Firma la petizione Giornata Disoccupazione
Pubblicato : gio 12 apr, 2012

Vittorio Arrigoni è un anno che non ci scrive più da Gaza

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Concludeva i suoi post da Gaza, o dovunque fosse,   con un « Restiamo Umani ». Ci disse il 20 marzo 2009 dal suo blog Guerrilla Radio “Cari Hermanos, il nostro adagio “RESTIAMO UMANI” , diventa un libro.” Poi è stata la volta di Alessandra ed Egidia, rispettivamente sorella e madre di Vik “Sono passati quasi tre anni ed ora il libro di Vittorio diventa un “Reading Movie”. Ci sembrava “corretto” darne informazione anche qui dove lui ha comunicatola nascita del suo libro e dove noi ora Vi vogliamo informare di questo progetto. Potete trovare tutte le informazioni sul sito: www.restiamoumani.com

La notte in cui fu ucciso, la passai insieme a decine, forse centinaia  di persone su Facebook, in una diretta allucinante. Cambiai  anche titolo al post, Rapito PER SEMPRE Vittorio Arrigoni a Gaza NON SONO STATI UMANI, quando arrivò la parola fine, per Vittorio “Utopia”  Arrigoni.

Unadikum – Vittorio Arrigoni اناديكم – فيتوريو أريغوني

CIAO VIK, UN ANNO SENZA DI TE, è su Nena News :  “Non ci sono spiegazioni per un assassinio che ha sottratto Vittorio Arrigoni alla sua famiglia, ai palestinesi e agli italiani, scrive la cooperante italiana Meri Calvelli. Ma Gaza non dimentica, Vittorio è sempre li’…”

Sul Manifesto ho letto : “A Gaza ancora un’udienza rinviata. E il 15 è l’anniversario dell’uccisione Si annunciava una udienza affollata ieri mattina alla corte militare di Gaza City. Dopo la sospensione del processo agli assassini di Vittorio Arrigoni (nella foto reuters) decisa il mese scorso dalle autorità di Hamas per motivi di sicurezza – vale a dire i raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza – ci si attendeva una ripresa nel segno, stavolta, della concretezza. Anche perché a Gaza circolano voci che vorrebbero il processo chiuso entro breve, poco dopo il primo anniversario (il prossimo 15 aprile) dell’assassinio di Vittorio. E invece le cose sono andate, purtroppo, come sempre. La solita udienza-lampo. Stavolta in aula non mancavano i testimoni convocati dalla difesa, come è spesso capitato in passato, ma gli stessi avvocati dei quattro imputati. È stato nominato un avvocato di ufficio che però, non avendo seguito il «caso», ha chiesto e ottenuto il rinvio per poter leggere gli atti. La prossima udienza è stata fissata il 12 aprile. Se il processo procede a passo di lumaca, invece a Gaza vanno avanti speditamente i preparativi delle tante iniziative per l’anniversario dell’uccisione di Vittorio, che si svolgeranno in contemporanea con il programma in fase di definizione in Italia. Preparativi che devono tenere conto anche della gravissima crisi energetica che colpisce ormai da molte settimane Gaza, dove l’elettricità, a causa della mancanza di combustile, viene erogata soltanto poche ore al giorno. (michele giorgio)”

Sul  blog partecipavo per  cui collaboro da quasi 5 anni, quanti ne rEsiste, troverete  per  Vittorio Arrigoni scritto: Reset Italia è dedicato all’indimenticato blogger italiano Vittorio Arrigoni ‘Vik’, ucciso a Gaza City il 15 aprile 2011.

C’è su Guerrilla Radio, il blog di Vittorio Arrigoni, scritto”Il mio epitaffio potrebbe essere quel passaggio di Sade: mi ostino a vivere perché Anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi. (Carmelo Bene)”

Riporto quello che posso in questo articolo, video e notizie, iniziative e ricordi…spero che altri aggiungano. Alle volte sono stanchissima di scrivere per persone care e morte, alterno appena posso con  quelle vive e  Vik lo è e lo sarà sempre.

