COSSIGA CI SVELA CHE:
BERLUSCONI “DURERÀ 4 MESI. E ARRIVERÀ LA SINISTRA. SÌ, QUELLA OBBEDIENTE AI PM”

Lugano, giugno. Il lago suda per il caldo, chiama i temporali. Andiamo a messa in collina. Un po’ di quiete.
Presidente Cossiga, che fa? Chiede asilo in Svizzera come gli anarchici? Fugge dal regime berlusconiano?
«Non sono mai stato così berlusconiano come adesso! Non l’ho votato, mai. Ma oggi, e con ritmi travolgenti, si sta preparando quello che un grande giurista, storico e politico francese di parte repubblicana considerava il peggiore dei governi: il “governo” dei giudici, anzi peggio: dei pubblici ministeri.
E la sinistra del nulla, quella veltroniana, si è alleata all’Italia dei Valori, con la parola d’ordine “o adesso o mai più” per travolgere Berlusconi. Dalla Svizzera si vede persino meglio. Ma torno: da vecchio, però con le tante cose che so e che ho imparato, mi batterò per impedirlo».
Prospettive di vittoria?
«Scarsissime. Se cedo al pessimismo, direi che Berlusconi durerà quattro mesi. Difficilissimo possa durare per il tempo della intera legislatura. Oltre al Partito democratico e a quello di Di Pietro, che sta diventando un partito di provocazione permanente, si è schierata contro di lui anche la grande stampa, il Tg1, il Tg3, La7 e perfino Sky!, le grandi banche: da Intesa-Sanpaolo al Gruppo Unicredit, e al Monte dei Paschi di Siena: solo Cesare Geronzi gli è rimasto amico.
Dopo la vittoria straordinaria del 13 aprile, arciconfermata in Sicilia, lo schieramento avversario ha visto in lui, nella persona di Silvio, il punto debole: e lo martella da ogni parte, con i giudici, con il gossip, con qualsiasi mezzo. Cacciato via con ignominia Berlusconi il centrodestra cadrà in una grande crisi. E arriveranno loro. Non la sinistra. Ma la sinistra che porta obbediente in sella i pm».
La grande stampa? Repubblica si vede. Ma il Corriere ospita editoriali che meritano la furia da Belfagor di Scalfari e di D’Avanzo…
«Il gruppo di Repubblica-Espresso è arrivato alla determinazione “da soluzione finale” o “fine di mondo”: tutto è buono, per uccidere il tiranno. La Stampa si è incattivita. La Rai è ostile, teme un repulisti e i tagli. Capisce che Silvio è debole e si adegua».
«È vero, il Corriere sembrava votato a una certa equidistanza. Il direttore Paolo Mieli aveva ammesso l’errore dell’endorsement filo Prodi.
Ma ora è passato all’opposizione. Mieli è molto abile a mascherare la scelta. La prima pagina ospita commenti alternati, uno pro e uno contro: ma le pagine interne sono costruite a partire da gossip che traducono in linea editoriale la politica veltroniana del nulla, del chiacchiericcio demolitivo sempre orientato in un certo modo».
Veltroni, sempre Veltroni. E D’Alema?
«Veltroni è il riformismo del nulla. Si è lasciato convincere che ora-o-mai-più. Da qui la sua lotta politica fatta di gossip e attacchi forzati. In questo gioca anche l’integralismo cattolico di Dario Franceschini. I Red del mio amico Massimo D’Alema sono opposizione, ovvio: ma è una opposizione politica.
D’Alema ora ha subito un avvertimento con l’assoluzione del gip Clementina Forleo da parte del Consiglio superiore della magistratura. Ciò significa la volontà di consentire al Parlamento europeo il via libera all’uso delle sue intercettazioni con la motivazione fornita dalla Forleo: e cioè che erano parte di un disegno criminoso. Il Csm in pratica avvalla il rinvio a giudizio di D’Alema…».
