Gabriella Ferri Amica cara il 18 settembre avresti compiuto 70 anni

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Gabriella Ferri il  18 settembre  2012 avrebbe  compiuto  70 anni: Ognuno è un cantastoria  tante facce nella memoria  tanto di tutto tanto di niente  le parole di tanta gente. “Maria Gabriella Ferri (Roma, 18 settembre 1942 – Corchiano, 3 aprile 2004) è stata una cantante italiana di musica leggera, nota per le interpretazioni delle canzoni popolari romanesche e napoletane, oltre che attrice teatrale.” Uso la Rete per cercare di farla conoscere a tante persone giovani e meno, che non sanno neanche della sua esistenza professionale,  e non è una mia impressione ma una certezza.

In un’ intervista radiofonica così diceva di sè: “un’impunita, senza timidezze con una gran voglia di litigare e tanta malinconia dentro, ma senza melensaggine…Poi passai alle lamette da barba, ne davo cinque per piotta, come dire cento lire. Tentai anche la vendita delle macchine da cucire casa per casa, con il risultato di vedermi chiudere le porte in faccia. Ho fatto la commessa in una pasticceria del centro, vicino a piazza del Popolo. Guadagnavo tremila lire al mese. Per me erano una discreta somma, ma la passavo quasi tutta a casa. Scrivevo poesie su foglietti. Sentivo il bisogno di esprimermi, di dire su quei fogli i miei furori d’adolescente, le mie rabbie per certe ingiustizie, il mio bisogno d’amore. Nell’ora di colazione mi sedevo al bar Rosati a piazza del popolo, il covo (allora) degli intellettuali romani. Avevo 18 anni, ed ero forse la prima hippy degli anni Sessanta.  Anche allora vestivo come una matta. Cominciai così, da Rosati, a fare gli incontri più importanti della mia vita. Scrittori come Leonida Repaci, poeti come Alfonso Gatto, giornalisti come Giancarlo Fusco e Pasquale Prunas, mi avevano quasi adottata: avevo mille fratelli, mille padri. E questi personaggi mi hanno piano piano chiarito le idee, mi hanno aperto una coscienza politica, sociale, culturale…Le mie prime canzoni erano quelle che sentivo all’osteria o sulla bocca delle lavandaie. Parlavano d’amore, di coltelli e di galera. Allora frequentavo Luisa De Santis, una ragazza di diversa estrazione sociale dalla mia (lei era ricca, di famiglia borghese, figlia di uno dei pionieri del neorealismo italiano, il regista Giuseppe De Santis). Anche lei era un po’ zingara e matta come me e la via del folk e dell’impegno cominciammo a percorrerla insieme…”

 Più avanti troverete quanto riprendo da wikipedia su Gabriella Ferri, e un appuntamento alla fine del mese di settembre per ricordarla e tanti video.  Prima  vorrei solo raccontare di quando la conobbi nel locale del Bagaglino a Vicolo  della Campanella a Roma. Ero un’ amica e compagna di classe di Piero Castellacci, figlio di Mario, il padre del Bagaglino,anche giornalista, scrittore, commediografo e paroliere italiano, morto a Todi il 4 dicembre 2002. Eravamo alla fine del  liceo quando ci diede la possibilità inaspettata con altri 4 amici di sentire le prove dello spettacolo e ascoltarla. Lei alla fine ci chiedeva cosa ci sembrava. Ero stordita come se avessi fumato  per ore un narghilè.  Si rivolgeva a noi con dolcezza e la voce un po’ roca e poi rideva, agitava quelle mani piene di enormi anelli e già aveva gli abiti ripescati da mercatini dell’ usato, con fiori spaparanzati lungo la stoffa, forse era primavera forse inverno…mi faceva sentire felice. Chi me l’ avesse detto che sarebbe  morta tragicamente non lontano da dove vivo da anni nel viterbese, che avrei conosciuto  a Capranica sua cugina Marisa Bella, che ancora a più di 80 anni canta e balla…chi me l’ avesse detto che Giulia Anania, giovane amica di famiglia,  ancora la canta e l’ ama: “la passione musicale di Giulia nasce da un amore smisurato per la voce e lo spirito di Gabriella Ferri”

Non era lei forse che ricorda alla Rai l’ amica Mia Martini commuovendosi e dicendo di vergognarsi per come era stata boicottata? Era il 1997.

