Grazie UE No allo status giuridico per i blog! Il Parlamento europeo riconosce il valore dei blog come contributo alla libertà di espressione!
Staff Reset si unisce alla Rete, agli autori e a tutti i blog Europei per questa importante News.
L’Europa dice No alla regolamentazione dei Blog!
Respinta la proposta di Marianne Mikko rappresentante dell’Estonia.
Dalle pagine della Stampa.it la notizia sta girando in Rete.
Possiamo dire che la Rete ha vinto. Possiamo dire che la Nuova Democrazia ha vinto!
Viva la Rete e la sua Libertà!
Stampa.it del 25/09/2008!
Il Parlamento europeo ha respinto oggi la proposta di regolamentazione legale dei blog, che aveva suscitato molte critiche da parte degli internauti europei preoccupati dalla possibile valanga di azioni legali nel caso in cui ai blog fosse accordato uno status giuridico.
Il Parlamento ha emendato il rapporto della socialista estone Marianne Mikko che chiedeva di “chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall’utente, assimilandoli, a fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica”. Il rapporto, approvato dagli eurodeputati, riconosce che gli spazi dei blogger sono “un contributo importante alla libertà di espressione, sempre più utilizzato tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori”.
Al posto della definizione dello status legale, nel rapporto approvato oggi (non vincolante per gli Stati membri), si legge che il Parlamento “incoraggia un dibattito su tutte le questioni legate allo status dei blog”.
Rammarico della eurodeputata relatrice: “Mi dispiace - ha commentato la Mikko - nessuno voleva regolamentare Internet, solo che le parole sono un’arma da maneggiare con prudenza e a volte é giusto sapere chi c’é dietro”.
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E meno male che ogni tanto arriva una buona notizia. Ma chiaramente - e solo - dall’estero.
E’ una notizia fantastica. Diciamolo…E’ andata di Qlo!

Sono assolutamente contento!
Nel caso, ma speriamo di no!!
Ricordo però per dovere di cronaca che ogni legge o proposta “non vincolante per i Paesi membri” non viene presa molto sul serio in Italia. Ne hanno fatte di leggi che vanno contro l’UE!
Ma, almeno, si potrà essere liberi di aprire blog su server esteri
Cmq, ci sposteremo all’estero. Io ho vissuto la storia di radio Luxemborg.
Trasmetteva fuori dalle acque territoriali.
Ho vissuto la storia dall’inizio delle radio libere e delle tv libere in prima persona.
Bisogna solo aver pazienza e studiarle tutte.
La Libertà ha un costo…Avere tanta pazienza e scrivere tanto…
Scrivere, scrivere, scrivere…E questo è semplice perchè ora con un blog, se si scrive a modo, si è ascoltati. Ma anche lì è un goccia a goccia.
Il Marmo lo si taglia goccia a goccia. Mangiare tutto un Elefante?
Una fettina per volta!
Buonissima e libera giornata. Libera da tutto e da tutti!
Ovvero mandiamo tutti, al di la del colore…a dare del Colore!
mah…è sparito quanto avevo scritto. riprovo. Per una gioia “europea” sulla libera espressione…devo assolutamente registrare e copiare quanto sta avvenendo e chiedo a voi tutti di Reset che leggete di pensare ad un documento comune da diffondere perchè i Fatti italiani sono di ben diverso tenore. Andiamo col primo
Carlo Ruta è un giornalista e storico siciliano. L’8 maggio scorso è stato condannato dal Giudice penale monocratico Patricia Di Marco, su querela del Procuratore Agostino Fera, per il reato di stampa clandestina, previsto dall’art. 16 della legge sulla stampa del 1947 per non aver eseguito la registrazione del proprio sito web http://www.accadeinsicilia.net presso la cancelleria del tribunale come previsto dall’art.5 della succitata legge. Ruta è stato condannato al pagamento di una pena pecuniaria di 150 euro (ridotta con le attenuanti generiche) più il pagamento delle spese processuali che ammontano a 5000 euro.
AccadeInSicilia (visibile su WebArchive) era un blog, o come ha voluto definirlo lo stesso Ruta in sede processuale un “diario di documentazione civile”, e la sentenza apre un pericoloso precedente tramite il quale tutti i blog aggiornati periodicamente, seguendo tale interpretazione, potrebbero venire equiparati a dei giornali. Quindi clandestini, se fanno informazione.In questi giorni sono state rese pubbliche le motivazioni della contraddittoria sentenza - disponibile per la lettura integrale su Penale.it grazie a Daniele Minotti - a cui vanno aggiunti questi altri documenti ed è quantomeno impossibile analizzarla nel breve spazio di un articolo. La questione portante delle motivazioni verte sulla “periodicità” delle pubblicazioni di Ruta, che non ha però precisa cadenza giornaliera o settimanale come dimostrano questi dati usati anche in sede processuale. Dunque la periodicità risulta un fattore aleatorio: quanti blog riportano informazioni o commentano notizie di cronaca con cadenza quotidiana? Si chiede la stessa cosa anche La Privata Repubblica in una prima analisi della sentenza affermando:se per periodicità, frettolosamente liquidata dal Tribunale in poche righe, si intende qualsiasi momento temporale, allora tutti i siti ed i blog d’informazione sono fuorilegge. I motivi dietro la condanna - e le condanne - sono però ben altri.http://snipurl.com/3uwmo
Passiamo al secondo: è una lettera articolo di Giulietto Chiesa, intitolato “A Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola (sulla pubblicazione degli elenchi dei Massoni)”, artefici del sito la Voce delle Voci, ecco il link
http://snipurl.com/3us2d
E non è solo scrivere ” a modo” il problema…ma grazie all’attenta lettura dello staff di Reset, ne stiamo parlando…E’ essenziale la nostra attiva partecipazione e condivisione della libertà d’espressione!
Doriana