Non mi convince il suo discorso sul Corriere. Possibile che sia tutto contro. Ci sono un sacco di proprietari lì dentro…
«L’unico ormai che stia con Berlusconi è Geronzi e Mediobanca con lui. Ma Geronzi è in ambasce, si sente insidiato dai due amministratori delegati, tra cui uno - Nagel - è un feroce nemico di Berlusconi e del centrodestra, ma prima di tutto di Geronzi e tresca con Bankitalia per cacciarlo via! I quali hanno un nemico ancora».
Chi?
«Il governatore di Banca d’Italia Mario Draghi».
Non me ne parli.
«Se lei ha timori, io no. Questo signore che fu speculatore internazionale si sta dando arie da ministro di economia e finanze, mette in difficoltà Berlusconi in tutti i consessi internazionali. Non ha ancora preso posizione contro Giulio Tremonti perché non può andare neanche lui contro l’evidenza di un impegno serio di risanamento preso dal Valtellinese: ma non ha preso posizione, aspetta a vedere la caduta del governo e poi…».
Mi scusi, ma lei ebbe una parte nella scelta di Draghi. O mi sbaglio?
«Vero. Ho una grande responsabilità. Avessi dato retta a Ciampi, contrario, non sarebbe lì. Ma vorrei essere presidente del Consiglio per 48 ore per cacciarlo, e ne fornirei motivazioni indiscutibili».
Detto questo. Dove cadrà Silvio? Sulle intercettazioni?
«No. Le usano per screditarlo moralmente. Ne usciranno di peggiori, mescolando sesso e raccomandazioni. Ma alla fine, qualunque cosa salti fuori, basta che non siano perversioni, gli italiani sono cattolici e comprendono le debolezze della carne. Lo sapevano anche prima che Berlusconi è capace di fare palate di soldi e di prendersi una fidanzata al giorno. Qui il veltronismo gossipparo è debole e forse indebolirà se stesso».
Di Pietro ha dato del magnaccia a Silvio. Ricorda precedenti?
«Un simile insulto non era mai stato pronunciato sulla scena politica italiana. Oltretutto è tecnicamente sbagliato: non mi pare proprio che Berlusconi ci abbia guadagnato con le ragazze, non ci ha magnato sopra, semmai loro… Sconsiglio però a Berlusconi di querelarlo: perderebbe il processo, sicuro come l’oro. No, non cadrà sul sesso. Cadrà sui processi di Milano e di Napoli. Anzitutto Milano. Io ho raccolto una documentazione impressionante sulla Gandus, il giudice che dovrà giudicarlo sul caso Mills, l’ho proposta in un’interpellanza al governo. Ma la Corte d’Appello non accetterà la ricusazione. La Corte costituzionale in un attimo annullerà il lodo Schifani-bis. Berlusconi, con la sua viva voce, mi ha confermato che in caso di condanna si dimetterà. La sinistra non vuole, per rosolarlo a fuoco lento. Per distruggerlo quando in un consesso internazionale, un leader estero gli negherà il saluto o si dirà imbarazzato».
Scusi ma non ci credo. L’ala marciante dei magistrati e la sinistra avranno molte frecce, ma sono divise, e devono fare i conti con un larghissimo consenso pro-centrodestra.
«L’opposizione è divisa, ma secondo un vecchio principio sperimentato già nel 6-700, uno Stato debole all’interno cerca di compattarsi creando un nemico esterno. Faranno di tutto. Appoggio massiccio della gran parte della magistratura e di chi tra le toghe comanda: l’Associazione nazionale magistrati, vero organo supremo, il suo organo servente, il Csm, e il cavalier servente, quella vecchia volpe democristiana di Nicola Mancino, il quale è convinto che la sinistra premierà la sua faziosità con il laticlavio a vita».
Se non altro la coalizione di destra è compatta.
«Sicuro? Anche il centrodestra mostra crepe. An non è più tanto convinta di andare al partito unico; tanto che a Denis Verdini che aveva lanciato l’idea di convegni costituenti già in settembre, hanno risposto ai massimi vertici dicendo: andiamoci piano. Nella Lega due anime: una berlusconiana, l’altra finto berlusconiana, capeggiata da Maroni, che fa di tutto per mettere la Chiesa contro Berlusconi. Manca solo che proponga il taglio della falange per i bambini rom e il lobo dell’orecchio agli adulti per renderli riconoscibili. Così, quando Berlusconi sarà sotto tiro, sarà debole dove finora è stato forte: la Chiesa italiana e il suo associazionismo “ortodosso”».
