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Pubblicato : gio 02 ago, 2012

Taranto Chi Entra e chi Esce dalla Vita e dall’ Ilva

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Pochi giorni addietro ho scritto Taranto Ilva  Sequestro. E’ di oggi una tragicomica passeggiata di sindacalisti e cittadini, questi ultimi  non hanno forse ben chiaro cosa significa Ilva Taranto Sequestro:  “La manifestazione sindacale è stata conclusa in seguito all’incursione di un centinaio di contestatori appartenenti a Cobas e centri sociali. Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa hanno impedito che i contestatori raggiungessero il palco. I contestatori sono giunti in piazza facendosi largo tra la folla a bordo di un Apecar. Hanno diffuso fumogeni e lanciato uova contro il palco da dove era in corso il comizio. Secondo quanto riferito dal segretario della Fiom, Maurizio Landini, durante l’incursione i contestatori hanno staccato fili del sistema di amplificazione. L’incursione era stata preceduta da fischi durante il comizio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. L’interruzione è avvenuta durante l’intervento del segretario Fiom Landini.In precedenza migliaia di lavoratori dell’Ilva, muniti di fischietti, bandiere e striscioni, hanno attraversato la città vecchia di Taranto in due cortei. Gli operai, sventolando le bandiere delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno intonato spesso lo slogan ‘Il lavoro non si tocca’ e hanno raggiunnto il centro cittadino.”

La verità di quello che è successo per davvero – NOI NON SIAMO BURATTINI!!!

Allego al mio post una serie di articoli che vi raccomando “caldamente”. Aria bollente a Taranto, come in un altoforno,  ma c’è sempre l’ Alta Marea

Doriana Goracci

anche a Taranto come a Genova

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L’Associazione Antimafie Rita Atria, da anni impegnata sui tempi della difesa dei diritti, dell’ambiente e della legalità in tutta Italia, segue con apprensione e sgomento quanto sta accadendo in queste ore a Taranto.   Esprimiamo pieno sostegno all’azione della magistratura, intervenuta a difesa della legalità e dei diritti dei cittadini. In questi anni le Istituzioni hanno totalmente fallito il loro compito e, solo oggi, grazie all’azione della Magistratura Taranto assurge alle cronache nazionali. Non dimentichiamo che la prima denuncia è del 1965, la prima manifestazione ambientalista del 1971, la città è dal 1991 è “area a elevato rischio ambientale”, la prima condanna in tribunale per “getto di polveri” è del 1982 (quindici giorni di reclusione per il direttore dell’allora Italsider), la prima condanna per Emilio Riva arriva per i “parchi minerali” nel 2002, nel 2007 Emilio Riva e suo figlio Claudio furono anche interdetti dall’esercizio dell’attività industriale, e fu loro inibita la possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione. Davanti a questa realtà le Istituzioni non hanno saputo tutelare i cittadini, non hanno saputo imporre il rispetto della legalità e del diritto. Solo nel 2007, grazie alle denunce di PeaceLink e delle associazioni ambientaliste si comincia a documentare ed accertare l’avvelenamento quotidiano a cui Taranto è sottoposta. Riteniamo, pertanto, gravissime le dichiarazioni del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sull’ambientalismo isterico che consideriamo offensive e dannose. Il Presidente Vendola, così come molti altri esponenti istituzionali, dovrebbe chiedere scusa alla città e all’Italia intera per i ritardi e le omissioni istituzionali. L’azione di questi anni dell’associazionismo merita di essere ringraziato e sostenuto, a partire dall’Associazione PeaceLink il cui Presidente, prof. Alessandro Marescotti, è stato oggetto la settimana scorsa di una provocatoria contestazione durante il suo intervento ad un convegno pubblico. Le associazioni ambientaliste hanno, in questi anni, svolto i compiti di tutela pubblica e di analisi ambientale che spettavano alle Istituzioni. E dal mondo ambientalista è venutan l’unica proposta di progetto di bonifica dell’area e che salverebbe anche i posti di lavoro. Dimostrazione che il cosiddetto “ricatto occupazionale”, di cui in questi giorni si sono fatti portavoce alcuni politici locali e nazionali, gran parte della stampa locale e nazionale (comprese trasmissioni di quello che dovrebbe essere ”servizio pubblico”) e, purtroppo, alcuni sindacalisti è falso ed è solo un favore alla proprietà e a chi non vuole un futuro migliore per Taranto: in tutta Europa esistono esempi di riconversioni industriali e, anche, di poli siderurgici che non mettono a rischio la salute pubblica e l’ambiente. Sono questi gli esempi che Taranto deve seguire, smontando tale ricatto e costruendo un avvenire dove l’aria possa tornare pulita e i cittadini non debbano vivere con il timore di ammalarsi o di vedere nascere figli già condannati.L’Associazione Antimafie Rita Atria chiede quindi alle Istituzioni di assumersi fino in fondo il loro compito e di assolvere ai doveri per le quali esistono, non sono più accettabili dichiarazioni come quelle di Vendola o parole vuote senza alcun seguito concreto. Ringraziamo la Magistratura, esprimendo loro il nostro sostegno e ringraziamento. Ci stringiamo attorno agli operai, e ai loro rappresentanti, che in queste ore stanno rifiutando il “ricatto occupazionale” e denunciano con forza che non esiste alcuna contrapposizione tra diritto al lavoro e diritto alla salute. Taranto merita di tornare a vivere, Taranto merita aria pulita, salute e lavoro. Taranto merita un futuro migliore. Non è più possibile tirarsi indietro, o continuare con vuote promesse o “poesie” ancora più inutili, è questo il momento decisivo.

