Ciao Ego Spartaco Meta

Ego Spartaco Meta  ha fatto la Resistenza nel Partito d’ Azione , l’ ho conosciuto, quando ancora vivevo a Roma , in occasione di una mia visita al circolo di Giustizia e Libertà nel quartiere Trionfale, parecchi anni fa. Poi è stato il compagno di manifestazioni sempre nel quartiere, contro la guerra, una delle tante che hanno attraversato e continueranno a imperversare nel mondo. Ha avuto la costanza di chiamarmi al telefono per anni, dicendomi che voleva tanto venire a trovarmi a Capranica e mangiare pasta e fagioli,  continuando  a dirmi che devo lottare. Aveva saputo della morte di mia madre, e allora eccolo li a dirmi che se la ricordava a camminare come lui, in quelle nostre passeggiate contro. E’   ironico, elegante anticlericale appassionato di politica nel senso più vitale, aveva apprezzato che fossi stata per alcuni anni nel partito della rifondazione comunista e mi ha sempre ricordato quanto bravo era Gianni Barbera…, del circolo di Via Caracciolo. Andava a trovare mia sorella in Municipio, nel quartiere romano di Prati. Così il passaparola: Ego vuole salutare le persone amiche per  l’ ultima volta. Siamo subito venute a Roma mia sorella Daniela ed io nel centro Antea all’ interno del Santa Maria della Pietà presso  Padiglione XXII: stanza 421.

Quando siamo entrate lui dormiva. Ho visto il suo cappello di paglia sullo scaffale. E’ arrivata anche la figlia, tutta suo padre…Nel dormiveglia ha capito che eravamo arrivate, le sorelle Goracci…la Banca Commerciale e chissà ancora cosa voleva dirci. Sono arrivata a scrivere per lui, perchè non ci si dimentichi di questo meraviglioso  signore, che ha tenuta nascosta per anni la sua cecità, appresa solo oggi, i suoi interventi per tumori, appresi solo oggi, la sua determinazione chiedendo  funerali laici e cremazione, il voler concludere la sua vita senza accanimenti terapeutici in una struttura che mai avrei immaginato esistere a Roma…Oggi e sempre, tutto l’ affetto e la stima per  chi ha lottato con gioia onestà  e passione perchè “gli ideologismi dividono, i valori uniscono e sono la sintesi dei valori della giustizia sociale e della libertà. La laicità dello Stato. L’intransigenza morale. Il pragmatismo come metodo”.  Ciao Ego  e pensami ogni tanto e dammi coraggio.

Doriana Goracci

p.s. Ego ieri sera ci ha lasciati. La camera ardente sarà aperta martedì 18 settembre 2012  a partire dalle 8.00 fino alle 14.30 sempre presso Antea a Santa Maria della Pietà, a Roma.  Ego non voleva funerali ma solo salutare gli amici, con serenità e amore come ha sempre vissuto. Ciao Amico Compagno carissimo.

http://disinformazia.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/170548/resistenza.jpg
Ego Spartaco Meta (Pratola Peligna, 17 giugno 1924) è un politico e antifascista italiano. Secondogenito di Luigi Meta, anarchico  e sindacalista italiano (…Nella biografia inedita scritta dal figlio Ego Spartaco si legge che Luigi «volle essere inumato nel cimitero non cattolico, nella parte riservata ai senza dio ove le fosse senza fregi né orpelli sono contraddistinte da un numero inciso su una piccola mattonella posta sul terreno che poi l’erba coprirà». Scrive Edoardo Puglielli nell’explicit del suo libro su Meta (con una raccolta di scritti a cura di Elena Floris): «Col passare degli anni, ora in pochi sanno chi fosse. La maggior parte di questi lo vuole o lo ricorda come comunista o, più genericamente, come antifascista. Quasi nessuno come anarchico orgoglioso della propria fede politica»n.d.r.)

