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Burka Ma Donna

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Mi sento di parte, oggi francese, perchè in questo pezzo di mondo è fatto divieto indossare in luogo pubblico il burka. Si, là gira.  Volete sapere quanti millimetri di carne umana femminile sono esposti ai raggi del sole indossando il burka? Provate a metterlo voi, lo scafandro, io lo feci e mi sembrò di perdere i sensi, solo per un minuto. Provate a girare la città, ben protetti come dei palombari fine secolo, immersi nel Male. E’ una regola civile quella che impedisce di finire inghiottita in un burka, senza neanche poter dire: aspetta…ma donna.Andatevene all’inferno voi e le gabbie e i muri, che opprimono la vita.  No, nessuno sa come viva, come muoia.Lo sa il Burka.


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Le ho viste con i miei occhi pochi giorni fa da Primark a Manchester, la coppia residente in Inghilterra, quelle gambe che la fanno correre tra i banchi di un gran magazzino, con bimbo e compagno, lui anche con due bella braccia esposte e piene di peli e il faccione contento, tra baffi e barba , di quel manichino al  fianco da esibire,  tale e quale a un lenone, a un pappa dei nostri paesi, che gode dell’esposizione della carne. Poi fu la volta a York, di un’ altra che camminava da sola, di primo mattino. Di  entrambe le donne era impossibile vedere anche solo gli occhi, udire il respiro. Magari urlassero all’improvviso:  sarebbe un’esplosione.

A luglio di quest’ anno, nel blog del Corriere della Sera , si lanciava la moderazione inglese: “Il 67 per cento degli¬†inglesi vorrebbe che il burka venisse messo al bando. Lo rivela un sondaggio d’opinione di YouGov. Dunque: Londra seguirà l’esempio francese? Questione delicata e controversa. Ma, Damian Green, conservatore, neo ministro dell’immigrazione, esclude al cento per cento che Westminster approvi un provvedimento del genere: “Sarebbe contrario alle convenzioni sulla tolleranza e il reciproco rispetto” Adottare una politica più severa sugli ingressi dei clandestini non significa che alle donne musulmane debba essere proibito di coprire il volto. Giusto o sbagliato che sia, irritante o no, due considerazioni: 1) l’autorevolezza di un governo si consolida quando non cavalca i populismi e corre così il rischio di trovarsi in rotta di collisione con i suoi elettori; 2) una classe dirigente coraggiosa, di destra o di sinistra, ha il dovere di essere impopolare quando sono in gioco principi e valori universali. Ogni nazione ha sensibilità diverse, Il Regno Unito, pur colpito dal terrorismo, sa dare ancora esempio di equilibrio e di saggia moderazione.”

In Inghilterra ho visto spariti i cassonetti, incubo terrorismo, umanizzati da donne e uomini che ramazzano il centro della city. Se si ferma quella donna in burka, si siede, potrebbe sembrare un misero mucchio di stracci. Neri per giunta. Cenci da litigare nel dialogo tra le genti e le religioni.


 

Viene da bestemmiare, perchè non c’è nulla di male a negare il potere, sia pure imprecando. Qualcuno ricorda  i membri del Ku Klux Klan che “indossano le tuniche bianche con il cappuccio, nascondendo le loro facce, sul modello di alcune confraternite penitenziali cattoliche”? “Una spiegazione di questa usanza è che questi abiti rappresentano gli spiriti dei soldati che tornano dal mondo dei morti per vendicarsi e terrorizzare i loro nemici. Un’altra spiegazione riportata è l’ “anonimato del lavoro ben fatto” infatti i membri del KKK credono che il compito sia stato assegnato loro direttamente da Dio,  e indossano tunica e cappuccio in segno di umiltà. ” Ecco, peccato che  l’umiltà femminile è legge perenne a cui la donna deve sottomettersi 24 ore su 24, tranne quando è libera di  farsi fottere.

Che Misteri i Voti i Veli la Politica…

E non ridete, non venite avanti come cretini,  non pensate che da noi il burqa non gira, non attecchisce. Il Colpo Grosso è svestirla la donna, e farne bottino e chiamarla la Casa della Libertà.Non prendiamoci in giro, non prendeteci in giro. Avete parlato di Liberazione e Pace esportata, avete detto al mondo che avevate asportato il burka, il terrorismo islamico. I mandanti di questa Moda, sono i signori della Guerra, che la portano con i soldi e il sangue, come chi se la inventa la sacra guerra, per gli Affari suoi, di alta Finanza, blindata da un burka, velatissima.Quanto al futuro, ascolti:” i suoi figli fascisti  veleggeranno  verso i mondi della Nuova Preistoria.  Io me ne starò là,  come colui che  sulle rive del mare  in cui ricomincia la vita.  Solo, o quasi, sul vecchio litorale  tra ruderi di antiche civiltà,  Ravenna  Ostia, o Bombay – è uguale  con Dei che si scrostano, problemi vecchi quale la lotta di classe  che  si dissolvono…” Scriveva Pier Paolo Pasolini, era di una disperata vitalità.

