Usi e abusi romani

giovedì 24 luglio 2008
di Doriana

Luca Trinchieri -giornalista- racconta il vissuto di venerdì scorso a Roma, mi dicono che è stato pubblicato al momento,  solo su Liberazione. Inoltrate se potete in rete, così,  tanto per far sapere come stiamo Sicuri, come sto facendo io…
Doriana Goracci

____________
Roma – C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa.

Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l´entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo.

I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito.

Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? – dice – non stavo
facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge.

Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani
occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia però, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve più, stasera».

Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente:
«ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l´intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più…». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati – 7 persone, tutte straniere – non sono più a vista, lo lascia andare.

A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via,identificatelo, e controllate – aggiunge guardandomi negli occhi – perché ha l´alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendo prima, e che mi
è andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non è ancora reato, comunque.

Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso è nell´elenco dei fermati» dice l´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega.
Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa, quello che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se – dice – non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari».

Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta».
L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identità e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare così peggiori solo la tua situazione».

Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto – ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? – mi da la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto
scomoda». La minaccia mancava, in effetti. Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito – si spiega – hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia
risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo che comanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo se tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo è molto più duro.
Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazione concludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c´è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto. Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizia l´estate.

Evviva.


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16 risposte a “Usi e abusi romani”

  1. Doriana

    Scusate ma ho visto che ho tirato giù tutto un lenzuolone. Devo capire come fare a mandare solo le prime righe…se qualcuno di buona volontà mi istruisce, sono quì…Grazie!

    #1578
    • quando scrivi, arrivata al punto in cui vuoi interrompere, clicki sul tasto che sta accanto a quello per l’inserimento delle immagini: lo riconosci perché è un tasto con sopra una lineetta orizzontale. Se, per esempio, usassi un browser come Safari, invece, lo stesso tasto apparirà con sopra scritto “more”. apparirà una riga, fai un “invio” sennò rimane tutto appiccicato e PROSEGUI a scrivere.

      #1580
  2. Spaccato molto veritiero di Roma, ma io ci aggiungerei anche i dintorni. La cittadinanza viene data in mano ad alcuni poliziotti molto boriosi, che trattano a pesci in faccia il mal capitato. L’unica differenza è che a seconda del colore della giunta, i poliziotti-cafoni si comportano in quella maniera barbina con soggetti diversi. Con le giunte di sinistra il poliziotto ferma l’italiano di turno, in macchina o a piedi e gli chiede i documenti, sempre e volentieri in malo modo: “dammi i documenti!” pure se non sei più un ragazzino, e non li chiede a un qualsiasi straniero (che sia immigrato, regolare o non regolare, o che sia anche solo un turista). a me personalmente è capitato anche in provincia, con la giunta di sinistra: passi sul marciapiede accanto a uno straniero mezzo nudo che dorme completamente ubriaco su una panchina e ti chiedono il documento a te che stai con la coca light in mano. oppure chiedono il documento a chi esce dalla toilette della stazione, lasciandoti alle spalle un gruppetto che bercia e urina sui binari della stazione e fermano ovviamente te che esci dalla toilette (nonostante tu abbia dovuto condividere il bagno delle DONNE con un fattone di un metro e 80).

    con la giunta di destra capita il contrario: italiano giustificato e straniero preso a pesci in faccia. e allora spariscono gli ambulanti (io speravo che avessero solo fatto la scelta più intelligente di cambiare paese, ma è evidente che è solo cambiata l’efficienza della polizia…) di botto, dall’oggi al domani. e in effetti è vero che a Roma ci sono in alcune zone centrali meno stranieri che girano.

    In questo siamo tutti nella stessa barca: a seconda della “moda”, il poliziotto a cui sono state messe le pile mette le mani su uno oppure sull’altro. Oggi gli italiani, domani gli stranieri, dopodomani gli adolescenti sia italiani che stranieri; oggi il jeans a zampa di elefante e domani la minigonna.