Doriana Goracci

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Vittorio Arrigoni detto Vik

« Restiamo Umani »
(Adagio con il quale Vittorio Arrigoni terminava ogni suo articolo, a volte ripetuto nella forma inglese Stay Human)
Vittorio Arrigoni con Handala in un disegno di Carlos Latuff
Vittorio Arrigoni (Bulciago, 4 febbraio 1975 – Gaza, 15 aprile 2011) è stato un reporter, scrittore e attivista italiano.
Biografia Nasce a Besana in Brianza da Ettore Arrigoni ed Egidia Beretta, piccoli imprenditori. I nonni, antifascisti, avevano combattuto nella seconda guerra mondiale, la madre Egidia diverrà successivamente sindaco di Bulciago, il padre Ettore morirà nel dicembre 2011. Dopo il diploma di ragioneria, lavora inizialmente nell’azienda di famiglia, nel mentre si dedica all’aiuto umanitario.
Cooperazione umanitaria
Inizia all’età di vent’anni nell’Europa dell’est, in prevalenza con l’organizzazione non governativa IBO. In Croazia, Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca ma anche Perù e altri paesi, opera nella ristrutturazione di sanatori, nella manutenzione degli alloggi per disabili o senzatetto e nell’edificazione di nuove abitazioni per profughi di guerra. Successivamente lavora in Africa (Togo, Ghana e Tanzania) con una cooperativa impegnata contro il disboscamento delle foreste alle pendici del Kilimangiaro e con l’ong YAP, per la quale si occupa della creazione di centri di socialità e centri sanitari.
Nel 2002 è inviato con la ong IPYL a Gerusalemme Est, nella stessa esperienza che vedrà la morte di Angelo Frammartino.A Nablus, nel 2003, collabora con l’organizzazione del politico francese José Bové. Da quell’anno diventa membro dell’ong International Solidarity Movement,e si interessa della causa palestinese, schierandosi contro il comportamento dello Stato di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza, criticando la politica autoritaria e teocratica di Hamas nell’amministrazione della Striscia e quella di al-Fath in Cisgiordania.
Nel 2005 viene inserito a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele. Nell’aprile dello stesso anno, per questa ragione, è fermato in ingresso alla frontiera con la Giordania. Picchiato dai militari israeliani viene poi abbandonato in territorio giordano e soccorso da militari giordani. Dopo un’interrogazione parlamentare sulla vicenda da parte del senatore Sauro Turroni al Ministero degli Esteri italiano,lo scrittore Amos Oz spiegherà ad Arrigoni che la presenza a Gaza era a suo parere sgradita poiché avrebbe potuto testimoniare contro Israele per crimini di guerra alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia.
Nell’estate 2006 partecipa come osservatore internazionale alle prime elezione libere nella Repubblica Democratica del Congo, accompagnato dal sottosegretario del Ministero degli Esteri italiano Patrizia Sentinelli e col supporto logistico-finanziario del II Governo Prodi.Nel settembre 2007 parte in missione umanitaria in Libano, e presso il campo rifugiati di Beddawi lavora all’ampliamento della clinica locale.Dopo la precedente espulsione, torna passando via mare nell’agosto 2008 a vivere a Gaza come attivista umanitario; al suo arrivo riceve la cittadinaza onoraria palestinese.Dalla Striscia, diffonde informazioni sulle condizioni dei palestinesi gazawi. Nel novembre dello stesso anno è ferito, incarcerato e espulso dall’esercito israeliano per aver difeso 15 pescatori palestinesi che cercavano di pescare nelle proprie acque territoriali.Rientra definitivamente a Gaza il 21 dicembre, a bordo della nave Dignity del movimento Free Gaza.
Reporter e scrittore
Particolarmente attivo nella comunicazione via Internet, gestendo più canali di informazione su YouTube e alcuni blog, tra i quali anche uno personale di critica e poesia, Arrigoni era reporter per il quotidiano Il manifesto, per PeaceReporter, per Radio 2 (Caterpillar), Radio Popolare, per l’agenzia stampa InfoPale commentatore per numerose altre testate italiane ed internazionali. Con ManifestoLibri pubblica nel 2009 il libro Restiamo umani, raccolta dei propri reportage da Gaza, tradotto in inglese, spagnolo, francese e tedesco, con l’aggiunta di un’introduzione dello storico israeliano Ilan Pappé.Durante l’Operazione Piombo fuso, il suo blog Guerrilla Radio, nato nel luglio del 2004, e i suoi reportage ottengono notorietà internazionale in quanto unico cronista sul campo all’inizio dell’operazione. Il sito di Arrigoni diviene per alcune settimane uno dei blog più visitati in Italia.In quel periodo è anche oggetto, assieme ad altri membri dell’ISM, di minacce esplicite da parte di un sito web (“Stoptheism”), ritenuto essere vicino ad ambienti dell’estrema destra israeliana Nel 2010, dopo aver in più occasioni dichiarato stima per lo scrittore Roberto Saviano e il giornalista Marco Travaglio («antipode del giornalista medio italiano, a cui una intera generazione di disinformati deve la Ricomparsa dei Fatti», al quale nel 2008 aveva dedicato un canale YouTube), critica duramente alcune forti affermazioni pro-israeliane di entrambi.
Il 4 gennaio 2011 ripubblica sul proprio blog il manifesto dei giovani di Gaza Gaza Youth Breaks Out in segno di protesta e a favore della loro rivendicazione di libertà sia dall’occupazione israeliana sia dall’oppressivo regime di Hamas. Nelle ultime settimane della sua vita prende posizione a favore delle rivoluzioni del 2011 in corso in diversi Paesi arabi, con l’auspicio di giungere a maggiore libertà per le popolazioni coinvolte.
Rapimento e morte
La sera del 14 aprile 2011 viene rapito da un gruppo terrorista afferente all’area jihadista salafita, dopo l’uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi. Un video immediatamente pubblicato su YouTube mostra Arrigoni bendato e legato dai rapitori, accusa l’Italia di essere uno “stato infedele” e l’attivista di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”. Viene inoltre lanciato un ultimatum, minacciando l’uccisione di Arrigoni entro il pomeriggio del giorno successivo, e chiedendo in cambio della sua liberazione la scarcerazione di alcuni militanti jihadisti, detenuti nelle carceri palestinesi.Il giorno successivo, il corpo senza vita di Arrigoni viene rinvenuto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam nel corso di un blitz in un’abitazione di Gaza;la morte sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile per strangolamento. L’autopsia svolta successivamente all’Istituto di medicina legale dell’Università Sapienza di Roma, conferma la morte per strangolamento con una corda.
Indagini e processo
Nei giorni seguenti, le indagini delle forze di sicurezza di Hamas conducono all’individuazione dei presunti responsabili del rapimento; il 19 aprile 2011, in un conflitto a fuoco nel campo profughi di Nuseirat, due esponenti del gruppo rimangono uccisi, tra i quali il capo – il giordano Abdel Rahman Breizat- e un terzo viene arrestato. Fonti dell’organizzazione salafita dichiarano che la responsabilità del rapimento sarebbe da attribuirsi a una loro “cellula impazzita e fuori controllo”.Il processo per omicidio si avvia a Gaza l’8 settembre 2011 a carico di quattro soggetti: Abu Ghoul, 25 anni, Khader Jram, 26 anni, Mohammed Salfi, 23 anni, e Hasanah Tarek. Tutti imputati di collaborazione e concorso in omicidio.
L’omicidio di Arrigoni ha suscitato sdegno e proteste in tutto il mondo, ed è stato condannato unanimemente dalle Nazioni Unite e da vari capi di stato. Le autorità della striscia di Gaza hanno tributato un “saluto solenne” con centinaia di partecipanti alla salma di Arrigoni prima del suo trasferimento verso l’Italia.
Per rispettare le volontà di Arrigoni, la famiglia ha disposto che la salma tornasse in Italia passando dall’Egitto e dal valico palestinese di Rafah anziché dal territorio di Israele. I funerali, svoltisi a Bulciago, hanno visto la partecipazione di migliaia di persone giunte da tutta Europa. L’assenza di rappresentati del governo italiano e di un riconoscimento pubblico in memoria di Arrigoni hanno causato forti polemiche.
Premi VI edizione Premio Letterario “Firenze per le Culture di Pace dedicato a Tiziano Terzani”, 2011 (postumo) V edizione Premio Testimone di Pace, Premio speciale “Rachel Corrie”, Ovada, 2010 VI edizione Premio Città di Sasso Marconi «ai grandi comunicatori del nostro tempo», Sasso Marconi, 2009