Perché continuiamo in questo modo? We’re lost in a masquerade …

Doriana Goracci

 

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Autore del post

- Capranica (Viterbo)



  • Pingback: BURKA MA DONNA | La Mia Notizia - Citizen Journalism in Italia

  • http://www.youtube.com/marcusdardi marcusdardi

    Totalmente d'accordo cara Doriana.

    Qui non c'è nulla da ridere, ma da rabbrividire.

    Il mondo islamico radicale e integralista mi fa una tremenda paura e vorrei vedere forze serie che lo combattono. Sono indietro di secoli con questa segregazioni femminili.

    Certo le donne seminude delle discoteche o per le strade sono l'altro lato della medaglia.

    Ma quando faremo una legge in cui nei nostri parlamenti, di ogni Stato ci siano 50% donen e 50% uomini seduti sui banchi di questi Parlamenti.

    La parità non può esserci perchè siamo diversi e per una madre bisogna avere degli occhi di riguardo e rispettare le differenze, ma civilmente.

    Queste coperture e castrazioni della femminilità sono deprecabili e vanno combattutte con la cultura, ma vanno combattute fortissimamente.

    Marcusdardi

  • Tito

    Sono contrario al burqa, nel senso che non penso lo indosserei mai. Ma sono contro il divieto di portarlo, nel senso che sono contro qualsiasi forma di imposizione nei confronti delle Donne, nello stesso modo, come quello che gli impone di portarlo. Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui le donne non debbano ogni volta essere oggetto delle Umiliazioni e le imposizioni governate dagli uomini, ma anche vero però che si vive in un mondo in cui tette e culi, sono parte integrante di questa società. La prostituzione in politica è stata dichiarata legittima, ma vietata per tutti gli altri, in un tempo non troppo lontano, questo fenomeno veniva regolato nelle famose case chiuse (da le finestre che dovevano rimanere chiuse sulla via maestra; nessuno doveva vedere cosa accadeva dentro,onde accontentare la cattolica morale)

    In genere le relegioni non ha prodotto società migliori, specialmente laddove si annida l'estremismo ed il fondamentalismo; cattolico o islamico non fa differenza, sono sullo stesso piano culturale, se dio è buono allah è grande;se taluni le vogliono recluse, altri le vogliono salvare; non sarebbe invece meglio assecondare e stimolare quanti, e quante lottano per l'emancipazione della Donna e poi ci liberi anche dal grande fratello ??!!!!

    • Doriana Goracci

      Le Case Chiuse o Aperte alle Bisogna maschili, sono anche quelle dei Grandi Stilisti. Un bell'affare la Guerra, la Moda, la Pace…vestono tutti i colori dell'Arcobaleno. No Tito, sono contro il Burka e ho tentato di suggerire varie visioni del mondo…non me ne importa niente se il divieto √® destro sinistro…al centro.

      Non parlo oggi e gli altri 364 giorni me ne sono stata zitta.Se mai serve…ripeto a me si, per mia salute mentale…

      • Tito

        Sono contro i divieti e chi si arroga il diritto di vietare alla stessa stregua di chi impone.

        Moda guerra e pace sono tutti rovesci della stessa medaglia: Potere dei

        soldi.

        Non mi risulta che da nessuna parte del mondo, ci sia una una guerra che sancisca la libertà della Donna e si disinteressi del potere e dei soldi.

        • Tito

          Vorrei ribadire che l'imposizione del burqa e qualsiasi altra imposizione sulle Donne è una imposizione barbara.

    • giulioCara

      Sono daccordo con Tito….le Proibizioni non portano che al peggio,,vedi droga,alcool , prostituzione e adesso Burka….etc. Pare che abbia cominciato Dio-chiunque e qualunque cosa sia- col proibire, ed eccoci qua a proibire anche noi nel nostro piccolo.Quanto alle case chiuse o, aperte alle Bisogna maschili…..per parit√§ di corpo includerei nelle "bisogna" anche le femmine…..ma forse questo lo capir√∂ quando rinascer√∂ donna….G.

      • Doriana Goracci

        Accontentati di questa vita maschia…

  • http://suddegenere.wordpress.com/ Doriana

    l'argomento si presta a facili strumentalizzazioni e/o incomprensioni con chi si dice sostenitore senza se e senza ma (!) del diritto di scelta delle donne o a chi pretenderebbe di "colonizzare" gli altri con la "democrazia occidentale". personalmente mi vieni alquanto difficile pensare che indossare il burqua (non dico il velo) sia una scelta frutto di un sentire "libero"….

  • doriana

    Grazie Doriana per stimolarmi mentalmente:)

    Condivido pienamente il tuo pensiero. Un pomeriggio mi recai a prendere il caff√® al solito bar e, con un ragazzo africano, intavolammo un discorso sul burka: ne salt√≤ fuori proprio questo in primis: un discorso sulla sicurezza, poi anche quello, che se vuoi ha lo stesso principio, nascondersi cio√®, del sesso…mi disse, mi spiace non ricordare con precisione da quale nazione provenisse il ragazzo, che al suo paese parecchi omosessuali con la scusa del burka, mi rimane il mistero dei documenti, nel senso che non ben capito il meccanismo, riuscivano a sposarsi, tanto chi li vede…salvo poi, alla scoperta, venire puniti severamente…

