La Regione Campania tra vele e fallimento

Più che una notizia è una conferma…lo si sapeva da tempo che la Regione Campania fosse alla frutta…ma per i nostri amministratori regionali e per qualche quotidiano locale sembra una sorpresa.
Caldoro, il governatore, annuncia al popolo napoletano : “La Regione Campania è vicina (vicina ???) al default…”
L’ammontare?…500 milioni di debiti l’anno…una bella cifretta…non c’è che dire!
Sono a rischio non certo gli emolumenti dei consiglieri né quello del governatore, ma quelli, guarda un po’, dei lavoratori dei trasporti, dell’ambiente e della forestazione…circa 10.000 persone.
Dopo aver praticamente azzerato la Sanità e costretto i cittadini campani ad esborsi indecenti per una semplice visita o per un semplice controllo…dopo aver cancellato le linee di collegamento tra centro e periferia (la Circumvesuviana è al tracollo) ora si pensa ad un uguale “intervento” anche per gli altri servizi di un welfare che tale non è più.
Non bastano le tasse salatissime che paghiamo per uno smaltimento rifiuti che continua a non essere autosufficiente, non basta il “contributo” alla sanità regionale che colpisce le fasce deboli della cittadinanza (anziani e disabili)…ora si pensa ad altri balzelli per poter mantenere in piedi quanto dovrebbe essere un diritto.
Ma ora c’è la crisi…prima c’era Bassolino…durante, prima e dopo gli sprechi, le consulenze, i raccomandati…. problemi irrisolvibili per ogni giunta…antecedenti, attuali, futuri…e ai quali non si riesce mai a porre rimedio.
Più facile, più diretto colpire i soliti noti…Monti insegna…Caldoro fa l’alunno.
Eppure tra i mille tagli ai beni essenziali c’è quel qualcosa a cui i nostri amministratori non riescono a rinunciare.
I romani predicavano “panem et circenses” per i loro sudditi…quel misto tra sostentamento e divertimento che appagava il popolo.
Ma nell’era dei tagli il panem non trova più spazio…rimane il circenses.
22 milioni di euro sono l’investimento che la Regione Campania ha impiegato per la realizzazione dell’evento America’s Cup.
A quei 22 milioni vanno aggiunti i danni economici subiti da tutta l’area cittadina interessata all’evento.
Ristoratori e commercianti hanno denunciato perdite di fatturato superiori al 50%…sono stati necessari interventi per rimediare ai danni alle strade e alla villa comunale prodotti dall’organizzazione della regata velica.
Napoli e la Campania cadono a pezzi, il lavoro per i giovani è una chimera (si supera il 50% di disoccupazione giovanile), l’assistenza sanitaria è completamente sulle spalle dei cittadini tanto da risultare più cara di un esame, di un controllo, fatto privatamente, ma i nostri amministratori pensano in grande !
De Magistris, Caldoro e Cesaro sulla stessa lunghezza d’onda…mò ce vò…il turismo è il volano e la panacea di tutti i mali…il calcio è il pane…il futuro è un sogno. Ora verrà la Coppa Davis di tennis…poi il nuovo Stadio di calcio.
Dalle piccole palle di tennis…si passerà ai palloni del calcio. Palline, palloni e vele…in una regione, in una città, che sprofonda.









