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Pubblicato : ven 22 giu, 2012

Questa è una lettera di solidarietà per Marinella Correggia, giornalista



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Non me l’ ha chiesto nessuno, ma convintamente e in piena autonomia, esprimo tutta la solidarietà possibile nei confronti di Marinella Correggia, giornalista e attivista per i diritti umani,  “impegnata da anni nell’affrontare temi socioambientali,  di campagne animaliste e vegetariane, di assistenza a prigionieri politici e condannati a morte, di commercio equo e di azioni contro la guerra”, scrittrice  di economia ecologica, egualitaria e nonviolenta. Ho avuto il piacere di  conoscerla  a Roma, quando ci risiedevo.  Faccio seguire la sua lettera di denuncia e quella della Rete No War, di cui in passato sono stata parte attiva e al presente riporto interamente.Grazie anticipatamente per chi condivide e diffonde.

Doriana Goracci

 

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LETTERA DI DENUNCIA DEL DANNO MORALE E MATERIALE INFLITTOMI PUBBLICAMENTE DA ALCUNE PERSONE PER IL MIO IMPEGNO CONTRO LA GUERRA IN SIRIA CON LA RICHIESTA CHE RITIRINO PUBBLICAMENTE LE ACCUSE
di Marinella Correggia (Torri in Sabina, Rieti)

Mi ritengo gravemente danneggiata sul piano umano e materiale da reiterati “articoli” o interventi su facebook e su blog (un parziale elenco si trova più oltre) contro il mio impegno assolutamente gratuito e a mie spese benché quasi a tempo pieno, un impegno contro le guerre e i loro devastanti effetti, impegno iniziato nel 1990-91, e ultimamente volto a scongiurare la  guerra Nato in Libia prima e in Siria ora, grazie a una intossicazione mediatica senza pari, alla quale gli autori delle ingiurie nei miei confronti collaborano (nel loro piccolo) e che io da molto tempo cerco di contrastare (nel mio piccolissimo).

Ecco alcuni degli articoli e interventi ai quali mi riferisco (ringrazio chi me li ha segnalati poiché non sono su facebook e la mia navigazione internet non si riferisce a siti di opinione). La libertà di giudizio non deve però arrivare a una disinformazione infamante.  Invito le persone e i siti o blog o gruppi facebook nominati a ritirare al più presto le accuse e a scusarsi:

-   Scritto apparso sul sito Vicino Oriente a firma Monti Germano che mi accusa di essere al servizio del regime di Assad e mi affianca a gruppi di estrema destra (accuse  entrambe ridicole per chiunque mi conosca; ma non è il caso dell’autore). L’articolo è stato ripreso dal sito di Amedeo Ricucci.

-         -  L’intervento della signora Aya Homsi  nel gruppo facebook “Vogliamo una Siria libera” che fiancheggia il CNs (Consiglio nazionale siriano) e l’Esercito sirano libero; la signora  afferma che se io scrivo quel che scrivo è perché “ne traggo un profitto”.

- – Le accuse di essere  “embedded” rivoltemi pubblicamente dal signor Enrico De Angelis che lavora al Cairo per un centro di ricerca francese.

1. Gli attacchi ingiuriosi si riferiscono alla ricerca e divulgazione che compio e che in parte viene pubblicata sul sito dedicatowww.sibialiria.org. Come chiunque può vedere il sito non dice nemmeno una parola a favore del governo siriano. Ma analizza in tanti episodi i cortocircuiti della disinformazione attuata sin dai massimi livelli (settori dell’Onu che attingono a fonti di parte), la quale sta portando Occidente e petromonarchie a un altro intervento con pretesti “umanitari”, reso possibile dalla creazione del consenso che manipola una realtà di scontri settari con interferenze esterne pesanti fomentati e la fa diventare “un intero popolo massacrato da un dittatore”. Riporto anche testimonianze dirette con nomi e cognomi di vittime alle quali nessuno presta attenzione. Il mio attivismo consiste non tanto nello scrivere articoli (questo non prenderebbe tanto tempo) quanto soprattutto nel networking nazionale e internazionale (rispetto a militanti, siti, gruppi politici, media alternativi) al quale dedico molte ore al giorno; per non dire delle numerose manifestazioni, sit in eccetera nei quali mi attivo da oltre un anno. Ma questo è sconosciuto a chi mi attacca.