Ma no, Maroni è serio. Sa spiegare le sue scelte in modo civile.
«Maroni è stalinista. Ha il cuore che batte a sinistra. Quando Silvio si dimetterà, è pronto a convincere Bossi (che ha già cercato di sostituire quando ha avuto l’infarto nel 2004, parola dell’ottimo Calderoli) ad aderire ad un governo che ottenga in questa legislatura il federalismo fiscale. Il governo sarà capeggiato da Mario Monti o da Pier Ferdinando Casini (benvisto a questo punto dalla Chiesa, e non si capisce perché), ci sarà la sinistra, l’Udc, la Lega e parecchi transfughi del Popolo della libertà. Non io! Non io!».
Dove ha sbagliato e dove sta sbagliando Berlusconi? C’è spazio per la controffensiva?
«Ho l’impressione netta che non si sappia e non si voglia difendere. Detta grida manzoniani inutili, o - lo lasci dire - cazzate. Cede su tutto. Siamo dinanzi al primo governo nel quale il presidente del Consiglio ha ceduto i ministeri della forza a persone che hanno loro disegni. La difesa è in mano a Ignazio La Russa, che è mio amico, ma intende l’esercito come una specie di sua polizia privata, tutta picchetti e fez, con una certa nostalgia di Farinacci. Di Maroni ho già detto. Fa gestire il ministero più delicato, quello della Giustizia, a un suo avvocato, Niccolò Ghedini, il quale prima ha tagliato la strada a Marcello Pera, poi voleva a quel posto Elio Vito, infine ha optato per Angelino Alfano, un caro ragazzo, ma è un bambino tra i lupi. Ghedini ha estromesso gli altri avvocati di Silvio, e sta giocando una sua partita che temo porti allo schianto».
Ghedini ha avuto eccellenti idee sulla legge per rimandare i processi e…
«Fermati. Parlo io qui. La legge sulle intercettazioni è un evidente tentativo di captatio benevolentiae verso i giudici. Si puniscono solo i giornalisti e gli editori: è ridicolo oltre che ingiusto. Così i magistrati per trattare non vanno dal mio caro Angelino cui voglio bene ma da Ghedini. Berlusconi lascia fare. Cede su tutto e con tutti».
Potrebbe andare in televisione, spiegarsi agli italiani.
«Potrebbe e dovrebbe. È capace però di fare un discorso politico? Saprebbe mostrare, al di là del suo caso personale, come questo suo caso riguardi davvero tutti. Ed è proprio così. C’è in ballo davvero lo Stato di diritto, la democrazia. Ma sarebbe capace?».
Potrebbe dire: non ci sto, non ci sto - come Oscar Luigi Scalfaro quando cercarono di convocarlo i magistrati per i soldi del Sisde.
«Fece una pessima figura».
D’accordo. Ma riuscì nello scopo: la sfangò.
«Ci sono queste differenze: Scalfaro era presidente della Repubblica, era magistrato, e di sinistra. E perciò la grande stampa era con lui. Poteva permetterselo. Berlusconi verrebbe spazzato via».
E allora?
«Allora Berlusconi deve capire che o combatte adesso o mai più, ma senza isterismi. Riprenda in mano anzitutto il suo governo. Non lasci più fare agli altri».
Insomma dica: cumandi mì.
«E soprattutto lo faccia. Anche se forse è tardi. Ma lo faccia. Glielo chiede l’unico neo-temporaneo-berlusconiano che si intende di politica. E gli do un consiglio finale: approvi fino d’ora per decreto legge il federalismo fiscale. Così la Lega non avrà più pretesti o alibi per abbandonarlo in caso di condanna»
Da “Libero”
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C’era proprio bisogno di pubblicare una roba simile? Di mettere in imbarazzo un ex presidente della repubblica? Di far vedere a tutti a cosa può ridurre la vecchiaia?
Sono chiaramente discorsi di un demente. E non potendo pretendere che un demente si accorga di essere tale, tocca a noi metterci una mano sulla coscienza ed evitargli certe figuracce.
