George Carlin Lutto nel mondo della Controcultura!

di Roberto Aldo Mangiaterra [ 23 Giugno 2008 ]
 

Da Los Angeles, la notizia di questo grande personaggio della controcultura americana.
Una vera icona, basta andare su YouTube e vedere quanti video sono stati caricati in suo omaggio, in queste ultime ore. George Carlin, un vero “eroe” della controcultura americana.
Noto per i suoi sketch pieni di riferimenti a droghe e utilizzo di parole spinte, è morto domenica per un attacco cardiaco, in un ospedale nell’area di Los Angeles, all’età di 71 anni.
Carlin, sofferente da tempo di cuore, è morto al St. John Center di Santa Monica poche ore dopo esservi stato ammesso per aver accusato forti dolori al petto. Conosciuto per il suo tagliente, provocatorio materiale, Carlin raggiunse lo status di una icona dell’anti-establishment negli anni ‘70, con le sue recite solitarie ricche di riferimenti alle droghe, e in particolare con lo sketch, “Seven dirty words”.
Sette parole volgari che nessuno dovrebbe dire in televisione.
Vediamo tutto di lui, della sua storia artistica e il Video del celebre sketch “Seven Dirty Words”
Scopriamo anche quelle terribili parole? Una è “fuck” e le altre sono ancora più terribili?
Dipende da come uno vede il Mondo! Lui diceva che “Napalm” era tra le più “Terribili“.
Napalm, però, in Tv si poteva dire. “Fuck” era “proibito“.

Qui e non Qui, quo e qua, la traduzione del famoso sketch “imperdibile” , ospitata dalla Scuola di legge Università del Missouri-Kansas City (UMKC). 
Da Wikipedia scoprire, non tutto di lui, ma l’impossibile. Era stato un vero genio della comunicazione. Cinematografia, musica e…Leggete e scoprirete chi era George Carlin!
Anche se, sono più che certo che per Voi, non era un “sconosciuto”.
Il New York Times, oggi lo celebra in prima pagina!
ChissàPerchè cari Lettori? Sicuramente ha donato tanti bei momenti felici agli Americani!
Cmq, lo sketch resta certamente il più noto della sua carriera, in parte per le sue conseguenze giudiziarie.
Infatti, Carlin fu arrestato nel 1972 durante uno spettacolo, per violazione delle leggi locali sull’uso di espressioni volgari. Nel 1978 la Corte Suprema degli Stati Uniti sentenziò peraltro che le parole di Carlin erano volgari ma non oscene.
E queste sono “le parole incriminate”…
shit, piss, fuck, cunt, cocksucker, motherfucker e tits.
Una pausa di “riflessione”, è un “dovere” di fronte a queste parole tanto “terribili”.
Tanto terribili che, non puoi dirle in TV…“Seven Words You Can Never Say on Television”.
Napalm, invece si poteva dire…Così si racconta di George Carlin!
Due Note Ansa freschissime su questo personaggio “contro“.
Carlin era nato nel 1937 a Manhattan, nel quartiere di Morningside Heights soprannonimato la Harlem bianca, dove sua madre l’aveva cresciuto senza marito.
Diceva di se stesso…
“Non ho nessun credo. Non credo in questo paese. Non credo nella religione, in un dio, non credo in tutte queste idee istituzionali create dall’uomo”, aveva detto il comico alla Reuters in una intervista del 2001.
Nella sua lunga carriera l’autore di ‘Seven Words You Can Never Say in Television’ aveva vinto quattro Grammy e di recente era stato insignito del premio Mark Twain per l’umorismo che gli verrà assegnato postumo in una cerimonia in novembre a Washington.
“Non ci ha fatto soltanto ridere, ha fatto riflettere”, ha commentato Stephen Schwarzmann, presidente KennedyCenter, dove si terrà la cerimonia, ricordandone l’influenza sulle nuove generazioni di comici.
E concludiamo a Reset, “riflettendo” in Video SuperCelebre delle “Seven Dirty Words”.
Andate su YouTube e godetevi la “sua faccia”, al di là delle parole e dei limiti della lingua…
George Carlin era una “Faccia“.
Ciao George e da lassù, tra una battuta e l’altra con i pre-supposti dell’Ultimo Piano, inviaci una briciola della tua “simpatia” per “riflettere“. La tua simpatia targata “Controcultura”.
Ne abbiamo tanto bisogno di “Controcultura”.
Il Coraggio della Controcultura!

Oops, dimenticavo…Andate sul suo sito e guardate quei “due occhi” in fondo a destra.
Sono i Suoi…Cliccate e poi…Beh vi lascio curiosi! A me George ha fatto impazzire!

“Seven Dirty Words”

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Questo articolo è stato inserito il 23 Giugno 2008 alle 15:25 nella categoria Comunicati, Editoria e TV, Esteri, Opinioni, Parola alle immagini, Web e Tecnologie. Puoi restare aggiornato alle repliche a questo articolo attraverso il feed RSS 2.0. Puoi commentare, o inserire un trackback dal tuo sito.

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