    Non contenta, qualche giorno dopo guarda caso, incrociai un mezzo burka viaggiante al supermercato e, mannaggia a me e alla mia curiosit√†, in maniera molto dolce e naturale chiesi al corpo, avrei scritto anche anima, ma ricordo perfettamente gli atteggiamenti che ebbe la donna e oggi la consider√≤ cos√¨ – il cielo mi perdoni – che ci stava sotto del perch√® lo portasse e non approfittasse di togliere quel "velo" visto che viveva in un paese in cui avrebbe potuto farlo: mai pi√π far√≤ una cosa del genere…fanbagno tu e il tuo burka, tientelo e soffocati…mi assal√¨ quasi…e che loro dovevano mantenere la loro religione…e che noi volevamo togliere le loro usanze…Ma pensa te, ma soffocati, pensai nuovamente. C'era un caldo quel giorno, un caldo insopportabile…

    Quello che penso √® che se vai in un posto che non sia casa tua ti dovresti, anzi ti devi se non vuoi restare nel tuo ghetto, se vuoi essere parte vitale della comunit√†, adeguare al posto dove vai a viverlo per com'√® il pi√π possibile pur restando te stesso. Un banalissimo esempio: vengo a trovarti per un paio di giorni, m'installo da te, fumo come un camino, e tu non sei una fumatrice e in pi√π ti da' fastidio il fumo, senza nemmeno chiederti e in pi√π attacco il registratore del lamento riguardo a tutto…voglio il letto in quella posizione…fammi il couscous…ramazza per terra…ecchepalle! Ma che vuoi dalla mia vita? adesso questo √® solo un es esasperato, ma succede anche questo. I crocefissi nelle scuole? Non l'hanno tirato via per me che sono a casa mia, non sono cattolica e i miei figli non hanno mai partecipato a un'ora di religione da quando hanno fatto la legge…e mai si sono lamentati…e neanche io, e fanno un cancan per delle persone che professano un'altra religione e che ospitiamo??? Ma che facciamo scherziamo? Prima avrebbero dovuto tirarlo via, quando abbiamo deciso che la religione cristiana non era pi√π religione di stato. Il razzismo? L'ho provato anch'io sulla mia pelle quando da meridionale sono arrivata nel profondo Veneto, so cosa voglia dire…ho imparato il dialetto locale, mi sono adeguata, ho, e lo faccio ancora adesso, vissuto bene e nessuno attorno mi ha mai fatto pesare niente, e con questo non ho dimenticato nulla, proprio nulla, della mia terra d'origine che √® la Sicilia…ecchecavolo adeguati no?

    Non so…la mia emigrazione √® stata per amore, nel senso che son arrivata qui dove sono perch√® ci siamo innamorati, col mio ex marito, e mi sono trasferita in seguito a questo, per lavoro non ho provato a spostarmi, se non per due brevi mesi a 18 anni e poco lontana da casa, a Milazzo…e quindi non √® stata una necessit√† ma una scelta, ed √® ben diverso, ma ho sempre pensato che l'adeguamento ci vuole, eccome se ci vuole. D'altra parte non vorrei sembrare una presuntuosa citandomi come esempio, ma conosco bene il mio. Nel passato ho avuto un dipendente extracomunitario che alla fine prendeva pi√π di me…e vaiiiiiiiiiiiiiiiiiii col lamento…era perenne…si lamentava, prima, che era lontano dalla donna che amava, lo assunsi e lo feci riavvicnare a lei…dopo, era troppo vicino, dopo, il lavoro era pesante, dopo questo, dopo quello…fino a che giunsi alla conclusione che era una specie di disadattato, n√® pi√π e n√® meno di quelli che incontriamo per strada tutti i giorni, un insoddisfatto…mollai tutto, ora lavoro come dipendente, e…arrangiatevi tutti!!! Ho avuto sue notizie qualche tempo dopo: una telefonata "mi riassumi"? Ma vaaca…!!!

    • doriana p

      scusa…ho scritto velo per non adoperare due volte la parola burka

  • Doriana Goracci

    per chi non sapesse e capisse, Doriana, non sono io, ma un'amica preziosa che ha avuto dalla nascita lo stesso nome…ce la intendiamo su parecchie cose: Facebook

  • giulioCara

    Cara Doriana, e' bello parlare con te anche quando mi mette in imbarazzo…..rispondere .Se puoi e vuoi, cerca di trovare un racconto di Pirandello sulla "Libert√§"-il titolo- :"Il fischio del treno"…breve storia di una persona oppressa dalla vita….poi, quando vuoi, riparleremo di Libert√§…..Penso che anche questo sia un tema che non ha Traguardo, dato che, a quanto pare, ognuno ha una sua idea di Libert√§ il dialogo muore per avvenuta sterilit√§….della Presunzione di Sapere….cos'e' la Vita ? Neanche io tra le mie Mille e pi√º Qualit√§ (tra cui primeggia la Modestia)….ci ho capito una minchia ma io sono maschio….tu ,forse, vedi pi√º lontano . Un abbraccio da Giulio

    • giulioCara

      ….Dunque alle due Doriane….senza pregiudizio….G.

