Solo schegge, ecco la riprova

Della corposa intervista che mi è stata recentemente rivolta, trasmessa durante la trasmissione Buongiorno Regione su Rai 3 Lombardia del 2 maggio scorso, solo qualche frase è stata diffusa, con la conseguente conferma di parte del problema che continuo a denunciare, di cui l’omertà generale costituisce appunto parte molto importante.
Alcuni giorni or sono, una ben organizzata equipe di Rai 3, che ringrazio vivamente, ha dedicato tempo e validità professionale nel concretizzare un’ampia intervista nei miei confronti, quale medio imprenditore del Nord Italia completamente annientato, con le sue due aziende, dal ‘sistema generale’ in cui stiamo tutti vivendo,…anzi morendo!
Come è mio solito, nell’intervista mi sono ampiamente espresso senza esitazioni o riserve, precisando le esperienze vissute da protagonista per decine di anni nel mondo imprenditoriale del Nord Italia. Come al solito, cioè come si può vedere nel mio sito/blog Funigiglio – contro le strapotenti mafie sommerse.
Ho quindi affermato che il continuo e crescente riciclaggio delle mafie nelle attività imprenditoriali, prevalentemente nel Centro Nord, ha portato ad una situazione di assoluta e totale mancanza di libera concorrenza. Con riferimento ai dati ufficiali di riciclaggio mafioso, per ogni anno, negli ultimi tre anni, di 130 miliardi di Euro, di 140 miliardi di Euro, di 150 miliardi di Euro!
La mancanza di libera concorrenza e la sempre più attiva aggressione di estorsione dell’intera azienda da parte delle mafie sommerse, portando alla tragica situazione che in ogni settore, in ogni campo, qualsiasi media o piccola azienda è in serissimo rischio mafioso o è già in collusione con dette mafie sommerse, in modo più o meno completo. A parte le innumerevoli aziende che continuano sempre più a concludersi in fallimenti, di cui molti rientrano nella strategia della stessa azienda mafiosa.
Per consolidare la mia credibilità e stimolare a dedicarmi attenzione, mi sembra qui importante far notare che vecchie affermazioni del sottoscritto sui problemi delle mafie e delle corruzioni sono chiaramente confermate dalla realtà dei giorni che stiamo vivendo. Mi riferisco a quanto ho affermato nel marzo del 2007, che inevitabilmente sarebbe scoppiata un’altra tangentopoli – Vedasi nel sito funigiglio, all’inizio di pag.2 della LETTERA APERTA ALLE TRE ISTITUZIONI 2007: …la imminente inevitabile “Tangentopoli” diventerà oltremodo traumatica.
Nella gravissima situazione in cui attualmente ci troviamo di completamancanza di Giustizia, di corruzione e di largo inserimento delle mafie nelle Istituzioni, è estremamente importante, se vogliamo operare per un risanamento, per la nostra stessa Civiltà, almeno parlare, dibattere e sviscerare queste gravissime problematiche; anziché averne paura ed ignorarle totalmente!
Come si può pensare di risolvere i problemi, in primis il problema della crescita economica, se non si ha il coraggio nemmeno di dar voce, di divulgare e di dibattere su quanto testimoniano i più importanti protagonisti, gli imprenditori vittime delle mafie?
Anche l’omertà generale è responsabile dei gesti disperati di tanti imprenditori, come ad esempio quello avvenuto ieri all’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia!
Gesti disperati, anche da suicidio, che purtroppo diverranno sempre più numerosi se non si riuscirà almeno a por fine all’omertà generale!
L’imprenditore disperato si sente tale anche proprio perché ha la percezione che l’opinione pubblica, le Istituzioni, i Partiti, i Sindacati, le Associazioni di categoria, che tutti, non parlando della vera realtà tragica che stiamo vivendo, siano veramente impossibilitati a risolvere i problemi e quindi a dare speranze di futuro e di vita.
Fortunatamente qualche imprenditore, come il sottoscritto, ha sviluppato e mutato la disperazione in fortissima determinazione di lotta per il Bene di tutti! Contro il marcio e per la nostra Civiltà!
Nell’ambito di questa lotta è importante anche fare notare che riguardo alle problematiche delle numerosissime aziende che chiudono e falliscono, nessuno parla e considera quello che avviene nei Settori Fallimentari dei Tribunali, nemmeno in occasione e riferimento alla Sentenza in data 22 novembre 2011 del Tribunale di Genova, in cui vienecondannato a 15 anni il Giudice Fallimentare Sebastiano Puliga, del Tribunale di Firenze, con altri 36 complici, in un presunto comitato d’affari, tra avvocati, ingegneri, commercialisti e architetti, con pene da 3 anni e 2 mesi a 9 anni e 9 mesi.
Nessuno parla e considera o si chiede le ragioni delle numerose esecuzioni immobiliari con ripetute aste che vanno deserte e poi sono concluse dal solito noto grosso immobiliarista; così come possano non incontrare alcuna difficoltà le banche nella loro azione anatocistica, molto spesso usuraria, che sfocia nelle dette esecuzioni immobiliari, a danno e sterminio degli imprenditori onesti.
Banche, che pur consapevoli delle gravi illegalità, anche penali, del proprio operato verso i propri affezionati clienti, anche pluridecennali, non hanno esitato a compiere per la durata di anni le dette esecuzioni immobiliari, su decreti ingiuntivi infondati e rimasti magari non opposti a causa della complicità con le banche stesse dei legali infedeli dei clienti imprenditori, vittime totali.
Banche che non hanno esitato a fornire ai propri affezionati clienti pluridecennali trattamenti di atroce martirio per lunghi anni e di morte!!!
Con tutti che vedono e nessuno che dice niente !!!
Visualizza il video sul sito di Rai3 (il mio intervento è al minuto 18).