2 agosto 2012 – Associazione Antimafie Rita Atria
A TARANTO VIA L’ILVA PER FAR LARGO ALLA NATO

La Psychological War della NATO conosce i suoi polli, quindi era facilmente prevedibile che il lanciare l’esca di un dibattito infinito sull’alternativa tra salute e lavoro avrebbe stanato la legione dei filosofastri sempre in agguato. Nel “dibattito” ovviamente non si è mai mancato di avallare quell’ipocrisia ufficiale secondo la quale le industrie esisterebbero per dare posti di lavoro, perciò, in definitiva la colpa dell’inquinamento è degli operai.
Ciò non vuol dire che l’Ilva di Taranto non sia realmente inquinante; lo è, eccome. Il punto è capire perché la situazione sia stata lasciata incancrenire per anni, come se fossimo ancora nell’800, e non fossero già disponibili da anni le tecnologie non solo per il disinquinamento, ma anche per il ricircolo delle acque impiegate nella produzione siderurgica e per il recupero delle scaglie. A chi fa comodo questa emergenza?
Nel febbraio del 2004 Peacelink rendeva noti documenti del Pentagono – peraltro non segretati – da cui risultava che Taranto sarebbe divenuta sede di un’altra base navale della NATO. La notizia era fino ad allora ignota al Parlamento italiano, anche se era stata in qualche modo anticipata da dichiarazioni di Francesco Cossiga.  La nuova base navale sarebbe stata collocata nel Porto di Taranto, nella nuova megastruttura del Molo Polisettoriale. La base NATO dovrebbe ospitare un grande centro di comunicazioni e spionaggio e servire da sito per i sommergibili nucleari della USNavy. [1]  Dalla mappa del porto di Taranto risulta che il Molo Ovest (o 5° Sporgente), in uso all’Ilva, ed il Molo Polisettoriale, destinato alla NATO, sono a ridosso l’uno dell’altro, ed hanno anche un’insenatura in comune. La stessa insenatura che dovrebbe essere usata dai sommergibili nucleari. [2]  Il caso, la coincidenza e le circostanze della vita hanno fatto sì che la NATO avesse l’opportunità di liberarsi dell’ingombrante vicino grazie ad un’iniziativa della Procura di Taranto. Toghe a stelle e strisce? Ma chi oserebbe mai pensarlo. Perché mai tre basi militari nel Porto di Taranto dovrebbero sottrarre lo spazio ad altre attività?  Gli esempi di altre città ci confortano in questa fiducia nella NATO. Nonostante la nuova base NATO di Giugliano in Campania, e nonostante il rafforzamento delle basi USA del Porto di Napoli e dell’Aeroporto di Capodichino, nel quartiere napoletano di Bagnoli c’è tuttora una base NATO, di cui da due decenni si annuncia vanamente la prossima chiusura. A Napoli la militarizzazione del territorio non ha mai ceduto terreno, semmai lo ha tolto ad altre attività, tanto che dal 1999 il Porto ha ceduto alla USNavy più del 50% delle banchine.  Negli anni ’80 anche a Bagnoli c’era ancora uno stabilimento dell’Ilva, che però, quello sì, fu veramente chiuso, anche se con motivazioni ufficiali diverse da quelle oggi adoperate a Taranto. Anche quella di Bagnoli è stata chiaramente una pura coincidenza.  Ovviamente il “cui prodest” non è mai un criterio valido per interpretare gli avvenimenti. Bisogna invece convenire onestamente che la NATO è fortunata, o è protetta da Dio. Anzi, diciamo pure che ormai la NATO è Dio, così si fa prima.