    • Doriana Goracci

      Giulio faccio una premessa, per tutte e tutti…Roberto Aldo Mangiaterra, nonch√® mago di Reset-Italia…ha il pc malato e per giorni non avr√† la Libert√† di dire la sua, la nostra e si vede…anche Paolo Margari √® in Francia per lavoro…e si vede…

      Magari pronunciare una parola come Libert√†, la facesse apparire.Io vedo lontano mettendo gli occhiali, e vedo benissimo da vicino, senza nessun altra protesi. Scusa se uso una metafora, sono fatta cos√¨…grazie per la tua partecipazione, lo sai e se non lo sai: √® importante.

      • Tito

        MI pare pi√π una minaccia che una promessa…

        Il pensiero è, e rimane libero; Stando a quanto ebbe a dire Immanuel Kant

        "la Libertà di pensiero è la "capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro".

        saluti

        • Doriana Goracci

          Premessa Tito non pfromessa. E la premessa purtroppo non √® mincciosa ma un Fatto, manca il validissimo aiuto di Roberto Aldo Mangiaterra, colonna portante di questo spazio partecipativo. Per la libert√†, √® importante avere una guida e a mio avviso ancora pi√π importante sapersi orientare da soli, non perdere i sensi…certe Vesti e Vestali e Stilisti, hanno la capacit√† di dirti cosa √® bello e libero da mettere…

          • Tito

            grazie della correzione…era solo un errore di battuta

            che non ha cambiato il senso. per quanto mi riguarda anche

            vesti vestali e stilisti lasciano il tempo che trovano, come

            nella libertà di pensiero non ho bisogno di essere accompagnato.

            Spero tu convenga che il problema non quello di di vietare il burqa, ma quello di imperdire che simili culture prendano il sopravvento.

            personalmente penso che, proibire e vietare invece da un valido motivo per

            creare falsi alibi.

  • Tito

    Mi pare una polemica sterile, a cui non intendo dar seguito. La citazione sulla prostituzione è le case chiuse, è in riferimento ad una indagine sociologica sull'italico costume. Mi pare che non ci siano stati eloquenti passi avanti, da quella feduale condizione in cui per salvaguardare i matrimoni, si andava al "casino" ed in cui ogni richiesta era legittima previo pagamento. Non differiva dall'uso di preti vescovi e potenti. Quando l'ipocrisia è parte integrane di una società, non intendo prestare ulteriore pretesto per alimentarla.

    Ribadisco che l'uso del burqa sia da intendere come una NON conquista della libertà femminile, ma vietarlo è alla stesa stregua dell'IMPORLO, nella graduatoria delle libertà.

    cordialmente.

    • Doriana Goracci

      E così tutti contenti e canzonate. No Tito, sarebbe da vietare la televisione, la cultura che ci hanno propinata, sarebbe da vietare il Burka, l'oppressione. Passetto alla volta, è vietata la vita, la libera espressione e si comincia dal corpo delle donne, per un bisogno. Se lo facessero al cesso.

      ho messo vari link e video oggi da aprire…scusate la libert√† che mi sono presa.Qu√¨ su Reset-italia, perch√® da altre parti c'√® Moderazione…

  • doriana p

    caro Giulio,

    la mia libert√† non deve ledere la tua, non funziona cos√¨? A me questo √® successo, ma non per questo non parlo pi√π con chi porta il burka, non per questo non vivo pi√π con gente di altre etnie, non per questo considero di aver capito tutto dalla vita…ognuno ha il suo pensiero e lo esprime…

    Una bellissima giornata:),

    Doriana

  • doriana p

    ecco Doriana, ho letto dopo il tuo post, avvenutoin contemporanea, penso. Visto che si parla dei Pirandello: uno, nessuno e centomila? Mi hai tolto la parola di bocca…per non parlare del meraviglioso III canto dell'Inferno…

  • Tito

    Il mio punto di osservazione è abbastanza noto, ma mi meraviglia non tanto come ripeto i fenomeni dei concorsi di miss italia, il velinismo e il prostituirsi in politica, fino alle gheddafine passando per i vari credi che impongono alle donne di celarsi; Mi meraviglia dicevo la poca sensibilità femminile nei confronti di un problema ben più grave, Tipo d'infibulazione, come La vera Offesa alla Dignità di Una Donna, oltre a martoriarne il propio corpo. Quando e qualora, si raggiunga anche la tutela penale della condizione femminile, ben venga anche la liberalizzazione del burqa e dei suoi derivati.

    cordialmente

  • Doriana Goracci

    A te non meravigliano pi√π i Colpi Grossi fatti dalla cultura e dal commercio in questo nostro Paese. A te meraviglia la poca sensibilit√† anche femminile al problema infibulazione. Come vogliamo chiamarlo quel cilicio, quella palandrana che prevede la mortificazione della carne e dello spirito, che circola non in un deserto, ma in una folla stralunata e indifferente di una qualsiasi metropoli europea? Sono fenomeni di costume cos√¨ evidenti e vicini tra loro, malgrado la lontananza geografica, che l'emigrazione ha accorciato, che che non si riconoscono pi√π come guerre, emergenze assolute ma arriviamo a discuterne, se √® meglio fare la mignotta vestita o spogliata…consenziente e libera o remissiva e discreta.

    La vera offesa ha tante facce e una sola arma: i soldi e il potere.

