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Berlusconi ritornerà

Fermo.
Fermo al semaforo rosso.
L’ora perentoria per la società esistente,
ordinatoria per la mia mente,
segna il passaggio di consegne.
E’ giunto il 2012.
Altri giorni, ore, minuti e secondi di vita.
Eppure quel semaforo rosso, continua ad essere rosso.
Era rosso nel 2011,
è rosso nel 2012.
Molte cose sono state scritte,
molte cose sono state dette,
e molte cose ho detto e scritto.
Eppure nell’aria si percepisce una mancanza.
Sarà l’effetto dell’astinenza,
sarà l’effetto dell’umana negligenza,
ma lui, il Cavalier Berlusconi non si vede.
Comici in affanno,
gossip in affanno,
prime serate televisive noiose,
eppure lui, ora coltiva i suoi processi,
dove tra prescrizioni e ritrattazioni di testimonianze
probabilmente uscirà non sconfitto.
Non si parla più di accanimento della Magistratura,
non si parla più di tempismo politico della giustizia,
la Giustizia non è più un problema.
Eppure, tutto funziona come prima, peggio di prima.
Pensavo che fuggisse a Panama,
od in qualche altra isola felice.
No.
Ho errato in tale valutazione.
Anche io drogato dalla situazione.
Si parla ora della vera Italia.
Del Bel Paese che non esiste,
del lavoro che non esiste,
del problema galere,
del problema pensioni,
del problema crisi reale,
si parla ora di ciò che gli italiani vivono quotidianamente,
la vita italiana.
Forse ciò reca noia,
forse ciò reca depressione,
ed allora ecco alcuni rimpiangere il falso ottimismo di Berlusconi,
ora emulato, malamente, dal freddo bocconiano Monti.
Berlusconi tornerà.
Ora appare,
ora scompare.
Una dichiarazione
per dire io ci sono,
eppur io non ti voglio,
ma lui è per il non popolo
caprone italiano
l’erba voglio.
Tornerà perché la gente comune,
la sinistra sinistrata non può far a meno di lui,
la società mediatica neanche,
questo è un momento di pausa,
una clausura concordata e concessa,
ma tornerà,
tornerà più forte di prima,
forse per lanciar in politica la sua naturale eredità,
la figlia,
d’altronde questo è il paese ove le professioni si tramandano da padre in famiglia,
società patriarcale,
maschilista
e masochista,
dal grande immenso nepotismo
e falso nichilismo.
La politica è una professione
e questo è il problema
ad oggi senza reale soluzione.
Tornerà,
e le TV sorrideranno,
la sinistra avrà un nemico da combattere,
i comici potranno regalare sorrisi,
il gossip ritornerà in vita.
Perché i problemi dell’Italia
annoiano,
perché l’italiano vuole distrarsi,
e Berlusconi ha rappresentato la personificazione della distrazione
dalla politica,
dalla reale democrazia,
dalla realtà.
Dicono che abbiamo vissuto oltre ogni oltre.
Prima ti inducono al consumismo,
all’indebitamento,
e poi,
lor non signori,
invocano anche dura etica
e moralismi,
“abbiamo vissuto oltre le nostre possibilità”,
follia o realtà?
Una folle realtà.
Io non rimpiango Berlusconi,
il berlusconismo non è finito,
occorreranno altri decenni per un nuovo processo culturale,
anzi per un vero processo culturale,
perché ciò che abbiamo vissuto
è stata sola l’ignoranza
profonda ed abissale
di Stato.

Evviva la Terza Repubblica.

Abbandono la rima,
per quella riva,
ove ogni realtà
è reale,
ove ogni illusione
è apicale.

 

Marco Barone

Autore del post

- Marco Barone, nato a Tropea. Blogger



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