Si,  a Gabriella puoi  solo volerle  tanto bene, sempre,  e prenderla come un Remedios per i danni umani,  a vita: Grazie Gabriella…Grazie alla vita,   forse di una donna sbagliata : ma  non farti illusione, alla prossima luna ritorna a colpire, perché ha voglia di amare,  tanta voglia di amare.
Doriana Goracci

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Nata e cresciuta nel rione romano di Testaccio, è figlia di Vittorio, un commerciante ambulante di dolci, ammiratore della canzone in dialetto romanesco; smette ben presto di studiare a causa di un incidente. Gabriella ha l’ambizione di diventare una indossatrice e per realizzare questo mestiere svolge tantissimi lavori come l’operaia e la commessa. Conosce Luisa De Santis (figlia del regista Giuseppe, celebre per Riso amaro) e ne diviene molto amica: insieme danno vita a un duo, con il nome di Luisa e Gabriella, che cerca di riscoprire il repertorio folk romano. Iniziano così i primi spettacoli, basati sul repertorio tradizionale della canzone romanesca (come Barcarolo romano) e su canti da osteria (come La società dei magnaccioni), e una sera, all’Intra’s Club di Milano (in quel periodo sono ospitate da Camilla Cederna), vengono notate da Walter Guertler, che le mette sotto contratto e pubblica il loro primo 45 giri con la Jolly, una rielaborazione del brano popolare La società dei magnaccioni. Sempre nel 1964 hanno la prima esperienza in televisione, nella trasmissione La fiera dei sogni presentata da Mike Bongiorno, in cui cantano La società dei magnaccioni che, nei giorni seguenti all’apparizione televisiva, vende un milione e settecentomila copie, diventando uno degli inni dei giovani di quegli anni.

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Nel 1965 esce nelle sale cinematografiche italiane ed estere il loro primo e forse unico filmato musicale contenuto nel film 008 Operazione Ritmo del regista produttore Tullio Piacentini. La Jolly immette dunque sul mercato un nuovo singolo delle artiste che attingono questa volta al folk siciliano incidendo una loro personale versione di Sciuri sciuri e Vitti ‘na crozza

anche questo secondo singolo riscuote un discreto successo e le artiste incidono un terzo 45 giri composto da La povera Cecilia, una canzone tradizionale spesso cantata dai menestrelli e nel lato B da È tutta robba mia, presa a prestito dallo spettacolo La manfrina e musicata da Ennio Morricone.

Il duo però ha vita breve, a causa della timidezza di Luisa che non ama cantare in pubblico; Gabriella continua quindi da sola, incidendo anche un album nel 1966; dello stesso anno è in Canada per la tournée di uno spettacolo teatrale di musica popolare con la regia di Aldo Trionfo, assieme ad altri esponenti del folk italiano come Caterina Bueno, Otello Profazio e l’attore Lino Toffolo. Dopo gli anni passati a Milano, torna a Roma alla fine del 1966, e approda al Bagaglino di Roma, di cui diventa la cantante ufficiale; qui conosce Piero Pintucci, che diventerà un suo collaboratore musicale abituale, e incide un 45 giri nel 1968 per la ARC, È scesa ormai la sera, che in Italia non ha un grosso riscontro commerciale. « …anche tu diventerai come un vecchio ritornello che nessuno canta più… »

 

Il lato b di questo singolo, Ti regalo gli occhi miei, raggiunge i vertici delle classifiche in Sudamerica e Gabriella lo incide in lingua spagnola con il titolo Te regalo mis ojos vendendo svariati milioni di copie : intraprende così un tour nei paesi sudamericani con strepitoso successo per poi tornare a esibirsi al Bagaglino con Enrico Montesano. Gabriella Ferri fa qualche sporadica apparizione col suo repertorio della tradizione romanesca al Folkstudio di Roma, ma è una cantante già troppo nota per un locale underground e poi è già impegnata con il Bagaglino.

Non disdegna comunque il beat, e si esibisce anche al Piper Club: dopo aver firmato un nuovo contratto discografico con la RCA Italiana, partecipa nel 1969 al Festival di Sanremo ma, nonostante presentasse, in coppia con Stevie Wonder, una bella canzone con sonorità beat e rhythm’n’blues, scritta da Gabriella insieme al padre Vittorio e a Piero Pintucci, intitolata Se tu ragazzo mio, l’artista viene eliminata al primo turno e a Sanremo non tornerà mai più.

Il disco comunque è un successo, e la canzone viene reinterpretata da molti altri artisti (come I Camaleonti e Nada: questo spinge la RCA a pubblicare alla fine del 1969 l’album Gabriella Ferri, in cui canzoni più moderne si affiancano a brani della tradizione come Ciccio Formaggio; il disco è importante anche per il tentativo di creare una nuova canzone romanesca che si riallacci alla tradizione, ed emblematiche in questo senso sono Sor fregnone, scritta dalla Ferri su una musica di Vittorio Nocenzi (il tastierista del Banco del Mutuo Soccorso)

Sinnò me moro, canzone scritta nel 1961 dal regista Pietro Germi su musica di Carlo Rustichelli per il film Un maledetto imbroglio e cantata dalla figlia di Rustichelli, Alida Chelli (Gabriella l’aveva già incisa nel 1963 con Luisa De Sanctis).

