Anders Behring Breivik, Vittorio Feltri & “Il Giornale”, visti da “Lettera Viola.it”

Anders Behring Breivik, Vittorio Feltri & “Il Giornale”, visti da “Lettera Viola.it”.
“Delirio senza fine che lascia sgomenti. Come abbiamo visto, nei giorni scorsi, quelli de “Il Giornale” hanno provato ad attribuire la responsabilità degli attentati di Oslo all’Islam: hanno addirittura mandato in edicola due prime pagine diverse. Poi sono stati smentiti dai fatti ma essendo l’attentatore un norvegese, cristiano e di destra, Sallusti e Feltri sono andati in tilt. Non è possibile colpevolizzare un tizio con questi requisiti. Deve esserci sicuramente qualche altro modo per minimizzare il folle gesto di Andres. A trovarlo è Feltri con l’editoriale di oggi: “Quei giovani incapaci di reagire”. La tesi è semplice quanto vigliacca. Come è possibile, si chiede Feltri, che i 500 giovani presenti sull’isola di Utoya non siano riusciti a fermare la carneficina? Potevano, secondo Feltri, lanciarsi sull’attentatore cosicché “alcuni di sicuro sarebbero stati abbattuti ma non tutti”. Insomma, secondo Feltri, il problema è che ciascuno ha pensato “a salvare se stesso illudendosi di spuntarla”. Praticamente, incapaci ed egoisti.”

Che altro aggiungere, basta leggere e farsi una opinione …

Note sull'autore

- Giornalista, poeta, regista, sceneggiatore. Narratore di vicende sportive e divulgatore scientifico. Apolide. Vive a Praga.

Displaying 13 Comments
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  1. Domenico Sicignano scrive:

    Feltri riesce a stupire con la sua capacitá di riempire un articolo con tali farneticazioni.

    Incommentabile.

  2. Luca M. scrive:

    SuperFeltri con la F sulla calzamaglia…aiutaci tuuuuuuu….alla medioman per intenderci

  3. Ray Milano scrive:

    Incredibile… quest'individuo che fatico a definire uomo mi stupisce in peggio ogni giorno di più. Che vile!

  4. lorenzo chiavini scrive:

    Uno dei punti più bassi mai raggiunti da questi cinici sicari di regime.

  5. marcello montuschi scrive:

    … lui si diverte a farneticare… noi lo paghiamo…

  6. mario scrive:

    Come commentare la merda????

  7. MarkRenton108 scrive:

    sarebbe il caso, ma non ne vale la pena, di prenderlo in 20, pestarlo a sangue e poi dirgli "colpa tua se non sei stato capace di difenderti, coglione!"

  8. Luigi R. Viggiano scrive:

    Come dire "infondo se la sono meritata", 500 contro uno e le hanno pure buscate, questi fessi comunisti. Ci manca solo un elogio all'attentatore, che viene fatto passare per un mentecatto con problemi mentali. Mentre invece era armato fino ai denti, preparato e allenato per lo sterminio, contro ragazzini tra i 13 e 18 anni. Davvero quest'uomo non ha vergogna.

  9. M. Fioretti scrive:

    Se interessa, ho raccolto e tradotto qui i commenti di 2 Norvegesi alla sintesi in inglese dell'articolo di Feltri pubblicata da lettera viola:

    http://tips.zona-m.net/it/2011/07/feltri-accusa-i

  10. Raffaele scrive:

    Con tutto il rispetto per il punto di vista di tutti, a parte qualche qualunquismo o addirittura offesa assolutamente gratuita e inutile, io penso che ciò che voleva dire Feltri non era sicuramente dare degli incapaci o degli egoisti ai poveri ragazzi che si sono trovati in quella situazione, ma ha fatto un ragionamento secondo me molto più profondo e generale riferito alla società in cui viviamo. Società in cui fa più notizia il "suicidio" di una cantante rock che la morte di un nostro soldato lontano dalla sua terra mandato a combattere una guerra fra potenti.

  11. Ezio Alessio Gensini scrive:

    Caro Raffaele,

    rispetto il tuo punto di vista ma non lo condivido (merce rara in Italia, dove vengono calpestati i più elementari canoni di democrazia con arroganza e maleducazione).

    Mi dispiace per "il ragazzo" morto, era giovane troppo giovane per morire.

    Rimango freddo davanti al soldato morto, stava facendo il suo lavoro (tra l'altro ben retribuito), come il loro lavoro lo fanno migliaia di morti ogni anno in Italia, senza gloria e per pochi spiccioli. Non condivido le scelte di finanziamento milionario guerrafondaio, a discapito del sociale. Siamo all'assurdo.

    Non condividio il paragone tra Amy Winehouse e il soldato morto, lei nella sua disgraziata scelta di vita ha portato una ventata di cultura, testi meravigliosi e una voce che rimarrà nel tempo superba, i soldati lasciano solo morte e ferite.

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