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Pubblicato : mer 17 ago, 2011

Il Saccheggio dei predatori e la finanza assassina

In tante discussioni sulla crisi finanziaria internazionale e sulla presunta insolvenza degli stati occidentali si ignora il proverbiale elefante nella stanza: il mercato finanziario ombra.
Cioè quel mercato incontrollato dei derivati che ammonta nominalmente a circa 600 trilioni di dollari(600.000.000.000.000).
Ma chi sono i proprietari di questi contratti? Chi movimenta queste “armi di distruzione di massa finanziarie” ( Warren Buffett) usando masse di moneta digitale e la leva finanziaria per abbassare il rating di interi paesi, per manipolare mercati portando alla miseria per il proprio profitto intere popolazioni non appartenenti ad una elite composta, secondo alcune stime, dello 0,01 % della popolazione del mondo? Sono le famiglie più ricche, le banche e gli istituti finanziari mondiali “troppo grandi per fallire”. Sono riusciti a compiere un colpo di stato, non militare alla cilena, ma finanziario durante la crisi dell’ ottobre 2008. Negli Usa il segretario del Tesoro di Bush Jr., Hank Paulson minacciò i parlamentari che se non avessero approvato il primo massiccio salvataggio pubblico delle grandi banche avrebbero corso il serio pericolo di trovarsi a dover imporre il coprifuoco nel paese. Contro chi fu fatto questo colpo di stato? Contro gli interessi delle banche piccole e medie che non avevano rischiato irresponsabilmente i depositi dei loro clienti in avventure speculative a breve termine. Contro gli interessi delle piccole e medie imprese. Contro gli interessi dei fondi pensione pubblici e privati. Contro gli interessi delle regioni e comuni che avevano investito patrimoni pubblici in strumenti finanziari fraudolenti. Questo è avvenuto sia negli Stati Uniti che in Europa. Il mercato dei derivati si è moltiplicato paurosamente nel primo decennio del millennio grazie alla compravendita di politici e funzionari pubblici che avevano il dovere di regolamentare tale mercato speculativo. In Italia la nostra classe dirigente ha anticipato un po’ tutti gli altri paesi “sviluppati” ma concentrandosi in gran parte sul proprio mercato interno e usando strumenti finanziari meno innovativi. Negli Stati Uniti la compravendita di politici è legale e si chiama lobbying. Mentre le mazzette sono illegali e ogni regalo ad un politico da parte di un lobbista deve essere meticolosamente documentato, la creazione e il finanziamento da parte di privati di associazioni a sostegno di una causa politica come la diminuzione delle tasse o l’abolizione di leggi che regolamentano il mercato del petrolio sono permessi, a condizione che siano associazioni che non abbiano fini di lucro. Durante una campagna elettorale un’associazione per la difesa dei gatti può comperare spazio pubblicitario in un mercato televisivo locale, trasmettendo quanti messaggi vuole in cui accusa il politico di turno di voler sterminare sadicamente tutti i micetti del mondo. Nel periodo intermedio tra elezioni qualsiasi lobbista sa, come sa il politico, che se chi paga il salario al lobbista non è soddisfatto del comportamento legislativo del politico, questi si troverà in seri guai quando cercherà di essere rieletto nel suo distretto elettorale. Negli ultimi trent’anni le leggi che limitavano i contributi privati ai politici sono state mitigate e rese pressoché inutili grazie all’accumularsi di normative varie,fumose e complicatissime. L’ultima pietra tombale sulle leggi che limitavano i finanziamenti privati ai politici è stata posta dalla Corte Suprema nel gennaio del 2010 con la decisione “Citizens United v. Federal Election Commission”. La Corte, costituita prevalentemente da magistrati di estrema destra, stabilì che le corporazioni avevano lo stesso diritto alla libertà di espressione di un qualsiasi privato cittadino, permettendo ad aziende e multinazionali di usare fondi provenienti dalle proprie tesorerie per finanziare attraverso associazioni pubblicità politiche, a condizione però che queste associazioni non fossero legate direttamente alle campagne elettorali dei candidati. Inoltre, le associazioni politiche dietro cui si nascondono questi interessi non sono obbligate a rivelare alle autorità elettorali o al pubblico chi le finanzia. Grazie a questa sentenza della Corte Suprema numerosi politici di destra e sinistra, ma colpevolmente onesti, non furono rieletti nelle elezioni di medio termine del 2010 grazie ad un afflusso esorbitante di denaro da Wall Street a favore dei loro rivali e l’abbandono politico da parte dell’amministrazione Obama. E indovinate quali potentati hanno più soldi da spendere in politica? Quelle meglio note con l’acronimo FIRE (Finance, Insurance, Real Estate), la finanza, le assicurazioni e le società immobiliari. Queste ultime inghiottite ormai dalla finanza e il cui valore di mercato è garantito finanziariamente da pantalone, il contribuente. E quali garanzie! Le stesse grandi banche che beneficiarono di queste garanzie statali sul patrimonio edilizio avevano, nel decennio precedente, promosso prestiti per mutui a persone e famiglie che non potevano permetterseli, falsificando documenti aggiungendo zeri alla stima del valore delle case comprate, ai salari dei mutuatari, corrompendo revisori contabili e comprando i servizi delle agenzie di valutazione del rischio. Il tutto per aumentare il valore nominale dei pacchetti di mutui, inserendovi anche i famigerati sub-prime, per poi liberarsene vendendoli a terzi e guadagnando laute commissioni. Quando il tutto crollò e venne rivelata la gigantesca frode, i pacchetti di mutui sopravvalutati rimasti del ventre delle banche oltre a quelli assorbiti dalle società di mutui vennero garantite dallo stato al 100% del loro valore! Questa “monnezza” finanziaria venne poi usata dalle banche (fra cui la Bank of America, la Deutsche Bank, il Credit Agricole) come capitale su cui far leva per altre speculazioni. Stiamo parlando dell’Amministrazione Obama e della Banca Centrale, la Federal Reserve di Ben Bernanke, consigliere economico di George W. Bush che lo nominò nel 2006 a capo della Federal Reserve e riconfermato in quella posizione da Obama nel 2010! A seguito dei ripetuti salvataggi da parte dei contribuenti (a loro insaputa) delle banche avvenuti negli ultimi quattro anni, si stima che oggi la finanza rappresenti il 60% dei profitti dell’economia Usa. Contemporaneamente al progressivo allentamento delle regole sui finanziamenti ai politici, le grandi banche e associazioni industriali finanziarono centri di studi (Think Tanks) e università per propagandare e rendere più appetibili al pubblico teorie neo liberiste. Le facoltà di economia di Harvard, Yale, Princeton e specialmente della Chicago School of Economics vennero inondate di donazioni da parte di aziende finanziarie. Oggi, sia in Europa che nel mondo, quasi tutti i più alti dirigenti di banche centrali e private si sono formati e sono stati influenzati dalle teorie neo liberiste propagandate da queste università. Aggiungete la delegittimazione e l’ indebolimento dei sindacati e la concentrazione di proprietà dei grandi media avvenuta con la deregolamentazione del settore sotto l’Amministrazione Clinton e avrete quello che oggi è diventata l’America: un paese con una rappresentanza politica formalmente democratica ma comprata “legalmente”, i grandi media che espongono una varietà di opinioni economiche e versioni della realtà che va dalla destra … all’estrema destra, (con rare eccezioni alla regola di notiziari a pagamento (via cavo) che vengono regolarmente censurati se non eliminati totalmente appena raggiungono un successo di ascolto da parte del pubblico “nel libero mercato delle idee”). Un procedimento simile è avvenuto in Europa ma in maniera più sofisticata (tranne che in Italia nel campo TV) e, in passato, meno arrogante a causa della presenza di partiti di sinistra, di movimenti e di sindacati più forti e radicati nei rispettivi paesi. Il risultato è che oggi, un sostenitore del capitalismo, della libera impresa, del giusto profitto per aver rischiato i propri capitali ma anche della giusta perdita se l’investimento era sbagliato, viene considerato un estremista, un idealista sempliciotto se non addirittura un pericoloso sovversivo. La principale ragione per cui i paesi industriali occidentali continueranno ad affondare in un pantano di debiti non ripagabili e sempre più in aumento è che non sono stati ristrutturati o aboliti i prestiti capestro o processati gli imbroglioni, gli autori delle frodi, i controllori che non hanno controllato, i politici corrotti o sostituiti quelli sedotti da una ideologia economica opportunista e da una fede cieca nell’autoregolamentazione del mercato. I grandi creditori privati, europei ed americani, usarono la leva finanziaria per operazioni speculative rischiosissime usando derivati la cui solidità era basata su valutazioni chiaramente false. Questa frode contabile è stata legalizzata dalle autorità americane ed europee solo per le banche “troppo grandi per fallire”. Il capitale detenuto dalle grandi banche e dalle più potenti aziende d’investimento include i derivati del mercato ombra. E’ questa mancanza di trasparenza nelle reali passività delle grandi banche che li porta a non fidarsi tra di loro, causando così una seconda paralisi creditizia che viviamo adesso. La parte debitoria di questi contratti tra individui o tra enti privati non è stata ancora del tutto messa a carico della spesa pubblica o degli imprenditori meno potenti ma sempre bisognosi di credito bancario per mandare avanti le proprie aziende. Dunque la promozione della volatilità nei mercati azionari e nei rendimenti dei buoni del tesoro ha una sua oscena ragione, per tosare meglio quello che è rimasto del parco buoi. Per ogni perdita c’è qualcuno che ci guadagna. Persino la promozione di crisi di solvibilità degli stati ha una sua razionalità perversa: per poter poi imporre privatizzazioni e svendite del patrimonio pubblico e finalmente tradurre i 600 trilioni in vero valore materiale accumulato nei secoli dal lavoro, la creatività e la cultura di milioni di esseri umani . L’estrazione di valore dai molti a vantaggio di una elite super-ricca , già avvenuta durante gli ultimi quattro anni, non ha precedenti nella storia dell’umanità. Neanche i faraoni dell’antico Egitto erano riusciti a tanto. Il completamento del saccheggio è ancora una operazione rischiosa per lo 0,01 % che domina l’economia mondiale. A differenza di oggi i faraoni del passato non avevano quella scatola magica anestetizzante chiamata televisione. Basterà ai padroni delle banche e ai loro politici a paralizzare la reattività della maggioranza dei cittadini?

Autore del post

- Roma / New York



  • Doriana Goracci

    Caro John ho ricevuto per mail questo video che allego a te e a chi ci legge. A me farebbe tanto piacere che qualcuno lo traducesse con parole povere semplici e chiare. Chiedo troppo? Ti abbraccio… scordavo,in oggetto mi è stato scritto: "Dalla Grecia Importantissima documentazione video – Dalla Democrazia alla DEBITOCRAZIA Bancaria che tenta di conquistare il Mondo"
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embed

  • cristina
    • Doriana Goracci

      grazie Cristina! ci vorrebbe un' altra traduzione come la precedente. John è unico! e un po' anche chi si aggira su Reset Italia…L'altro video è diventato Quattro maiali e la quadra e tanto Debito con cui affondare…Copiamo l’Islanda? http://www.reset-italia.net/2011/09/05/quattro-ma

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