Egidia Beretta con Vittorio nel cuore

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Domenica prossima migliaia di italiani e palestinesi ricorderanno Vittorio Arrigoni nel primo anniversario del suo assassinio. Nena News propone il programma delle iniziative previste nella Striscia di Gaza: “La prima iniziativa non poteva non essere che nella “buffer zone”, la “zona cuscinetto” imposta da Israele lungo le linee di confine all’interno del territorio di Gaza, dove i palestinesi non possono entrare. In questa area, la più fertile della Striscia, Vittorio aveva portato avanti una delle sue battaglie, a sostegno delle centinaia di contadini che non possono più andare ai loro campi coltivati e, per questa ragione, sono finiti in rovina assieme alle loro famiglie. Questa mattina centinaia di palestinesi, con numerosi attivisti internazionali e cooperanti stranieri, si sono riuniti di fronte al College di Agricoltura di Beit Hanoun e, scandendo il nome di Vittorio, sono entrati nella “buffer zone” per riaffermare i diritti dei palestinesi sulla loro terra.Il secondo appuntamento è per giovedì 12 aprile, in occasione dell’udienza del processo a Gaza city ai quattro palestinesi accusati del rapimento e dell’assassinio di Vittorio. Udienza che si annuncia particolarmente affollata che palestinesi sfrutteranno per chiedere che venga fatta piena luce e in tempi brevi sull’uccisione di un attivista che aveva dedicato gli ultimi anni della sua vita alla causa di Gaza stretta nel blocco israeliano. Nel pomeriggio è previsto una spettacolo di bambini in ricordo al centro “Besan” a Beit Lahya Sabato 14 aprile saranno protagonisti i pescatori di Gaza, che ben conoscevano Vittorio protagonista assieme a loro di uscite in mare molto sofferte e interrotte con la forza dalle armi dalla Marina militare israeliana. Al piccolo porto di Gaza candele e murales ricorderanno Vik e il suo impegno per i pescatori costretti a gettare le reti in un rettangolo di mare poco pescoso a causa delle restrizioni israeliane. Domenica 15 aprile, anniversario dell’assassinio, è prevista l’inaugurazione di un pozzo dedicato alla memoria di Vittorio nella municipalità di Jabalya el-Nazla. L’appuntamento principale è atteso per le 16 italiane all’Avenue, un locale pubblico dove Gaza sarà collegata in video conferenza con l’Italia per il “Reading Movie Stay Human”. Sono previsti interventi della famiglia Arrigoni, nonchè di amici, compagni di lotta e sostenitori di Vittorio. La serata sarà completata da un performance di bambini palestinesi. “