2. E’ un grande dolore essere accusati – per la prima volta da quando ho iniziato l’attivismo pacifista nel 1991 -  di “pacifismo nero” da parte di persone (vedi oltre) che sostenevano indirettamente i cosiddetti “ribelli” libici, le cui gesta razziste, violente, repressive dei diritti umani, e che ora sostengono il Consiglio nazionale siriano (Cns), il quale è finanziato da stati come Qatar e Arabia Saudita, oltre alle potenze occidentali (“dimmi chi ti finanzia e ti dirò chi sei”) e per questo invece di muoversi su una vera strada negoziale chiede ufficialmente interventi armati esterni da parte dei suoi alleati stati capitalisti e sostiene il cosiddetto Esercito siriano libero, delle cui gesta riferiscono ormai gli stessi media mainstream. E’ sorprendente che al tempo stesso i suoi “attivisti” siano presi come fonte di notizie…

3. E’ vergognoso  che mi si accusi sul gruppo facebook “Vogliamo una Siria libera” di trarre profitto dai miei scritti. E’ l’esatto contrario, come sa chiunque mi conosca. E’ infatti notevole e ormai quasi insostenibile il danno materiale che traggo dall’impegno per la pace, a causa di (1) mancati introiti dalle mie attività lavorative, pressoché abbandonate da un anno per mancanza di tempo dovendo/volendo dedicarmi solo a questo impegno antiguerra, 2) spese di viaggi in loco (Libia e Siria), e di telefono. A questo si aggiungerà ora 3) il pregiudizio a mie attività future nel campo dell’ecologia di giustizia, a causa di questa diffamazione nei miei confronti.  Di pagato in relazione alla Siria ho scritto solo un reportage con foto, per un totale di circa 300 euro. Il resto è stato gratuito e, ripeto, con spese a mio carico. E con una perdita di tempo che mi rallenta diversi progetti anche editoriali. La mia ostinazione è giustificata solo dal non voler vedere più il mio paese partire a bombardare altrui popoli (con effetti che ho verificato in loco più volte) con pretesti umanitari veicolati da menzogne assordanti.  Mi muove il desiderio che quella alla Libia sia stata L’ultima delle (nostre) guerre di bombardamenti e massacri. Ma grazie a tanta gente non sarà così.

4. Per me questo è il naturale seguito di un impegno contro le guerre occidentali iniziato nel 1991 e sempre gratuito e autofinanziato (dalle mie attività di autrice di libri e articoli in materia di ecologia, rapporti Nord-Sud, rispetto dei viventi). L’indignazione per il ruolo bellico del paese nel quale purtroppo vivo mi ha portata a essere presente sia in Iraq che in Jugoslavia che in Libia durante i bombardamenti  e non certo come inviata di guerra (!) ma come militante. Dal 1991 (prima guerra del Golfo) la propaganda mediatica e la disinformazione creano consenso a interventi bellici. Ora, accertare la verità è cosa difficile, ma cogliere le menzogne e la disinformazione lo è meno. Prende solo molto tempo

5. Con l’occasione denuncio l’opera di demonizzazione contro chiunque esca dal coro assordante e faccia notare esempi lapalissiani di propaganda pro-bellica a tutti i livelli. E’ additato e oltraggiato anche l’impegno di diversi attivisti della Rete NoWar di cui faccio parte.
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Solidarietà alla giornalista e pacifista Marinella Correggia

In questi giorni abbiamo assistito, allibiti, ad una serie di attacchi alla nostra collega Marinella Correggia, giornalista, pacifista dal 1991 e componente di lunga data della Rete NoWar – Roma.   Attacchi che respingiamo con sdegno perché infondati, strumentali e meschinamente ad personam.

Il lavoro che Marinella porta avanti da diversi anni, insieme ad alcuni di noi della Rete, è quello di smontare le bugie contenute in quel diluvio di notizie sensazionalistiche che i mass media usano regolarmente, si direbbe ad arte, per convincerci di sostenere interventi armati in paesi terzi.   Il suo è un lavoro di “pacifismo militante giornalistico”, gratuito e a sue spese (e quindi niente affatto “per conto terzi”).

