Nessun politico italiano si contrappone alla guerra.
USA: 4.000 morti (aggiornato al 24/03/2008) e 30.000 feriti (aggiornato al 24/03)
- Regno Unito: 173 morti
- Italia: 33 morti
- Polonia: 23 morti
- Ucraina: 18 morti
- Bulgaria: 13 morti
- Spagna: 11 morti
- Australia, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Danimarca, El Salvador, Estonia, Georgia, Kazakhstan, Lettonia, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Thailandia, Ungheria: 35 morti.
Il totale è di 4.188 morti e più di 30.000 feriti.
A questi vanno aggiunte le morti clandestine, avvenute in scantinati tramutati in prigioni lager, in caserme dalle stanze scorticate e dal puzzo di sangue rappreso, le aule delle torture.
Dove uomini, donne e ragazzi dal nome anonimo e dal volto sconosciuto son stati uccisi e fatti sparire; li ritroveremo un giorno, scoprendo con qualche scavo una fossa comune.
Le morti che non fanno ne testo ne numero, ufficialmente desaparecidos.
A queste aggiungiamo il numero delle morti dovute alle lunghe esposizioni all’uranio impoverito.
Sono 45 i morti, oltre 500 gli ammalati gravi.
Storie di uranio, leucemie e reduci della guerra vicino casa che nessuno rivendica.
Si continua a morire di guerra. Mentre si manifestava contro l’ampliamento della base americana di Vicenza, mentre il governo cercava una strada possibile per fare della guerra e della pace qualcosa di doveroso, immerso in tutte le sue incoerenze e gravi mancanze, mentre il Parlamento si apprestava a rivoltare il finanziamento per la missione in Afghanistan, moriva, dopo cinque anni di agonia, in un ospedale romano, un giovane di 30 anni di Acerra: Amedeo D’Inverno, vittima numero 45 a causa dell’uranio impoverito.
513 persone sono attualmente ammalate di leucemie e neoplasie gravi.
Anche il lungo elenco degli USA è pieno di doverose omissioni.
Non si tiene conto dei numerosi ragazzi rientrati apparentemente sani ma che, a lungo, hanno evidenziato gravi problemi psichici e fisici, tra cui troppi suicidi inspiegabili.
Rientrano con le divise scurite dal sole del deserto, senza fori, senza lacerazioni. Incolumi.
Rientrano con la pelle inspessita, scurita, d’un tratto invecchiata; la densa polvere, la mancanza di igiene, un sole impietoso a causare le precoci rughe.
Rientrano nelle case, nelle loro camerette, dai loro figli o da figli: credendo che tutto potesse restare li dove lo hanno lasciato, in trincea.
Invece scoprono nelle notti insonni d’esser perseguitati dai fantasmi.
Allucinazioni dovute alla continua tortura assordante dei missili intelligenti: l’eco, spiegherà qualche medico zittito senza troppi complimenti.
Disturbi mentali, causa – effetto di una guerra ingiusta e crudele.
Troppi bambini raccolti a pezzi sulla nuda terra, troppe orribili immagini perseguitano questi ragazzi rientrati dal fronte e incapaci di tornare a vivere e a godersi una passeggiata o una partita di calcio.
Gli Stati Uniti D’America non hanno ne tempo, ne volontà , ne denaro sufficienti per occuparsi dei suoi soldati. Accadde con i marins del Vietnam, accade oggi con l’Iraq.
Fonti giornalistiche affermano circa un quinto dei soldati USA di ritorno dall’Iraq (e dall’Afghanistan) soffre di una qualche forma di “post-traumatic stress disorder” o “profonda depressione”, spesso associati a “sospetto trauma cerebrale”; questo disordini sarebbero all’origine dell’altissimo numero di suicidi (6.250 nel solo 2005) fra i veterani di guerra americani.
I rapimenti:
- Fabrizio Quattrocchi
- Umberto Cupertino
- Maurizio Agliana e Salvatore Stefio che vennero rapiti nell’aprile del 2004; Quattrocchi fu assassinato dopo pochi giorni mentre gli altri furono liberati da un blitz delle forze della coalizione.
