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Pubblicato : ven 15 giu, 2012

Assistenza socio sanitaria diritto inviolabile



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Colpire i più deboli è la cosa più semplice che un governo anti-democratico possa fare; i più deboli sono numericamente inferiori, hanno meno voce in capitolo, non sono rappresentati da nessuno…cancellare i loro diritti non provoca danni immediati…anzi serve…serve ad aprire “nuove strade” alla cancellazione dei diritti collettivi, ad introdurre i nuovi dettati di quegli equilibri sociali su cui si regge uno Stato non più Stato.

Parlare di coesione, unità, sforzo comune quando ne viene mortificato il significato dagli atti e dalle decisioni di chi ci governa, appare l’ennesima triste rappresentazione dei cantori di un sistema incapace di rigenerarsi e fermo a proteggere gli interessi di chi lo sta affossando.

La Campania, lo dicono purtroppo tutte le statistiche, è la regione che sta maggiormente soffrendo la crisi sia in termini di occupazione che in termini di aumento della povertà. E’ anche l’unica regione che non ha un registro dei tumori e ne segnala, contemporaneamente, un aumento esponenziale, dovuto, si suppone, alle miriadi di discariche abusive che ne avvelenano grossa parte del territorio.

Ma la gestione dissennata dell’era bassoliniana della sanità ha creato un tale disavanzo che il governo nazionale, sia precedente che attuale, ha ben pensato di farne pagare il conto a chi già da prima ne ha subito le inefficienze e gli sprechi…ai cittadini e ai lavoratori del settore.

Le carenze di personale assistenziale nelle strutture ospedaliere pubbliche è un dato accertato dalle mille disfunzioni e difficoltà che la cronaca e le proteste della gente confermano quotidianamente. Un dato che non può essere valutato solo dal punto di vista economico…la salute non può essere misurata su questi indici…è un valore costituzionale, un valore civile, un valore universale che va salvaguardato sempre e comunque.

Non c’è neanche la “scusa” che non esista personale qualificato né che manchino le risorse economiche, previste all’interno dei fondi fas…proprio in Campania sono stati formati, nel 2005, ben 13.000 persone alla nuova figura professionale decisa dalle direttive governative…quella di operatore socio sanitario…capace di coadiuvare il personale medico-infermieristico o di dare sostegno alle famiglie che vivono drammi quotidiani.

Così, nel solito silenzio che avvolge le questioni importanti per i cittadini, vengono mortificate sia le professionalità di chi si è formato per dare il suo contributo che le esigenze di quelle famiglie, di quelle persone, bisognose di un sostegno materiale quotidiano.

L’Asnoss, associazione che conta ben 9.000 iscritti, denuncia la totale assenza delle istituzioni campane su un problema che coinvolge famiglie ed operatori; denuncia, in una lettera al presidente della Regione Caldoro, il fatto che non sia stato mai bandito un concorso pubblico, di non aver mai istituito una graduatoria, di non aver neanche mai letto i curricula delle persone che si sono qualificate per questo lavoro; di permettere che, nelle strutture pubbliche ospedaliere, venga fatto ricorso allo straordinario, di chi è già stremato da una giornata lavorativa piena, per sopperire a quelle mancanze di personale che dovrebbero coprire gli operatori socio-sanitari; di permettere che le strutture private provvedano, per chiamata diretta, a quelle assunzioni che dovrebbero, invece, essere decise per graduatoria. Scelte demandate ad un’agenzia, l’Arlas (agenzia per il lavoro e l’istruzione), della quale la dirigente, la signora Patrizia Del Monte, non sembra “atta a gestire tale situazione in mancanza di una commissione  di valutazione del personale adatto alle esigenze della collettività”.

I fondi europei, 5.800.000 euro, continua l’Asnoss, permetterebbero l’ingresso, attraverso un percorso di tirocinio/formazione della durata di 6 mesi, di 1500 unità, ma, inspiegabilmente, le richieste da parte delle strutture pubbliche si fermano ad appena 370. Manca una graduatoria e non si comprende quali saranno i metri di valutazione che saranno utilizzati per scegliere il personale da impiegare in questi 6 mesi.

Un progetto fallito in partenza che non risolve le emergenze e i problemi di carenza di personale che anche i dirigenti dei vari istituti ospedalieri denunciano, continuando così a mortificare le speranze di chi ha bisogno di assistenza e le professionalità di chi si è formato per darla.

Soldi che andranno altrove e lasceranno, ancora, la sanità campana nello stato di emergenza nel quale ormai vive da decenni…


Autore del post

- Ex dipendente di un'azienda d'informatica ormai vicina alla sparizione. Dirigente nazionale dello Slai-cobas nel 2003 iniziò una dura battaglia contro i vertici societari per impedire quella che sembrava, e poi si è rivelata, una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori. Veniva licenziato nel 2005 con un pretesto. Vinceva tutte le cause contro l'azienda, che comunque non lo reintegrava nè pagava il dovuto. Attualmente disoccupato con un inutile tessera di giornalista pubblicista


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