Vuvuzela la straziante voce che non abbiamo ascoltato

http://2.bp.blogspot.com/_ydjzIsIyCQI/TB6r4doMt2I/AAAAAAAABcc/MwOt8zh89VE/s1600/vuvuzela.pngDa un amico della Rete, maglia Facebook, ricevo… si parla di calcio? Forse. Anche della voce¬† delle Las tribus del valle del Omo. Troppo straziante? Forse è meglio far vedere Cristiano¬† Ronaldo che Sputa alla telecamera dopo Spagna – Portogallo?

O forse volessimo ascoltare La vita secondo Galeano-Guerre silenziose?

L’amico che osa scrivere e accostare questi suoi pensieri, conclude con un Lux Aeterna, requiem for a dream. E non mi è dolce naufragare in questo deserto dove le vuvuzela sono e rimangono una voce straziante ma passo l’Informazione, senza Ordine alcuno, come dettato dallla testa in unione col cuore.

Grazie Amico caro, che oggi scrivi di te: ” Sto facendo un viaggio alle sorgenti del mio tempo per scoprire quando sono diventato un fiume“.¬†¬† Is this love cantava Bob Marley e questo è un video mandato da un’ amica. Oh Come sono fortunata…in italiano dice : “Sono volonteroso e capace¬† Così metto le carte in tavola¬† Voglio amarti e trattarti bene¬† Voglio amarti ogni giorno e ogni notte¬† Staremo insieme con un tetto sulla testa¬† Divideremo il rifugio del mio letto singolo¬† Divideremo la stessa stanza, Jah provvederà al pane Divideremo il rifugio del mio letto singolo”. Capito Africa?

Saranno gocce, c’è sete.

Doriana Goracci

Vuvuzela la straziante voce che non abbiamo ascoltato

I mondiali sono finiti, gli Dei in mutande sono tornati a casa, nella loro casa, nell’Olimpo dove un Umanità assetata dell’effimero li ha collocati.
Io personalmente ho seguito con occhio distaccato questo evento, non per supponenza o per senso aristocratico ma semplicemente perché questi mondiali sono stati un insulto alla ragione,

Il Sud Africa é uno dei Paesi più poveri al mondo ma ha organizzato i “giochi” più ricchi di sempre. Si muore di fame nei sobborghi di Soweto, il 17% della popolazione infantile é siero positiva. ¬†

” Le donne che hanno contratto l’AIDS sono segregate nei villaggi e oggetto di violenze e discriminazioni.

il Presidente della Repubblica e colpevole di violenza sessuale.

Nel periodo precedente ai mondiali c’è stato un incremento delle operazioni di polizia nei confronti di venditori ambulanti, cittadini sudafricani senza fissa dimora, rifugiati e migranti che vivono in insediamenti informali o in quartieri poveri ad alta densità abitativa.

La polizia si è resa responsabile di irruzioni, arresti arbitrari, maltrattamenti, estorsioni e distruzioni di insediamenti informali. Queste ultime sono state effettuate senza preavviso, predisposizione di un alloggio alternativo adeguato e risarcimento, in violazione delle leggi nazionali che proibiscono gli sgomberi forzati.”

Ma a noi tutto questo non appare, o non deve apparire, a noi arriva solamente il rimbalzare gioioso di una pallone inseguito da miliardari in mutande
.
Ora il gioco è finito il pallone non c’è più, tacciono le assordanti e fastidiose vuvuzeala.

In quelle poche volte che mi sono avvicinato a questi mondiali percepiva qualcosa di stonato,
un dettaglio che era sfuggito agli abili architetti dell’inganno, un qualcosa che solo li e che in nessun altro stadio al mondo trva dimora.

Ora che tutto è finito resta solo il silenzio, e di colpo mi rendo conto che questi mondiali non erano da vedere ma semplicemente da ascoltare.

Le vuvuzela non hanno taciuto un attimo, i telecronisti, i giornalisti e miliardi di persone davanti alla TV se ne sono lamentati trovandole oltrmodo fastidiose e irritanti.

