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Pubblicato : ven 31 ago, 2012

La “violenza” delle parole e la verità dei fatti

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Protagonisti a tutto tondo gli uomini del PD, dal loro segretario al Presidente Napolitano, in questi giorni in cui i dati Istat forniscono la fotografia di un paese massacrato, senza lavoro, senza sanità, senza speranza…e con prospettive che si prefigurano ancora peggiori.

Bersani lancia l’allarme contro chi usa un linguaggio troppo colorito…per quest’uomo risiede nelle parole il pericolo di una deriva anti-democratica. Il linguaggio di Grillo, quello dei ragazzi convenuti ieri alla festa democratica per criticarlo e dirgli in faccia ciò che lui stesso aveva chiesto di essere detto, sono, secondo sempre Bersani, coloro che con le parole modificano il pensiero…e così il pensiero modifica la realtà…bah !

La realtà, purtroppo, la indicano i dati dell’Istat, neanche tanto gravi, secondo il presidente Enrico Giovannini. La disoccupazione come la precarietà è a livelli record…così come i prezzi dei beni di prima necessità….così come le tasse…

Ma ridurre alla fame milioni di famiglie, secondo Bersani, non è violenza…è libero e democratico andamento di una nazione…non è violenza cancellare il lavoro in una intera regione, come la Sardegna;  non è violenza negare ai disabili la dovuta assistenza;  non è violenza cancellare l’istruzione e la sanità pubblica; non è violenza ridurre le pensioni ad una mera elemosina… è violenza ribellarsi a questa ignominia…è violenza ricordare a questo partito che sta votando ogni provvedimento senza batter ciglio, che non è capace di produrre nessuna proposta alternativa…che va nelle piazze a raccontare frottole a chi ancora crede nelle favole.

Stesso monito, con ciglio ancor più duro, arriva dal Colle, dopo il ridicolo articolo di un giornalaccio qual’ è Panorama…di proprietà di Silvio Berlusconi.

“La vita democratica – avverte Napolitano – è a rischio”…quelle intercettazioni sarebbero, secondo il presidente della repubblica, un attacco alla vita democratica del paese.

Ma la vita democratica del nostro paese è a rischio perché c’è un Presidente della repubblica che cerca, in tutti i modi leciti e meno leciti, di impedire che un’indagine vitale per la credibilità delle nostre istituzioni riesca a fare luce su quel torbido accordo Stato-mafia già provato in altre sentenze; la vita democratica del nostro paese è a rischio perché viene negato quanto stabilisce la Costituzione in termini di diritti dei cittadini, in termini di lavoro, di assistenza, di istruzione; la vita democratica è a rischio perché il parlamento non rappresenta il popolo, ma solo gli interessi di quelle lobbies che hanno rubato ogni risorsa e ogni spazio di libertà.

Le parole che la gente urla sono l’espressione di quel sentimento democratico che chi siede nelle istituzioni, ad ogni livello, ha totalmente smarrito.

Non è il pensiero, né sono le intercettazioni i pericoli che gravano sulla nostra democrazia…sono quelli che negano  i dettami base della nostra Costituzioni gli unici veri nemici del popolo e della nostra repubblica.

Autore del post

- Ex dipendente di un'azienda d'informatica ormai vicina alla sparizione. Dirigente nazionale dello Slai-cobas nel 2003 iniziò una dura battaglia contro i vertici societari per impedire quella che sembrava, e poi si è rivelata, una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori. Veniva licenziato nel 2005 con un pretesto. Vinceva tutte le cause contro l'azienda, che comunque non lo reintegrava nè pagava il dovuto. Attualmente disoccupato con un inutile tessera di giornalista pubblicista



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