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Prove di musica naziskin

Una decina di naziskin, a Viterbo in Piazza delle Erbe, tornano a colpire, stavolta con bottigliate, un ragazzo di “sinistra”… La segnalazione è arrivata da un commerciante, sabato notte, con l’intervento immediato delle volanti della polizia, della Digos e dei Carabinieri. Vogliamo dire una volta ancora che con tutta probabilità, si tratta di gruppi di estrema destra? Le violenze ripetute a branchi, di minori o maggiorenni, bulli o baby gang, delinquenti e picchiatori, sembrano non smuovere il Trasporto di una sia pur minima coscienza civile e convivenza sociale. Solo ieri, un cittadino viterbese, Alfonso Antoniozzi, grande cantante lirico dal 1985, scriveva una Lettera aperta ai viterbesi “Noi che vogliamo una città viva…”, contro chi vuole una città immobile e morta, polemizzando con alcuni esponenti della curia (http://snipurl.com/3nvo2) in cui tra le tante citazioni, si legge: ” Lo sai che finalmente, se si esce la sera dopo la chiusura dei negozi, non c’è più quel disturbante senso di coprifuoco che caratterizzava gli anni del mio liceo ma che nel centro storico c’è vita, ci sono locali aperti, ci sono persone che spengono il televisore, escono di casa e vanno in strada per incontrarsi e socializzare?… Lo sai che la musica non è solo quella che si fa sui palcoscenici, ma è anche quella che si può ascoltare nei locali pubblici, ad esempio in quelli che circondano il colle del Duomo? E che il ritmo dei tamburi di alcuni ragazzi che vengono da paesi lontani dal nostro ci fa sentire tutti parte di uno stesso genere (quello umano) senza distinzione di razza, colore, provenienza, nazionalità?”

I controlli a tappeto, continuano…tra la nostalgia di sentire Altra Musica.

Doriana Goracci

3 to “Prove di musica naziskin”


  1. Doriana scrive:

    Di quello riferisco stanotte, con rassegna stampa ripristinata… e se ti va leggiti la prossima Febbre….
    Ciao rickj
    doriana

  2. Doriana scrive:

    Viterbo ennesimo raid fascista

    tratto da: il messaggero

    Niente da fare, sono violenti, arroganti e strafottenti. Ma soprattutto vigliacchi perchè agiscono sempre e soltanto in gruppo. Il branco – si definiscono di destra ma di politica ne masticano assai poco – ha colpito ancora. Guerriglieri della notte, orda famelica, composta anche da minorenni, che si aggira numerosa colpendo a sorpresa soprattutto coetanei che non la pensano come loro e che reagiscono alle provocazioni.

    Ormai padroni delle notti e delle strade viterbesi, venerdì hanno di nuovo messo a ferro e fuoco il centro del capoluogo. Incuranti e forse galvanizzati dalle loro stesse gesta di due giorni prima (l’assalto alla pizzeria a San Pellegrino), verso le 21 in piazza del Sacrario hanno messo a segno un altro colpo: un giovane di sinistra ferito con una bottigliata alla testa. Poi il branco si è spostato nella vicina piazza delle Erbe dove, in mezzo a tanta gente che passeggiava per i fatti propri, hanno iniziato a preparare l’ennesimo assalto armandosi di bottiglie e bicchieri rotti.

    Questo mentre a San Pellegrino un gruppo di opposte tendenze – probabilmente i ”compagni“ del ragazzo ferito a piazza del Sacrario – preparavano una ritorsione che poi non c’è stata.

    A mezzanotte piazza delle Erbe, stracolma di persone, sta per trasformarsi in un campo di battaglia. Decine di giovani dalle teste rasate si muovono pronti alla battaglia, si muovono brandendo bottiglie e bicchieri rotti. Le loro intenzioni appaiono chiare. In molti tra i presenti si preoccupano, se ne vanno per evitare dispiaceri. Il titolare di un locale, capìta la mal parata, telefona al 113. Poco dopo sul posto arrivano le auto della polizia che circondano la piazza. Fuggi fuggi generale, la fontana diventa il deposito delle ”armi improprie”. Volanti e Digos identificano decine di ragazzi, la maggior parte sono i soliti, quelli che fanno capo a gruppi di estrema destra e agli ultrà della Viterbese. Stavolta il far west viene evitato, di lì a poco piazza delle Erbe torna alla normalità. Ma per quanto?

    «Fortunatamente nel mio locale – dice un esercente della zona – ancora non è successo niente ma ormai la notte viviamo sempre nella paura che qualche cosa possa accadere. Sono sempre gli stessi a creare casini, le forze dell’ordine li conoscono uno per uno». Commenti amari e uguali per tutti. «Agiscono in gruppo – raccontano – se la prendono con chi è solo o in compagnia di una ragazza. Se reagisci sei finito. Qui la gente per bene non ha più voglia di uscire dopo una certa ora».

    In questura le indagini sui recenti fatti di aggressioni vanno avanti a ritmo serrato. Top secret sugli sviluppi ma appare chiaro che gli stessi vertici della polizia, questore in primis, si sono stancati di questa situazione. Nessuno parla, nessuno anticipa ma le indagini sull’assalto alla pizzeria di San Pellegrino evidentemente hanno dato qualche risultato visto che nei corridoi della questura c’è chi si lascia andare in un laconico: «Hanno i giorni contati».


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  1. Prove di musica naziskin | Midi Blog 07 09 08

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