Il topic del Cafone (scritto maiuscolo per rispetto)
Treno delle 17:18 da Roma Termini per Civitavecchia. Salgo e mi accomodo: non c’è neppure troppa gente. Prendo il mio libro e leggo per quel poco che riesce dopo una giornata davanti al pc. Ad un certo punto sento Sophie Ellis Bextor che canta “Murder on the dance floor”. Dopo aver appurato che non si trattava di una allucinazione auditiva e neppure di una suoneria di cellulare mi comincio a guardare intorno… quattro posti dietro me vedo solo lo schermo di un portatile acceso…
Ci guardiamo fra noi passeggeri con la faccia inebetita e sbatacchiando gli occhi. Un ragazzo e la sua compagna di viaggio si azzardano nel richiedere che il volume venga quanto meno abbassato. Una ragazza risponde sbiascicando le parole: inizialmente abbassa un po’ il volume, ma la ‘cuccagna’ dura poco… roba di minuti e subito… zak! il volume è più alto di prima.
A questo punto il ragazzo chiede che venga spento il pc se proprio non ha le cuffie, ma la risposta da parte della tipa non può essere che “ma vaffanculo Ma che cazzi voi! Ma fatti i cazzi tua!”
Scoppia una specie di breve discussione che termina con un film italiano a tutto volume (sarà stato “Tre Metri sotto al Treno”?). Quando il ragazzo scende assieme alla sua compagna di viaggio la tipa multicafonemediale risponde alzando ulteriormente il volume. Ok… prossima fermata: Santa Marinella. Mi alzo, mi avvio verso la sua direzione, mi giro, la guardo e sgrano gli occhi… mi aspettavo una ‘pischella’ di 15 anni al massimo e invece avrà avuto più o meno l’età mia… Eh no… non posso resistere… mi cade il filtro fra il cervello (che già non è troppo voluminoso) e la bocca:
“Ammazza! E sei pure grandicella” le dico.
“Embè? E con questo?”… il suo discorso non fa una piega.
“Rispetta gli altri e otterrai rispetto”… non ho il coraggio di commentarmi… Ad ogni modo, le tiro addosso il mio fazzoletto di carta usato (sono un po’ raffreddata…)
Lei ovviamente mi risponde come si conviene: “Ao! A deficiente! E mica te tiro i moccichi io!” In effetti sono stata irrispettosa. Scendo le scalette, e me esco dal treno.
Lo so… sono stata una cafona… ma non si può sempre cedere il posto sul treno!
Francesca Lippi







se avesse avuto 15 anni trovi lumi qui
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Bimbaminkia
ma visto che era cresciutella non puoi che rivolgerti qui
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Truzzi
sono creati artificialmente nei segretissimi laboratori di arcore e dissipati per lo stivale principalmente per fini elettorali. chiaramente quando non si vota (soprav)vivono e si riproducono allo stato brado, cibandosi dei discorsi di amici di mario de filippi
Eh… in effetti la tipa a una certa si è messa a guardare un film che mi ha fatto pensare avesse gusti stile “Amici” di Maria de Filippi… certo è che pure io mi sono comportata se non da truzza, da vera cafona con quel fazzoletto usato… ma mi ha ispirato nella frazione di un secondo.
SIIIIIII!! VIVA VIVA la ribbellione contro il cafone prepotente , brava brava brava braza brava.. ecc.. eccc.. ecc..
Quoto Brava.Brava.Brava Francesca. Hai fatto bene. Sarebbe un bene che gli Italiani facessero così con tutti i cafoni. Nessuno escluso. Non politycal correct con chi non è corretto. Non importa chi è!
Avrei usato una tecnica più subdola! le avrei fatto finta di parlare ma senza usare la voce, a quel punto li avrebbe abbassato il volume del pc per cercare di capire e a quel punto usando la voce! Hai capito quello che intendevo dire? Ti assicuro che funziona!
E questi come li vogliamo chiamare “cafoni”? storie di treni e di donne che viaggiano…magari queste sono state disturbate un po’ di più.
Doriana
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«Io, pestata sul treno da una gang squadrista»
di Paola Natalicchio
Presa a calci da quattro ragazzi. Nello stomaco e sui fianchi. Ripetutamente. Minacciata con un coltello. Nell’indifferenza della gente, su un treno regionale. Una tratta breve, Roma-Ciampino, quindici minuti appena. È successo sabato scorso a Ilaria, 21 anni, di Pavona, piccolo centro a due passi da Roma. La sua colpa? Avere in borsa una kefiah, la sciarpa simbolo del patriottismo palestinese usata, tra i ragazzi, come segno di un’appartenenza politica di sinistra.
