NO SOPA / PIPA. Anche l’Italia contro la censura “Superare il copyright”

In questi giorni è vivo il dibattito, soprattutto negli USA (ma è stato ripreso a livello globale, anche in Italia) sulle leggi anti-pirateria, SOPA e PIPA, che potrebbero essere approvate dal Congresso USA.
Anche Wikipedia e Google hanno aderito alle campagne. Per maggiori informazioni sono disponibili nel sito NO SOPA (inglese).
Il SOPA, acronimo di Stop Online Piracy Act, vorrebbe consentire misure più drastiche e veloci contro chi commette reati di pirateria informatica e violazioni di copyright. Nelle parole di Wikipedia “prevede che i titolari dei diritti lesi possano agire per vie legali non solo nei confronti di chi abbia materialmente commesso la violazione, ma anche nei confronti dei siti e dei portali che ospitano i contenuti in violazione di copyright”.
Il PIPA, acronimo di Protect IP Act, invece vorrebbe offrire maggiori poteri ai detentori di copyright, impedendo l’accesso ai siti che violano il diritto d’autore o operano contraffazione di beni. Un campanello d’allarme per Wikipedia, secondo cui se le norme venissero approvate, potrebbero “avere conseguenze limitanti o distruttive”per l’enciclopedia libera come la conosciamo oggi.
(fonte: blogo.it)
Nell’era dell’informazione, in cui la condivisione dei contenuti è divenuta la prassi e non un’eccezione, anche grazie a tecnologie che la facilitano in un modo che sino a pochi anni fa era impensabile, il diritto d’autore diventa anacronistico (e così i suoi carrozzoni come la SIAE in Italia).
Anche facendo tesoro degli insegnamenti di illustri teorici del copyleft, si può e si deve superare il Copyright cercando forme alternative di generazione di guadagni, che siano riconosciuti a chi effettivamente crei qualcosa di nuovo e utile, esclusivamente per la parte che gli/le compete, evitando sovrapprezzi (e tasse) che ancora oggi ricadono negli anelli inutili di una catena del valore che può essere accorciata.
I veri artisti e scienziati non hanno bisogno del diritto d’autore. Le opere dell’ingegno, se di ingegno si tratta, appartengono all’umanità, non a chi le crea.
Senza la pirateria molti dei sedicenti artisti sarebbero delle emerite nullità. Chi difende le leggi contro la pirateria sono solo gli editori, i veri estorsori di un sistema che penalizza tanto chi crea quanto chi fruisce.
Nessun processo di creazione/invenzione può esistere senza il contributo non indifferente di una conoscenza collettiva, dell’esperienza, semplicemente della storia, per non parlare di tutti gli strumenti coinvolti. Chi pretende i diritti d’autore prima dovrebbe pagarli al mondo intero, anche per la sua meschinità. trovo ridicole quelle battaglie legali fra apple e samsung: entrambi pretendono di aver inventato cose che esistevano già (compresi i loro processi di marketing).
Forse si potrebbero tutelare, paradossalmente, solo i risultati? Paradossalmente, solo questi ultimi risiederebbero sull’unico diritto esclusivo e indisponibile per chiunque: la serie di circostanze caotiche e imprevedibili definite fortuna.
Fortunatamente c’è chi riesce a vivere benissimo senza aderire a logiche datate. Nel mio piccolo lavoro in un’azienda no profit e tutte le mie foto sono distribuite gratuitamente a chi adotta pari licenza. Alcuni amici e conoscenti, purtroppo, ancor prima di scartare la loro prima fotocamera, si preoccupano di farcire i loro profili con numerosi messaggi minatori inneggianti ai loro diritti d’autore (e qualcuno ha anche la paradossale pretesa di definirsi di sinistra..)
Scaricate, duplicate, diffondete liberamente, contro ogni censura e contro ogni copyright.
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