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Pubblicato : sab 05 mag, 2012

Seminatori d’odio



E’ il vecchio e mai superato modus vivendi delle classi dominanti in decadenza…dividere per continuare ad imperare.

E i loro mezzi di disinformazione di massa ne sono l’arma più potente…l’arma alla quale affidano l’odio da seminare dovunque.

L’odio di classe, di razza ne sono stati i primi tragici esempi.

Ma ora non basta più…e si va nel profondo, l’odio trova nuove strade da percorrere…l’importante è che non venga mai indirizzato contro chi le fomenta.

La crisi estremizza le difficoltà e le tensioni che già si vivono quotidianamente…ed allora la si utilizza come focolaio…la si usa come spettro di quelle diseguaglianze inesistenti o, al massimo, residuali.

Ed ecco, in tutte le prime pagine, il falso invalido…quello che becca, addirittura, circa 750 euro mese pur non avendo nessuna invalidità. Si tace, nel contempo, su tutti coloro che a quell’invalidità avrebbero sacrosanto diritto e che gli viene negato da uno Stato che permette ai raccomandati in ogni dove di ricevere ciò che non meritano.

Poi si è passati ai tassisti…a quelli che, a detta dei media, vivevano nel lusso per licenze superprotette e per tariffe non controllate…si scopre, subito, che la bugia è troppo grossa per reggere, che chi fa il tassista non vive nell’oro…e immediata è la retromarcia.

Stesso iter contro i camionisti…c’è chi, nel delirio totale, paragona la loro protesta a quella che poi provocò, in Cile, la caduta di Allende…ma anche qui stessa fine misera delle favole…chi fa il camionista vive una vita di sacrifici…non vive nell’oro…e non vuol fare la rivoluzione fascista.

Poi si passa ai commercianti. I blitz della finanza nei paese a maggior afflusso turistico. Gli scontrini raddoppiano, triplicano…ma poi si scopre, miseramente, che l’evasione, quella vera, quella che vede le grandi industrie italiane nettamente al primo posto, aumenta a dismisura…che i capitali all’estero sono molti di più di quelli anche solamente immaginati e che vanno anche aumentando proprio in questo periodo…e che nessun macellaio, nessun salumiere, nessun ferramenta ne è in possesso.

I cittadini che si suicidano per le tasse?…Beh è colpa di Equitalia…e ci si dimentica di ricordare che la stessa Equitalia non è altro che lo Stato con la partecipazione dell’agenzia delle entrate e dell’Inps…che le tasse, che raggiungono circa un peso del 50% sui redditi, non le stabilisce l’agenzia di recupero crediti…ma lo Stato…il governo…il parlamento.

Allora un’ultima carta. Dare la colpa a chi ha un lavoro di negarlo, per le sue inesistenti salvaguardie, ai giovani…a quel 35% circa di cittadini italiani che, benché laureati o solo diplomati o solo alla ricerca di un primo impiego…non lo trovano.

E all’opera di disinformazione partecipano tutti, dal presidente Napolitano, alla ministra Fornero, al professorone Monti, alle grandi testate nostrane…tutti assieme appassionatamente, tra una difesa ad oltranza dei partiti, che rubano anche le pietre, ed un attacco violento a quei diritti che vengono tramutati in “privilegi”.

E’ il gioco al massacro dei seminatori di odio…una strategia per farci sentire soli…anzi l’uno contro l’altro…sino a portarci a credere che cacciare l’immigrato ci farà lavorare…o a credere che sia il vicino, il collega, mia moglie, mio figlio, l’impiegato di Equitalia…il nemico da combattere…e che l’unico rimedio sia il suicidio o la violenza.

Dalle loro parole esce solo odio camuffato da quel senso di responsabilità istituzionale che giustifica le morti sul lavoro, i suicidi, la prostituzione, la mafia.

Non ricordano, non sanno, non immaginano, che esiste un vecchio detto…peraltro mai smentito.

Chi semina odio raccoglierà tempesta…sono molto vicini al loro raccolto.


Autore del post

- Ex dipendente di un'azienda d'informatica ormai vicina alla sparizione. Dirigente nazionale dello Slai-cobas nel 2003 iniziò una dura battaglia contro i vertici societari per impedire quella che sembrava, e poi si è rivelata, una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori. Veniva licenziato nel 2005 con un pretesto. Vinceva tutte le cause contro l'azienda, che comunque non lo reintegrava nè pagava il dovuto. Attualmente disoccupato con un inutile tessera di giornalista pubblicista


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