Ma se c’è qualcosa che ha reso unici questi giochi sono proprio loro, le fastidiose vuvuzela.
Il loro suono non era un coro intonato, ma piuttosto un orrenda cacofonia di voci.

Le voci che noi non ascoltiamo, non vogliamo ascoltare le voci di un continente che chiede a noi soccorso ma che scacciamo con fastidio come facciamo con le mosche.

Ora il mondiale è finito, le TV ci hanno vomitato nelle case un Africa moderna, stadi super tecnologici, abbiamo ascoltato la sua musica, abbiamo spalancato la bocca davanti alle loro danze trascinanti, abbiamo visto un Africa al passo con i tempi, così ci sentiamo tutti un pò meglio perché il nostro ipocrita senso di colpa è stato un pò sopito, questo mondiale ci ha detto che in fondo non stanno poi così male.

Allora mi piace immaginare che le odiate vuvuzela diventino le ambasciatrici di una miriadi di villaggi di cui ignoriamo l’esistenza ma ne deprediamo le ricchezze.

Mi piace pensare che le vuvuzela si insedino nelle nostre case quando facciamo riunioni di famiglia sfogliand un depliant patinato per decidere dove sarà il prossimo safari.

Come vorrei che il fragoroso suono si infilasse sotto sotto le morbide lenzuola e si agitasse come una serpe che cerca di mordere alla cieca e ci si risvegliasse con l’orrore negli occhi.

Come mi piacerebbe, che per un attimo, ma solo per un attimo il loro suono squarciasse il silenzio che ci protegge dalla nostra coscienza.

Ma ora tutto tace, la festa è finita, se la vostra squadra del cuore ha vinto brindate con Stok, se ha perso consolatevi con Stok.

In fondo la morale di questi mondiale e sempre la stessa, c’è chi vince e c’è chi perde, di certo l’Africa non ha vinto.

E non solo a pallone

Vladimiro Cordone

( PS. Perdonatemi un po di retorica, ma come si dice :quando il troppo è troppo…)

 

Note sull'autore

- Capranica (Viterbo).

  • Lia

    Il calcio muove circa 500.000 milioni di dollari annuali.

    Nel caso del mondiale si aggiungono i 1.117 milioni di dollari che hanno lasciato i turisti.

    Riprendo le parole di Freytas:

    Il calcio è un multimilionario affare capitalista, un'industria dello spettacolo di successo globalizzata, una formidabile macchina di concentrare ricchezza in poche mani, che sparge profitto in mezzo alla crisi globale, la povertà, la disoccupazione da record attuale, la fame mondiale, i disastri umanitari, le guerre d'occupazione, le catastrofi naturali e le politiche di esterminio militare della "popolazione che avanza" ( con la quale Freytas intende quella parte della popolazione che non produce e non consuma, quindi che non serve al sistema)nelle periferie dell'Asia,Africa e America Latina.

    —–

    Considerando che con meno dell'1% che si spende nel mondo per armi la fame nel mondo potrebbe essere eliminata, e che questo mondiale ha prodotto profitto solo per i soliti, l'Africa, metterla come vetrina di questi mondiali, è servito a cosa? Cos'è un modo di attirare l'attenzione su queste zone sempre più depradate dalle multinazionali? Queste terre saccheggiate ai loro proprietari ed in mano ai soliti pochi, magari costruendo qualche bel hotel 5 stelle, inquinandolo ancora di più, potrebbe essere la meta ideale del turismo nei prossimi anni?

    Tanto sappiamo che nel mondo degli affari ciò che conta è il guadagno e non le persone.

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  • Lu Agnello

    Spenti gli ultimi riflettori…The End. Era solo quello "il tempo per l'Africa?". E qual' √® il tempo di adesso, dopo il lavaggio a 90¬∞ con superextracentrifuga per capi "colorati"?

    Se il mondo fosse in grado di guardarsi onestamente e fino in fondo allo specchio non troverebbe altra voglia che di sputarsi addosso, e con molto, molto "sentimento".

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