Marinella, nello smontare le falsificazioni dei mass media, dà senz’altro fastidio a qualcuno, non abbiamo dubbi.  E non solo ai giornalisti interessati, ma anche e soprattutto ai ceti dominanti che cercano di promuovere, per profitto, le guerre di conquista fatte passare per interventi “umanitari” in Libia, in Afghanistan, in Iraq, nell’ex-Jugoslavia, ora in Siria.  Marinella sembra infastidire persino molti opinionisti politici che amano dipingere i conflitti in corso in modo semplicistico e del tutto subalterno ai mass media: “popoli coraggiosi che affrontano spontaneamente e a mani nude spietati dittatori i quali, assetati di sangue, non esitano a bombardarli”.  Marinella guasta la festa, scoprendo e documentando come, dietro queste sollevazioni senz’altro coraggiose e soggettivamente spontanee, ci siano anche registi occulti che armano i settori più estremisti, inviano nel paese in questione guerriglieri mercenari per aizzare il dittatore di turno e, quindi, provocano guerre civili per giustificare poi i loro interventi “umanitari” a suon di bombe.   E che usano dunque, come i loro “apologeti de facto”, questi opinionisti e questi giornalisti compiacenti.

Marinella li denuncia, documenti alla mano; non sorprende, dunque, che qualcuno di loro, per stizza o per partito preso, denuncia Marinella — e, non avendo documenti di appoggio, ricorre all’insinuazione e all’attribuzione di intenti.  Ma ora basta.  Continuare a spargere queste denigrazioni potrebbe danneggiare seriamente l’attività giornalistica di Marinella.  Pertanto avvertiamo chi vorrebbe continuare a farlo che saremo solidali con Marinella nella tutela del suo nome e della sua professionalità.

Roma, 19 giugno 2012

Rete No War -Roma



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Autore del post

- Capranica (Viterbo)


  • Pierpaolo Poldrugo

    Tutta la mia solidarietà a Marinella Correggia.

  • Elke Colangelo

    Massima diffusione! Non lasciamoci mai soli!

  • http://Iltuositoweb... vale

    Desidero segnalare questyo articolo:

    http://www.peacelink.it/pace/a/36511.html

    Comportamento provocatorio delle forze aeree della Turchia

    Il caccia turco abbattuto non sia un pretesto per l’intervento Nato in Siria

    Secondo le stesse autorità turche il caccia aveva violato da poco lo spazio aereo siriano e, per di più, sarebbe prassi dell’aviazione turca sconfinare oltre il limite di 12 miglia delle acque territoriali siriane. La Nato condanni gli sconfinamenti degli aerei militari turchi in Siria e non aggravi la tensione nell’area, nella quale è importante che l’Onu svolga al meglio la sua opera di risoluzione del conflitto. Invitiamo tutti i pacifisti a mobilitarsi contro la guerra

    26 giugno 2012 – Associazione PeaceLink

    Fonte: Mailing list pace@peacelink.ithttp://www.peacelink.it/liste/index.php?id=17

    Un caccia turco e’ stato abbattuto lo scorso 24 giugno mentre volava in uno spazio aereo prossimo al limite delle 12 miglia dalla costa siriana dopo aver sconfinato 15 minuti prima nello spazio aereo siriano, come le stesse autorità turche ammettono.

    La distanza di 12 miglia costituisce l’inizio dello spazio aereo di ogni nazione e nessun velivolo dovrebbe violare la sovranità di un’altra nazione. Tanto meno un velivolo della Nato che è tenuto a non compiere azioni “fuori area”.

    Alla luce dei meri dati tecnici quello che emerge è un comportamento riprovevole da parte dell’aviazione turca che andrebbe stigmatizzato dalla Nato. (1)

    Non vi è quindi nessuna argomentazione valida per speculare su tale incidente. (2)

    Ciò nonostante, la Nato discutera’ sul caso del caccia turco abbattuto dalla contraerea siriana e, secondo alcuni media, l’Italia e la Gran Bretagna saranno i paesi piu’ attivi nell’appoggiare le richieste turche di una reazione Nato.

    Sono pertanto sorprendenti le dichiarazioni del Ministro degli esteri italiano Terzi che difende la posizione della Turchia anziché dissociarsi dalla condotta provocatoria di un aereo Nato che sconfina nello spazio aereo siriano. (3)

    Questo e’ solo l’ ultimo episodio nel quale il Ministro degli Esteri italiano Terzi ha mostrato un atteggiamento ostile verso il governo siriano proprio mentre l’Onu e’ impegnata in una difficile missione tesa a fermare gli scontri armati tra l’esercito di Damasco e gruppi dell’opposizione. Infatti anche dopo l’ inizio della missione guidata da Kofi Annan sono state imposte dal nostro paese nuove sanzioni alla Siria e il suo ambasciatore e’ stato definito dall’ Italia “persona non gradita”. Inoltre tutte le dichiarazioni sulla crisi hanno un taglio unilaterale e molto discutibile nei toni. Noi crediamo che questo modo di operare non rappresenti la volonta’ del popolo italiano che, pur con differenti opinioni, non vuole alimentare in Siria l’attuale guerra civile e preparare il terreno ad un eventuale intervento Nato che violerebbe l’articolo 11 della Costituzione Italiana.

