Goodbay Cittadinanza
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“Lo spirito della democrazia non può essere imposto senza la democrazia stessa. Esso viene dall’interno. In una vera democrazia, gli uomini e le donne imparano a pensare da soli” Mahatma Ghandi.
PER LA PRIMA VOLTA DALLA NASCITA DELLA REPUBBLICA, VIENE INTRODOTTA LA TESSERA DI POVERTA’.
Carità invece dei diritti sociali, ovvero la perdita del diritto di cittadinanza.
La cittadinanza comprendere, diritti e doveri giuridicamente riconosciuti. Quali possano essere le difficoltà e le potenzialità dello status di “cittadino” nell’attuale scenario politico e sociale della nostra democrazia. Il cittadino dovrebbe essere guidato da un motore che spinge verso l’esigenza personale tra senso civico, responsabilità sociale e passione verso la “cosa pubblica” e questo gli fa acquisire pieno diritto di cittadinanza.
Il tema della cittadinanza è un tema di estrema attualità sopratutto in questo contesto socioeconomico sempre più globalizzato.
Risulta dunque necessario, prima di avviare una qualsiasi riflessione, procedere a una preliminare chiarificazione concettuale.
Questo interesse, per la nozione di “cittadinanza” nasce perchè può assumere, significati diversi e valori politici divergenti. In questo senso è utile partire nel ragionamento avvalendoci di Theodor H. Marshall, il sociologo inglese considerato l’ideatore stesso della nozione moderna di “cittadinanza”.
La cittadinanza secondo T.H. Marshall Marshall, tenta di spiegare la nascita e l’evoluzione della cittadinanza, concentrandosi sulla relazione tra essa e lo sviluppo del sistema di classe tipico delle economie capitalistiche.
Marshall non aveva dubbi che, dando al “cittadino” un’uguaglianza di status rispetto a certi diritti (stessa pensione, stesso accesso al servizio medico), il Welfare State avrebbe determinato una “grande estensione dell’area della cultura e dell’esperienza comuni”, la quale a sua volta avrebbe contribuito a mantenere la coesione sociale.
Ne derivava che il Welfare State poteva anche essere considerato come una sorta di tributo pagato dalle classi dominanti alla stabilità e alla sopravvivenza stessa del capitalismo. La sua tesi, in breve, è la seguente:
I tre elementi della cittadinanza
- L’elemento civile è composto dai diritti necessari alla libertà individuale: libertà personali, di pensiero, di parola e di fede, il diritto di possedere cose in proprietà e di stipulare contratti validi, e il diritto di ottenere giustizia
- Per elemento politico intendo il diritto a partecipare all’esercizio del potere politico, come membro di un organo investito di autorità politica o come elettore dei componenti di un tale organo
- Per elemento sociale intendo tutta la gamma che va da un minimo di benessere e sicurezza economica fino al diritto a partecipare pienamente al retaggio sociale e a vivere la vita di persona civile, secondo i canoni vigenti nella società.
Cittadinanza, diritti, disuguaglianza.
“L’estensione dei servizi sociali,sosteneva Marshall, non è in prima istanza un mezzo per livellare i redditi. In certi casi può portare a questo risultato, in altri no.(…) Ciò che importa è che vi è un generale arricchimento della sostanza concreta della vita civile, una riduzione generale del rischio e dell’incertezza, un livellamento tra i più fortunati e i meno fortunati, in tutti i settori: fra sani e malati, occupati e disoccupati, vecchi, persone attive, scapoli e capi di famiglie numerose. Il livellamento non avviene tanto tra le classi quanto tra gli individui nell’ambito di una popolazione che viene trattata adesso a questo fine come se fosse una classe sola. L’uguaglianza di status è più importante dell’uguaglianza di reddito”
In Conclusione:
La destra non ha rinunciato allo smantellamento dello Stato Sociale. Un’istituzione, mai dimenticarlo fondata “non sulla carità , una tantum”, “ma sui diritti sociali una semper”.
Lo zuccherino del “conservatorismo compassionevole” andrebbe rimandato al mittente con sdegno.
Dalla memoria di un Livornese: Gli obiettivi per cui è sorto il movimento per il socialismo?
