Tragica visione di un futuro che sento dannatamente possibile: applicazione della bolletta sull’aria che respiriamo

 

Stanotte ho avuto un incubo, ho sognato di vivere in una nazione governata da un banchiere che tutti odiano e nessuno ha votato. Dove le manovre economiche ammazzano la gente comune e le istituzioni politiche si spartiscono la ricchezza.

E, non succede, tremendamente, niente …

E, mi è tornato alla memoria un film del 1994: “Strane storie – Racconti di fine secolo”, con cui l’ex pubblicitario Sandro Baldoni esordisce nel cinema italiano. Il film si compone di tre storie assurde e grottesche, ma dense di contenuto, che offrono una tagliente riflessione sui temi individuali e sociali del quotidiano, iniziando dall’improbabile mancato pagamento della bolletta dell’aria con una satira estrema e surreale contro l’eccessiva burocratizzazione.

Nella sua prima parte l’episodio suscita sdegno per il comportamento dell’ufficio dei pagamenti che ad una certa ora chiude, incurante di tutte le persone che restano a soffocare fuori dai cancelli. Ma è il finale a lasciare decisamente sconvolti, quando il protagonista, dopo aver pagato la sua bolletta, respirando nuovamente a pieni polmoni, in tutta tranquillità, si accende una sigaretta e si rilassa, dimenticandosi di come l’intero meccanismo burocratico stesse per ucciderlo e come abbia ucciso molti altri. Un’ icona della superficialità ma anche dell’incosciente rassegnazione con cui il singolo vive l’assurdità della pesante infrastruttura burocratica. Episodio che vede una superba interpretazione di Ivano Marescotti.

Vi ricorda qualcosa tutto questo ? Meditate gente, meditate.

About the Author

- Giornalista, poeta, regista, sceneggiatore. Narratore di vicende sportive e divulgatore scientifico. Apolide. Vive a Křivoklát (Boemia).

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