    #1579
  3. Doriana, vorrei affrontare il discorso senza sembrare quello che non sono, razzista , fascista, xenofoba, carogna e chi ne ha più ne metta
    Tra la tua storia e quella di Francesca, a me infastidisce molto di più quella di Francesca
    Perchè lei ci racconta di interventi su chi problemi non ne dava, mentre venivano ignorati quelli che creano l’allarme, la paura, la voglia di chiudersi che stiamo vivendo tutti e che ha portato la gente a rivotare questi, malgrado la puzza che da loro fuoriesce ( e non che gli altri puzzassero meno)
    Voglio dire: da qualche parte BISOGNA incominciare a ripristinare la legalità
    Tu, io e quasi tutti gli altri, tranne quelli che hanno il potere di farlo, vorremmo che si cominciasse dall’alto, dai politici, dai poteri forti, da chi le leggi se le fa ad uso e consumo proprio
    Ma hai visto mai una cosa del genere?
    quindi, succede che si comincia dal basso, dal popolo, dai poveri, dai più esposti
    E sono situazioni strazianti, che ci fanno stare male
    Ma cosa si dovrebbe fare? siccome i potenti non possiamo schiodarli dai loro privilegi, siccome i poveri ci fanno fondalmentalmente pena, lasciamo che tutto vada avanti così…….prima o poi ci penserà Dio?
    Lasciamo che i rom ci rubino in casa, anzi, come dice qualcuno, ci rubacchino in casa, fà più tenero, è meno urtante
    Lasciamo che i clandestini arrivino a frotte, entrino nella malavita, perchè altre possibilità per sopravvivere non ne hanno….non vorremo mica rimandarli indietro?
    Lasciamo che si venda roba finta ovunque senza alcuna regolamentazione, tanto i commercianti le tasse le pagano, cosa vuoi che sia che abbiano una concorrenza sleale e spietata fuori dalla porta del loro negozio sempre più vuoto?
    Lasciamo che tutti i poveri del mondo vengano qui, poi noi gli diamo le case, l’assistenza sanitaria, la scuola, le pensioni ai genitori anche se magari quelli veri sono già morti e tornati polvere
    Ma sì, lasciamo che tutto vada così, chissenefrega……noi siamo TANTO ricchi che possiamo sfamare ed accogliere tutti i miliardi di poveri che ci sono in giro per il mondo
    Qual è il problema?
    l’importante è essere buoni…………altruisti…..generosi
    Molto bello, molto poetico……….auguri

    #1587
    • Doriana

      Non rimandiamoli indietro…ri-gettiamoli, con bontà, altruismo, generosità, tutte qualità professate dal Cattolicesimo a cui ti so legata per altre tue affermazioni sulla giustizia divina, rispetto a quella umana. Lasciamo alla bellezza poetica e divina il commento di queste notizie…abbiamo tali emergenze noi, di “ripristinare la LEGALITA’”…
      “Due bimbi che erano a bordo del gommone sono morti durante la traversata del Canale di Sicilia e siamo stati costretti a gettarli in mare”. E’ questo il tragico racconto dei 75 extracomunitari giunti poco fa nel porto di Lampedusa, dopo essere stati soccorsi dalla Guardia costiera.

      Le 75 persone, tra cui 11 donne, sono in condizioni precarie per via della prolungata navigazione, forse di cinque giorni. I bimbi, sempre secondo il loro racconto, di due-tre anni, sarebbero morti di fame e per i stenti del viaggio. I migranti erano stati intercettati a 46 miglia dall’isola, su un gommone nero, di nove metri. Nel corso della giornata, fino a questo momento, sono giunte a Lampedusa 227 persone in quattro diversi sbarchi.