    • Tito

      Paragonare una mutilazione, alla pratica del cilicio mi pare la scelta di una strada alquanto strada impervia, se vuoi aggiungiugici pure lo spettacolo indegno dei "battenti" di qualche settimana fa. La differenza a mio parere, la fa la possibilita di scegliere nella libertà, oserei parafrasando una canzone di Lolli,dire che ho visto anche "delle mignotte felici", ma non ancora nessuna felicità negli occhi di chi si vede incise e martoriate le carni solo per sosttostare, ad una pratica barbara di una cultura sottosviluppata che ti considera un essere inferiore.

      • Doriana Goracci

        Appunto, quindi la lettera di Antonio Bruno che ho ricevuto, della sinistra europea, che si scalda per i diritti delle prostitute, a me capisci…mi fa il solletico. Buon lavoro e buona produzione, che altro posso augurare o dovrei scaldarmi anche per questi diritti umani e civili…alle Bisogna?

        Premesso che il Comune di Genova ha avviato un procedimento amministrativo finalizzato all’adozione di un provvedimento sindacale avete come oggetto DIVIETO DELL’ESERCIZIO DELLA PROSTITUZIONE E DI COMPORTAMENTI CORRELATI IN LUOGO PUBBLICO, APERTO AL PUBBLICO O VISIBILE AL PUBBLICO (27 agosto 2010);

        Tenuto conto che il precedente provvedimento di chiusura dei “bassi” con l’intento di scoraggiare la presenza di prostitute nel centro storico ha avuto un effetto controverso, in particolare nell’area della Maddalena. Infatti la chiusura dei bassi ha spostato il lavoro sessuale negli appartamenti ai piani più alti costringendo le “sex workers” ad esporsi sulla via per attirare i clienti ed a farlo in modo sempre meno contrattuale e più esplicito. Questo spostamento, inoltre, ha favorito lo sfruttamento, in quanto molte donne si sono trovate senza luogo in cui lavorare, gli affitti degli appartamenti sono lievitati immediatamente; è diventato più conveniente affittare un appartamento e metterci altre donne a lavorare chiedendo ad ognuna da 70 a 100 euro al giorno per portare i clienti nelle stanze all’uopo destinate;

        Sottolineato come le scelte della Civica Amministrazione in materia di prostituzione appaiono quantomeno contraddittorie; da un lato vengono finanziati progetti di mediazione territoriale e emersione dello sfruttamento e contemporaneamente si decide di applicare misure che colpiscono le persone sfruttate, favorendo il traffico e lo sfruttamento;

        In particolare, le associazioni che lavorano nel settore segnalano che le sex workers che esercitano liberamente e risiedono in città subiranno maggiormente gli effetti dell’ordinanza, rischiando di cadere a loro volta vittime dello sfruttamento o di cedere ulteriori porzioni di mercato a favore di trafficanti e sfruttatori. Il tutto mentre le vittime della tratta e dello sfruttamento, spesso sprovviste di documenti e di residenza, e che generalmente forniscono false generalità, non pagheranno le sanzioni, venendo successivamente trasferite in altre città e sostituite, nel caso ricevano un alto numero di sanzioni, incentivando inconsapevolmente l’attività di trafficanti e sfruttatori che usano la mobilità come strumento di controllo e ottimizzazione del guadagno.

        Il rischio di questa ordinanza è che l’effetto sia quello di rendere più difficile il contatto delle vittime da parte dei progetti dedicati all’emersione e alla lotta alla tratta;

        Sottolineato inoltre

        che lo spostamento del lavoro sessuale al chiuso renderà le sex workers maggiormente esposte alla violenza sia da parte dei clienti sia da parte degli sfruttatori;

        che la pressione economica e la maggiore vulnerabilità delle sex workers abbasserà il loro potere contrattuale e aumenterà la competitività portando inevitabilmente ad accettare prestazioni non protette e situazioni pericolose;

        Ricordato come è molto probabile che i soggetti che presentino ricorso lo vincano come è accaduto in altre città che hanno emanato simili ordinanze. Proprio in questi giorni il Sindaco di Roma Alemanno ha dichiarato che l’ordinanza emessa nella capitale non ha raggiunto gli obiettivi prefissati;

        interpella la S.V. per conoscere

        se un provvedimento comunale che vieti l’esercizio della prostituzione non sia anticostituzionale perché non rispetta la gerarchia legislativa

        (La legge 20 febbraio 1958, n° 75 “Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui” conosciuta come “legge Merlin” sancisce che la prostituzione non è un reato.) ;

        se non sia opportuno impiegare le copiose risorse economiche e di personale piu’ fruttuosamente in progetti di contrasto alla tratta e allo sfruttamento e di sostegno a chi vuole abbandonare la prostituzione;

        Chiede inoltre se sia stato interpellato l’Assessorato alle Politiche Socio-Sanitarie che da anni si occupa del fenomeno attraverso il Progetto Sunrise e, a partire dal dicembre 2009, in collaborazione con Le Graziose – CDCP (Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute), ha attivato un progetto di mediazione sociale nella zona della Maddalena.

        antonio bruno.

        capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

        • Tito

          Si ma dovresti attenerti al tema, non vedo scritto da nessuna parte che una prostituta "potrebbe" NON essere felice di fare Quello che Fa. Detto fra noi rispetto l'operato del comune di Genova ed il pensiero di suddetto rappresentante politico, Ma il cosidetto libero arbitrio permette di scegliere in piena libertà anche ciò che contraviene le leggi e le disposizioni.

          ll contendere non è secondo me, se è giusto o sbagliato. Ma se una decisone può essere assurta alla nella sua libertà o nella costrizione. Che poi questo rappresenti una illusione, resta comunque il concetto che nessuno è ancora in grado di reprimere un desiderio. Desiderare di vincere al superenalotto non sarà il max della cultura, ma non è giusto che qualcuno ti scippi questo desiderio, solo perchè lui(lei) non lo condivide.

