E così sia!

NdA…Leggetevi la fiaba ed anche la nostra NewEntry, per Noi, ma SuperStraConosciutissima in ogni dove, ovvero “Bamboccioni alla Riscossa“, perchè diciamolo tra Noi, in Gran Segreto, non sono i soliti Bamboccioni alla TPS, loro sono dei Bamboccioni alla Riscossa!

Bamboccione Day Fable 1 Dicembre 2007

Bamboccione Day, è la nuova scadenza in Agenda Italia.
In svariate occasioni, FratelMaghetto, dedica un brano.
Tradizione familiare, da quando la Vita ha insegnato il segreto mestiere.
Una fiaba per un giorno, che forse non segnerà l’italica storia.
Però, è l’ulteriore prova, che esiste il “basso” e che bisogna sempre farne conto!
Il 1 Dicembre, ragazze e ragazzi, saranno nelle piazze, per un evento con molti consensi “emotivi” e il mago delle fiabe, sarà presente con queste semplici righe.
Non sono scritte, pensando ad uno scontato marketing.
Sono scritte, perchè mi sento un Bamboccione. Cosa volete, il mago non vuole proprio invecchiare! Sarà un ricordo, per tutti quanti vi parteciperanno?
La Grande Madre Rete, fornirà responso!
Comunque sia, lo metterò nel mio vecchio baule, ove c’è anche il primo il ciucciotto, quando ero un cucciolotto! Fra tanti anni, rileggere…”Potrebbe Fermare il Tempo”.
Quell’impossibile ed Inimmaginabile Potere delle Fiabe!
Doverosamente, ringrazio il Buon Tommaso Padoa Schioppa, per l’input!
Diciamolo…E’ una persona stupenda!
Istruzioni per l’Uso…In fondo al Post, stampare e riporre nel vostro baule, come un vecchio manoscritto, regalare poi il brano in Rete, perchè, come misteriosamente consigliava, un vecchio e caro amico mago…Donare una fiaba al giorno, può anche togliere “la sfiga di torno”.
Proviamo per Credere? Saluti ed alla prossima dal mago delle fiabe più Citrullo del pianeta!

C’era una volta….

Si racconta, che tanti anni orsono, nel lontano 1 Dicembre 2007, il Sole si svegliò!
Stiracchiò i suoi splendidi raggi e vide in lontananza l’Astro d’Argento.
Sbadigliando fragorosamente, la Luna, salutò il Sole come ogni mattina e andò a riposar serena, in una bella e vaporosa coltre di nubi.
Poi arrivarono il Vento e il Cielo, e borbottò…Buonagiornata miei cari e buon lavoro!
Gli amici da sempre risposero…Buon giorno splendido amico Sole!
Poi, sbucarono dal nulla, due rondini chiacchierine, si avvicinarono e domandarono…
Ma cosa succede in giro per l’Italia?
Ci sono milioni di ragazzi nelle strade e nelle piazze!
Il Sole, curiosissimo come un riccio, si buttò in picchiata, per andare a scoprir l’arcano e dopo ritornò…
Amici, che bello, oggi è una gran giornata, si chiama B-Day, ed i paesi, le contrade e le città, sono stracolme di sorridenti ragazzi in festa.
Striscioni e volantini, in ogni dove con su scritto…
Bamboccione Day 1 Dicembre 2007, partecipa con noi alla festa dei Bamboccioni d’Italia.
In tutte le città, c’è un gran ed allegro tramestio!
Ma che bello…Ma di cosa si tratta? Domandarono tutti in coro…
Non ho ben capito, replicò il Sole, non ho potuto avvicinarmi troppo, però ho visto mille banchetti, ove raccoglievano delle firme! ChissaPerchè? ChissaChiLoSa?
E’ un mare immenso di ragazzi allegri e felici e tutti indossano una maglietta con su scritto “Sono un Bamboccione”
E le rondini estasiate…Che bello ed hai visto altro amico Sole?
Si, ho anche visto che tutti i Bamboccioni, si toglievano la maglietta anche sudata e la riponevano dentro una busta.
Era indirizzata ad un certo Tommaso Padoa Schioppa. E poi sopra c’era una frase…Mamma me la lavi? ChissaPerchè? Anzi…ChissaChiLoSa?
Un grande cartello, avvisa che le buste saranno spedite al più presto in dono per Natale al Signor Tomaso.
Chissà come sarà contento Tommaso, quando le riceverà per le feste!
Ma che bello, che magnifico regalo…Che Meraviglia delle Meraviglie!
Oggi, quindi in Italia è sicuramente una Giornata Tutta Speciale…
Ullallà che prodigio incredibile, esclamarono festanti più che mai!
Ed insieme con il Sole, in un battibaleno, cominciando a girare in tondo, ed ognuno di loro si mise come ogni giorno all’opra!
Come in tutte le fiabe, cosa avvenne in quel lontano giorno, nessuno raccontò!
Si narra però, che vennero raccolte tante firme, per una petizione e che le feste nelle città, furono più di mille e tutti parteciparono con la complicità di una serena e fantastica allegria….
E nell’aria, il 1 Dicembre 2007, una curiosa melodia risuonò, in tutti i paesi, contrade e città.
Un colossale ed imperdibile coro, faceva così…

