Il Pomodoro nero.

di Marista Urru [ 19 Luglio 2008 ]
 

E non dite che non pensano a noi!Sembra una melanzana, ma è un pomodoro. È stato ribattezzato “Sun black”: se ben esposto al sole, la buccia diventa nera mentre mantiene sempre rossa la polpa e intatto il gusto. Merito dei suoi antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, tra cui l’uva rossa e i frutti di montagna, i quali contengono antiossidanti, utili a rallentare l’invecchiamento delle cellule. Sostanze di cui il pomodoro tradizionale è sprovvisto. “Sun black” è stato concepito a Pisa dall’équipe coordinata dal professor Pierdomenico Perata della scuola superiore Sant’Anna. L’intento dei ricercatori è ambizioso: combinare in un unico alimento le componenti nutritive di più cibi.

Dopo simile presentazione e dopo aver letto altrove le proprietà miracolose del “nuovo pomodoro”, come non gustarlo?Girando per il Web ho trovato articoletti dal titolo invitante: “Il pomodoro nero che non fa invecchiare”, oppure “il pomodoro nero, concentrato di vitamine”, così le mamme lo daranno premurose ai bambini.

Io non riesco comunque a non pensare che in fondo è stato elaborato in laboratorio.. ed infatti scopro che, contrariamente a quanto si voleva inizialmente fare credere al consumatore in siti e giornali, e cioè che si trattassea addirittura di una antica varietà proveniente dalle isole Galapagos, esso è bensì , come meglio ormai ammette Repubblica il risultato di ricerche di laboratorio.

Si omette invece accortamente da parte del noto giornale di farci sapere che sperimentazioni e incroci ibridi sono stati incentivati da parte della solita multinazionale sementiera Syngenta…..
Dall’aspetto uniforme, colore marroncino, polposo, ha però un gusto neutro tendente al farinoso ci fanno sapere gli agricoltori, mentre la stampa accreditata ci parla di dolcissimo sapore, gusto ottimo… e soldi.. soldi.. soldi…

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Questo articolo è stato inserito il 19 Luglio 2008 alle 18:33 nella categoria Economia e Finanza, Opinioni, Parola alle immagini, Storie di cucina. Puoi restare aggiornato alle repliche a questo articolo attraverso il feed RSS 2.0. Puoi commentare, o inserire un trackback dal tuo sito.

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5 Commenti »

Comment di Doriana Goracci
2008-07-20 08:38:59

Eh già, pensano a noi. Da Rosso a Nero, il pomodoro solo?
E chi raccoglierà questo frutto d’oro? In quale delizioso angolo, privo di rifiuti tossici, del nostro Stivale?
Ma il Sant’Anna, (chissà poi perche anche nel pubblico c’è sempre di mezzo una santa…) sta provvedendo quale ” crocevia della ricerca anche per protesi di mano e robot spazzini “. Un Paese che, come assicura il Premier della menzogna, ci rassicura: ” Le strade e le piazze di Napoli e della Campania sono finalmente tornate ad essere ciò che avrebbero sempre dovuto essere: quelle di città occidentali, quindi di città pulite e civili” e pomodori per tutti, di un blu così profondo da sembrare nero…

 
Comment di il mago delle fiabe
2008-07-20 09:36:29

Però c’è un però…E leggendo qua, c’è qualcosa che non quadra…
L’aveva letta sull’Ansa, per il momento leggetela da APCOM. E’ la stessa faccenda o è un tourbillon?

Palermo, 11 lug. (Apcom) - Una delle risposte ai Grandi del G8 sul problema della fame nel mondo è sicuramente l’ “albero di melanzana e pomodoro”, messo a punto da Giuseppe Marino, geometra palermitano con l’hobby della genetica botanica.
La scoperta è stata ottenuta con un innesto naturale, senza Ogm, su ‘Solanum torvum’, pianta spinosa dell’America tropicale, resistente a malattie e intemperie, che si ambienta perfettamente nelle condizioni più avverse e con scarsa irrigazione.
L’ ‘albero di melanzana e pomodoro’ può essere coltivato ovunque, necessita solo di una potatura invernale e fruttifica sin da aprile fino a settembre-ottobre, fornendo ortaggi di grandi dimensioni, con caratteristiche organolettiche perfette e di qualità addirittura superiore a quelli coltivati a terra.
Giuseppe Marino, già noto per avere perfezionato piante di anguria gigante, da tre anni ha sperimentato con successo l’ ‘albero di melanzana’ impiantando sulle solanacee dei cultivar di vari tipi di melanzana, dalla ‘tunisina’ alla ‘nostrana’ fino alla ‘melanzana bianca’. I raccolti sono stati costanti e abbondanti.
Quest’anno Marino ha ottenuto con successo l’innesto di pomodoro sugli stessi alberi di melanzana.
“Ho riscontrato una perfetta simbiosi - spiega Giuseppe Marino - tra il ‘Solanum torvum’, parente stretto del ‘Solanum sodomaeum’ che cresce spontaneamente nei nostri giardini, e il pomodoro, che non è altro che il ‘Solanum licopersicum’ “.
“Il pomodoro così innestato - aggiunge Marino - si sviluppa in maniera straordinaria e produce un’abbondantissima fioritura che cresce assai rigogliosa, promettendo frutti di eccezionali dimensioni e di ottime qualità organolettiche”.
L’albero di melanzana e pomodoro potrà essere utile a tutte le istituzioni e organizzazioni impegnate in progetti contro la fame nel mondo.

