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Pubblicato : gio 21 giu, 2012

Campania senza welfare

E alla fine dei conti…benché siano i campani a pagare una tra le più alte imu d’Italia, ad avere il record della disoccupazione e la più alta tassa sui rifiuti…chi rimane senza stato sociale è proprio la Campania…così vuole e decreta la signora Fornero, ministra del lavoro e del welfare, nota per le sue lacrime e per le sue difficoltà a far di conti.

20 cent a testa, questo, secondo la Fornero, spetta ai campani come stato sociale…1 milione di euro diviso per 5 milioni di abitanti…una bella cifra…non c’è che dire !

Chissà le tasse dei campani dove vanno a finire, visto che non trovano ritorno in quei diritti che uno Stato democratico dovrebbe difendere e salvaguardare. Ma i tecnici, si è capito, non hanno molto a cuore quei valori di solidarietà, libertà ed eguaglianza sui quali si fonda la nostra repubblica…loro guardano i conti e dal totale detraggono solo le spese riguardanti la gente, evitando di colpire quegli sprechi, quegli stipendi che sono la base di questo potere tecnico-politico che sta portando al fallimento un’ intera nazione.

Monti docet… Fornero esegue…Caldoro investe in Coppe americhe, in Coppe Davis e in Forum delle culture…idem fa de Magistris…mentre la gente vive e combatte contro quei problemi quotidiani che, ingigantiti dalla crisi, ora si scontrano contro la totale mancanza di un’adeguata assistenza sanitaria e il fantasma dei servizi sociali.

Così sembra che si faccia Stato ed unità nazionale in Italia, almeno così predica il nostro presidente della repubblica…si fa Stato dando tutto ciò che si ha, si fa unità stando zitti ed accettando il furto.

Le verità scompaiono dai giornali di regime, di quegli editori straricchi che fanno scrivere ai loro servi giornalai solo ciò che piace a chi detiene il potere (vedi Repubblica), che cancellano ogni notizia contraria, che non parlano delle migliaia di disabili abbandonati a se stessi, della mancanza di personale ospedaliero e socio-sanitario, che sorvolano su quella salute pubblica offesa e massacrata da tagli senza senso che non sfiorano neanche gli stipendi milionari dei manager messi a distruggerla, ma che affossano, deturpano, quel servizio sanitario base fondante di una democrazia che voglia chiamarsi tale.

Caldoro si lamenta, ma non evita quelle spese di facciata tipiche di una visione della politica spettacolare, ma lontana mille miglia da quelle esigenze che tutto il territorio di una regione martoriata, come la Campania, rivendica da anni.

La Fornero, si è capito, ha una visione aristocratica della società, aristocratica nel senso peggiore del termine…chi non ha…nulla può avere…chi ha…se lo paga…ma questo tragico intermezzo di tecnici senza anima e senza coscienza deve avere un freno da chi dice di fare politica…

I presidenti di regione, i sindaci, non possono cancellare ogni diritto sociale perché il governo lo vuole, se non sono capaci di proporre alternative, se non sono in grado di consentire l’accesso ai diritti sanciti dalla costituzione alla loro popolazione…bene…si dimettano…contestando così, nei fatti, una politica anti-sociale ed anti-popolare di un governo che sta portando alla disperazione milioni di famiglie….tutto il resto…sono solo chiacchiere…e inutili distintivi

Autore del post

- Ex dipendente di un'azienda d'informatica ormai vicina alla sparizione. Dirigente nazionale dello Slai-cobas nel 2003 iniziò una dura battaglia contro i vertici societari per impedire quella che sembrava, e poi si è rivelata, una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori. Veniva licenziato nel 2005 con un pretesto. Vinceva tutte le cause contro l'azienda, che comunque non lo reintegrava nè pagava il dovuto. Attualmente disoccupato con un inutile tessera di giornalista pubblicista



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