“L’obiettivo del superamento di ogni forma di sfruttamento e di oppressione dell’uomo sull’uomo, di una classe sulle altre, di una razza sull’altra, del sesso maschile su quello femminile, di una nazione su altre nazioni.
E poi: la pace fra i popoli, il progressivo avvicinamento fra governanti e governati, la fine di ogni discriminazione nell’accesso al sapere e alla cultura.
Ebbene, se guardiamo alla realtà del mondo d’oggi chi potrebbe dire che questi obiettivi non sono più validi?
Tante incrostazioni ideologiche (anche proprie del marxismo) noi le abbiamo superate.
Ma i motivi, le ragioni profonde della nostra esistenza quelle no, quelle ci sono sempre e ci inducono ad una sempre più incisiva azione in Italia e nel mondo.”
Orwell, il computer, il futuro della democrazia Intervista a Enrico Berlinguer - Ferdinando Adornato “l’Unità” 1° dicembre 1983
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Speriamo che l’addetto ai lavori dia le dimissioni, così come per magia. Ci mancava questa tessera, ma vedrai le altre che spunteranno fuori da questi ennesimi “dilettanti” allo sbaraglio. Compliments per il post, prodigioso come sempre del Grande Ernesto e quindi…Concludendo…Concludendo…Grappa Bocchino Sigillo “Nero”…Ciao Ernesto ed alla prossima da FratelMaghetto!

Manca credo un punto essenziale, appena sfiorato, nelle tue pur giuste riflessioni: se la politica economica, il fulcro di un Paese, viene decisa in un luogo “altro” rispetto al territorio in cui vivono i cittadini tanto spesso da noi tutti citati,( Bruxelles) come attualizziamo quel che diceva Gandhi ? “In una vera democrazia, gli uomini e le donne imparano a pensare da soli” Mahatma Ghandi.
Noi possiamo imparare a pensare da soli, ma gli strumenti di governo ci sfuggono, la sovranità spetta al Popolo? Ma resta sulla carta : è l’europa economica dei banchieri, delle Lobby, degli ECONOMISTI DEI PROFESSORI TEORICI BEN PASCIUTI, che detta la marcia ai politici nostrani che possono anche,come il Presidente della repubblica fa notare, farsene comodo paravento.
In Italia poi da troppo tempo sopportiamo una indifendibile confusione di ruolo tra i poteri, che ha portato a fare cadere il precedente governo che lo meritava secondo molti, ma onestamente, il risultato della forzatura ( perchè di questo si è trattato )
è che alcune forze politiche del paese non sono rappresentate in Parlamento, ed obiettivamente, non è un bene.
Ora se per via giudiziaria si fa cadere un governo ampiamente votato, o peggio si cerca di scippare il voto agli Italiani con una nuova maggioranza creata a tavolino dalle solite Lobby di potere, sempre quelle che trasversalmente scalpitano e NON SONO MAI SAZIE, visto che continuano a bruciare impunite risorse che non gli appartengono, di che stiamo parlando? Di che democrazia, di che consapevolezza dei cittadini? Di che progresso, DI CHE FUTURO in sostanza?
Da quando abbiamo permesso un’immigrazione di massa, voluta dai padroni e dai sindacati, nonchè dalla Chiesa, lo stato sociale è andato a remengo. I padroni hanno un’immensa schiera di poveracci disposti a lavorare per quasi niente e a tenere la testa bassa. Degli accordi sindacali e altre conquiste se ne fregano, vivevamo discretamente, adesso la povertà avanza ogni giorno anche nei ceti medi. E’ c’è ancora qualcuno che dice che gli immigrati portano ricchezza, sì ai padroni però.
Sai Vittorio , anche la immigrazione di massa è voluta e benedetta dalla Lobby europea, serve a tenere bassi i salari, ora poi c’è un certo Trichet che dei salari bassi e dello spauracchio inflazione ne fa una crociata, onde tener coperte certe responsabilità dei mercati finanziari ( cioè banche Alta finanza e gente che si è giocata alla Roulette i beni sudati dalla gente comune, che ora deve ripagare le spese folli , non sue, con alte tasse e bassi salari e poi esser tacciata di bamboccioneggiare… ).