Firma la petizione Giornata Disoccupazione
Pubblicato : mar 14 ago, 2012

Quell’uomo vi accusa

Come ci chiamate voi del parlamento, voi del governo…disoccupati, bamboccioni, esodati, sfigati?

Voi invece sareste l’elite…la parte “sana” del paese, quella responsabile, quella che governa e mette a posto le cose?

Un uomo, ma un uomo vero, impegnato da sempre nella difesa dei diritti dei più deboli, iscritto all’associazione Clan-Destino e impegnato nelle lotte di quella civiltà che voi distruggete si è dato fuoco, all’una di notte, fuori quel palazzo che umilia e cancella i diritti delle genti.

Niente a che fare con voi, manichini seduti al parlamento in nome d’interessi altri, ben distanti da quelli che la Costituzione, sulla quale avete giurato, indica, che difendete i privilegi, i furti di chi distrugge  e affama il paese…

Lontano mille miglia da voi, e mille volte migliore di voi…“54enne disoccupato, vedovo con un figlio, lascia due biglietti e 160 euro…ustioni sull’85% del corpo…ricoverato in gravi condizioni”…queste le scarne notizie che i media nazionali hanno riportato…nessuno si è chiesto…e forse nessuno doveva chiedersi, come mai un uomo come Angelo avesse scelto Montecitorio per il suo gesto.

C’è forse la necessità, per questa politica che ha abbandonato ogni remora e si spinge oltre ogni steccato istituzionale e costituzionale a cancellare pezzi di democrazia giorno dopo giorno, che questi gesti siano “archiviati” dall’opinione pubblica e dai media nazionali come gesti “isolati”…gesti da “disperati”.

Non doveva, e non si poteva, assolutamente, mettere alcuna correlazione tra l’impegno civile di Angelo e il suo gesto…tragico-disperato-eroico.

Ma quel gesto parla a nome di Angelo, ancora in gravi condizioni al Sant’Eugenio di Roma.

Quel gesto vi accusa, vi accusa di aver tradito il vostro mandato e la Costituzione sulla quale avete giurato, vi accusa di aver mantenuto intatti i vostri privilegi e aver imposto al paese di morire, vi accusa di aver creato una società senza futuro, senza speranze, senza cultura, senza sogni.

In quel gesto c’è la rabbia di un mondo tradito, di un sorriso spento, di un cuore infranto, di un padre e di una madre, di una famiglia, di un rione, di una città…di un mondo che è stanco di pagare i vostri intrallazzi…e che non sarà per sempre disposto a bruciare per farvelo capire.

Autore del post

- Ex dipendente di un'azienda d'informatica ormai vicina alla sparizione. Dirigente nazionale dello Slai-cobas nel 2003 iniziò una dura battaglia contro i vertici societari per impedire quella che sembrava, e poi si è rivelata, una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori. Veniva licenziato nel 2005 con un pretesto. Vinceva tutte le cause contro l'azienda, che comunque non lo reintegrava nè pagava il dovuto. Attualmente disoccupato con un inutile tessera di giornalista pubblicista



Occasioni

Ultime da Twitter

Archivio