Umbria Olii: oltre al danno, la beffa… e qualche vizio di forma?
Il 25 Novembre 2006 si è verificata una grave esplosione nell’oleificio dell’”Umbria Olii”,una delle maggiori aziende produttrici d’olio d’oliva a livello europeo.Il bilancio della tragedia è di 4 operai morti e un quinto ferito. Gli uomini stavano effettuando lavori di manutenzione, per conto di una ditta di Narni, all’interno di un silos. Sembra che una scintilla, durante un lavoro di saldatura, possa aver causato l’incendio che poi ha determinato l’esplosione. I vigili del fuoco giunti sul luogo dell’incidente non sono potuti intervenire per salvare gli operai coinvolti poiché si è verificata una seconda esplosione. Solo in serata sono stati recuperati i corpi delle 4 vittime e l’operaio ferito (Indymedia Italy)
E’ di pochi giorni fa la notizia relativa all’ingiunzione chiesta dall’azienda ai familiari delle vittime e all’unico superstite: 36 milioni di euro. Un’azione vergognosa che, tuttavia, il presidente dell’oleificio, Del Papa, difende nonostante le critiche piovute da molte parti, soprattutto politiche e sindacali (da ravvisare tuttavia il silenzio della maggioranza di governo).
Sull’ingiunzione, tuttavia, si ravviserebbe un vizio di forma: al punto 18 si nota la citazione di un R. D. (regio decreto) datato 1955. Sarebbe impossibile, poiché i regi decreti non sono stati più emanati in seguito al passaggio dal sistema istituzionale monarchico a quello repubblicano nel 1946.
L’estratto del documento è eloquente in questo senso, si potrebbe prospettare un vizio di forma?
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Tu la definisci, come fa Grillo, “Un’azione vergognosa“. Certo fa un po’ rabbrividire che vengano chiesti i danni ai familiari delle vittime. Ma se andiamo a leggere il provvedimento, scopriamo qualcosa che a prima vista può sfuggire.
Le quattro vittime stavano svolgendo un lavoro sui serbatoi della Umbria olii, con modalità diverse da quelle concordate. Sembra infatti che per applicare le passerelle sui serbatoi abbiano usato la saldatrice, strumento vietato in quell’ambiente proprio perchè avrebbe potuto provocare esplosioni. Cosa che è puntualmente successa.
Questo naturalmente deve ancora essere dimostrato, e per ora è solo la posizione dell’accusa. Ma se le cose stanno così, ci andrei cauto prima di definire “vergognosa” questa richiesta. La morte di quelle persone è drammatica, ma se hanno svolto male il proprio lavoro, e a causa di questo hanno provocato un grave danno all’azienda, perchè l’azienda non deve essere risarcita?
sì, ma cosa c’entrano i familiari di quelle vittime? casomai, sarà la ditta che ha eseguito i lavori che dovrà risponderne, e a livello di società, non di singole persone come la moglie e il figlio del titolare. Avranno pure un’assicurazione, perlomeno, o no?
In ogni caso, la trovo comunque un’azione vergognosa… non si trattano così le persone che hanno subito un lutto grave…
Infatti tra i soggetti chiamati in causa c’è anche la compagnia assicuratrice, la quale presumo (e spero) si farà carico di risarcire i danni della Umbria olii. Ovviamente se verrà dimostrata la fondatezza delle loro pretese.
Penso che la chiamata in causa degli eredi, stante la posizione dell’azienda, fosse un fatto inevitabile.
In ogni caso, se la richiesta della Umbria olli si dimnostrerà sostenibile (e non siamo certo noi a poterlo stabilire) allora è giusto che venga risarcita per il danno subito; se così non sarà allora potremo anche definire vergognosa questa iniziativa.
Ma gridare alla vergogna così a prescindere mi pare ridicolo; il fatto che quei quattro siano morti non li mette automaticamente dalla parte della ragione.
giusto che la Umbria Olii riceva un indennizzo se si è trattato di un danno scaturito da colpa e ci dovrà pensare l’assicurazione, tuttavia visto che i quattro sono morti in un incendio sarà difficile stabilire le circostanze esatte, attribuire le responsabilità precise dei gesti che hanno causato la tragedia.
tra loro c’era comunque un ’superiore’, non si possono additare responsabilità a tutto il team, tanto meno agli eredi.
la vicenda, nonostante i fatti giudiziari, mette in luce la faziosità di alcune parti politico-sindacali che da un lato proteggono le loro caste e dall’altro si mostrano rivoluzionari della domenica, con commenti di sdegno ai quali non segue alcun risultato se non un piccolo inasprimento di contrapposizioni tra un’opinione pubblica sempre più drogata di menzogne.
Sempre per la serie “se io fossi il giudice”…
Il “superiore” è l’unico responsabile se (e solo “se”) i suoi dipendenti hanno fatto esattamente quel che lui aveva stabilito. Se invece hanno agito di loro iniziativa sono anch’essi responsabili.
Gli eredi non vengono chiamati in causa a livello penale (per cui la responsabilità è sempre e solo personale), ma civile. E su questo punto non c’entrano nè gli inquirenti nè la Umbria olli; è la legge che stabilisce questo.
Sul resto sono d’accordo. Sarà probabilmente difficile stabilire come si siano svolti esattamente i fatti, e appunto per questo eviterei di bollare come “vergognosa” questa iniziativa a prescindere; cosa che non significa approvarla, ma semplicemente valutare i fatti per quel che sono.