          • Doriana Goracci

            Forse non mi hai capita e forse non parlo troppo chiaro. Il tema prostituzione e cultura √® molto antico, quello che tu hai parafrasato: le mignotte felici e anzi costituzionalmente protette. Il burka, atteniamoci al Tema, gi√† protegge per la sua forma, mi era venuta in mente la veste del palombaro, non a caso.Ma questo burka, a costo di non essere per niente corretta e civile, a me appare come una qualsivoglia oppressione e tortura di una Parte, tanto quanto il cilicio o l'infibulazione, qualsiasi cosa tolga la dignit√† ad un essere umano, nudo o coperto, per le Bisogna Altrui. O dobbiamo, gratta gratta, per essere politicamente corretti e lugidistanti, convenire che battaglia sia per l'apertura di un nuovo luogo di culto, gioire di questa multietnica moda…? No Tito, non pettino nessuna bambola e non smacchio giaguari. Frase che mi cost√≤ la mia libera uscita da un sito partecipativo. Ero andata fuori dal seminato. ci sto da sempre, fuori.

  • Doriana Goracci

    Copio quanto mi ha appena inviato Cristina Cattafesta che da anni √® impegnata con le donne di Rawa. La condivido totalmente.Cara Doriana, ne parlerei per delle ore! Non sopporto pi√π questo relativismo culturale di certa sinistra che difende il burqa e persino l'infibulazione femminile!!! Chiss√† perch√© le "tradizioni" (e noi le abbiamo soivvertite tutte nel '68!)… vengono sempre consumate sul corpo delle donne. Gli uomini se ne liberano presto: alcool, amanti, prostituzione. Ma le donne DEVONO restare inchiodate al burqa. Le Rawa dicono: ci sono tradizioni buone e tradizioni cattive: eliminiamo quelle cattive. Abbiamo abolito la schiavit√π, anche se era "tradizionale". Abbiamo voluto una legge sull'aborto e una sul divorzio, anche se per una parte dell'Italia era "tradizione". Era tradizione anche il delitto d'onore, il rapimento e lo stupro per forzare una donna che non voleva sposarsi. Eppure una Franca Viola ha sovvertito tutto questo e ci ha fatto sentire meschini con il suo coraggio!

    E ancora: √® il velo integrale che si chiede di NON consentire, mica il fularino. Ci saranno grate migliaia di musulmane, pur restando musulmane. Ci sono donne che lo vogliono? Certamente. Mi stupirebbe il contrario… Ma diamo a queste donne una chance: scuola, cultura, matrimoni liberi. Diamogli consapevolezza, sicurezza. E poi chiediamoglielo di nuovo se lo vogliono portare il burqa… Ma cos√¨ che senso ha? Qual'√© la vera libert√† di scegliere? Con tanti anni di lavoro con le donne algerine e con quelle afghane ho capito una cosa: quando le donne hanno consapevolezza, cultura e libert√† di scegliere, SCELGONO IL MEGLIO PER SE', SCELGONO LA LIBERTA', anche se spesso costa la vita, come alle tante ragazze pachistane che vengono uccise dai padri qui in Italia. E ci sar√† sempre un piccolo numero di persone che vorranno portare il burqa… ma noi dobbiamo salvaguardare CHI non lo vuole portare, perch√© la violenza avviene su di loro.

  • Tito

    "Se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare" è in questo senso che considero le proibizioni e le limitazioni un cattivo esempio.

    Per far si che la cultura della legalità sia sempre al centro della coscienza dll'uomo bisogna farsene carico, cercare quanto nel possibile una “filosofia pratica”, in quanto caratterizzata dall'azione, sia come scopo che come oggetto. E' con il confronto che si può ancora sperare in un mondo migliore, senza burqa, senza mutilazioni, "senza "dio ne padroni" (questa la trovo più ardua da realizzare).Quando verrà meno la sottomissione, il padrone cesserà di esserlo.

  • Tito

    Per Me ti crogioli troppo nella autorefenzilità. Il burqa non va benè e da oggi che lo ripeto, ma non mi piace che sia un altro a vietarne l'uso. Vorrei che fosse La coscienza della Donna che si evolve, che sceglie ciò che vuole essere e che metta al bando ogni forma di violenza nei suoi confronti. A noi non resta che incoraggiare e sposare queste scelte.

    Adesso stacco e mi taccio

    Buona serata.

