L’Invalsi critica Mosca e sostiene il capitalismo americano

Il giorno 20 giugno 2011 si è svolta la prova scritta a carattere nazionale introdotta dalla legge del 25 ottobre 2007 n. 176.  L’ obiettivo principale della prova predisposta dall’INVALSI sarebbe l’accertamento dei livelli generali e specifici di apprendimento in italiano e in matematica degli studenti italiani a conclusione del primo ciclo di istruzione.
Ora voglio sottoporre alla vostra attenzione questo estratto, estrapolato dal test di italiano per la scuola secondaria di I grado.

La pubblicità mi piace, ma non se è obbligatoria
Sono sempre stato un sostenitore della pubblicità, e non solo per il beneficio che ne traggono i gruppi editoriali, compreso quello al quale appartengo. La pubblicità è elemento essenziale della società moderna, è l’ossigeno del capitalismo. E contribuisce a ravvivare le nostre città, la nostra esistenza.
Pensate alla differenza che c’era fino all’altro ieri fra Times Square, il cuore di New York, scintillante di luci, vivace, fantasmagorica, e la Piazza Rossa, cupa e austera, perché priva di pubblicità in una Mosca tenebrosa. (Parlo di Mosca quando era la capitale dell’Unione Sovietica).
Anche nei giornali, come nelle piazze, la pubblicità può essere ornamento e dare allegria. L’editore del New York Times, il miglior quotidiano del mondo, ha preso una saggia decisione quando, spinto dalla crisi in atto, ha acconsentito a pubblicare annunci a pagamento anche in prima pagina. Per converso, certi quotidiani di Zurigo e Francoforte, riluttanti a ogni genere di annuncio, sembrano ottocenteschi. Ma gli elogi della pubblicità preludono a una critica. Da qualche tempo il mio entusiasmo subisce un’incrinatura. Un senso di fastidio, una forma di insofferenza. Mi sono chiesto quale ne fosse l’origine, e infine ho capito. L’insofferenza è dovuta alla televisione.

Questo articolo, utilizzato dall’Invalsi, è tratto e adattato da: Piero Ottone, “Il Venerdì di Repubblica”, del 20 febbraio 2009.

Come prima cosa confrontiamo le immagini:

Ecco quale sarebbe, secondo l’Invalsi e l’autore dell’articolo, la Piazza Rossa, cupa e austera, perché priva di pubblicità in una Mosca tenebrosa…

 

Ecco  invece quale sarebbe Times Square, il cuore di New York, scintillante di luci, vivace, fantasmagorica…

Prima domanda.
Se è vero come è vero che l’ obiettivo principale della prova predisposta dall’INVALSI sarebbe quello di dare luogo all’accertamento dei livelli generali e specifici di apprendimento in italiano e in matematica degli studenti italiani a conclusione del primo ciclo di istruzione… perchè sottoporre a dei ragazzi di terza media un testo che chiaramente si pone,almeno nella sua prima parte, a favore della logica del consumismo, del capitale, conferendo una prospettiva di parte su Mosca e New York?
Siam tornati ai tempi della guerra fredda?
Perchè, se si voleva criticare la pubblicità, oppure offrire senso di riflessione sul sistema pubblicitario, sottoporre tale testo a dir poco scandaloso?
Per quale motivo diffondere un test che inculca nei ragazzi di terza media una visione di parte del sistema?
Di testi che trattano la pubblicità di argomentazioni su cui riflettere in tema di pubblicità se ne ravvedono a migliaia, ma all’Invalsi hanno deciso che bisogna indottrinare i ragazzi, hanno deciso che deve passare il messaggio che la piazza di New York è più attraente che il capitalismo è bello e che quella rossa di Mosca è cupa che il socialismo è tenebroso.

Seconda domanda.
Visto che alcuni parlamentari di destra insistono sul fatto che a scuola non si deve fare politica,che si minacciano i docenti di sospensione, dovete spiegarmi per quale motivo l’Invalsi deve diffondere tali test di parte e politicizzati.
Ovviamente il motivo è chiaro. La scuola pubblica deve divenir privata e bisogna inculcare sin da ora i concetti orrendi e meschini del capitalismo che vende, del capitalismo che attrae, del capitalismo che rende effervescente ogni angolo della città, che ogni alternativa al capitalismo è cosa brutta, da evitare, da condannare.

Piazza Rossa,
lacrime di neve
accarezzano il sogno dell’oltre,
semplicità,
umiltà,
solidarietà.
Vento di tempesta,
la grande mela
ogni emozion vera
ora gela.
Bufera del capitale,
caos, rumori,
colori artificiosi,
animi bellicosi,
schiavo nella voce subliminale,
servo nel volere del capitale.

 

http://baronemarco.blogspot.com

Note sull'autore

- Marco Barone, nato a Tropea. Blogger

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