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Pubblicato : mer 12 set, 2012

Il professore Leonardo Pasqualetto oggi 12 settembre non sarà a scuola ma ci sarà suo padre…



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Era il 10 novembre,   arrivò in classe e trovò  parata la Santa Inquisizione per una relazione amorosa instaurata da due mesi con una studentessa sedicenne della sua classe, e non lei che lo ricambiava:  Leonardo Pasqualetto corse a casa e si impiccò.  Morto sul lavoro, dal momento che era un insegnante:  ”Mio figlio è morto sul lavoro”, grida Pierluigi Pasqualetto, che da allora ha cercato di fare di tutto per capire la verità. “La scuola lo ha trattato come un delinquente comune”, dice Pierluigi. “E nessuno lo ha difeso”. Ha inviato cinque querele in procura, tre per istigazione al suicidio, una contro il consiglio di istituto convocato apposta contro di lui, l’ultima per il furto del cartello davanti alla scuola (poi ricomparso con un insulto volgare). E poi ha scritto anche al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo—14 pagine con 130 allegati tra documenti, mail, sms, dichiarazioni — che ha disposto un’indagine interna nella scuola.

Alcuni giorni addietro, sono stata invitata  su Facebook ad entrare in  un gruppo che si chiama Giustizia per Leonardo Pasqualetto creato per solidarietà a Pierluigi Pasqualetto e Rita Pasqualetto nella loro lotta per il riscatto del figlio e nipote Leonardo.Mi rendo conto che può sembrare una storia marginale e difficile, resta da vedere come ci si accosta, dato il tema particolarmente delicato.La cronaca locale del Corriere del Veneto, spiegò ampiamente cosa era accaduto e la riporto per intero più avanti. In un altro articolo su Fatto &  Diritto ci si chiedeva : “Istigazione al suicidio, di cosa si tratta? R: Il reato di istigazione o aiuto al suicidio (art. 580 del codice penale) consiste nel determinare altri al suicidio o rafforzare l’altrui proposito di suicidio anche agevolandone l’esecuzione e per il quale è prevista la pena della reclusione da 5 a 12 anni (se il suicidio avviene), da 1 a 5 anni se non avviene sempre che, però, dal tentativo derivi una lesione personale grave o gravissima. Le pene sono aggravate qualora la persona istigata o eccitata o aiutata è una minore degli anni 18 o una persona inferma di mente o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti.In caso di minore di anni 14 o di persona comunque priva della capacità di intendere o volere si applicano le disposizioni previste per il reato di omicidio. Tale reato è procedibile d’ufficio e la competenza è della Corte di Assise.AVV. TOMMASO ROSSI”

 Ah che sarà che sarà…quel che non ha governo nè mai ce l’avrà  quel che non ha vergogna  nè mai ce l’avrà  quel che non ha giudizio…

Sono tantissime e generose  le testimonianze, anche  degli studenti  che intervengono  su Facebook. Altre persone provano a farlo, io non sono da meno.

Doriana Goracci

 

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Amava una studentessa, si uccise perché scoperto: ispettori a scuola Il padre del docente: «Trattato da delinquente». La crociata di un genitore, cartelli e Facebook per ricordarlo

Da quel 10 novembre non pensa ad altro. Ogni giorno sul suo profilo di Facebook, come un orologio svizzero, pubblica un lungo testo in cui ricorda la storia di suo figlio Leonardo. Ogni mese, proprio quando arriva il giorno 10 — «e sarò lì anche a settembre, il 12, quando inizierà l’anno scolastico » — si presenta davanti a un liceo del Veneziano, quello dove insegnava suo figlio, con un grande cartellone: Leonardo, in quella foto, è seduto sulla cattedra, la testa appoggiata a una mano, un sorriso controllato sulle labbra. «Per lui insegnare era tutto», dice commosso Pierluigi Pasqualetto. Con la pioggia, il vento, la neve, il caldo e il freddo, Pasqualetto ogni 10 del mese è davanti alla scuola, con una cartellina trasparente piena di foto del figlio. E ne consegna una a chiunque, studenti o genitori, mettendo la firma su un blocknotes che ogni volta porta con sè: «E’ un modo per ricordarlo e onorarlo».