- Il giornalista free-lance Enzo Baldoni fu rapito e ucciso nell’agosto del 2004.
Le due operatrici umanitarie Simona Pari e Simona Torretta dell’organizzazione Un ponte per.. furono rapite il 7 settembre 2004 e liberate il 29 settembre di quell’anno, forse dopo il pagamento di un riscatto.
- La giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena fu rapita il 4 febbraio 2005 e rilasciata un mese dopo.
Voci insistenti e smentite ufficiali parlarono e smentiscono un riscatto pagato
Questo però passò in secondo piano poiché la liberazione della Sgrena fu funestata dalla morte dell’agente del SISMI Nicola Calipari, ucciso da soldati statunitensi mentre conduceva l’ex-ostaggio all’aeroporto in circostanze non chiarite.
Nel 2006 la missione italiana è stata oggetto di diversi attentati, due dei quali hanno assassinato quattro soldati: il 27 aprile morirono Franco Lattanzio, Carlo De Trizio e Nicola Ciardelli, mentre il 6 giugno fu ucciso Alessandro Pibiri.
Il 21 settembre 2006 si è svolta a Nassiriya una cerimonia in cui il Ministro della difesa Arturo Parisi ha ufficialmente passato le consegne per le operazioni di sicurezza nell’intera provincia di Dhi Qar dal contingente italiano alle truppe irachene. La cerimonia ha ufficializzato l’inizio del ritiro totale dei militari italiani (già ridotti a circa 1.600 uomini), completato i primi del dicembre 2006.
nessuna guerra al terrorismo, nessuna guerra alle armi di distruzione di massa, nulla di tutto ciò.
L’ONU protegge i distruttori planetari e fomenta la propaganda.
L’ONU ignora i suoi compiti primari, i trattati e i concordati non meno la carta dei diritti umani.
Nessuna democrazia da importare ma solo la necessità di impadronirsi dei piu grossi giacimenti esistenti.
Dei piu grossi giri narcotrafficanti, delle ricchezze nascoste sotto il deserto.
Ma questo lo sapevano già .
Quel che ci sfugge è il vero scopo ultimo di questa guerra e le vere facce dei protagonisti.
Vedere ieri in TV La Russa vestire la mimetica e sventolare fiero e goliardico i nuovi poteri e missioni a partire dalla Task – Force 45 mi ha fatta inorridire.
Questa guerra non finirà più e il prezzo del petrolio salito vertiginosamente da 30 dollari al barile nel 2003 e arrivato a 100 dollari a barile nel 2008 e che continua a lievitare come pasta di pane mi fa arrabbiare.
Moriamo letteralmente di fame, evitiamo di comprare pasta e pane elatte, i mutui ci asfissiano e ci costringono al suicidio, l’economia italiana è ferma come i salari, eppure spendiamo l’ira di Dio in armi e quanto altro serve ai nostri contingenti.
E nessuno, nessun nostro politico capace di dire basta, capace di opporsi ricercando tra le molteplici associazioni di familiari delle vittime di guerra o di pace la complicità per un progetto.
Tutto il nostro governo, dalla destra alla sinistra sembra accettare questa situazione.
Dobbiamo ricordare anche le tante associazioni contro la guerra nate e abbandonate, forse per inerzia o per rassegnazione.
Possibile che null’altro vi è da fare se non subire passivamente?
Come non tollero che l’Uomo che minacciò brutalmente Moro dialoghi e si faccia immortalare dai nostri smemorati giornalisti nel mentre scambia battute con Napolitano.
Kissinger e Napolitano dovrebbero rispondere a ben altri interrogativi.
Fermiamo non solo questa guerra, fermiamo tutta la Nazione in una doverosa manifestazione di lutto generale.
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“Quel che ci sfugge è il vero scopo ultimo di questa guerra”
Tanto semplice quanto aberrante: soldi, soldi e potere.
La guerra è una tragedia per tutti, tranne che per i pochi che contano (che ovviamente ne stanno ben lontani): per loro è un affare colossale. E più dura, meglio è.