    Contestiamo quindi l’operato del Ministro Terzi nella crisi siriana. Il governo italiano – in seno alla Nato – dovrebbe infatti condannare gli sconfinamenti degli aerei militari turchi in Siria che aggravano la tensione nell’area anzicheé allentarla.

    Invitiamo tutti i pacifisti a mobilitarsi contro la guerra.

    Invitiamo le forze politiche e sociali e gli italiani tutti a muoversi per una soluzione negoziata della crisi e a non favorire nuovi conflitti armati.

    Note:
    (1) Parlando in diretta alla tv Trt, Davutoglu ha detto che il Phantom turco abbattuto sul Mediterraneo può anche aver brevemente sconfinato nello spazio aereo siriano, come a volte accade, ma che è stato colpito a 13 miglia al largo della costa siriana, circa 15 minuti dopo il possibile sconfinamento e senza alcun preavviso o avvertimento. (http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=49583)
    “Il presidente turco Gul ha aggiunto che il passaggio nello spazio aereo siriano da parte di aerei militari turchi è una cosa che accade di frequente, ma che si tratta sempre di passaggi ad alta velocità, di pochi chilometri e senza alcuna intenzione bellicosa”. (http://www.ilpost.it/2012/06/23/che-cosa-si-sa-del-jet-turco-abbattuto-in-siria)
    Queste dichiarazioni sono sconcertanti e dovrebbero preoccupare non poco in quanto si ammette che gli aerei militari turchi sono soliti entrare nello spazio aereo siriano, cosa assolutamente da evitare specie in situazioni di grave crisi internazionale come quella attuale.
    Le autorità siriane ritengono che il caccia sia stato invece colpito a 10
    Il caccia turco è un Phanton che può raggiungere i 1450 km/h e poteva violare la zona limite (12 km) in pochi secondi a quella velocita’. Se l’aereo volava a 600 km/h percorreva 10 chilometri in un minuto, circa 5 miglia. In dieci secondi si viola lo spazio aereo passando da 13 a 12 miglia. In 30 secondi a quella modesta velocita’ di 600 km/h si passa dalle 13 miglia (abbattimento nella versione dei nostri notiziari) alle 10 miglia (versione dei notiziari siriani). Alla velocità di 1200 km/h agevolmente raggiunta dal Phantom si passa da 13 milia a 12 miglia in soli 5 secondi!

    (2) Ricordiamo che la Nato dovrebbe essere per statuto un’alleanza difensiva e che nessuna nazione è obbligata a prestare assistenza militare ad altre nazioni Nato a meno che non siano state attaccate. E, nel caso del caccia turco, quello che emerge è un comportamento provocatorio che è giunto fino allo sconfinamento, come le stesse autorità turche hanno ammesso.

    (3) Terzi ha affermato: “L’aereo turco e’ stato abbattuto coscientemente perche’, a quanto mi ha detto il collega turco, era perfettamente identificabile e volava da 15 minuti nello spazio internazionale”.
    Ma aveva o no violato lo spazio aereo siriano? E come mai si manteneva a 13 miglia quando bastava una manovra di pochi secondi per violare nuovamente lo spazio aereo siriano? Quaii sono le ragioni di una condotta così evidentemente provocatoria? A questo dovrebbe rispondere il ministro degli Esteri italiano.

    Questa è la versione definitiva del Comunicato elaborato nella mailing list pace di PeaceLink (http://lists.peacelink.it/pace). I partecipanti alla mailing list stanno mettendo a punto uno specifico appello – firmato da varie rappresentanze della società civile italiana – alla mobilitazione contro l’internazionalizzazione della guerra che si prefigura nel caso in cui la Nato decidesse di intervenire nello scenario militare siriano.

    Versione 2 – ore 8.30 del 26/6/2012

  • http://Iltuositoweb... vale

    Ringrazio Marinella correggia e invito i lettori a leggere anche questo
    comunicato:

    http://www.peacelink.it/pace/a/36511.html

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