Son Bamboccione dove mi metto, dove mi metto, non si sa…
se Tommaso me lo dice, io mi metto di quà o di là…
Trullallero…Trullallero…Trullallero…Trullalla
se Tommaso me lo dice, io mi metto di quà o di là…
Il buon Tommaso dove lo metto, dove lo metto non si sa.
Se Tommaso torna a casa sono contento come un pascià!
Trullallero…Trullallero…Trullallero…Trullallà
Se Tommaso torna a casa sono contento come un pascià!

Roberto Aldo Mangiaterra alias il mago delle fiabe

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Questo articolo è stato inserito il 31 Maggio 2008 alle 21:11 nella categoria Comunicati, Cronaca Nazionale, Economia e Finanza, Opinioni, Web e Tecnologie. Puoi restare aggiornato alle repliche a questo articolo attraverso il feed RSS 2.0. Puoi commentare, o inserire un trackback dal tuo sito.

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2 Commenti »

2008-06-01 17:22:41

Caro maghetto,
anzitutto ti ringraziamo ancora per le citazioni e i complimenti. Sappi che per noi tu rappresenti una GRANDISSIMA soddisfazione.

Sono Sandro, uno dei due bamboccioni alla riscossa. E se avessi qui davanti a me Luisa Grion e Padoa Schioppa avrei proprio qualcosa da dir loro. A voce molto alta.
Perchè io bamboccione lo sono per davvero. Ma mica per scelta. Mi ci hanno tirato dentro.
Io avevo fatto di tutto per non diventarlo. E avevo seguito tutti i consigli di Repubblica.
Ho fatto Erasmus in Francia, per un anno. Mi sono laureato a 25 anni con il massimo dei voti. E con una laurea ancora di vecchio tipo. Ho lavorato sei mesi a Londra, di cui tre da cameriere e uno da aiuto-cuoco. Ho viaggiato, cambiato spesso città e nazione, e sono ancora disposto a farlo. Mi sono sporcato le mani: ho lavorato come apprendista grafico, come cameriere stagionale e come caposala, come operatore all’autogrill e come impiegato.
E infine come professore. Almeno ora le mani non me le sporco più.

Insomma, parlo inglese e francese. Ho fatto la vecchia laurea e non la nuova. Mi sono spostato e ho viaggiato. E anche tanto. Ho fatto il cameriere a Londra per tre mesi. Mi sono sporcato le mani facendo lo stagionale e i lavori più improbabili, quelli di cui la nostra classe dirigente ignora persino l’esistenza. Perchè alla fine i soldi sono soldi, comunque arrivino. E perchè credevo nel merito.

Ho fatto tutto quello che ha consigliato LUISA GRION su Repubblica
A Repubblica, per questo, non mi hanno mai fatto nessun complimento. Nemmeno Tommaso Padoa Schioppa me l’ha fatto. E nemmeno alla Microsoft. E nemmeno le aziende dove ho lavorato mi hanno mai premiato granchè.