RICORDARE VIK IN ITALIA E ALL’ESTERO * * REMEMBERING VIK IN ITALY AND ABROAD

“Continueremo a fare delle nostre vite poesie fino a quando la libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi”. Vittorio Arrigoni

* BULCIAGO: Domenica 15 Aprile 2012 ore 15 “Ricordando Vik” Centro Sportivo Polifunzionale Via Don Luigi Guanella – Bulciago (LC) http://www.facebook.com/events/421756321173996/

* MILANO: Domenica 15 Aprile dalle ore 10.30 alle 22 “Restiamo Umani Living Summit 2012 Giardini Pubblici di Palestro (Porta Venezia) http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150715678839427&set=a.10150481835939427.386952.545154426&type=1&theater

* ROMA: RESTIAMO UMANI. ROMA. parole,voci,musica,immagini SABATO 14 APRILE DALLE ORE 15 giardini di PIAZZA VITTORIO DOMENICA 15 APRILE DALLE ORE 18 SALA VITTORIO ARRIGONI,PIAZZA DEI SANNITI http://www.facebook.com/events/302944019777806/ Domenica 15 aprile ore 10 il Circolo SEL Aurelio/Boccea “Adriana Cacciamani” intitolerà simbolicamente una piazza del XVIII Municipio di Roma Piazza Irnerio a Vik.

* GAZA: http://www.facebook.com/events/378139382218073/

* CARRARA: Domenica 15 Aprile dalle 10 alle 18 “Benvenuti in Palestina 2012″ ad un anno dall’assassinio di Vittorio Arrigoni. Banchetto informativo + musica +laboratorio aquiloni per bambini Letture da “Gaza-Restiamo umani” a cura di Blanca Teatro http://www.facebook.com/events/139365092857510/

* BOLOGNA: Sabato 14 Aprile spettacolo e proiezione di immagini di una serata che si era svolta al Vag di Bologna insieme a Vittorio (organizzata da BDS BOlogna). A SEGUIRE LOCANDINA ED ULTERIORI INFO Domenica 15 Aprile ore 17 in Piazza Maggiore a Bologna In ricordo di Vittorio , a cura di Associazione Pari opportunità e Sviluppo. Candele, letture, volantinaggio e lancio di palloncini con i colori della bandiera palestinese.

* TRENTO: Domenica 15 Aprile ore 17 “VITTORIO ARRIGONI, LA FORZA DELLA PACE” Piazza duomo Interventi, proiezioni, video. http://www.facebook.com/events/425330017492742/

* VIGEVANO: Venerdi’ 13 Aprile 2012 ore 21 “Con la Palestina nel cuore ricordando Vittorio “Vik” Arrigoni Letture, proiezioni, interventi http://www.rifondazionevigevano.it/con-la-palestina-nel-cuore-ricordando-vittorio-vik-arrigoni

* NOCCO -Buti (PI) : Sabato 14 Aprile ore 22 “Un anno senza Vik” Circolo Arci Castel di Nocco – Via del Termine 4 – Buti (Pisa) http://www.facebook.com/events/139365092857510/

* TORINO: Domenica 15 Aprile 2012 ore 21 Caffè Basaglia di Torino, Via Mantova, 34 Serata commemorativa per Vittorio Arrigoni. http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=1566630483 Info: www.caffebasaglia.org

* NAPOLI: Venerdì 13 Aprile dalle 21 CON VIK E LA PALESTINA NEL CUORE! Palazzo Gravina – Facoltà di Architettura – via Monteoliveto, 3 http://www.facebook.com/events/396034597074040/

* ACERRA (NA): Galleria del Museo di Pulcinella, Castello Baronale di Acerra (NA) http://www.facebook.com/events/404976169513148/

* CASORIA (NA) Domenica 15 Aprile 2012 RICORDANDO VIK. Alle ore 19.00 proiezione del documentario “RESTIAMO UMANI” in memoria di Vittorio Arrigoni con la Palestina nel cuore! Sinistra Critica collettivo “Che Guevara” Via Genova, 11

* PALERMO: Domenica 15 Aprile ore 18 presidio in Piazza Verdi poi dalle 20.00 presso la sede dell’Associazione l’Arca, proiezioni, aperitivo, ed una chiccherata con alcuni volontari reduci da visite in palestina. http://www.facebook.com/events/364026866974646/

* PORDENONE: Sabato 14 aprile dalle ore 11.00 alle ore 13.00 banchetto ISM Italia Udine in ricordo di Vittorio Arrigoni C/O Cinemazero – Aula Magna Centro Studi Pordenone Sarà in corso la rassegna “le voci dell’inchiesta” e nello specifico, sabato mattina la conferenza “il fotogiornalismo nei teatri di guerra”