Nel corso degli anni il suo fisico, da magro e sottile che era, si è andato via via irrobustendo e questo nuovo aspetto fa parlare di lei come di una mamma Roma che tiene testa (in Tv in una trasmissione che è divenuta culto, più volte trasmessa) a Claudio Villa: stornellando, i due si dicono le cose peggiori e Gabriella ne esce come l’erede di un genere romanesco che non è solo voce, ma anche aspetto.È così che si appropria delle canzoni, vecchie o nuove non importa, che le diano la possibilità di costruire dei veri e propri numeri, quasi delle «macchiette», nelle quali però non c’è imitazione dei vecchi artisti napoletani ma il filtro di una personalità esuberante e irrefrenabile: così Dove sta Zazà?, che nel dopoguerra era stata il simbolo dell’Italia dissolta (Dove sta Zazà/Uh Madonna mia) tornava a essere nella sua interpretazione un brano intriso di perfidia e di amarezza, e così era per Ciccio Formaggio, vecchio brano cantato da Nino Taranto.

Negli anni ’70 aumentano le sue apparizioni in televisione: una serata speciale le era stata dedicata nel 1971, Questa sera… Gabriella Ferri, e verso la metà degli anni settanta aveva condotto per la televisione anche i varietà Dove sta Zazà (1973), che prese il titolo dal motivo di successo che aveva contribuito a rilanciare, il Circo delle voci (1974) e Mazzabubù (1975). Nel 1976 partecipa al film Remo e Romolo – Storia di due figli di una lupa. Dopo l’esperienza televisiva di Giochiamo al varieté (1980) e l’incisione di un disco con alcune canzoni scritte per lei da Paolo Conte (Gabriella, nel 1981, con la celebre Vamp), si trasferì per qualche tempo negli USA, lasciando televisione e cabaret per dedicarsi unicamente alla musica.Rientrata in Italia, incise nel 1987 la sigla del varietà televisivo Biberon. Le sue due ultime uscite artistiche di rilievo avvennero nel 1996 al Premio Tenco di Sanremo dove si esibì con la Piccola Orchestra Avion Travel e nel luglio del 1997 con un concerto a Parco Celimontana a Roma (inclusa nella manifestazione Voglia Matta Anni 60) davanti 7.000 spettatori (se ne aspettavano un migliaio). Nel 1997 incide un album, Ritorno al futuro, poi il ritiro definitivo dalle scene, anche a causa di ricadute nella grave depressione che la tormentava a fasi alterne da anni; a parte qualche sporadica apparizione in spettacoli televisivi, scelse di condurre vita ritirata.

Il 3 aprile 2004 Gabriella Ferri morì in seguito alla caduta da una finestra della sua casa di Corchiano (VT). La cantante aveva tentato di togliersi la vita nel 1975, dopo la morte del padre Vittorio: tuttavia la famiglia ha sempre smentito ogni ipotesi di suicidio, ipotizzando che l’incidente possa essere stato conseguenza di un malore, causato magari dai medicinali antidepressivi di cui la cantante faceva uso. La famiglia, inoltre, ha tenuto a precisare che non è stato lasciato nessun biglietto di addio, e che la cantante avrebbe dovuto partecipare, il lunedì successivo alla morte, a un programma televisivo, al quale non intendeva assolutamente mancare. Per volontà del sindaco di Roma, Walter Veltroni, la camera ardente venne allestita in Campidoglio, nella Sala Protomoteca, dove migliaia di romani le resero omaggio. È sepolta nel Cimitero del Verano.

Il suo testamento spirituale è rintracciabile nella lunga raccolta di Canti Di Versi dove, tra ritmi jazz, tanghi e flamenchi, con un incedere interpretativo e voce struggente che ricorda da vicino Amália Rodrigues (Coimbra), interpreta canzoni sue e di autori celebri come Paolo Conte (nell’autoironica Vamp), Luigi Tenco (Lontano lontano), Ennio Morricone (Stornello dell’estate). Ma ancor più in brani come Una donna sbagliata, Sono partita di sera, È scesa ormai la sera, una commovente Via Rasella (“Via Rasella, Via Rasella t’hanno messo a pecorone … maledetto sto’ dolore …”), e un altrettanto struggente O sole mio.

Nel 2007 una sua canzone, Remedios, venne usata come colonna sonora del film Saturno contro, e venne inserita nell’album pubblicato a Marzo 2007, Saturno contro soundtrack.