[1] http://www.peacelink.it/disarmo/a/3030.html
http://www.zonanucleare.com/dossier_italia/taranto_nucleare.htm
http://www.peacelink.it/editoriale/docs/185.pdf
[2] http://www.tarantoporto.com/logistica/polisett.htm

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Autore del post

- Capranica (Viterbo)



  • Doriana Goracci

    conTrattare con il governo, difendere il lavoro e la salute…:qual’ è il “lavoro” dei sindacati?
    VIDEO DI OGGI 2 AGOSTO 2012 http://www.youtube.com/watch?v=SFhItunL9mQ
    SOTTOSCRIVO E CONDIVIDO IL SEGUENTE COMUNICATO STAMPA
    E’ arrivato il momento di riscrivere la storia di Taranto; i giudici adesso hanno nelle loro mani il futuro della città e noi siamo ben consapevoli della difficolta’ delle loro scelte. Sappiamo che migliaia di lavoratori
    scenderanno in piazza con timori fondati e condivisibili.
    Vi sono, pero’, famiglie segnate da disperazione e malattie, da lunghe storie di sofferenza che non possono più essere nè ignorate, nè taciute. Senza dimenticare i tanti allevatori e mitilicoltori duramente colpiti dalle gravi conseguenze dell’inquinamento del nostro martoriato territorio.
    Ribadiamo, pertanto, il nostro sostegno alla magistratura che ha ordinato il sequestro dell’area a caldo dell’Ilva di Taranto, perche’ incompatibile con la città e con la salute dei suoi abitanti.
    Tale decisione non è stata presa sulla base di “indizi” ma di “prove” (come ha sottolineato il Procuratore della Repubblica) che sono emerse durante l’incidente probatorio, in contraddittorio con gli esperti dell’azienda.
    Prove schiaccianti e inequivocabili, contenute nelle due perizie commissionate ad esperti di indiscutibile professionalita’.
    Non e’ più possibile tornare indietro e barattare la salute con il lavoro.
    I magistrati del Tribunale del Riesame dovrammo adesso scegliere fra la vita e la morte.
    L’ inquinamento a Taranto uccide almeno due persone al mese e, con esse, il futuro di una citta’ intera.
    Il Tribunale del Riesame si trovera’ di fronte a una situazione immutata. Gli impianti che generano fumi sono gli stessi, le distanze dalla citta’ sono le stesse, le problematiche ambientali e sanitarie non sono affatto mutate. Il pericolo rimane intatto.
    Sara’ obbligo del Governo assistere le famiglie dei lavoratori e garantire un piano straordinario di interventi, impiegando le maestranze Ilva in una urgente e improcrastinabile azione di risanamento ambientale, previsto per legge.
    Chi ha generato questo disastro ambientale e umano deve pagare. Da ora in poi a Taranto si lavorera’ per vivere, non più per morire!

    Fabio Matacchiera
    Fondo Antidiossina Taranto Onlus
    Alessandro Marescotti
    Peacelink

  • http://Iltuositoweb... andrea

    il dramma è che qualcuno sta strumentalizzando fatti sociali (lavoro e inquinamento) al solito per interessi privati.
    c’è in ballo una commessa enorme per forniture all’industria petrolifera. forniture che pochi stabibilimenti al mondo possono effettuare (ILVA è uno di questi).
    ora queste forniture andranno al giappone o ai pochi altri che possono gestirle.
    una volta che gli attori che stanno propagandando la pericolosità dell’impianto ILVA avranno ottenuto quello che vogliono (le mazzette da chi acquisirà la commessa) della salute o del lavoro dei Tarantini non importerà più nulla.
    voi qui dovreste tentare vedere le cose anche sotto altri aspetti.
    l’inquinamento è un fatto che se non affrontato in modo globale non porta che peggioramenti della situazione.
    (il mondo verrà comunque inquinato e probabilmente in paesi che non hanno uno straccio di regolamentazione e a cui un impianto come l’ILVA sembrerebbe un eco-gioiello)

    ma spesso si parla e si agisce senza pensare esattamente agli effetti collaterali
    saluti

  • http://Iltuositoweb... Vito

    chiedete a Marescotti cosa ne pensa Arpa del suo “piombo”.

    a me viene da ridere.

    e non di dovrebbe su questi argomenti…ma alex è troppo egocentrico..