* GENOVA: Domenica 15 Aprile ore 20.30 cena palestinese in onore di vittorio arrigoni il cui ricavato andra’ ad un progetto per una scuola materna a Gaza intitolato a Dima,una piccola vittima di 3 anni. Oltre alla cena filmati,mostre. http://www.facebook.com/events/259653607459581/

* BRESCIA: http://www.facebook.com/events/166375233485149/ Domenica 15 Aprile ore 19 l’Associazione di Amicizia Italia Palestina di Brescia organizza un aperitivo alla Casa del Popolo per ricordare Vittorio con anche proiezioni.

* MADRID: Domenica 15 Aprile ore 20 Porta del Sole Madrid “Seguimos siendo personas humanas para la paz con justicia en Palestina”: Omaggio a Vittorio Arrigoni e informazioni sulla missione Benvenuti in Palestina. http://www.facebook.com/events/296520813744000/

* CAIRO: Domenica 15 aprile fiaccolata davanti Ambasciata italiana al Cairo ore 15.30 Italian Ambassy in Cairo: Abdel Rahman Fahmy St. Garden City, Cairo – Egypt http://www.facebook.com/events/338756156173014/

* PARIGI: Domenica 15 Aprile ore 15 letture, video, mostra fotografica, dibattiti a cura dell’Associazione “Carlo Giuliani” e ANPI di Parigi. http://www.facebook.com/events/278240085590511/

* COLONIA: Domenica 15 Aprile ore 14 davanti al Duomo di Colonia ricordo di Vittorio attraverso le letture da “Restiamo Umani” e ditibuzione di materiale informativo

Reset Italia per Vittorio Arrigoni: http://www.reset-italia.net/speciali/vittorio-arrigoni-vik-blogger-gaza-city-israele-palestina-biografia-blog-dedicato/
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Autore del post

- Capranica (Viterbo)



  • gisella rossi (bandiera rossa)

    qualunque parola sarebbe superflua e magari anche retorica….Vik ci manca, ci mancherà sempre ma non se n’è andato, si è solo spostato un po’ più in là…..con Vittorio nel cuore. gis

  • Doriana Goracci

    Riporto integralmente quanto ricevuto su Facebook

    Ieri, 11 aprile 2012, sono stati arrestati Marco e Giorgio, cittadini italiani, dalle forze di occupazione israeliane nella città di Hebron. Domani avrà luogo il processo e sembra molto probabile l’espulsione forzata in Italia, con l’accusa di manifestazione non autorizzata, sebbene non fosse in atto alcuna manifestazione.

    http://www.facebook.com/events/244889592277096/

    Si tratta di un attivista impegnato in azioni nonviolente, che stava partecipando alla Conferenza Internazionale per la Resistenza Popolare. Gli arresti sono avvenuti durante la pausa pranzo. Nella stessa operazione militare sono stati arrestati Issa Amro, noto attivista nonviolento del gruppo “youth against the settlements” di Hebron, e Abdellah Abu Rahma, coordinatore della conferenza.

    Riteniamo che l’avvenuto sia esemplificativo del comportamento delle forze di occupazione all’interno dei territori palestinesi, come si permettano di arrestare torturare ed ammazzare gli abitanti locali al fine di sottrarre loro la loro terra.

    L’accusa di partecipazione a manifestazione non autorizzata è quantomai ridicola, infatti gli imputati si trovavano in pausa pranzo durante un’iniziativa di portata internazionale, cui erano presenti anche cariche istituzionali di livello europeo; e la possibilità che gli attivisti subiscano il rimpatrio forzato è inquietante.

    Gli arresti hanno avuto luogo nella zona H2 della città, dove la schiacciante maggioranza di palestinesi vive sotto completo controllo israeliano, in balia delle angherie dei coloni ultrasionisti.

    Per informazioni chiamate il numero: +970 59 2364644 oppure +970 59 7453221 oppure scrivete a italianism@inventati.org

    vi chiediamo di:

    - diffondere quanto più possibile, attraverso mails e social media la notizia

    - chiedere il rilascio immediato degli attivisti telefonando ai seguenti numeri:

    Unità di crisi
    Tel. 06 36225

    Farnesina
    Tel. 06 36911

    Ambasciata israeliana in Italia
    Tel. 06 36198500

    Consolato israeliano in Italia
    Tel. 06 3221541

    - scrivere agli indirizzi sottoelencati chiedendo il rilascio immediato ed incondizionato dell’attivista, inoltrando se volete questo modello di mail (ovviamente aggiungendo il vostro nome) altrimenti scrivendone un altro:

    (versione italiana)

    indirizzi:

    Unità di crisi
    unita.crisi@esteri.it

    Ambasciata israeliana in Italia
    amb-sec@roma.mfa.gov.il

    Consolato israeliano in Italia
    cons5@roma.mfa.gov.il

    Mi chiamo… e scrivo la presente perchè Marco e Giorgio, due attivisti italiani, sono stati incarcerati con due palestinesi dalla polizia israeliana in territori palestinesi senza nessuna specifica ragione.