Era il 10 novembre scorso. Leonardo Pasqualetto era un po’ in ritardo, aveva trovato traffico per strada. Quando è entrato nella classe terza, ecco materializzarsi quello che da qualche giorno forse si aspettava, sicuramente temeva: da un lato, in piedi, la vicepreside della scuola e tutti gli studenti, meno una; dall’altra parte, la ragazza 16enne con cui il «prof» aveva una relazione sentimentale, del tutto consenziente, da un paio di mesi. Una relazione che nei corridoi della scuola girava già da alcuni giorni, con lo scandalo, i sorrisetti e le battutine che si possono immaginare: e che alla fine si è trasformata in tragedia. Tutto è successo in pochi minuti: le accuse, la chiamata della preside, il rientro in classe per prendere la borsa, l’addio alla classe. E poi quello alla vita con la corsa a casa, la ricerca di una corda di quei cavalli che dopo l’insegnamento erano la sua grande passione, il nodo, le gambe a penzoloni, appena un’ora e mezza dopo.«Mio figlio è morto sul lavoro», grida Pierluigi Pasqualetto, che da allora ha cercato di fare di tutto per capire la verità. «Non potevo credere a quello che è successo – continua a raccontare – Leonardo era felice, avevamo appena finito di costruire le scuderie per i suoi cavalli, aveva toccato il cielo con un dito». Pian piano la storia è venuta fuori, anche grazie ad alcuni studenti e ai loro genitori. A partire dall’ «odio» che per quel prof troppo esigente provava un gruppo di ragazzini e da quella confidenza fatta dalla «fidanzata» a un’amichetta, che l’aveva ingenuamente riferita alla mamma. Tanto che — hanno raccontato al padre alcuni testimoni — quegli stessi studenti hanno poi festeggiato per essere «riusciti a mandarlo via dalla scuola», ovviamente prima di sapere della tragedia.Ma al di là dei ragazzi, quel tarlo che rode la testa di Pasqualetto padre è il comportamento dei vertici della scuola e dei colleghi. «Nemmeno nei sistemi totalitari avvengono processi sommari come quello a cui è stato sottoposto in classe mio figlio di fronte ai suoi studenti – continua – è stato trattato come un delinquente comune e nessuno lo ha difeso. Avrebbero dovuto avere la massima discrezione e riservatezza, invece non gli è stata nemmeno data la possibilità di difendersi». E’ per questo che Pierluigi Pasqualetto, con l’avvocato e amico Bruno Tegon, da quel giorno scrive e riscrive. Ha inviato cinque querele in procura, tre per istigazione al suicidio, una contro il consiglio di istituto convocato apposta contro di lui, l’ultima per il furto del cartello davanti alla scuola (poi ricomparso con un insulto volgare). E poi ha scritto anche al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo—14 pagine con 130 allegati tra documenti, mail, sms, dichiarazioni — che ha disposto un’indagine interna nella scuola. In questi mesi i tre ispettori—triestino il capo dell’indagine, veneziani gli altri due — hanno sentito studenti, genitori, professori, dirigenti: l’indagine formalmente pare chiusa, ma il signor Pasqualetto non ha più saputo nulla. «Il timore è quello che vogliano insabbiare tutto», dice. La preside della scuola, contattata, invece taglia corto: «Mi scusi, non vorrei dire nulla – dice al telefono – stiamo provando a lasciarci alle spalle questa vicenda, abbiamo bisogno di guardare a un nuovo anno con tranquillità ». Dall’altra parte c’è però un padre disperato. Che su Facebook incolla anche le lettere ricevute da alcuni studenti. «Mi ha trasmesso la passione per le materie umanistiche, insegnandomi e facendomi conoscere gli eroi greci – aveva scritto una ragazza – Mi dispiace tanto che non sia riuscito a leggere il mio tema su “I Promessi Sposi”, mi ero impegnata tantissimo e volevo dimostrarle tutto quello che mi aveva insegnato. Sa che anche quest’anno abbiamo adottato un bonsai e abbiamo deciso di chiamarlo “Leo”?». «Ecco, vede? – dice Pierluigi – Mio figlio era proprio un bravo insegnante e una persona buona». E tu, ascoltando, immagini quante lacrime quest’uomo possa aver versato.

Alberto Zorzi
30 agosto 2012
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Autore del post

- Capranica (Viterbo)


  • http://Iltuositoweb... Salvo Effe

    L’amore non ha ragione, nè mai ce l’avrà, non ha rimedio
    nè mai ce l’avrà, non ha misura, nè mai ce l’avrà, non ha decenza nè mai ce l’avrà, non ha censura, nè mai ce l’avrà, non ha governo nè mai ce l’avrà, non ha vergogna né mai ce l’avrà, non ha giudizio e non può essere giudicato da chicchessia.
    Ho compassione per questo padre ma almeno suo figlio ha provato questo sentimento sublime, cosa del quale sembra ne sono sprovvisti i suoi giustizieri.

