Un certo 8 settembre del 1943 con la Madonna che ci consola e ci riporta Tutti a casa

Oggi devo rimuovere la mia piccola carriola macchina dalla piazza, c’è la festa stasera in paese per l’8 settembre: è la Natività della Beata Vergine Maria. “Una festa liturgica della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa che ricorda la nascita di Maria e che si celebra l’8 settembre. Secondo la tradizione tramandata dal Protovangelo di Giacomo, uno dei vangeli apocrifi, Maria è nata da Gioacchino ed Anna. Per la Chiesa ortodossa la nascita di Maria riveste un’importanza particolare ed è computata come una delle 12 feste maggiori.Nella tradizione cattolica la festa è celebrata in tante località. Nella tradizione agricola il ricordo della nascita di Maria coincide con il termine dell’estate e dei raccolti. Molte chiese hanno come titolo la Natività di Maria.La festa è nata dapprima in Oriente; è stata introdotta nella chiesa d’Occidente dal papa Sergio I. In particolare la devozione verso la natività di Maria si sviluppò nella diocesi ambrosiana, dove risulta attestata fin dal X secolo. Splendida espressione di questa devozione è lo stesso Duomo di Milano, consacrato da San Carlo Borromeo il 20 ottobre 1572 e dedicato a Maria Nascente” .
“Cu terremoti, cu guèrri e cu pàci, sta fèsta si fìci, sta fèsta si fàci! “
Tutto quello che fa di un giorno una festa – 8 settembre,Madonna della Vena 2010
L’8 settembre del 2008 avevo scritto altro per un “altro” 8 settembre del 1943 con relativo proclama e armistizio: non so cosa sia realmente cambiato e chi è tornato a casa.
Doriana Goracci
Li mortacci tua – li mortacci vostra: non credo che debba tradurre questa colorita e cadaverica affermazione ed imprecazione romanesca ma questo mi è venuto in mente leggendo i ben 4 messaggi arrivati da Tim sul cellulare, pari a quelli ricevuti l’11 settembre del 2001. Approfondisco e leggo che questi morti sbattuti in faccia all’uno e all’altro, sono nati con la commemorazione e cerimonia per l’8 settembre, in ricordo dei caduti per la difesa di Roma durante la Resistenza. Napolitano invita tutti a rafforzare la Memoria della Resistenza (ci mancherebbe), Alemanno media le dichiarazioni e azioni dei giorni passati sul fascismo (”un fenomeno complesso, molti vi aderirono in buona fede”) e le leggi razziali (”quelle sì che furono il male assoluto, un cedimento al nazismo”) aggiungendo oggi :«Per il sottoscritto comprendere la complessità storica del fenomeno totalitario in Italia e rendere omaggio a quanti si batterono e morirono su quel fronte in buona fede, non significa non condannare senza esitazione l’esito liberticida e antidemocratico di quel regime». Non basta, interviene alla stessa cerimonia, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e rende omaggio anche ai suoi morti, militari dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana che, «dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della Patria.
Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia». Non si esclude che questa rivendicazione di morti per la Patria, rafforzerà le motivazioni di Veltroni, e non come sperato da Alemanno ritirandole, uscendo dal comitato del Museo della Shoah di Roma. E continuano a volteggiare nell’aria come qualcosa di nuovo, anzi d’antico…questi cuori da fare paura per quanto sono vivi nel bestemmiare la dignità della persona, sbattendo una porta e comunicando alla piazza, i nuovi vinti e vincitori, della Solita Grande Infinita Guerra.
Doriana Goracci
8 settembre 2008
Questa celebrazione, che ricalca sul Cristo le prerogative della Madre, è stata introdotta dal papa Sergio I (sec VII) nel solco della tradizione orientale. La natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore. (Mess. Rom