    I due attivisti non erano assolutamente coinvolti in nessuna azione violenta o in qualsiasi altra azione che potesse mettere in pericolo la vita di qualcuno, erano semplicemente nella pausa pranzo della Conferenza Internazionale della Resistenza Popolare.

    Al momento sono minacciati da un ordine di deportazione senza aver avuto la possibilità di conoscere i loro diritti e la loro situazione tramite un incontro con un avvocato ne’ la possibilità di informare persone che erano presenti durante l’accaduto e potrebbero partecipare a un’udienza del tribunale. Non sarebbe la prima volta che Israele applica un ordine di deportazione senza nemmeno un’udienza. Credo che questo genere di politiche che lo stato di Israele applica quotidianamente non rappresentano ciò che una democrazia dovrebbe rappresentare.

    Sono sconvolt@ dal comportamento della Polizia e dello Stato di Israele e Vi raccomando caldamente di adoperarvi per la loro liberazione e per i Palestinesi arrestati senza ragione che sono con loro, senza nessuna condizione, perché non stavano commettendo nessun reato.

    (verisone inglese)

    indirizzi:

    ambasciata italiana a tel aviv

    amb.telaviv@cert.esteri.it

    ufficioculturale.telaviv@esteri.it

    stampa.telaviv@esteri.it

    passaporti.telaviv@esteri.it

    visti.telaviv@esteri.it

    cittadinanza.telaviv@esteri.it

    anagrafe.telaviv@esteri.it

    consolato.telaviv@esteri.it

    sportellounico.telaviv@esteri.it

    info.telaviv@esteri.it

    consolati israeliani

    segreteria.gerusalemme@esteri.it

    milano@israeltra.gov.il

    ministero degli affari esteri israeliano:

    pniot@mfa.gov.il

    mankal@mfa.gov.il

    sar@mfa.gov.il

    ministero del turismo:

    webmaster@tourism.gov.il

    info@goisrael.com

    My name is … … and I am writing because Marco and Giorgio, two Italian activists, have been imprisoned with two Palestinians from the Israeli police in the Palestinian Territories without any specific reason.

    They were not involved in any violent action or in anything who could put in danger the life of anybody, they were just in the lunch break of the International Conference for the Popular Resistance.

    They’re now been threatened with a deportation order without giving them to know their rights and their situation from a meeting with a lawyer and the right to inform people who witnessed the event and can participate to a court hearing. It will not be the first time that Israel applies a deportation order without a court hearing. I think that these kind of policies that Israel applies daily do not represent what a democracy should look like.

    I am really shocked from the behavior of israeli Police and israeli Government, and I strongly recommend you to endeavor for their liberation and for the Palestinians arrested who were also arrested without any reason with them, without any condition, because they were not doing anything illegal.

    … … (nome cognome)

    Raccomandiamo vivamente, quando scrivete agli indirizzi delle ambasciate e ministeri israeliani, di mettere in cc i seguenti indirizzi di giornali per aumentare la pressione:

    quotidiani@rcs.it

    lettere@ilfoglio.it

    info@gazzettino.it

    redazione@ilmanifesto.it

    posta@ilmattino.it

    posta@ilmessaggero.it

    redazione@ilsecoloxix.it

    larepubblica@repubblica.it

    lasera@tiscalinet.it

    lettere@lastampa.it

    ansnews@netvision.net.it

    info@agenziaitalia.it

    aise@uni.net

    info@agenews.it

    webinfo@adnkronos.com

    unitaonline@unita.it

    franca.ferri@quotidiano.net

    culture@liberazione.it

    webnews24@rai.it

    info@agopress.info

    (nell’ordine: Corriere della sera, Il foglio, Il gazzettino, Il manifesto, Il mattino, Il Messaggero, Il secolo XIX, La repubblica, La sera, La stampa, ANSA Israele, AGI, AISE, AGE, ADNKRONOS, L’UNITA, Il resto del carlino, Liberazione, Rainews24, Agopress)

  • Doriana Goracci

    PROCESSO ARRIGONI: IMPUTATI ORA RITRATTANO
    E’ chiaro il tentativo di scaricare tutte le resposabilità sugli altri due membri del gruppo (presunto) salafita che sequestrò Vittorio, rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia e che non possono raccontare la loro versione dell’accaduto.

    Gaza, 12 aprile 2012, Nena News – Tre dei quattro palestinesi imputati per il rapimento e l’assassinio di Vittorio Arrigoni, avvenuto il 15 aprile dello scorso anno a Gaza city, hanno ritrattato in buona parte le confessioni che avevano reso negli interrogatori seguiti all’arresto da parte della polizia di Hamas.