Nato a Pratola Peligna il 17 giugno 1924, vive attualmente a Roma. A 13 anni Ego è costretto a lasciare la scuola media per mancanza di mezzi economici, essendo la famiglia precipitata nell’indigenza per le persecuzioni fasciste e per il forzato esilio del padre, arrangiandosi prima come scrivano e poi come contabile. Le idee paterne e l’ingiustizia continuamente subita da lui e dalla famiglia, angariata dai fascisti con pedante continuità, lo spingono giovanissimo ad abbracciare le idee di un ardente antifascismo. Nella fase della Resistenza è attivo nelle file del PdA, dove militerà fino al suo scioglimento nel 1947. Dal 1950 è nel PSDI, dove arriva a far parte del Comitato centrale. Ventiduenne approda a Roma, lavorando ed impegnandosi socialmente in un campo profughi.
Faticosamente riprende gli studi interrotti, concludendoli con un diploma. La passione sociale ereditata dal padre e la dura scuola dell’antifascismo non l’abbandonano e lo spingono nell’impegno politico, che non gli consente di completare gli studi universitari (Economia e Commercio e poi Scienze Amministrative, nella cui disciplina ha una laurea honoris causa). Ha lavorato nello Stato fino al 1976; dal 1964 è distaccato dal Ministero dell’Interno a quello degli Esteri (con Saragat) e poi alla Marina Mercantile (per due volte), al Turismo e Spettacolo, all’ONU (due volte), ai Beni Culturali come capo della segreteria particolare del Ministro Lupis. Commissario dell’ATAC di Roma dal 1961, dal 1971 al 1981 è consigliere comunale della Capitale e per due volte Assessore. Membro di Accademie e di Commissioni giudicatrici (a volte come Presidente), nonché delle Commissioni nazionali statali per le onoranze a Guglielmo Marconi nel centenario della nascita e di quella per la revisione del trattamento economico e giuridico dei segretari comunali e provinciali. Non ha mai abbandonato il suo volontario impegno sociale in cooperative, enti morali e associazioni al fianco dei più deboli e dei giovani.
« Una meravigliosa oasi verde, situata tra via Tuscolana e via Palmiro Togliatti, a Roma, il 18 febbraio scorso ha preso il nome di “Giardino Alberto Cianca”. Il merito va a due suoi autorevoli compagni di lotta, quali sono stati – e sono ancora, con lo stesso vigore giovanile del periodo della Resistenza, Pietro Amendola ed Ego Spartaco Meta »
Ha sempre vivida la memoria del padre di cui continua ad essere orgoglioso testimone delle idee e dell’insegnamento, soffrendo ancor oggi per il dolore che egli patì e per quello che arrecò ai familiari per le persecuzioni subite.

Note sull'autore

- Capranica (Viterbo).

  • http://Iltuositoweb... Daniela Goracci

    Ti ringrazio Doriana da questo articolo ho appreso delle cose che non conoscevo di Ego ,mi sono commossa.Ego rimmarrà sempre nel mio cuore .Ciao Ego Spartaco ti voglio BENE.

    • http://Iltuositoweb... Ermanno

      Sono stato un amico di Ego. Vorrei contattarti per organizzare una riunione di suoi amici. Il problema è farne un elenco, perché Ego aveva più fronti che spesso non si conoscevano tra loro.
      Mara, la figlia, mi detto che forse sei la persona giusta perché conoscevi molti suoi contatti.
      Il mio cell. è 338-2198231
      Ciao e grazie Ermanno

      • Doriana Goracci

        Tra pochi giorni ne scriverò su Facebook, riporto il tuo graditissimo e interessante invito: Gli amici di Ego Spartaco Meta vi invitano a partecipare al RICORDO DI EGO SPARTACO META
        che avrà luogo Sabato 22 dicembre 2012 alle ore 10 presso Excel Hotel Roma Monte Mario in Via degli Scolopi n. 31
        http://www.excelmontemario.it/it/dove‐siamo.html
        Sarà un occasione, per chiunque, di ricordare Ego a pochi mesi dalla
        sua scomparsa, mediante brevi testimonianze e racconti. E’ gradita
        conferma della presenza e dell’eventuale intervento scrivendo a
        e.caruso@engitaly.com oppure chiamando Ermanno al 338‐2198231

        Aggiungo anche questo, più confidenziale ma tanto umano…Ancora Grazie
        Vi invio l’invito cui dovrà essere data la maggior diffusione agli amici
        di EGO.
        Per dare vivacità all’incontro ed efficacia al suo ricordo è previsto
        che i suoi amici ricordino a tutti i presenti – con un intervento della
        durata max di 3min. – qualche particolare saliente della propria
        esperienza con EGO, qualche aneddoto, qualcosa che li abbia
        impressionati…in breve, la ragione della loro amicizia con lui.
        Questo invito è rivolto a tutti, poiché EGO amava le persone a
        prescindere dal loro successo sociale. Ognuno, dal più semplice al più titolato dei suoi amici, dal più anziano al più giovane (già perché per EGO non vi erano barriere generazionali) potrà esternare il proprio affetto per lui, ciascuno (poveri,ricchi, potenti, umili, politici…)
        nello stesso democratico confine dei 3 min. Al fine di cercare una minima organizzazione dell’incontro, fatemi
        sapere chi interviene.
        Grazie a tutti Ermanno

