Governo spot di Guido Alborghetti

Da Articolo 21, la segnalazione dell’uscita di un nuovo libro dal titolo “Governo Spot”.
Un libro dove si raccontano tutti i risultati dei primi sette mesi di lavoro del quarto governo Berlusconi.
Un rapporto fatto utilizzando le fonti più accreditate: istituti di ricerca, enti e istituzioni nazionali e internazionali e la campagna elettorale di Berlusconi sembra non avere fine. Ogni giorno un nuovo annuncio: via i rifiuti, via l’Ici, via i fannulloni, via le prostitute, giù le tasse… Ma quando il fumo si dirada si intravede un’altra realtà … E’ il nuovo libro di Guido Alborghetti dal titolo “Governo spot”.
L’autore, ha voluto mettere a disposizione l’introduzione del suo testo per i lettori di Articolo21 e quindi anche per Noi lettori della Rete. Solo il finale di questa introduzione prima di lasciarvi alla lettura…
Nel Berlusconi delle legislature precedenti, i sogni prevalevano sulle paure.
Oggi sembra non essere più così. E’ un cambiamento di sostanza: i sogni servono soprattutto per la conquista del potere, le paure possono invece essere lo strumento di chi non lo vuole perdere.
Natale è vicino e potrebbe essere una bella idea regalo, un opera buona per aiutare chi è nella nebbia e nella paura. Con 14 Euro vi prenderete una bella botta di comunista, ma, e però, forse aiutate un essere umano ad uscire dalla nebbia, dalla paura e ritrovare nuovamente la libertà , in ogni paese, contrada e città !
Fratel RobertoAldo saluta e vi informa che FratelMaghetto è scomparso improvvisamente durante uno dei suoi esperimenti citrulli. In laboratorio, nel pentolone bolliva un specie di purè rosso sprizzante stelline in cinemascope e c’era uno strano odor di zolfo. Però non ho sentito rumor di zoccoli o strisciar di coda. Speriamo che non abbia fatto qualche belinata e non me lo vedo ritornare fra qualche giorno, magara anche bruciacchiato e con le corna in testa. Buonissima Domenica!
Ma prima di rallegrarvi con la presentazione di questa nuova opera, la frase del giorno.
Siate ottimisti, allegri, spensierati e…Non fate debiti e Non Spendete.
Ripeto…Non fate debiti e Non Spendete!
Governo Spot di Guido Alborghetti di Redazione Fonte Articolo 21
Tutti i risultati dei primi sette mesi di lavoro del quarto governo Berlusconi. Un rapporto fatto utilizzando le fonti più accreditate: istituti di ricerca, enti e istituzioni nazionali e internazionali. La campagna elettorale di Berlusconi sembra non avere fine. Ogni giorno un nuovo annuncio: via i rifiuti, via l’Ici, via i fannulloni, via le prostitute, giù le tasse… Ma quando il fumo si dirada si intravede un’altra realtà … E’ il nuovo libro di Guido Alborghetti dal titolo “Governo spot”. L’autore, che ringraziamo, ha voluto mettere a disposizione l’introduzione del suo testo per i lettori di Articolo21.
Governo spot di Guido Alborghetti Editore Nutrimenti (collana Igloo) – 2008
INTRODUZIONE
Pochi mesi di attività sono certamente un tempo troppo ristretto per poter valutare gli effetti concreti della azione politica di un governo. Se però si guarda non solo alle decisioni assunte, ma soprattutto al metodo utilizzato per decidere e per comunicare, i primi mesi di un governo possono dire molte cose sulle sue intenzioni e sul percorso che intende seguire nel corso della legislatura. I sogni e le paure, ad esempio, sono da sempre, nel bene come nel male, ingredienti della politica, e della politica italiana in particolare. Silvio Berlusconi ci aveva abituato, negli ultimi quindici anni, alla continua riproposizione di una serie ininterrotta di sogni e di promesse, la cui concreta realizzazione era ostacolata da una sola fondamentale paura: la paura dei “comunisti�. E i “comunisti� di Berlusconi non erano tanto coloro che avevano militato sotto le bandiere del Partito comunista italiano – alcuni dei quali erano peraltro divenuti da tempo autorevoli dirigenti del suo stesso partito o ministri dei suoi governi – ma più semplicemente tutti coloro che, a vario titolo, si opponevano alla sua leadership. Con il passare del tempo, tuttavia, anche i sogni rischiano di invecchiare e, soprattutto, di apparire irrealizzabili o addirittura inconsistenti. Ecco allora che dalla cassetta degli attrezzi spunta con più forza il secondo strumento: la paura o, meglio, le paure. E, insieme a loro, arriva puntualmente il corollario mediatico della “emergenza�, che fa divenire incombenti anche i pericoli che non lo sono, e quindi più intense e concrete le stesse paure. La comunicazione al pubblico più vasto deve anch’essa tenere conto del cambiamento. Deve dunque essere martellante, specifica, ma anche di breve durata, superata continuamente da altri fatti e da altri problemi, secondo uno schema comunicativo già ampiamente sperimentato per le notizie del giorno.
La prima conseguenza di questo atteggiamento è l’ansia di comunicare immediate e irrevocabili decisioni, le uniche in grado di evitare i rischi quando questi sono incombenti, e l’imperativo di placare l’emotività sociale, eccitata da vere o presunte emergenze. Ma non si tratta di un gioco a somma zero. L’emotività sociale, una volta uscita dal vaso di Pandora, può percorrere vie impreviste e pericolose. I problemi del Paese, che richiederebbero soluzioni strutturali e di lungo respiro, vengono invece tamponati con cosmesi tecnico-politiche o con interventi di semplice spostamento degli stessi problemi nello spazio o nel tempo. La coesione sociale viene infine minata da un orientamento che tende a delegittimare gli organi rappresentativi, a ostacolare l’integrazione sociale, a consolidare la precarietà , a organizzare il territorio seguendo la mappa degli egoismi più che dei bisogni. A ciò si aggiunge un quadro di riferimento dell’economia italiana in procinto di passare da una crescita stentata ad una pericolosa fase di recessione. Sarebbe l’ora di una convergenza politica sulle questioni essenziali, ma un governo che, dopo la vittoria elettorale dell’aprile 2008, insegue l’ambizioso progetto dell’autosufficienza e dell’egemonia politica, non ha orecchie per questo richiamo. Il percorso verso l’egemonia è però più accidentato di quanto qualcuno sembra pensare, e questo progetto può incontrare ostacoli e anche fallire proprio sul terreno del consenso sociale, lo stesso della sua tanto ricercata legittimazione populistica. Nel Berlusconi delle legislature precedenti, i sogni prevalevano sulle paure. Oggi sembra non essere più così. E’ un cambiamento di sostanza: i sogni servono soprattutto per la conquista del potere, le paure possono invece essere lo strumento di chi non lo vuole perdere. (G. A.)

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Grazie dott. Alborhetti,
la sua è un’opera indispensabile di ecologia della mente.
Andrea Canova
Quoto e concordo Andrea…Buona navigazione da FratelMaghetto