  • http://Iltuositoweb... Doriana Goracci

    una BUONA NOTIZIA
    “Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto per l’Ilva di Taranto, ha sbloccato 336 milioni di euro che saranno necessari per gli interventi di bonifica del sito dell’Ilva di Taranto. Lo annunciato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini al termine del Consiglio dei ministri.
    Il Cipe ha approvato , tra gli interventi di manutenzione straordinaria del territorio, le misure per il risanamento ambientale e la riqualificazione di Taranto previste dal Protocollo d’intesa firmato il 26 luglio 2012 e relativo anche alla questione dell’ILVA; tra queste, interventi per il risanamento del quartiere di Tamburi. ..”Ansa

    Si è tenuto oggi 3 agosto un Sit in di solidarietà alla magistratura tarantina, a Taranto in piazza della Vittoria…
    VIDEO Taranto – Intervento di uno studente (Sit-in in favore della magistratura) 3/8/2012 http://www.youtube.com/watch?v=scR3fhAelys&feature=youtu.be

  • http://Iltuositoweb... dino

    falso nessun cobas e nessun centro sociale. un semplice comitato libero ” almeno xadesso ” nato solo pochi giorni fa, che ha preteso la parola in un contesto surreale. rettificate grazie.

    • Doriana Goracci

      cosa dovrei rettificare? Non c’è voi, ci sono io che da anni scrivo e ricollego. Riporto articoli di giornale e la fonte, quello che poi penso io e spero arrivi…è altro e certo non le presenze o le assenze. Grazie

  • Doriana Goracci

    Aggiornamento: Ilva, Riesame conferma il sequestro
    Il tribunale ha confermato il provvedimento per l’area a caldo dello stabilimento di Taranto
    Il tribunale del Riesame di Taranto ha confermato il sequestro degli impianti dell’area a caldo dell’Ilva di Taranto, finalizzandolo al risanamento dello stabilimento.

    Il tribunale del Riesame di Taranto ha confermato gli arresti domiciliari per Emilio e Nicola Riva, ex presidenti dell’Ilva, e per l’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso. Gli altri cinque indagati, tutti capiarea Ilva, sono stati rimessi in libertà. Restano dunque ai domiciliari in Lombardia il patron Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli è succeduto nella carica e si è dimesso il 10 luglio scorso, e l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, anche lui dimessosi poche settimane fa. Il tribunale del riesame ha, invece, rimesso in libertà il dirigente capo dell’area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell’area agglomerato, Angelo Cavallo, il capo area parchi minerali, Marco Andelmi, il capo area acciaieria 1 e 2 e capo area Crf Salvatore D’Alò, e Salvatore De Felice, capo area altoforno e da poco subentrato a Capogrosso alla direzione dello stabilimento di Taranto. L’accusa per tutti gli indagati, a vario titolo, è di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico.ANSA

  • http://Iltuositoweb... Doriana Goracci

    Il Gip dichiara che il blocco resta, l’azienda risani.I vertici Ilva ricorrono
    Il gip Patrizia Todisco, venerdì sera, ha fatto notificare una nuova ordinanza dove assegna le funzioni ai quattro commissari giudiziali e in particolare esclude Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva, dalla gestione delle attività delle aree a caldo. Il ministro Clini avverte: “i contenziosi in sede giudiziaria e i conflitti sociali che si stanno aprendo di fronte alla prospettiva di chiusura degli impianti potrebbero avere l’effetto di interrompere o ritardare fortemente il programma di risanamento degli impianti…Nuova stretta sull’Ilva: con una nuova ordinanza sull’Ilva il gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, che nei giorni scorsi ha disposto il sequestro della fabbrica per inquinamento, ha sollecitato ai custodi giudiziali – Barbara Valenzano, Emanuela Laterza, Claudio Lofrumento e Bruno Ferrante – ad adottare “tutte le misure tecniche necessarie a scongiurarsi il protrarsi delle situazioni di pericolo e a eliminare le stesse, situazioni in ragione delle quali il sequestro preventivo è stato disposto e
    confermato” e ricordando che il Tribunale del Riesame non ha previsto “alcuna facoltà d’uso degli impianti a fini produttivi.
    L’ordinanza del gip è stata notificata venerdi’ all’azienda, mentre si è in attesa che il
    Riesame faccia conoscere le motivazioni del dispositivo pronunciato nei giorni scorsi, col quale ha confermato il sequestro ma lo ha finalizzato al risanamento degli impianti…
    segue su RAINEWS24 http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=168159