    • Doriana Goracci

      ritengo che tu stia parlando con me…e ti rispondo. Se fossi autoreferenziale, mi sarei "fatta" un blog, come spesso mi hanno suggerito. sono qu√¨ per discutere partendo oggi da una mia opinione rispetto a una notizia dall'estero. Ognuno di noi parte da se, per muoversi verso l'altro. L'autoreferenzialit√† √® sentirsi inizio e fine, a me non piace tucur, il burqa, in senso metaforico e stretto, ingabbia.Mi taccio anche io, vediamo fino a quando. Forse a te √® sfuggito, a me no, che reset-Italia oggi aveva solo un post? Ripeto, mi manca Roberto Aldo Mangiaterra che ho sentito telefonicamente. E' uno che infonde coraggio, spero che il giornalismo partecipativo continui in libert√†…Grazie e buona serata e future gioirnate a te Tito. Grazie a te e a tutt* coloro che hanno detto la loro…la nostra.

  • sandra

    un problema di fanatismo religioso. volevo notare che la religione musulmana prevede che se un bambino muore guadagna il cielo e la mamma puere ha diritto di conseguenza, questo per far capire che se un bambino scelge di fare il kammikase, lo fa per guadagnare un "cielo"a maggior ragione una madre sconsolata di guerra che perde i suoi figli. il burca è uno aiuto in più. Ma io non posso sentire dolore con chi non sente dolore, se chiusa il burca non vede il fastido che vedo io, non vedo perchè devo aggitarmi. anche perchè potrei dire povere suore, o preti, o ortodocsi o qualsiasi altra religione che impone costumi.

    credo che si agitano le acque per far stare tranquili chi vuole stare in paradiso. "terrore sociale". Poi oriente con occidente non p√πo litigare "oro nero" in mezzo

  • Doriana Goracci

    A distanza di più di sei mesi, mi sembra il minimo aggiornare e la mia opinione non è mutata affatto,anzi. La propaganda di queste invelature, come volevasi dimostrare, avanza, tale e quale alla guerra e finanza, che fa pure rima…con panza.

    Ansa PARIGI – Donne con il velo integrale niqab, sostenute da militanti di varie associazioni, sono state fermate stamattina davanti alla cattedrale di Notre-Dame, nel centro di Parigi, al primo giorno dell'entrata in vigore della legge che vieta di indossare il burqa.

    DONNE FERMATE PER RADUNO NON AUTORIZZATO – Le due donne con il niqab fermate oggi a Notre Dame con alcuni simpatizzanti sono state sottoposte al provvedimento perché partecipavano ad una manifestazione non autorizzata e non in base alla nuova normativa sul divieto di veto. "Oggi – ha spiegato un commissario di polizia che dirigeva le operazioni – non si è proceduto a questi fermi sulla base del velo indossato dalle donne. Il motivo è stato il mancato rispetto del dovere di annunciare la manifestazione". L'organizzatore della manifestazione, Rachid Nekkaz, dell'associazione 'Giu' le mani dalla Costituzioné, afferma di essere stato "fermato in compagnia di un'amica con il niqab" davanti al palazzo dell'Eliseo, sede della presidenza della Repubblica, poco prima della manifestazione davanti a Notre-Dame: "volevamo far mettere a verbale il motivo, 'indossava il niqab', ma la polizia non ha scritto nulla".

    POLIZIA, DIFFICILE FARE APPLICARE LEGGE – Le legge sul velo integrale, entrata in vigore oggi in Francia, sarà "estremamente difficile da far applicare", secondo il sindacato francese dei commissari di polizia. In un intervento alla radio France Inter, Manuel Roux, vice-segretario generale del sindacato, sostiene che la cosiddetta legge sul burqa sarà "estremamente difficile da far applicare e sarà anche applicata molto poco. Ancora una volta si parlerà di fallimento della polizia. Anche di fronte a casi chiaramente provocatori – aggiunge – non si potrà fare granché". Secondo Roux, il ruolo del poliziotto che incrocia una donna in burqa o in niqab, nonostante il divieto, potrà solo "cercare di spiegarle la situazione, di essere pedagogico, di convincerla". Ma se la donna rifiuta di togliere il velo che le nasconde il viso "le cose si complicano – spiega ancora Roux -, non possiamo costringerla. La circolare del ministro dell'Interno Gueant non ci consente di usare la forza". La legge prevede anche di punire quanti, mariti o compagni soprattutto, obbligano la donna a indossare il velo integrale. Ma questo reato, secondo il sindacalista, sarà "quasi impossibile" da stabilire.

