Due pezzi di storia femminile Buon Compleanno Bikini

Che ne dite di una giornata al mare?

Era il 5 luglio del 1946 quando a Parigi esordì un costume da bagno che consisteva di due pezzi di stoffa: era la creazione dello stilista Louis Reard e siccome fu una “bomba”, si pensò in maniera grottesca…di dargli il nome “bikini”, grazie all’atollo del Pacifico dove fu sperimentata la bomba “atomica”.

Quel signor Louis Reard, ebbe l’ idea di farlo debuttare ai bordi di una piscina di Parigi, per il concorso di bellezza “Miss Nuotatrice” e fu indossato da dalla modella Micheline Bernardini. Un successo inaudito…Segue la moda del bikini, nel 1947, Lucia Bosè, per il concorso di Miss Italia.

Poi fu la volta di Sofia Loren con Miss Eleganza, Rita Hayworth mostrò pure l’ ombelico… Fu vietato motrarlo ad Ester Williams e anche nelle nostre spiagge: l’ ombelico no.

Ho letto che il primo bikini in assoluto fu ritratto con i mosaici della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, erano delle atlete…
E’ da una vita che ogni anno ci raccontano quale costume va di moda, a righe a fiori, intero o monopezzo, lui il bikini sta lì…un reggiseno e una mutanda, certo non ascellare e noi ci liberiamo ogni anno di certe idee esplosive…Mah.
Doriana Goracci

Il bikini è un tipo di costume da bagno femminile in due pezzi che lascia la pancia scoperta. Il nome deriva dall’atollo di Bikini, sede di esperimenti atomici, anche in virtù dello scalpore che creò nella società la sua comparsa.Il pezzo superiore copre il seno ed una parte del busto o della schiena; ha una forma simile ad un reggiseno ed ha generalmente una o due bretelle di sostegno. Il pezzo inferiore è uno slip, forma simile ad una mutanda, che copre il pube e una parte più o meno ampia dei glutei.Costumi a due pezzi erano indossati già nell’antichità, come risulta dal ritrovamento di urne, affreschi e mosaici di epoca greca e romana (i più antichi risalgono addirittura al 1400 a.C.).Il bikini moderno è stato inventato dal sarto francese Louis Réard a Parigi nel 1946 (introdotto ufficialmente il 5 luglio). Il nome richiama l’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, nel quale negli stessi anni gli Stati Uniti conducevano test nucleari: Reard riteneva che l’introduzione del nuovo tipo di costume avrebbe avuto effetti esplosivi e dirompenti. Il modello di Reard rifiniva il lavoro di Jacques Heim che, due mesi prima, aveva introdotto l’Atome (così chiamato a causa delle sue dimensioni ridotte), pubblicizzato come il costume da bagno più piccolo al mondo. Reard rese l’ Atome ancora più piccolo, ma non riuscì inizialmente a trovare una modella che osasse indossarlo. Finì quindi per ingaggiare come modella Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris.Ci vollero quindici anni perché il bikini fosse accettato negli Stati Uniti. Nel 1951 i bikini furono proibiti al concorso per Miss Mondo. Nel 1958, il bikini di Brigitte Bardot nel film E Dio creò la donna creò un mercato per il costume negli USA, e nel 1960 la canzone di Brian Hyland “Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini” diede l’avvio a una corsa all’acquisto del bikini. Infine il bikini divenne popolare, e nel 1963 il film Beach Party, con Annette Funicello (enfaticamente non in bikini, dietro espressa richiesta di Walt Disney) e Frankie Avalon fu il primo di una serie di film che resero il costume un’icona della cultura pop. Coloro che conoscono la storia dell’atollo di Bikini – in particolare coloro che si oppongono alla proliferazione nucleare – potrebbero trovare l’etimologia del nome “bikini” per un indumento inappropriata. La sua lettura come “esplosivo” in effetti riduce la rilevanza di una seria crisi umanitaria, che ancora influenza la politica delle Isole Marshall, a un mero simbolo della cultura popolare. Il termine due pezzi è talvolta considerato più appropriato.
Evoluzione del bikini In epoca recente, il termine monokini è stato utilizzato con riferimento ad abbigliamento da bagno topless femminile; laddove il bikini ha due pezzi, il monokini è costituito dal solo pezzo inferiore. Dove il monokini è comunemente utilizzato, spesso con un motto di spirito si definisce bikini a un abbigliamento composto di due elementi: un monokini e un cappello. Il termine monokini è stato coniato da Rudi Gernreich.Un tankini è un costume da bagno che consta di un top maggiormente coprente di quello di un comune bikini (tank top) e di un pezzo inferiore da bikini. Uno string bikini è una versione alternative, meno coprente, in cui i pezzi inferiore e superiore si riducono a triangoli di tessuto tenuti insieme da lacci. La parte inferiore del bikini si è ulteriormente ridotta negli anni settanta con l’introduzione del tanga brasiliano, la cui parte posteriore è così ridotta da scomparire tra le natiche. In generale, in epoca recente i bikini sono diventati più ridotti. Questo trend cominciò con il pezzo superiore; ridotto quest’ultimo al punto da coprire a malapena il seno, l’attenzione degli stilisti si rivolse al pezzo inferiore.Un bikini abbinato a uno short, top o pareo è detto trikini, il termine è stato coniato nel 1967.È comune per le donne indossare un bikini per prendere l’abbronzatura L’evidente sex appeal del bikini ne ha fatto un ingrediente di successo di innumerevoli film e telefilm dal momento in cui esso fu ritenuto accettabile per il pubblico pudore. Un esempio è dato dai surf movie degli anni sessanta, o da serie tv come Baywatch. Alcune icone del bikini nel cinema sono Ursula Andress nei panni della Bond girl Honey Ryder in Agente 007 – Licenza di uccidere (1962), Raquel Welch eroina preistorica nel film Un milione di anni fa (One Million Years B.C.) del 1966, Phoebe Cates in Fuori di testa (Fast Times at Ridgemont High) del 1982. Una variante del bikini che ha una certa popolarità nella letteratura fantasy è costituita di metallo, per assolvere (in teoria) la funzione di armatura. Spesso il costume di diverse eroine dei fumetti assume la foggia del bikini; un esempio è dato da Elektra o Emma Frost della Marvel Comics.










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