Taranto: la politica dalla parte della morte

Ci sono studi dell’Inail e dell’organizzazione mondiale della sanità che riportano il quadro reale dell’impatto ambientale che l’Ilva ha avuto su una intera città…su donne, vecchi e bambini…su gente che con le acciaierie non aveva nulla a che vedere…e che aveva, però, gli stessi diritti di chi ci lavorava.
Non esiste più un registro tumori in quel di Taranto…forse era necessario evitare la conta delle vite sacrificate a quel mostro che avvelena aria ed acque, ma i dati restano…e sono allucinanti….solo dei delinquenti, solo degli assassini a piede libero, possono far finta di non vederli.
1.500 è il numero dei lavoratori che hanno denunciato malattie professionali derivanti dall’inquinamento, 83 i morti l’anno, tra cittadini ed operai, per problemi derivanti dalle emissioni della fabbrica…oltre 600 i malati, sempre l’anno, per uguali patologie.
Medie nettamente superiori a quelle nazionali e che si spiegano solo con la presenza dell’Ilva…del piombo riscontrato nelle urine dei cittadini e degli operai, nel massacro di un’intera città.
Insorgono, contro le decisioni per la chiusura dello stabilimento del gip, Patrizia Todisco, il Governo, nella figura del ministro Clini che appena poche ore fa aveva dichiarato di non voler mai vivere Taranto, del PD, come sempre, e del Pdl, idem come sempre….
Si accodano i sindacati per i quali sembra che la “produzione” vada sempre e comunque fatta, qualsiasi siano le conseguenze per chi lavora e per chi vive nei pressi di certe fabbriche…è la cultura della morte di ogni diritto…è la cultura della rinuncia alla vita per il guadagno di pochi, del sacrificio di intere città agli interessi dei ladri moderni, di quegli assassini con i guanti bianchi, di cui tanto si parla e contro i quali mai nulla si fa.
E’ il percorso di quella politica italiana che ha il suo maggiore esponente nel neo presidente del consiglio Monti, che sacrifica le vite dei pensionati e dei disabili agli interessi delle banche, del presidente della repubblica Napolitano, che rinuncia al suo ruolo di garante della costituzione per difendere gli interessi e i privilegi di quelle caste che occupano lo Stato, ma che Stato non sono.
E’ il neo-pensiero “liberista”, quel neo pensiero che vede tutto l’arco parlamentare, esclusi Idv ed ecologisti, schierati a difesa della morte…