«Stavo tornando a casa dopo un pomeriggio di lavoro. Come sempre mi aspettavano un quarto d’ora in treno e poi un tratto in autobus», spiega Ilaria, che fa la barista in via Cavour. Alle 22.42 il treno è partito. Ilaria ha preso posto in un vagone centrale. Dopo pochi minuti, l’incubo. «Ho notato un gruppo di ragazzi sui 24-25 anni. Gridavano, battevano sui vetri. Era impossibile non sentirli anche nei vagoni accanto». Il controllore, però, su una tratta così breve passa difficilmente. E l’escalation è continuata. «Uno di loro ha iniziato a chiedere, urlando: Ce l’avete le bombe? Penso che cercasse droga. Pasticche. A Roma si chiamano così. Ho abbassato la testa. Intanto due di loro sono saliti davanti ai sedili di fronte al mio e, dandomi le spalle, hanno iniziato a spintonare un gruppo di ragazzini che sedevano più avanti. Insistevano: Voi ce l’avete le bombe?».
Ilaria prosegue, le trema la voce. «A un certo punto uno di loro si è girato e ha visto la mia borsa. Indicandola mi ha detto: E tu ce le hai le bombe? Frugandoci dentro, ha visto la mia kefiah. Non hai le bombe e oltretutto sei una comunista di merda. Ha detto così e sono cominciati i calci. Io ho pensato solo a coprirmi la testa. Mi hanno circondata in quattro. Ripetevano: Prenditi quello che ti spetta, comunista di merda».
Nel vagone del treno, quella sera, Ilaria non era sola. Davanti a lei, oltre al gruppetto di ragazzi che per primi erano stati molestati, due uomini sulla trentina e, poco più avanti, altri quattro giovani. In poco tempo, però, si sono tutti dileguati. «Mi hanno tirata su. Uno di loro mi ha allargato le braccia e ha preso a minacciarmi con un coltello. È lì che mi sono girata e non ho visto più nessuno. Il coltello era fermo, ma il corpo si muoveva per i calci. Così ci ho urtato contro e mi ha graffiata. È uscito del sangue».
È stato forse questo a salvare la ragazza da conseguenze peggiori dei cinque giorni di prognosi diagnosticate dal pronto soccorso. «Uno dei ragazzi che mi stava pestando si è spaventato e si è fermato. Si è messo in mezzo, mi ha fatto scappare. A quel punto mi sono chiusa in bagno». Da lì, Ilaria ha fatto una telefonata. «C’era poco campo, . Per istinto non ho chiamato la polizia, ma mia madre». La denuncia per aggressione alla polizia di Albano Laziale è di ieri sera.
Nel frattempo i ragazzi sono fuggiti. Nessuno li ha fermati. Alla stazione di Ciampino non ci sono telecamere e, al suo arrivo, Ilaria l’ha trovata quasi deserta. Per rendersi conto che quel che dice è vero, basta prendere il suo stesso treno. Lunedì sera, ad esempio. Corsa semivuota, dieci passeggeri in tutto, metà le donne. Il controllore non è mai passato nei vagoni centrali. All’arrivo in stazione, davanti al secondo binario, la carcassa annerita di un bar self- service dato alle fiamme. A pochi metri, un comando della Polizia Ferroviaria. Ben illuminato, ma senza nessun agente sulla soglia a dare un’occhiata.
Nel sottopassaggio, alcuni volantini raccontano di un altro episodio di violenza, una settimana fa. Erika, 19 anni, era seduta sulla ringhiera e aspettava il treno per Frascati. Erano le quattro del pomeriggio, c’era ancora luce. Un giovane l’ha spinta lungo le scale del sottopassaggio ed è scappato via. Un volo di tre metri. «Abbiamo fatto denuncia, ma non essendoci le telecamere è quasi inutile. Cerchiamo testimoni», spiega suo padre. «Mia figlia si è fratturata una spalla, incrinata tre vertebre e ferita alla testa. Tre giorni in ospedale, 30 di prognosi».
Sono queste le stazioni di periferia che, dopo l’omicidio di Francesca Reggiani, il sindaco Alemanno aveva promesso di mettere in sicurezza. La campagna elettorale è finita e a pagare sono loro. Due ventenni qualsiasi. Un sabato sera e un mercoledì pomeriggio come tanti.
Io non capisco perché tu non possa aprire direttamente un altro articolo invece di andare regolarmente off topic. Mi rendo conto che il mio post non sia di chissà quale gran levatura, ma preferirei che tu mi dica chiaro e tondo che ho scritto una cosa che per te è una fesseria, piuttosto che questa tua maniera indiretta: uno dice “A” e tu rispondi con “Z” aggiungendo un post nel post. così cosa ottieni? che la tua notizia, che è anche interessante, non se la fila nessuna perché la inserisci dentro il mio topic e in più vai fuori tema. Ho notato che tu lo fai con tutti quanti ed evidentemente io dovrei far finta di nulla come fanno gli altri, con pazienza, però non lo capisco il significato di ciò che fai… o meglio: immagino che tu lo faccia perché ritieni che scriviamo cose talmente tanto cretine che necessitano di essere “purificate” con due schizzi di acqua santa.
Hai ragione e me ne scuso, con te con gli altri con cui sono andata fuori tema…
Come mi hai suggerito, l’ho fatto, senza schizzi purificatori:quelli li lascio alla chiesa.
Doriana