        cell. 338-2198231 casa 06-3014567 uff. 06-50074560

  • Doriana Goracci

    succede spesso quello che spero, che qualcuno scriva commenti e ci faccia conoscere la vera Storia…quella che parte col cuore oltre che con la testa.
    Da Facebook ho ricevuto questo da Fabio Palombo:
    “Riporto l’inizio della postfazione di Ego al libro di Edoardo Puglielli “Luigi Meta, vita e scritti di un libertario abruzzese” da noi pubblicato qualche anno fa.
    Il bacio che non ti diedi
    È il titolo che da tempo pensavo di dare ad un
    bozzetto per enucleare il tristissimo ricordo di un evento mai raccontato, che ancora mi punge il cuore. A distanza di oltre settanta anni lo faccio ora perché l’editore, sottolineando l’irripetibilità
    dell’occasione che mi si presenta, affettuosamente mi ha esortato ad aggiungere qualche ricordo personale alla biografia su mio padre, fortemente voluta dall’incomparabile Edoardo Puglielli, da lui assecondata ed impreziosita dall’introduzione del più grande storico del Socialismo italiano,
    Gaetano Arfè.
    La notte dell’11 agosto 1937, prima di avviarsi alla stazione per prendere il treno per Roma (ce n’era uno alle 2,30 circa, in vigore anche negli anni successivi) e proseguire per Torino ed oltre fino a Parigi, mio padre venne nella camera
    di noi bambini per salutarci.
    Il ricordo che avevo di lui fino a quel momento, perché purtroppo poi non l’ho più rivisto, era legato a pochi episodi di cui qualcuno oggi caduto nell’oblio. Quello più doloroso e che ancora mi provoca commozione è la sensazione di stupore e sbalordimento provata vedendo le sua immagine,
    impressa ancora nella mia retina, attraverso una grata posta nell’alto di una grezza porta di legno in occasione di una visita che gli facemmo, non so in quale dei suoi periodi di carcerazione politica. Pochi attimi per scambiare qualche parola e vederlo con la barba incolta, il viso con il colore più
    scuro, senza cravatta, un so che di trasandato, lui che era sempre in forma, ordinato nell’aspetto e nel vestire.
    Altri ricordi: vederlo, dopo aver mangiato, leggere il giornale, senza fare alcun commento, fumando l’immancabile toscano (qualcuno gli attribuì il nomignolo di “ceppaun”, ceppo grosso, vedendoglielo spesso in bocca); non averlo mai sentito alzare la voce né in casa né fuori; anche se non c’era da scialare era sobrio nel mangiare ed astemio. Non
    rammento rimproveri, ma solo la volta che mi guardò come se con gli occhi volesse fulminarmi quando mi incontrò per strada dopo che ero venuto alle mani, provocato da un compagno (ebbi “la meglio”). Anni prima, quando a Pescara frequentavo la terza classe elementare, ci fu un episodio increscioso: scagliai un calamaio contro il manesco maestro (per questo voleva farmi ripetere la classe). Per me ci fu una
    paternale, con il maestro mio padre disputò sul metodo di educare l’infanzia. Era un buon giocatore di bigliardo e di carte, pure se occasionale e una volta al circolo definito “dei signori”, in una delle notti precedenti il natale vinse qualche
    centinaio di lire e fu “festa grande”.
    Ritornando alla famosa notte, dirò che allora avevo 13 anni; il mio letto era l’ultimo a sinistra rispetto all’entrata e quando egli, dopo averlo fatto con gli altri, si avvicinò al mio letto e mi baciò, io feci finta di dormire. Non ricambiai, non
    gli diedi il mio bacio. Da qualche scambio di parola con mamma, nei giorni precedenti, avevo intuito che qualcosa di strano, anomalo, stava accadendo in famiglia. Mi era sembrato
    che si trattasse di una partenza e non di breve durata. Non la condividevo, non la gradivo, non ne conoscevo il motivo, l’urgenza e la necessità. Molto più tardi pure da Racine appresi che “la fuga è concessa a chi fugge i propri tiranni”.

  • http://Iltuositoweb... Vittorio

    Ego ieri sera ci ha lasciati.
    La camera ardente sarà aperta domani (martedì 18) a partire dalle 8.00 fino alle 14.30 sempre presso Antea a Santa Maria della Pietà.

    • Doriana Goracci

      Grazie Vittorio. Mi aveva telefonato questa sera un’ amica da Roma: Annalisa Sempronio per dirmelo. Farò il possibile per poterlo salutare. Ho appena letto su un giornale on line, un suo ricordo e c’è la sua foto.Ego era alto magro elegantissimo, un signore…un grande signore. Mi onora essere stata sua amica.
      “Con spirito democratico, libertario e fieramente anticlericale ha anche seguito e sostenuto le iniziative editoriali e le attività promosse dal Centro studi libertari ‘Camillo Di Sciullo’ di Chieti e dal Centro studi e ricerche ‘Carlo Tresca’ di Sulmona”
      http://www.abexpress.it/cronaca/item/9990-addio-a-ego-spartaco-meta-il-ricordo-di-un-politico-antifascista

  • http://Iltuositoweb... Giammi Marti

    Ciao Ego, mancherai a tutti, in particolare mi mancherà la tua fermezza ideologica chiara e senza mezzi termini

  • http://Iltuositoweb... Duccio

    Piango la scomparsa di un antifascista, libertario, anticlericale ma allo stesso rigoroso e combattente. Persona con una determinazione straordinaria, mai scemata, che a 80 anni suonati combatteva a tutti i livelli (dai grandi macrosistemi fino ai più piccoli problemi del suo quartiere) con un abnegazione e una forza che io ultraquarantenne già non ho più. Mi mancheranno tanto i tuoi richiami e i tuoi inviti a non arrenderci di fronte allo sfacelo di questa nostra nazione. Un fortissimo abbraccio caro Ego.
    Duccio

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