    Durante l’udienza che si è tenuta questa mattina davanti alla corte militare di Gaza in un’aula gremita di amici e coniscenti di Vittorio, Mahmud Salfiti, Tamer Hasasnah e Khader Jram, hanno detto di aver confessato «sotto pressione» la loro partecipazione al sequestro. Sino ad oggi avevano detto di aver organizzato il rapimento allo scopo ottenere la scarcerazione dello sceicco al Maqdisi, il capo del gruppo salafita Tawhid wal Jihad arrestato qualche mese prima da Hamas. Più di tutto hanno negato di essere stati a conoscenza del piano di uccidere l’attivista italiano che, a loro dire, era stato segretamente concepito dai due «capi» del gruppo, il giordano Abdel Rahman Breizat e Bilal Omari, rimasti uccisi poco dopo l’assassinio di Vittorio in uno scontro a fuoco con la polizia.

    I tre, quasi in coro, hanno detto che il loro unico scopo era quello di «dare una lezione all’italiano» che a loro parere conduceva una vita poco conforme alla tradizione e ai sentimenti religiosi prevalenti a Gaza.

    E’ evidente il tentativo degli avvocati della difesa di far ricadere tutte le responsabilità dell’assassinio di Vittorio Arrigoni su Breizat e Omari che non possono raccontare la loro versione dell’accaduto. Nena News
    http://nena-news.globalist.it/?p=18550

  • Doriana Goracci

    mi sembra non doveroso ma molto interessante proporvi la lettura di un’ intervista fatta ad Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, colei che ha sopportato uno dei più atroci dolori che si possano sperimentare nella propria esistenza…la morte di un figlio, E perchè poi…io nel post ho riportato una recentissima altra intervista sempre a lei: http://www.youtube.com/watch?v=0bIKRPKZBsw

    IO RESTO UMANA: NOI ARRIGONI SAREMO SEMPRE COSI’
    Intervista a Egidia Beretta, la madre: nonostante la tragedia nulla è cambiato rispetto i miei convincimenti. Credo nella pace e nella giustizia.
    Gianni Cipriani
    venerdì 13 aprile 2012 14:15
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    Vorrei chiederle, proprio ad un anno dalla morte di suo figlio, cosa significa per lei oggi l’impegno per la pace e per la fratellanza dei popoli? Come vive queste idealità?

    Non è cambiato. Questo impegno personale lo avevo anche pubblicamente sottoscritto nel 2004 quando vinsi le elezioni a sindaco. Non ne parlai per farmi bella: ho sempre ritenuto fondamentale lavorare per la pace. Per la pace e per la giustizia. Dissi che la giustizia è madre e sorella della pace. Senza la giustizia non ci può essere pace. Io sono rimasta come allora, come sono sempre stata. Certamente con la morte di Vittorio tutto ciò è diventato ancora più importante per me. Ma nulla è cambiato rispetto i miei convincimenti di tutta una vita.

    Il motto di Vittorio era “restiamo umani” ed anche con questo motto noi abbiamo scelto di ricordarlo. Lei, per usare quell’espressione, è riuscita a restare umana, a non perdere l’orizzonte dell’umanità, nonostante la sua personale tragedia di madre?

    Può forse sembrare strano, ma non mi è diventato più difficile restare umana dopo quello che è successo un anno fa. Perché anche io, come Vittorio, penso che l’essere umani e poi rimanerlo dovrebbe essere qualcosa di insito nella mente e nel cuore degli uomini. Il dramma che ho vissuto non mi ha fatta allontanare da questo convincimento. Io sono restata umana come ho sempre fatto. Forse questa espressione di Vittorio ha sempre colpito più gli altri, al di fuori della nostra famiglia, più che noi. Si stupivano nel sentirlo ripetere, quasi come un’ossessione, queste due parole. Sembrava strano che lui riuscisse ancora a pronunciarle durante Piombo Fuso ad esempio. Di questo mi meravigliavo anch’io e molte volte glielo chiedevo. Ma lui mi rispondeva che è proprio in questi momenti in cui l’umanità è schiacciata e quasi soppressa che uno deve sforzarsi di conservarla dentro di sé.

    Ha mai pensato a coloro che hanno ucciso Vik? Lei considera quei carnefici degli assassini, oppure in qualche modo essi stessi vittime di un sistema sociale, culturale, religioso? Persone che si sono abbeverate di odio e solo odio potevano esprimere?

    E’ una domanda difficile. Ma per me sono degli assassini. Possono essere stati spinti a farlo? Forse ci sono state delle concause, ma la loro azione è stata comunque frutto di una libera scelta. Credo che queste persone che hanno fatto del male a Vittorio siano state guidate dai loro principi e dalle loro convinzioni. Forse si sono fatti irretire da qualcuno che magari aveva loro presentato la cosa come un’azione spettacolare. Ma non li vedo vittime di nulla, ma persone che sapevano quello che facevano. Tanto è vero che uno di questi giovani si era fatto amico di Vittorio frequentando la stessa palestra e quindi era cosciente di quello che stava facendo. Sarà stato un salafita ma era uno di quelli che frequentava Vittorio, che conosceva il suo lavoro, il suo impegno. Quindi penso che sia stata, magari nell’incoscienza, una scelta voluta. Sono assassini. Non li giustifico né do loro delle attenuanti.