    • Doriana Goracci

      Sai Salvo quando ti ho letto, e non ti ho letto solo io, ho provato una sorta di stordimento: mi è venuta alla mente quella canzone a cui tu accenni. Così ho inserito nel testo una riga di quelle parole non giudiziose ma vere ed emozionanti e la canzone …GRAZIE ti abbraccio con tanto affetto e gratitudine.
      Ah che sarà che sarà…quel che non ha governo nè mai ce l’avrà quel che non ha vergogna nè mai ce l’avrà quel che non ha giudizio…
      http://www.youtube.com/watch?v=i1HojW51rUE

  • http://Iltuositoweb... Doriana Goracci

    Mi scrive Rita Pasqualetto, la zia di Leonardo su Facebook: Cara Doriana, non so come ringraziarti per quanto hai scritto… Contavo sul tuo aiuto e tu non ci hai messo un attimo a darmelo…. . Mio fratello rimarrà davanti all’Istituto Majorana di Mirano fino all’ora dell’uscita degli studenti, degli insegnanti, della dirigenza della scuola… So già che effetto gli farà leggere legggerti… L’aiuto degli amici come te gli darà tanta forza e tanto coraggio per andare avanti, per andare fino in fondo, fino a quando non trionferà la GIUSTIZIA, come è giusto sia…..GRAZIE DI CUORE!

    E scrive su Reset Italia Facebook: Mio nipote Leonardo non era una persona depressa, come ha tentato e tenta ancora di farlo passare la Dirigenza dell’Istituto Majorana di Mirano, per cercare di togliersi ogni responsabilità dell’accaduto….Leonardo amava la vita, amava i
    l suo lavoro, amava i suoi studenti e amava anche sinceramente la ragazza coinvolta, da lei RICAMBIATO! E’ stato portato alla disperazione e al gesto insano il giorno stesso che lo ha compiuto, dopo aver subito un processo sommario davanti ad un’intera classe di minorenni e dopo essere stato allontanato definitivamente dalla scuola dalla Dirigente scolastica. COSA CHE LEI NON POTEVA E NON DOVEVA FARE… Mio fratello Pierluigi, PAPA’ DI LEONARDO, non chiede vendetta, ma pretende giustizia, come è giusto sia! CHI HA SBAGLIATO COSI’ GRAVEMENTE E IRREPARABILMENTE, DEVE PAGARE!

  • http://www.video.mediaset.it/video/tempi_moderni/servizi/33430/il-venditore-di-favole.html Il Mago delle Fiabe

    Commentare è difficile. Stringiamoci forte ai familiari di questo ragazzo che non c’è più perchè certi esseri umani quel giorno si sono sostituiti alle istituzioni. Gli italiani hanno una grande malattia. Soffrono di crisi d’identità. Mi fermo quì…Abbraccione a Doriana che ogni volta non scrive un post. Ogni volta ci avvolge di buone emozioni. Grazie Do…Saluta “The Felpats” che sono meglio dei cosidetti “umani”…

  • http://Iltuositoweb... Sonia

    Grazie per questo spazio …. non conoscevo Leo ma conosco suo padre e soprattutto amo la giustizia e la verità e spero che questa triste vicenda si concluda con il riscatto di questo professore e grande uomo. Riscatto per lui e per il desiderio di giustizia di tutti noi

  • http://Iltuositoweb... Elke Colangelo

    Quando accusiamo i crimini e i misfatti del mondo, ricordiamoci che esistono perché non ci siamo battuti con passione contro l’ingiustizia che incontriamo giorno dopo giorno nei nostri uffici, nelle nostre fabbriche e nelle nostre scuole! Grazie Doriana e grazie al papà di Leonardo.

  • Rita Pasqualetto

    Inserisco, a nome di mio fratello Pierluigi, papà di Leonardo, una sintesi della vicenda e il testo del “manifesto degli insegnanti” che mio nipote Leonardo ha sempre applicato scrupolosamente:

    Dopo aver spiegato nel dettaglio, quotidianamente, l’intera vicenda, che purtroppo per te figlio mio ha avuto un epilogo tragico, ho deciso di raccontarla sinteticamente per permettere a tutti di capire la gravità dei fatti accaduti in una scuola pubblica, nel Liceo Ettore Majorana di Mirano…. Fatti sconcertanti che non possono finire nel dimenticatoio…. Lo farò quotidianamente fino a quando non trionferà la verità e con la verità la giustizia.