      #1676
      • Doriana, Doriana, questo si chiama “strumentalizzazione delle notizie tragiche”
        Sarà colpa nostra se questi hanno intrapreso un vaggio disperato senza cibo ed acqua a sufficienza?
        Sarà colpa nostra, gente di destra, magari pure cattolica, sicuramente non di sinistra, se questi due poveri innocenti sono morti?
        Non li abbiamo mica bombardati o affondati o privati noi di cibo ed acqua
        E,se non sbaglio, arriviamo al ridicolo ( RIDICOLO) di andarli a prendere nelle acque territoriali libiche perchè questi chiamano coi telefonini satellitari ( IO; ricca donna del nord Italia, non ce l’ho il telefonino satellitare) appena partiti con i loro barconi dalle costre libiche
        Dicono:” AIUTO, abbiamo problemi” I libici rispondono. “Per noi potete schiattare”
        ed allora arriviamo noi, brutali massacratori di bambini, entriamo nelle acque territoriali libiche, (se lo fa un peschereccio per errore viene sequestrato per mesi,) e ce li portiamo a casa
        Perchè noi siamo TANTO BUONI
        aH sì, ho capito: non ricordo più chi è stato quel genio che aveva detto, più o meno due anni fa,: “MA perchè non andiamo noi a prenderli direttamente dai luoghi da cui partono, così evitiamo queste tragedie?”Ecco, tu sei d’accordo con questa politica…………….capisco

        #1683
        • Doriana

          Ma ti pare che voglio strumentalizzare, io di nessun punto cardinale, la gente di destra magari pure cattolica e com-muoverla? La Gente, il Popolo ha già chi vola in Libia a fare accordi “umanitari”, votate, votate e sostenete chi con rigore legalitario e armato solo di tanto spirito sa “trattare” con questi cialtroni muniti di satellitare…
          Permettimi di dire che il tuo intervento è umanamente ed eticamente penoso. Per giunta con sostanza “politica”. Mi hai dato un buon motivo in più per stare lontana da certe Patrie e Chiese, perchè una cosa è cercare di convivere sulla stessa Terra e un’altra lottare e non rassegnarmi a certe emergenze e com-mozioni, che fanno morire anche la mente oltre che il corpo di certi miserabili truffaldini… Ovviamente voi, dal momento che ti identifichi in una parte precisa, NON avete nulla da temere e nessuna colpa.
          Fatti una buona domenica

          #1685
  4. Doriana

    Non so che dirti Claudia, ti sei detta da sola molte cose, hai definito in maniera altrettanto categorica altre cose e persone, porti la tua speranza di essere lasciata in pace, non derubata e violentata, non rapinata, non turlupinata. Fai domande e rispondi, concludi con dei complimenti e degli auguri… come potrei angustiare le tue giornate? Non ne ho davvero vogliae neanche è necessario. Sei travolgente, rileggiti, ascoltati e fai gli auguri a te stessa. Ne hai la capacità e credo anche la forza-