Per capire le ragioni di questo disastro ho dovuto studiare. E arrivare a delle conclusioni.
E queste conclusioni dicono che il problema stava a monte. Tutti si erano infatti dimenticati di dirmi una cosa: che le regole del gioco sono truccate. Che in Italia non serve ammazzarsi di lavoro. Semplicemente perchè il lavoro non paga.
In Italia devi nascere nella famiglia giusta.

“Se la vitalità di un paese si misura con il ruolo delle nuove generazioni, allora l’Italia non è in declino: è in coma. Nella nostra vita pubblica le persone fra venti e quarant’anni non contano quasi nulla. Abbiamo la classe dirigente più vecchia dell’Occidente e i livelli di occupazione giovanili più bassi. In più, quelli che lavorano sono precari, mal pagati e depressi da un livello di mobilità sociale bassissimo. Un italiano dai venti ai trent’anni guadagna in media meno di 10.000 euro all’anno, la metà di un inglese e un tedesco, mille euro in meno di uno spagnolo. Non stupisce che i soldi della famiglia di origine, “la paghetta”, siano la principale fonte di reddito per due terzi dei ventenni italiani. […] In tutti i settori funziona in Italia una selezione alla rovescia, per cui se un giovane è creativo, critico e autonomo incontra mille difficoltà nel mondo del lavoro, mentre vengono più facilmente accolti quelli che accettano le regole precostituite. In definitiva, sono preferiti i giovani già vecchi. Le possibilità di far carriera grazie al merito e alle capacità sono assai limitate non solo rispetto al modello americano, ma a qualsiasi società occidentale. L’Italia esprime una società conservatrice dove si muore come si è nati: ricchi o poveri”
(tratto da “Questa Italia nemica dei giovani”, di Curzio Maltese, su “il venerdì di Repubblica”, 2-6-2006.

“In Italia i giovani devono infatti soprattutto ringraziare i genitori e la rete informale degli aiuti parentali per il fatto di ottenere quanto invece altrove si ha come diritto. Una società nella quale conta soprattutto scegliersi bene la famiglia in cui nascere, e poi tenersi buoni i genitori il più a lungo possibile, non è l’esatto ritratto di una società equa e dinamica. Perché i giovani francesi protestano (a torto o a ragione) per migliorare leggi che considerano sbagliate (o semplicemente a loro svantaggiose), e quelli italiani no?”
(tratto da http://www.lavoce.info/articoli/pagina2280.html)

Mio padre e mia madre non sono ricchi. E questo in Italia è il vero problema. Questa è la mia colpa.

Il padre di Tommaso Padoa Schioppa, invece, si chiama Fabio Padoa Schioppa, ed è l’amministratore delegato delle Assicurazioni Generali.

Questa è la vera differenza tra un bamboccione e un “emancipato”. Il resto sono chiacchiere. Il lavoro in Italia, purtroppo, non paga.

Un saluto a te, caro maghetto che ci leggi con tanto entusiasmo. E un saluto solidale a tutti i bamboccioni d’Italia. Con una raccomandazione: emigrate!

 
2008-06-01 17:29:47

Caro maghetto,
anzitutto ti ringraziamo ancora per le citazioni e i complimenti. Sappi che per noi tu rappresenti una GRANDISSIMA soddisfazione.

Sono Sandro, uno dei due bamboccioni alla riscossa. E se avessi qui davanti a me Luisa Grion e Padoa Schioppa avrei proprio qualcosa da dir loro. A voce molto alta.
Perchè io bamboccione lo sono per davvero. Ma mica per scelta. Mi ci hanno tirato dentro.
Io avevo fatto di tutto per non diventarlo. E avevo seguito tutti i consigli di Repubblica.
Ho fatto Erasmus in Francia, per un anno. Mi sono laureato a 25 anni con il massimo dei voti. E con una laurea ancora di vecchio tipo. Ho lavorato sei mesi a Londra, di cui tre da cameriere e uno da aiuto-cuoco. Ho viaggiato, cambiato spesso città e nazione, e sono ancora disposto a farlo. Mi sono sporcato le mani: ho lavorato come apprendista grafico, come cameriere stagionale e come caposala, come operatore all’autogrill e come impiegato.
E infine come professore. Almeno ora le mani non me le sporco più.