Ho trovato un APPUNTAMENTO a Roma che riporto: “E’ stata un’icona della romanità  e proprio la sua città  intende celebrarla, a 70 anni dalla nascita, con ‘Nata da Roma. Viaggio emozionale nella musica di Gabriella Ferri‘. Si tratta di un progetto che vede coinvolti musicisti e volti noti per far rivivere l’arte e l’anima dell’artista, scomparsa nel 2004, in alcuni luoghi di disagio, dal carcere di Rebibbia al Ceis, facendo incontrare le diverse anime che popolano Roma in uno spettacolo ispirato da una donna e realizzato da donne per altre donne.Ad interpretare le sue canzoni saranno Barbara Eramo, Diana Tejera, Vanessa Cremaschi, accompagnate da Marco Giocoli alla chitarra, Guerino Rondolone al contrabbasso, Simone Talone alle percussioni e alcuni ospiti speciali tra cui Nathalie, Giorgio Caputo e altri elementi dell’Orchestraccia per due appuntamenti: uno, il 17 settembre, alle 16,30, alla Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, riservato alle detenute e l’altro aperto al pubblico, previsto per il 28 settembre alle 18,30 al Ceis, Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi. “Gabriella Ferri, con la sua forza e la sua fragilità  -ha commentato il direttore artistico Vanessa Cremaschi- la sua passione, la sua ironia e la sua grande Verità, è  la Donna-Artista che meglio riesce, in virtù  della sua storia artistica e personale, a rendere possibile un rapporto di comunicazione empatico con chi, come le detenute, vive quotidianamente una situazione di oggettiva difficoltà  e disagio”.   Nata da Roma. Viaggio emozionale nella musica di Gabriella Ferri Via Appia Nuova, 1251 Centro di solidarietà di don Mario Picchi X municipio Venerdì 28 Settembreore 18.30

 

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“Si ripete ogni giorno questo rito crudele
entro in guerra col mondo, le sue fitte barriere
e malgrado le apparenze tutto è contro di me
nei sorrisi della gente un’invidia sottile
vedo solo malvagità
comunque sì, malvagità
a questa vita mi arrendo
una donna sbagliata
dagli amici fasulli
dai mille tranelli
da ogni faccia nemica
e sarà un corpo a corpo
fino all’ultimo fiato
perché io sto passando sul cuore di un’altra nel giorno sbagliato
io che non ho padrone.
E poi viene la sera
anche l’ovvio si azzera
mi addormento insieme al pianto che scioglie il dolore
io che non ho chiesto altro che un pugno d’amore
quello leggero che bevi in fretta
che non si aspetta
a una carezza
a questa vita mi arrendo
una donna sbagliata
dagli amici fasulli
dai mille tranelli
da ogni faccia nemica
e sarà un corpo a corpo
fino all’ultimo fiato
perché io sto passando sul cuore di un’altra nel giorno sbagliato
io che non ho padrone
niente briglie né morso
quando fermo i miei passi è soltanto per darmi ad un uomo diverso
una donna sbagliata
che la vedi fuggire
ma non farti illusione alla prossima luna ritorna a colpire
perché ha voglia di amare
tanta voglia di amare”

http://www.romainmovimento.eu/wp-content/uploads/2012/03/gabriella_ferri.jpg

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- Capranica (Viterbo).

  • http://Iltuositoweb... andreana botarelli

    Io milanese, sono cresciuta con le canzoni di Gabriella Ferri in terra bresciana.
    Mio padre, romano le cantava “de core” e poi mi raccontava di mamma sua zoppetta, di come anche lei cantava le canzoni de ‘na vorta e il Lotto 29 diventava un coro.
    Forse per questo non mi sento lombarda….. forse anche per questo gli amici ancora credono che sia romana….. e io glielo lascio credere. Grazie Gabriella.

    • Doriana Goracci

      Grazie Andreana ! Con l’ occasione aggiungo un commento arrivato sulla mia pagina di facebook da Adriana D’arcangeli che non riesce a postarlo qui…: “Amica mia d’infanzia semo state a scola insieme alla 4 novembre ,tu co la chitara sempre ar collo che cantavi ,PORTONCINO DE TESTACCIO,alli giardinetti ,perchè abitavi li ,mamma IDA che a casa cuciva ,papa’ cor carettino che passava alli giardini ,eee tu cantavi cantavi cantavi… ORA FORSE CANTI ANCORA ,PER GESU’non ti dimenticherò mai ,ciao GABRIELLA”

  • https://www.youtube.com/watch?v=sEePpjFDCh8 maria loana

    una grande cantante io nel mio piccolo sto cercando di far rivere e scoprire le nostre radici portando in giro uno spettacolo musicale su Roma.
    Grazie Gabriella

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