  • Doriana Goracci

    ILVA E LE GRANDI MANOVRE
    Aggiornamento
    1) Il ministro della giustizia Paola Severino chiederà l’acquisizione dei due provvedimenti con i quali il gip di Taranto Patrizia Todisco ha confermato il sequestro degli impianti dell’Ilva di Taranto e ha revocato la nomina di Bruno Ferrante dall’incarico di curatore dello stabilimento. Lo si apprende da fonti del ministero.L’acquisizione dei provvedimenti è motivata dalla necessità di una valutazione degli atti per quanto è di competenza del Guardasigilli.
    2) Il premier Mario Monti, che sta coordinando l’azione del governo in merito alla vicenda dell’Ilva di Taranto, ha chiesto ai ministri competenti di recarsi sul posto il 17 agosto e di riferire sulla situazione.E’quanto si apprende in ambienti di Palazzo Chigi. Il premier ha avuto contatti con Passera, Clini e Severino.
    3) Bersani chiede ‘chiarezza’, Alfano incita Monti ad agire in prima persona. Il premier verifica spazi legali per intervento e chiede ai ministri competenti di recarsi a Taranto il 17 agosto per esaminare la vicenda. E’ maggiore del 15% l’incidenza dei tumori nell’area del sito dell’Ilva di Taranto, con un picco del 30% in più per quelli al polmone: i dati saranno presentati al ministero della Salute. Nuovi incontri tra istituzioni, Ilva e parti sociali (sindacati e Confindustria) annunciati per lunedì pomeriggio.
    4) Il presidente del consiglio Mario Monti intende verificare con il servizio giuridico di Palazzo Chigi se vi siano spazi legali per un intervento del governo sulla questione dell’Ilva di Taranto per evitare la chiusura dello stabilimento. E’ quanto riferiscono all’Ansa fonti di Palazzo Chigi.
    5) Sul futuro industriale dell’Ilva ”c’e’ un vero e proprio atteggiamento da risiko”. Lo dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiedendo alle ”massime istituzioni del Paese di interrompere questo rilancio continuo” e di ”indicare alla giustizia la via dell’equilibrio”.

  • http://Iltuositoweb... Doriana Goracci

    ULTIME NOTIZIE DALL’ ILVA
    Al ministro Clini il mio sdegno, uno sdegno fatto di numeri:
    tumori del fegato e dei polmoni +24 %
    linfomi + 38 %
    mesoteliomi +306 %.
    decessi sotto un anno di età + 35 %
    morti nel periodo perinatale + 71 %.
    decessi per tutte le cause + 10 %
    “Il ministro dell’ambiente Corrado Clini ha dato mandato all’avvocatura dello Stato di procedere nei confronti di Angelo Bonelli, il leader dei verdi “che ha ripetutamente accusato il ministro di nascondere i dati sulla mortalità e di fornire informazioni false sullo stato della salute della popolazione di taranto”. Secondo Clini, “quello che mi preoccupa non è tanto la diffamazione, che pure è un reato, quanto la diffusione di notizie false che generano allarme tra la popolazione e mirano ad intimidire le autoritàcompetenti in materia di protezione dell’ambiente e tutela della salute”. Secondo il ministro “Bonelli dovrà dimostrare le sue accuse davanti a un giudice. Senza dimenticare peraltro che, nel maggio scorso, Bonelli è già stato giudicato dalla popolazione di Taranto che lo ha sonoramente battuto alle elezioni comunali”.

    Per i tumori del fegato e dei
    polmoni in provincia di Taranto nel 2003/2008 lo studio del
    progetto ‘Sentieri’ ha rilevato un +24 per cento, per i linfomi
    +38 per cento, per i mesoteliomi +306 per cento. Sono dati
    forniti dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, e dal
    presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti.

    Il gruppo Riva vuole ”restare a Taranto”, perchè ha investito nell’Ilva ”più di 4 miliardi”, e ”nessuno ha intenzione di ridurre i livelli di occupazione”. Lo ha detto il vicepresidente Fabio Riva a margine di un incontro sulla politica dell’acciaio. Parlando dei possibili sacrifici di posti, Riva ha rilevato che, in attesa di una sentenza per la quale ”ci vorranno parecchi mesi”, il piano ”ovviamente sarà in funzione di quello che riusciremo a far passare come programma”.Ansa

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