Firma la petizione Giornata Disoccupazione
Pubblicato : mer 04 lug, 2012

Polillo, le suggerisco un paradigma nuovo di zecca

Polillo non lo dice tra sé e sé, lo dice a tutti in occasione della tavola rotonda del governo italiano organizzata da “Business International”: “O noi lavoriamo di più o l’attuale livello salariale medio è insostenibile”.
Non pago elabora, arzigogola agli allibiti astanti: “Lavorare un po’ di più, una settimana in più, per allargare il mol che determina una ripresa degli investimenti e quindi un aumento dell’occupazione e poi della domanda interna”.
Poi il sottosegretario chiosa: “La società italiana è abituata a un tenore di vita che non possiamo più permetterci”.
Le solite elucubrazioni fatte sulla scorta di un paradigma scaduto: le Imprese producono ricchezza, danno lavoro, retribuiscono, forniscono ristoro ai bisogni di chi acquista. Lunga vita alle Imprese.
Beh, in questa crisi da domanda si mostra proprio l’ineffettualità di tal dire.
Se l’insufficienza della domanda lascia intravvedere l’affrancamento dal bisogno; mostra pure l’insufficienza del reddito per sostenere la spesa, che il debito non può più surrogare, che fa dell’offerta un eccesso. Eccesso che svaluta il valore di quelle merci, che brucia quella ricchezza.
Basta rifocillare la redditività dell’impresa, con il trucco della settimana a gratis, per rendere conveniente ai produttori produrre altra offerta e smerciarla?
Empatico Polillo, Le suggerisco un paradigma nuovo di zecca che Le mostrerà nuove possibilità per andare oltre la crisi.
Lo provi: i Consumatori con l’acquisto restituiscono valore alle merci, generano ricchezza; con il consumo dell’acquistato fanno riprodurre dando continuità al ciclo produttivo e sostanza alla crescita.
Bene, occorre mettere a remunero cotanto ruolo.
Non si possono aumentare i redditi da lavoro per non ridurre la produttività e la capacità competitiva delle Imprese?
Vero.
Si impieghino i profitti fatti e non reinvestiti per aumentare il potere di spesa della domanda di chi cotanto fa!
Così investiti, quegli investimenti, potranno riavviare il ciclo e ridare tono a quel tenore di vita smunto.

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.wordpress.com
www.professioneconsumatore.org

Autore del post

- professional consumer



  • http://Iltuositoweb... antonio monti

    Al sig. Polillo basterebbe come esempio l’azienda che ha concordato sei mesi di lavoro non retribuito in cambio del posto di lavoro? Sig. Polillo non una settimana qui sei mesi sa che è successo dopo sei mesi? la ditta ha chiuso……. ergo non sono gli stipendi ad affossare l’industria italiana :
    Ad affossarla sono i suoi maneger strapagati che non sanno procedere all’innovazione dei prodotti che immettono sul mercato (Il treno italo superato di gran lunga da un treno ( no non giapponese) Italiano costruito a Perugia… che il chiaroveggente instaura il treno Italo e lo fa pagare ai pendolari e viaggiatori che nonostante non possano permettersi il lusso (si faper dire lusso) contribuiscono loro malgrado a pagare questo obrobrio.
    La fiat che non ha un modello degno di questo nome a “idrogeno,elettrico,aria compressa, pannelli solari…. e marchionne vuole chiudere cribbio dovremmo condannarlo alla chiusura della fiat e aprire una industria seria che lavori pe costruire il presente ai giovani e non l’impinguamento di capitali alle società che rivoltano il mondo a loro favore.

Occasioni

Ultime da Twitter

Archivio