    OGGI SCATTA DIVIETO, BURQA FUORILEGGE – Veli islamici integrali, come il burqa o il niqab, che nascondano completamente il viso e l'identità delle donne, a partire da oggi saranno fuorilegge in Francia, con l'entrata in vigore della legge, la prima in Europa del suo genere, che fu promulgata il 12 ottobre scorso al termine di un iter travagliato. Una legge che s'infila come un cuneo nel dibattito, in pieno fermento, sull'immigrazione, sul rapporto fra Islam e società occidentale, fra Islam e laicità dello Stato, in un Paese dove vivono fra i 4 e i 6 milioni di persone di "tradizione musulmana", nella quadratura del cerchio fra libertà religiosa e libertà della donna. Il tutto condito dalla polemica, nella quale l'iter della legge era partito due anni fa, sulla "identità nazionale" lanciato allora dal presidente, Nicolas Sarkozy. E bersaglio dagli strali di Osama bin Laden, che lo scorso ottobre ne fece un pretesto per minacciare la Francia di attentati terroristici. Il provvedimento, che si stima interessi all'incirca 2.000 donne, prevede multe fino a un massimo di 150 euro per le recalcitranti, che può accompagnarsi all'obbligo di un corso di cittadinanza francese. Ma le multe possono divenire estremamente salate per gli uomini che impongano il velo a una donna: fino a 30.000 euro, che raddoppiano a 60.000 euro con due anni di carcere se la donna è minorenne. Certo, la legge non colpisce solo il velo islamico, ma proibisce nei luoghi pubblici (strade, piazze, parchi, strade o esercizi commerciali) di celare il volto con maschere, veli, passamontagna o caschi integrali. Ma nella circolare diramata il 3 marzo a ministri e prefetti, il premier, Francois Fillon, insisteva che lo spirito della legge deve "riaffermare in modo solenne i valori della Repubblica e del vivere insieme".

  • http://Iltuositoweb... Maria

    Doriana Goracci,
    se tutta l’energia che mette nello scrivere e parlare male dell’altrui cultura, senza averla mai compresa, ma solo vedendola attraverso lo specchio deformante della SUA, se tutta l’energia che spende a fomentare odio e a facilitare l’incomprensione fra cittadini di diverso pensiero la mettesse invece nel criticare costruttivamente il suo Paese, forse tali energie non sarebbero del tutto sprecate o male utilizzate.
    Dispiace vedere come una donna sedicente moderna possa passare le sue giornate a sputare sul prossimo (scusi il termine, ma lei fa di peggio!).
    Sono disgustata dal suo modo di vedere le cose, e soprattutto da come le propala, confondendo, ammucchiando, buttando argomenti come spazzatura in un termodistruttore. Così alla rinfusa, producendo un fumo denso e accecante.
    Mi fa senso tutto ciò, perché lei fa l’esperta su un unico aspetto della cultura islamica, per altro facoltativo e messo in pratica da una minoranza di musulmane, il Niqab (ebbene sì, e non il Burqa che è altra cosa, ed esiste solo nella cultura Afghana), che a lei non è richiesto condividere, ma sicuramente di rispettare. Invece lei spara a zero, non comprende e spara a zero!
    Nel mondo globalizzato della libertà di opinione, e guai a togliergliela, lei la toglierebbe alle donne che scelgono il Niqab. Eh sì, cosa crede, che esistano solo i casi di cieca imposizione maschile del velo, immagine tanto ripresa e rimarcata nei romanzi da sfiorare il grottesco?
    Il velo è un precetto islamico, liberamente seguito e messo in pratica da milioni di donne al mondo, donne moderne ed emancipate che studiano nelle università e si documentano sul loro credo negli anni, approfondendo sempre più.
    E quel che è peggio, se si può fare di peggio, lei utilizza l’argomento occidentalmente poco popolare del Niqab per sentenziare sulla Religione Islamica e addirittura sul fatto in sé di seguire uno stile di vita religioso. Come se il suo “ateismo” o “agnosticismo” non fossero anch’essi stili di vita imposti da chi prima di lei li ha pensati e pubblicizzati.
    L’”oppio dei popoli” è l’ignoranza.
    Quello che emerge dai suoi scritti non è filantropismo o sincera preoccupazione per il destino delle donne oppresse, che lei incarnerebbe nella totalità delle credenti.
    Non emergono empatia o ansia di aiutare, ma soltanto una cieca critica, un deprezzamento di tutto il loro modo di essere attribuendone la colpa a qualche ombroso maschio che le circonda. Mi dica, come concepisce le donne che hanno scelto il velo, fiere nella loro obbedienza a Dio?
    Il velo è un precetto islamico, lo sa? Non l’hanno inventato i “padri” o i “mariti gelosi”. E’ anche un precetto cristiano, come ben sa anche Maria, madre di Gesù lo portava. Chi la obbligava?
    Sì, ora lei mi dirà che tutte le religioni portano al male, sono bigotte, vanno azzerate.
    Ma questa è comunque la sua opinione, e al mondo c’è chi, nonostante il bombardamento mediatico di cui anche lei si fa ripetitore, non ci pensa nemmeno a darsi ad uno stile di vita che esclude da essa il suo Creatore.

    • Doriana Goracci

      Eh già, è la mia opinione e non sarà lei a farmi tacere: mi sono sempre presa in questi dodici anni, ogni responsabilità del mio agire quotidiano. Buon cammino Maria, io non ho sante e il nome che mi misero i miei genitori fu una casualità, come il fatto che lei mi scriva e mi abbia incontrato nel web. Non ci ho mai guadagnato niente nel difendermi e nell’ amare la liberrtà ma tento e con passione e riconoscendo i miei limiti: non delego Nessuno e tantomeno un Creatore per cercare di rimanere umana.

    • http://Iltuositoweb... Doriana Goracci

      il suo commento campeggia a pieno titolo su COL VELO O SENZA VELO SONO BOTTE
      http://www.reset-italia.net/2012/08/17/col-velo-o-senza-velo-sono-botte/
      grazie

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