Ehsan Fattahian Impiccato

Ehsan Fattahian aveva 28 anni, nato a Kermanshah, colpevole anche di appartenere a una minoranza curda che vive nel Kurdistan iraniano. Fu arrestato per apostasia due anni fa, fu condannato a dieci anni di carcere, ma poi la Corte Suprema ha commutato la pena e lo ha condannato a morte. E’ stata anticipata anche la corda intorno al collo, di almeno 24 ore. Non sto parlando del Civil gioco di ruolo dell’Impiccato, esiste: “E’ il classico gioco dell’impiccato che si faceva alle elementari. Riuscirai a scoprire la parola prima che l’impiccato venga ucciso? La sua sorte dipende solo da te!”
Avevano suonato i tamburi d’ Iran, i canti del Kurdistan anche in Italia…Morte e carcere non hanno confini e colori. Alla libertà e alla giustizia si offrono muri e cappi. Potete raccontare quello che vi pare, sull’Iran, sugli Usa, i Servizi Segreti ed Israele, potete raccontare quello che vi pare su Allah e Cristo, musulmani e cattolici, Budda e Zoroastro, su tutti i profeti del mondo , la Pace e la Guerra, il nucleare e la giustizia, la resistenza e la sicurezza, il petrolio e il capitale, la borghesia e il proletariato, gli intellettuali e i contadini, l’ Occidente e il Medio Oriente ma io e non sono sola, piango questa morte, l’amico che non conoscevo,un figlio non mio, il ragazzo che nell’ultima lettera dalla prigione di Sanandaj ha scritto: «Non voglio parlare della morte; vorrei porre domande sulle ragioni dietro essa. Oggi, quando la punizione è la risposta per coloro che cercano libertà e giustizia, come può uno temere la propria sorte. Quelli di “noi” che sono stati condannati a morte da “loro” sono colpevoli solamente di cercare una strada per un mondo più giusto e migliore. E “loro”, sono consapevoli dei propri gesti?».
Doriana Goracci
Teheran, 11 nov. – (Adnkronos/Aki) – Il giovane oppositore curdo Ehsan Fattahian e’ stato impiccato questa mattina. Lo ha annunciato il presidente del tribunale della regione Kurdistan, Ali Akbar Garrusi, spiegando che Fattahian, condannato dalla Corte d’appello per attentato alla sicurezza nazionale e oltraggio ad Allah, e’ stato impiccato in presenza delle autorita’ giudiziarie competenti nella prigione centrale di Sanandaj, capoluogo della regione del Kurdistan.
Come ricorda ‘Radiozamaneh’, Fattahian, che aveva 28 anni e risiedeva a Sanandaj, era stato arrestato la primavera scorsa con l’accusa di aver attentato alla sicurezza nazionale. Il govane era un oppositore della Repubblica islamica con idee di stampo secolare e per questo era stato condannato in primo grado a 10 anni di carcere. Il procuratore di Sanandaj aveva fatto ricorso alla Corte d’appello, che ha condannato Fattahian alla pena capitale.
L’accusa principale che ha indotto il giudice a emettere la sentenza e’ stata quella di ‘Moharebeh’ (oltraggio ad Allah), rivolta a chi nutre sentimenti contrari alla religione islamica, sostenendo uno stato laico e secolare. Negli ultimi giorni diverse ong internazionali si erano attivate al fine di fermare l’esecuzione della sentenza. Ieri, il vice direttore generale per il Medio Oriente della Farnesina aveva compiuto un passo presso l’incaricato d’affari iraniano a Roma a nome del governo, “esprimendo preoccupazione in merito al caso di Fattahian e chiedendo un gesto di clemenza”.
La vera prigione di Ken Saro-Wiwa
Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un’intera generazione
E’ il poliziotto che corre all’impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L’inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
E’ questo
E’ questo
E’ questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.








“Secondo quanto affermano i blog (www.mideastyouth.com, http://senanews.blogfa.com) della dissidenza iraniana, Ehsan sarà giustiziato domani 11 novembre.”
E non è andata così, hanno giocato…d’anticipo
Dall’Osservatorio sulla legalità e i diritti:
In Iran non c’e’ solo la questione nucleare
di Shorsh Surme*
Mentre la Comunità internazionale discute sul nucleare Iraniano, lo stato Islamico, che si considera il paladino dei Mostazafin (gli oppressi) continua la violazione dei diritti umani contro i dissidenti: infatti, ieri mattina, nel carcere di Sanadej nel Kurdistan dell’Iraq, è stato impiccato il giovane oppositore curdo Ehsan Fattahian, di soli 27 anni.
Lo ha annunciato il presidente del tribunale della regione Kurdistan, Ali Akbar Garrusi, spiegando che Fattahian era stato condannato dalla Corte d’appello per attentato “alla sicurezza nazionale e oltraggio ad Allah”. Secondo gli Ayatollah, lottare per la propria gente e per la propria libertà di vivere in pace è oltraggio al dio.
L’accusa principale che ha indotto il giudice a emettere la sentenza è stata quella di “Moharebeh” (oltraggio ad Allah), rivolta a chi nutre sentimenti contrari alla religione islamica, sostenendo uno stato laico e secolare.
Purtroppo Ehsan se n’è andato nell’indifferenza totale della Comunità internazionale, in primis i Paesi occidentali, che da qualche tempo si occupano al tempo piene alla questione nucleare iraniana, come se la Repubblica Islamica dell’Iran non avesse altri problemi.
In questo momento, stanno attendendo l’impiccagione nel braccio della morte molti attivisti curdi del Kurdistan dell’Iran, come Sherko Mahharif e Habib Fathhulla, anche loro accusati di “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato”. Uno stato che non riconosce il diritto delle minoranze che vivono in Iran come Curdi, Arabi, Azeri e Turcomanni.
* giornalista curdo-iracheno
Scrivendo di Zeinab Jalalian, condannata a morte, dissidente politica e prigioniera curda in Iran, ho trovato questo video Bella ciao! http://www.youtube.com/watch?v=SG8jt_hKnOc dedicato a Ehsan Fattahian, che non c’è più dall’11 novembre. Rimane la memoria e il passaggio della stessa.