Insomma, parlo inglese e francese. Ho fatto la vecchia laurea e non la nuova. Mi sono spostato e ho viaggiato. E anche tanto. Ho fatto il cameriere a Londra per tre mesi. Mi sono sporcato le mani facendo lo stagionale e i lavori più improbabili, quelli di cui la nostra classe dirigente ignora persino l’esistenza. Perchè alla fine i soldi sono soldi, comunque arrivino. E perchè credevo nel merito.

Ho fatto tutto quello che ha consigliato LUISA GRION su Repubblica
A Repubblica, per questo, non mi hanno mai fatto nessun complimento. Nemmeno Tommaso Padoa Schioppa me l’ha fatto. E nemmeno alla Microsoft. E nemmeno le aziende dove ho lavorato mi hanno mai premiato granchè.

Per capire le ragioni di questo disastro ho dovuto studiare. E arrivare a delle conclusioni.
E queste conclusioni dicono che il problema stava a monte. Tutti si erano infatti dimenticati di dirmi una cosa: che le regole del gioco sono truccate. Che in Italia non serve ammazzarsi di lavoro. Semplicemente perchè il lavoro non paga.
In Italia devi nascere nella famiglia giusta.

“Se la vitalità di un paese si misura con il ruolo delle nuove generazioni, allora l’Italia non è in declino: è in coma. Nella nostra vita pubblica le persone fra venti e quarant’anni non contano quasi nulla. Abbiamo la classe dirigente più vecchia dell’Occidente e i livelli di occupazione giovanili più bassi. In più, quelli che lavorano sono precari, mal pagati e depressi da un livello di mobilità sociale bassissimo. Un italiano dai venti ai trent’anni guadagna in media meno di 10.000 euro all’anno, la metà di un inglese e un tedesco, mille euro in meno di uno spagnolo. Non stupisce che i soldi della famiglia di origine, “la paghetta”, siano la principale fonte di reddito per due terzi dei ventenni italiani. […] In tutti i settori funziona in Italia una selezione alla rovescia, per cui se un giovane è creativo, critico e autonomo incontra mille difficoltà nel mondo del lavoro, mentre vengono più facilmente accolti quelli che accettano le regole precostituite. In definitiva, sono preferiti i giovani già vecchi. Le possibilità di far carriera grazie al merito e alle capacità sono assai limitate non solo rispetto al modello americano, ma a qualsiasi società occidentale. L’Italia esprime una società conservatrice dove si muore come si è nati: ricchi o poveri” (tratto da “Questa Italia nemica dei giovani”, di Curzio Maltese, su “il venerdì di Repubblica”, 2-6-2006.

“In Italia i giovani devono infatti soprattutto ringraziare i genitori e la rete informale degli aiuti parentali per il fatto di ottenere quanto invece altrove si ha come diritto. Una società nella quale conta soprattutto scegliersi bene la famiglia in cui nascere, e poi tenersi buoni i genitori il più a lungo possibile, non è l’esatto ritratto di una società equa e dinamica. Perché i giovani francesi protestano (a torto o a ragione) per migliorare leggi che considerano sbagliate (o semplicemente a loro svantaggiose), e quelli italiani no?” (tratto da http://www.lavoce.info/articoli/pagina2280.html)

Mio padre e mia madre non sono ricchi. E questo in Italia è il vero problema. Questa è la mia colpa.

Il padre di Tommaso Padoa Schioppa, invece, si chiama Fabio Padoa Schioppa, ed è l’amministratore delegato delle Assicurazioni Generali.

Questa è la vera differenza tra un bamboccione e un “emancipato”. Il resto sono chiacchiere. Il lavoro in Italia, purtroppo, non paga.

Un saluto a te, caro maghetto che ci leggi con tanto entusiasmo. E un saluto solidale a tutti i bamboccioni d’Italia. Con una raccomandazione: emigrate!

 
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