Marista, se senza cuore!
PS: Però nella sua demenza una cosa giusta l’ha detta: “Veltroni è il riformismo del nulla“. Un attimo di lucidità o semplice frutto della casualità statistica?
Buon Peppe, manco immagini quanto sei lontano dal vero! Avessi tu un grammo della intelligenza di Cossiga e sapessi un !/10 di quel che sa, sia dal punto di vista delle conoscenze come Professore Universitario, uno dei migliori , sia dal punto di vista Politico , saresti un uomo fortunato e certo meno arrogante, meno maleducato, e meni inconsapevole di quel che ti accade intorno, uniche qualità che sembrano andare per la quale al momento.
Ma immagino tu sia felice così.. e tanto basta.
Sempre con affetto
Marista
Che sia una persona intelligente (intesa in senso neutro, cioè indipendentemente da come viene applicata) non lo metto in dubbio, altrimenti non avrebbe fatto quel che ha fatto.
Quanto a “quel che lui sa dal punto di vista politico”, mi dispiace ma rappresenta il suo peggior difetto. Che lui sappia tante cose, e che sia uno dei pochi a saperle, non ho alcun dubbio. Ma visto che le sa, perchè non le dice? Perchè non ci dice chi c’è dietro alle stragi dei decenni passati? Perchè non ci dice chi è che tira i fili del teatrino? Perchè non ci dice chi ha fatto ammazzare Moro? Perchè non ci dice cosa hanno combinato i servizi segreti? Eccetera.
Parlare di quello che lui sa, sarebbe un grande servizio agli italiani, che avrebbero così la possibilità di riflettere seriamente sul loro (anzi, nostro) passato e di capire il perchè di tante cose che invece ci sfuggono. Discorsi come quello che fa qui sono inconcludenti e non servono a niente se non a confondere le acque ancora di più.
Se la definizione precedente di “demente” era ironica (cose che evidentemente non possono capire tutti), ora vedrò di essere più chiaro.
O non sa niente ed è un bugiardo, oppure sa ma tace e allora è un criminale. E io credo che sappia.
Io credo che sappia, ovviamente, data la sua posizione. Credo anche che non sempre parlare serve, specie se quello che devi dire sai che non piacerà e ti faranno passare per matto. sappiamo bene, siamo abbastanza adulti da sapere che se il clima non è quello giusto, alla gente gli puoi dare le perle, le rifiuterà e crederà al primo imbecille che gli dice che son sassi. Lo abbiamo visto tante volte:si nega l’evidenza, si crea la verità che si vuole, e pronta una corte di pesciolini nella società, nei posti giusti, di tutti i colori e le fattezze… farà il lavoro giusto.
Non fare il torto alla tua ed alla mia intelligenza, con frasi tipo l’ultima che hai scritto… lasciamo questo genere di cosucce alle propagande ! E non parlarmi di prove.. che sappiamo e vediamo tutti che fine fanno dossier, incartamenti, prove… nel cassonetto!
Unica fortuna di questo Paese è che gli Italiani ne hanno passate storicamente tante, che sono insensibili come lucertole al sole, hanno la pelle più dura di quanto qualcuno possa credere, e non dimenticare che c’è un enorme numero di Italiani che” DA SEMPRE”, osservano e tacciono, ma sono meno pecore di quel che si creda.. stanno zitti, spesso lasciano il Paese, e ormai mi son convinta che fanno benissimo. Dovrebbero lasciarlo in massa , vediamo chi mantiene sta folla di parassiti di ogni colore , a volte mi lascio trasportare dai sogni,, sarebbe bello.
Hai ragione. Infatti oggi la maggiorparte degli italiani crede al primo imbecille (che poi imbecille non è) che tira sassi e dice che sono perle.
Comunque Cossiga, se volesse, potrebbe svelare non pochi misteri con tanto di prove e documenti; ed è in una posizione in cui sarebbe ben difficile attaccarlo o delegittimarlo. Invece tace, vizio molto italico, e io non sopporto l’omertà.
PS: noto che, rispetto al commento precedente, ho recuperato punti sul tema “intelligenza”. Una buona notizia ogni tanto…