    #1589
  5. Daniela

    Doriana…conosco Claudia da un pò di tempo. Credo che, a dispetto della sua irruenza e impulsività, sia una delle persone più buone che io conosca. Come credo lo sia anche tu.
    Io sono sicura…e dico sicura, che se lei si trovasse di fronte ad un caso pietoso, non esiterebbe a dare il suo contributo, a prescindere dal fatto che il “povero” in questione sia nero, giallo o marrone.
    Il suo è uno sfogo legittimo anche perchè lei vive in un contesto assai diverso dal nostro.La Lombardia…e più ancora, la regione milanese è stracolma di extracomunitari. Lavoratori e malfattori.
    Ho vissuto un anno a Bergamo e so che è così. Nel paese in cui abitavo…pensa…c’era un edificio di civile abitazione, non ancora completato, di proprietà del comune. Gli abitanti avevano deciso di farne un centro sociale per anziani, visto che ne erano sprovvisti e visto che gli anziani erano e sono parecchi e visto che i figli non li vogliono più in casa. Ebbene, il comune aveva deciso di destinarlo ad alloggi per gli extracomunitari. Ho lasciato il paese in subbuglio.
    Io non credo sia stato giusto. In una nazione …prima di tutto bisogna assicurare il benessere agli abitanti. Solo così si sarà in grado di offrire assistenza anche a coloro che non ne fanno parte. Se io voglio andare a vivere nelle Hawaii, non credere che sia così semplice trovare un lavoro. Se inizio un’attività in proprio, devo dimostrare che quella stessa attività darà del lavoro agli indigeni del luogo. E non ci vedo nulla di anormale.E’ un intervento mirato a preservare gli abitanti del luogo.
    Mentre ero lì,ho lavorato presso una scuola elementare. Posso assicurarti, Doriana, che non c’era alcuna distinzione fra bambini italiani e non. Anzi, c’era un rispetto totale anche per la religione dei non cattolici.E le attenzioni verso una bambina rom…queste le ricordo ancora!Come ricordo tutti i racconti della gente che era stata derubata in casa propria, di notte, dopo essere stata narcotizzata.
    Questo non vuol dire, e non lo dice nemmeno Claudia, che tutti coloro che sono stranieri ( parliamo soltanto di loro, per adesso Doriana, perchè se estendiamo il discorso anche alla presenza dei delinquenti italiani perdiamo di vista tutto )siano dei malfattori.
    Ma è fuor di dubbio che una situazione di povertà assoluta genera più facilmente l’accostamento alla malavita.E questo può naturalmente capitare a chiunque.
    Come è anche vero che l’Italia ha risorse lavorative talmente esigue per gli stessi italiani da non poter essere in grado di offrirne anche ad altri.
    Per contro, è anche vero che molti dei lavori svolti dagli extracomunitari, sono lavori che gli italiani non vogliono più fare. E quando parlo di Italiani, mi riferisco alla maggioranza, perchè esistono ancora dei connazionali che fanno i badanti o raccolgono il pomodoro…o altro. Ma sono una minima parte.
    Il discorso è molto complesso, Doriana. Non si può circoscrivere in poche parole.E poi …domani rientriamo definitivamente in Italia :lol: e non posso dirti quante cose ho da fare ancora qua, a Martigues!
    Ogni tanto farò un breve sopralluogo su Reset per vedere se ci sono novità. Ho già letto il tuo commento su Borsellino ma, al momento, non ho il tempo di risponderti. Ma di ringraziarti, sì. :smile:
    E non far caso a ciò che scrive Claudia quando è su di giri!. La sua polvere da sparo non uccide… :cool: .
    A dopo.

    #1596
  6. marco

    È sempre del solito discorso della coperta troppo corta. Il fatto è che sia i governi di destra che di centrosinistra hanno due coperte, una abbastanza grande con cui coprono le varie caste, i grandi poteri economici e politici, i cittadini privilegiati, e un’altra molto corta. Quest’ultima è quella destinata a coprire la parte di popolazione più debole, ed è l’unica che passa dalle mani di un governo a quelle di un altro.

    Per finire, mi piacerebbe vivere in un mondo dove non esistano buoni…………altruisti…..generosi, un mondo dove regni solo la giustizia. Dove non ci sono malvagi, profittatori e sfuttatori dei popoli i buoni, gli altruisti e i generosi non servono.

    #1674
    • Ma visto che stiamo ritornando alla guerra fredda del bel tempo che fu…Ne vedremo delle belle grazie alle ideologie che credevamo sopite…Buonissima Domenica alla Rete, la nuova Democrazia per coloro che lo hanno compreso…. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      #1677
    • Doriana

      Per ora devi accontentarti, se già non lo sei, del Lodo Alfano, contenente le Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato. “Un testo sobrio e ben calibrato rispetto ai principi ed ai valori costituzionali che risultano coinvolti, nonchè in linea conlenorme di altri ordinamenti occidentali”, come ha detto l’Ideatore, dando appuntamento al prossimo autunno per una riforma condivisa della giustizia, in quel mondo “possibile” dove regni, la giustizia…Quella invece dell’Unione Europea, Eurojust e la Rete giudiziaria europea in materia penale, stanno arrivando a conclusione di misure per renderla ancora più efficace nella lotta alla criminalità organizzata internazionale. Come nel gioco dell’oca, torna al trattato di Lisbona…

      #1678
  7. Ciao Marco, il tuo commento è il più sensato e centrato, grazie

    #1675

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