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Pubblicato : dom 17 giu, 2012

La Grecia? O la va o la spacca



Un debito che è impossibile pagare non verrà restituito. Chiunque vinca le elezioni in Grecia dovrà affrontare un debito complessivo di 1,3 trilioni di euro o il 453% del Pil. (1.300.000.000.000.00). Questo debito accumulato durante gli ultimi decenni dai finanzieri, economisti e ministri della finanza neoliberali (sia del partito socialista che della destra) fu creato sotto l’attenta supervisione dei tecnici economici europei. Si arriva alla stratosferica cifra di 1,3 trilioni accumulando il debito sovrano, i 90 miliardi di derivati, il debito delle regioni, di banche e di aziende private garantito dalla banca centrale, le obbligazioni verso la Comunità Europea e i prestiti dovuti alle altre banche centrali europee. Nella situazione attuale prima o poi il default della Grecia sarà inevitabile. Se la sinistra SYRIZA riuscirà a formare un governo il default ha più possibilità di essere programmato e gestito per minimizzare gli effetti sociali disastrosi per la Grecia e attutirne gli effetti di contagio nel resto dell’europa. Se vincesse la destra di Nuova Democrazia continueremmo a negare la realtà dei debiti greci e la struttura fraudolenta della finanza europea con inevitabili ripercussioni disastrose per tutti. Il ruolo giocato in questo disastro dalla Banca Centrale Europea viene così descritto dall’economista greco Yanis Varoufakis in un editoriale per Le Monde: “a metà maggio lo stato greco si fece prestare 4.2 miliardi di euro dal fondo EFSF e li versò immediatamente alla Banca Centrale Europea per riacquistare buoni del tesoro greci che la BCE aveva comprato in passato nel vano tentativo di sostenerne il valore. Questo nuovo prestito aumentò il debito greco ma fece realizzare alla Banca Centrale Europea un profitto di circa 840 milioni di euro perché tali buoni erano stati comprati con uno sconto del 20%.”
Chiunque vinca in Grecia, questo gioco perverso di aggiungere debito al debito continuerà perché la priorità delle istituzioni monetarie è difendere gli interessi dei rentier, i grandi creditori, (si stima che questi ammontino allo 0,001 % della popolazione dei paesi industrializzati) Costoro controllano le dieci banche transnazionali del mondo che a loro volta gestiscono i 700 trilioni di dollari di derivati.
Le istituzioni finanziarie (le banche centrali e le 10 banche transnazionali lavorano insieme) vogliono rinviare a tutti i costi un “default” ufficiale, riconosciuto, che suggerirebbe ad altre popolazioni e partiti o movimenti politici di richiedere la cancellazione di parte del “debito odioso”. Finché la barca va, i trasferimenti alla Grecia di “prestiti” invece di regali o la cancellazione di parte del debito, continueranno. I rentier del ventunesimo secolo appartenenti alle tradizionali famiglie industriali e i nuovi top-manager finanziari emersi durante gli ultimi tre decenni di deregulation e impunità, hanno bisogno di altro tempo per tradurre la loro sfacciata ricchezza nominale in concreto valore attraverso la privatizzazione di tutti i beni pubblici. Sta al 99.99 % del resto della popolazione (sì anche in Germania e negli Stati Uniti) impedirlo.


Autore del post

- Roma / New York


  • michela fabbrini

    Purtroppo Syriza non ce l’ha fatta, hanno vinto di nuovo loro. Questo significa povertà, ulteriore recessione e smantellamento totale dello stato sociale. Credete che i greci ne saranno felici?

  • LiraNuova

    Scusa ma,è la percentuale di greci che è andata a votare che ha voluto così,evidentemente preferiscono subire che lottare, avevano l’occasione pronta per voltar pagina poi sembra che han cambiato idea,sanno che in UE sono tutti indignati,tutti saccenti ma tutti pecoroni contenti!!!

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