fonte: msn.com

 
Comment di claudia costanzo
2008-07-20 09:45:51

cavolo, Rob Bello sccop
Questo vuol dire che si può migliorare la natura senza modificarla o forzarla?
è una ottima cosa, dobbiamo imparare ad accettare i cambiamenti positivi

 
Comment di Doriana Goracci
2008-07-20 10:02:12

Come no, pronti ai cambiamenti positivi, magari vediamo quanti aspettando i pomodori neri, hanno una scodella di riso…Ma i potenti del G8 lavorano e annunciano con Bush che le emissioni di gas serra saranno ridotte del 50% al 2050 come sostenuto nel “Meeting delle Maggiori Economie” (MEM) promosso da Bush
ai margini del G8. Di nero per ora in tavola vedo il vino e i pomodorini rimangono rossi, come da Lauti Pasti che seguono…
______________________________
Parlano della fame nel mondo, ma, alla pausa pranzo, i capi di Stato e di governo si abbuffano con un menù a cinque stelle. Il vertice straordinario della Fao è stato convocato per trovare una soluzione immediata all’emergenza alimentare, ma a tavola i big non si sono fatti mancare niente e si sono visti servire portate sopraffine.
Il primo giorno i cuochi hanno offerto pasta con la crema di zucca e gamberetti, introdotta da un antipasto di vol au vent con mais e mozzarella. Il tutto annaffiato da un Orvieto classico Poggio Calvetti del 2005. Oggi il piatto forte è stato la mousse al formaggio, seguita dalla pasta all’insalatina di campo con i pomodori pachino. Mentre, come dessert, è stato servito ananas ricoperto dalla glassa. Portate accompagnate dai pezzi da 90° dell’enogastronomia made in Italy. Ovvero il Nero d’Avola e il Cabernet.
Il menù di domani non sarà da meno, perché i tre giorni di lavoro della Fao si chiuderanno con una serie di portate cucinate tutte all’italiana: tortine rustiche alle zucchine e risotto alla parmigiana.
Ai tavoli del palazzo della Fao non è mancata nemmeno la carne, perché martedì i big hanno assaggiato gli involtini di vitella con i pachino, oggi gli straccetti di manzo e domani sarà servito lo stufato di vitellone con piselli e carote.

da Affariitaliani

 
Comment di ilBuonPeppe
2008-07-21 08:43:29

L’intento dei ricercatori è ambizioso: combinare in un unico alimento le componenti nutritive di più cibi.
E perchè mai dovrei togliermi il piacere di gustare cibi diversi e nutritivamente complementari? Il prossimo passo è la pillola che sostituisce il pasto completo.

il pomodoro nero, concentrato di vitamine, così le mamme lo daranno premurose ai bambini.
Certo, come no! Non mangiano quelli rossi, figuriamoci quelli neri…

sperimentazioni e incroci ibridi sono stati incentivati da parte della solita multinazionale sementiera Syngenta
E come ti sbagli? E’ ovvio che dietro queste cose c’è sempre un interesse economico.

Quanto all’albero di melanzane di cui parla il nostro maghetto, io non ho nulla in contrario a che si sperimentino innesti e combinazioni anche inusuali, purchè (come in questo caso, mi par di capire) senza che si faccia ricorso a tecniche OGM.
Resta il fatto che nè l’albero del geometra, nè i pomodori neri, nè qualsiasi altra diavoleria OGM serviranno a risolvere il ramma della fame nel mondo. Di cibo nel mondo ce c’è a sufficienza per tutti, solo che è distribuito male; per cui c’è chi si abbufa e chi muore di fame. La soluzione di questo problema è esclusivamente politica, e quindi credo che non si risolverà mai.
RIP

 
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