    Vittorio che vive a Gaza, si impegna per la causa palestinese e viene ucciso proprio da coloro che cercava di aiutare. Come leggere questa enorme contraddizione?

    Non ho mai creduto che coloro i quali hanno ucciso Vittorio fossero coloro i quali lui stava aiutando. Perché non sarebbero arrivati a questo. Vittorio era molto amato. No, non condivido che si dica che è stato ucciso dalle stesse persone che stava aiutando. Le persone che lui stava aiutando mai si sarebbero comportate così. Aiutava gente comune, pescatori, contadini, giovani. I suoi assassini non lo conoscevano da questo punto di vista.

    Dopo la morte di Vittorio voi come famiglia sceglieste di riportarlo a casa facendolo passare nel valico di Rafah e non attraverso Israele. All’epoca se ne parlò molto, ci furono polemiche. Non ha mai avuto ripensamenti da allora?

    Per me è stata una decisione così lineare e inevitabile, che mi stupisco di coloro che si stupiscono. Noi non potevamo fare altrimenti. Ricordo benissimo mio marito, il papà di Vittorio che è morto a dicembre, che disse lapidariamente: Israele non l’ha voluto da vivo, non l’avrà neanche da morto. Vittorio avrebbe dovuto transitare dall’aeroporto Ben Gurion dove era stato incarcerato, picchiato, ferito. Lui era entrato a Gaza dall’Egitto, da Rafah. Era giusto che uscisse da Rafah. Se avessimo fatto diversamente Vittorio sarebbe stato moralmente offeso. Certo sarebbe stata la via più comoda. Non le dico la fatica per convincere anche la prefettura di Lecco, quando mi dissero che era troppo complicato. Poi ci siamo riusciti tra mille difficoltà. Comunque non la vedo come una scelta di odio o di rancore verso Israele ma una linearità di comportamento. Non sarei stata tranquilla con la mia coscienza. Per questo abbiamo voluto che uscisse da Rafah. Potrei poi dire che è stato trattato come un pacco postale, ma è un discorso che ancora mi addolora e non mi vorrei addentrare…

    Un anno fa la morte. Nei prossimi giorni si parlerà molto di Vittorio Arrigoni. Ne parleranno e leggeranno coloro che già conoscevano la sua storia. Altri magari potranno avvicinarsi a Vik per la prima volta. Qual è per lei la chiave più giusta per ricordare suo figlio?

    La chiave giusta può essere quella di ricordarlo come una persona che ha fatto una scelta radicale. Ma non per velleità di protagonismo. Lui credeva veramente che la giustizia, la libertà, i diritti umani, il diritto a vivere e a sopravvivere come nella Striscia fossero fondamentali. E quando ha avuto l’occasione di occuparsi di questi problemi lui si è dedicato anima e corpo. Quando vado nelle scuole a parlare con i ragazzi io dico loro: Vittorio non deve diventare un mito o un simbolo. Potrebbe diventare un riferimento quando ciascuno di noi si troverà a fare delle scelte della propria vita. Mettere davanti al nostro naturale egoismo quella capacità di sognare, di intraverere l’utopia anche quando sembra molto lontana. La capacità di indignarsi di fronte all’ingiustizia e trovare il coraggio di fare qualcosa. Direi anche la voglia e la volontà di informarsi. Di andare a fondo, di non accontentarsi mai. Di prendersi a cuore un popolo o una situazione, o persone, siano in Italia, in Palestina o ovunque. Conoscere per potere essere in grado di agire. Ecco, mi piacerebbe che Vittorio fosse un punto di riferimento per coloro che non vogliono restare addormentati, che non vogliono subire le notizie. Ma che vogliono svegliarsi e agire.

    A lei, come madre, come piace farcelo ricordare?

    Ricordo i tanti momenti che abbiamo passato assieme, la sua irruenza, la sua ricerca della propria strada. E poi lo ricordo anche nei momenti affettuosi. Con lui si scherzava, mi prendeva anche in giro. Ci raccontavamo le cose, ci sostenevamo a vicenda. Per me Vittorio è ancora al mio lato, non è una frase fatta. Quando devo parlare di lui mi metto una mano sulla testa e sento la sua voce che dice: non dire stupidate mamma, pensa alle parole che stai per pronunciare… il dolore è grandissimo. Mi manca la sua presenza. Alcuni per rincuorarmi dicevano: fai finta che sia rimasto a Gaza. Ma lì c’era la gioia dell’attesa, del rivederlo. Così invece… non so quando ci rivedremo. Ho voluto un gran bene a Vittorio e gliene voglio ancora. Io ero la sua mammi, così mi chiamava, questa sintonia che c’era tra di noi non si è mai spezzata. Neanche adesso. ”
    http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=9837

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