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Pubblicato : lun 11 lug, 2011

Sud Sudan. Riflessioni di Giorgio Rapannelli.



 Ieri e’ stata celebrata la nascita del nuovo Stato Africano: il Sud Sudan, gia’ riconosciuto da Khartoum, Kenya, Uganda, Ruanda, Congo Kinshasa, Comunita’ Europea, US, Russia.

Il Presidente Kiir ha offerto un’amnistia ai gruppi armati interni (provenienti da etnie sudiste) che combattono il governo. Ha promesso di portare la pace nelle zone di confine con il Nord e la prosperita’ per la popolazione del Sud Sudan.

Eppure, nonostante le emozioni patrittiche dei sud sudanesi, la loro gioia di liberta e le loro aspettive per un futuro miliore il Nuovo Stato sembra gia’ minato e compromesso.

Il Sud Sudan rischia di divenire un protettorato Keniota, Ugandese, Americano, governato da un governo corrotto e mafioso come quello del Kossovo che reprimera’ tutti i sud sudanesi che vogliono costruire veramente un futuro democratico e prospero compresi quelli ritornati dall’estero.

Uno stato che rischia di promuovere la supremazia tribale dei Dinka con partiti su base etnica e dilaniato da conflitti “minori” inter etnici che si aggiungeranno a quelli creati ad hoc da Khartoum.

Di seguito pubblico un estratto della lettera inviatami da Giorgio Rapannelli la cui vita e’ stata caratterizzata dall’amore per il Continente Africana e che nel 1970 inrapprese un pericoloso  viaggio in Sud Sudan con l’obiettivo di testimoniare la prima guerra civile tra Nord e Sud che i mass media internazionali dell’epoca la censuravano negando addirittura l’esistenza.

Giorgio, profondo conoscitore e amante del Sud Sudan nella sua lettera ci offre delle riflessioni sul paese prive dell’entusismo che invade i cuori di milioni di persone in questo momento.

Riflessioni che, rifacendosi alle realta’ del passato, guardano con timore al futuro del paese poiche’ si ha l’impressione che molti nodi del passato non sono ancora stati risolti.

Fulvio Beltrami

10 luglio 2010

Monrovia – Liberia.

fulviobeltrami@gmail.com

fulviobeltrami1966@gmail.com

Caro Fulvio,

 

Non ho esperienza d’Africa. Per quel poco che ci ho capito non è giusto catalogare i movimenti africani con lo stesso metro ideologico-partitico che usiamo qui in Occidente.

 

Un grosso dibattito che facevamo con gli esponenti sud sudanesi era di farci capire – per far capire ai politici che contattavamo – da che parte stavano ideologicamente.

 

I più smaliziati ci parlavano del “socialismo africano”.

 

Ferdinando Goi diceva che socialismo e comunismo erano termini incomprensibili, poiché un’idea comunitaria era già all’interno del clan.

 

A noi serviva in particolare per parare il colpo dei socialisti scettici e dei comunisti filo-arabi, che non accettavano il Fronte del Sud.

 

Ci si metteva pure qualche missionario comboniano espulso che faceva conferenze in ambienti non idonei, come Ordine Nuovo. A Bologna, Freda e Ventura organizzarono una conferenza con Padre Adriano Bonfanti e l’iniziativa non fece bene alla causa.

 

Io credo che i partiti esistano e sono consolidati sotto l’aspetto tribale.

 

Con Ferdinando[1] sostenevo che sarebbe stata più idonea una confederazione tra Nord e Sud.

 

I motivi evidenti erano quelli che si leggono oggi sulla stampa e che già sapevamo: il Sud era poverissimo come strutture e infrastrutture, agricoltura limitata, fame, povertà, mancanza di quadri politici e burocratici, contrasti tribali, eccetera. Il Nord, invece, aveva burocrazia, organizzazione, intellighenzia, sbocco sul Mar Rosso.

 

Il Sud serviva al Nord per le produzioni alimentari. In più, le tribù confinanti con l’Uganda soprattutto, avrebbero permesso una specie di consorzio con l’Africa Nera.

 

Ferdinando mi rispondeva che già il Sud aveva fatto la richiesta della Confederazione ed il Nord aveva riso della proposta. Oggi, siamo nel ’70, solo l’indipendenza era possibile.

 

Cosa succederà in futuro?

.

Credo che, prima o poi, nel Sud Sudan i contrasti tribali si acuiranno tra i denka di Kiir e le altre grandi tribù dei Nuer, Azande, eccetera. Nella zona dei denka e dei Nuer c’è il petrolio. Perché dividere i proventi con altri?

Un estratto delle memorie di Giorgio Rapannelli su suo viaggio in Sud Sudan sono state pubblicate su Dillinger

Viaggio in Sudan

http://www.dillinger.it/viaggio-nel-sud-sudan-61914.html

Articoli sul Sud Sudan

 

Sudan: i sudisti di Khartoum sono divisi sul partire o reastare nel Nord

http://www.dillinger.it/sudan-i-sudisti-di-khartoum-sono-divisi-sul-partire-o-restare-nel-nord-62056.html

Continuano le rivolte e le destabilizzazioni nel Sud Sudan

http://www.reset-italia.net/2011/03/27/continuano-le-rivolte-e-le-destabilizzazione-nel-sud-sudan/

Gli ultimi giorni di John Garant

http://www.dillinger.it/gli-ultimi-giorni-di-john-garang-59558.html

Dr. John Garang e Ali Taha: un futuro diverso per il Sudan.   

http://www.dillinger.it/elezioni-sud-sudan-58162.html

La guerra tra nord e sud Sudan rinviata. Un regalo del popolo egiziano.

http://www.fabionews.info/View.php?id=10490

Come i politici sud sudanesi governano

http://www.fabionews.info/View.php?id=9783

 

Sud Sudan, il prossimo stato o conflitto africano?

http://www.dillinger.it/sud-sudan-il-prossimo-stato-o-conflitto-africano-50186.html


[1] Ferdinand Goi noto agli arabi come “il terrore del Bahr El Ghazal” uno dei capi piu’ prestigiosi del Frone guerrigliero sud sudanese che combatte’ la prima guerra civile contro il Nord Sudan.


Autore del post

- Originario del Nord Italia, sposato con una donna africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nel settore umanitario in vari paesi dell'Africa e dell'Asia. Dal Settembre 2011 collaboro con il quotidiano italiano online L'Indro (www.lindro.it) com inviato per l'Africa Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, e Est del Congo RDC) e dell’Africa in generale, scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, comme www.dillinger.it e www.fainotizia.it , e www.fabionews.info di cui sono membro della redazione. Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici e' alla base di ogni articolo. Il mio obiettivo e' quello di offrire un'altra informazione sul continente africano diversa da quella presentata dai classici network informativi.


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