    Il prof. Leonardo Pasqualetto, mio figlio, insegnante di italiano e latino nel liceo Majorana di Mirano, si é tolto la vita il 10 novembre scorso, un’ora e mezza dopo aver subito un processo sommario nella classe 3^LC dell’Istituto, in presenza di studenti minorenni, sulla base di false calunnie progettate a tavolino da delinquenti. Il processo a porte chiuse è stato condotto dalla vicedirigente, Annamaria Manente, su mandato della dirigente scolastica, Carla Berto. Da quel tragico giorno, ho nelle orecchie l’urlo di gioia che come mi è stato riferito e scritto da testimoni presenti, il branco di studenti delinquenti e fannulloni ha emesso subito dopo aver saputo che erano riusciti nel loro intento: “a mandar via dalla loro scuola” colui che aveva avuto la pretesa di voler farli studiare seriamente…

    Da molto tempo mio figlio Leonardo era vittima di vessazioni, morali e materiali, tutte denunciate formalmente da mio figlio stesso, e non c’è mai stato alcun intervento in difesa di mio figlio professor Leonardo da parte della preside Carla Berto.

    E’ un dovere fare chiarezza su questa vicenda, soprattutto per fare giustizia…

    Io, suo papà, sua mamma, tutti i parenti, tutti gli alunni ed ex alunni che apprezzavano mio figlio, i loro genitori, tutti gli amici che stimavano mio figlio Leonardo come insegnante e come uomo, lo pretendono e ne hanno il sacrosanto diritto!

    Chi non ha nessuna colpa di quanto é accaduto non deve temere la giustizia, anzi la deve aiutare !

    Naturalmente tutte le Istituzioni competenti sono state ufficialmente informate della tragica vicenda nei minimi particolari con allegate tutte le testimonianze scritte che mi sono pervenute spontaneamente da persone informate dei fatti, e sono state chieste loro, formalmente, le dovute inchieste e interventi.

    Rimango in fiduciosa attesa che la Giustizia faccia chiarezza, individui e persegua tutti i responsabili.

    RICORDO A TUTTI CHE MIO FIGLIO LEONARDO E’ MORTO SUL LAVORO !
    ———————–

    Continuo a inserire, perché merita e perché venga conosciuto da tutti, il Manifesto degli insegnanti:
    Un’iniziativa “la scuola che funziona”. Di questo ne ha parlato anche La Repubblica il 09.12.11
    (…) C’è un esempio che funge da stella polare in Italia ed è il network di lascuolachefunziona.it: … oggi è una specie di enorme collegio docenti permanente dove migliaia di insegnanti si confrontano, si scambiano lezioni, consigli sui metodi di insegnamento, bibliografie aggiornate. Perchè non accreditarlo a livello ministeriale?
    (Christian Raimo)

    1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.
    2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.
    3. Insegnerò mediante la dimostrazione e l’esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.
    4. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta della realtà che li circonda, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.
    5. Non potendo trasmettere ai miei studenti la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.
    6. Incoraggerò nei miei studenti l’impegno e la volontà di migliorarsi costantemente e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà. Io stesso provvederò a formarmi e aggiornarmi continuamente.
    7. Farò in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.
    8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. La mia visione del mondo mi guiderà, ma non sarà mai legge per loro. Il dubbio e la critica saranno i pilastri della mia azione educativa.
    9. Promuoverò lo studio per la vita e contrasterò lo studio per il voto.
    10. Raccoglierò elementi di valutazione, rifiutando approcci semplicistici e meccanici che non tengano conto delle situazioni di partenza, dei progressi, dell’impegno e della crescita complessiva del singolo alunno.
    11. Lotterò affinché la scuola sia la scuola di tutti, la scuola in cui ogni studente possa apprendere seguendo tempi e tragitti individuali. Farò in modo che i miei studenti mi scelgano e non mi subiscano.
    12. Aiuterò i miei alunni a illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com’è, ma non a subirlo lasciandolo così com’è.
    13. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

    TU LEONARDO, ERI PROPRIO COSI’ ! STRAORDINARIAMENTE COSI’!

  • Doriana Goracci

    AGGIORNAMENTO: Ogni 10 del mese Pierluigi Pasqualetto torna davanti al Liceo Majorana di Mirano (Ve). Una presenza per reclamare giustizia per la morte del figlio Leonardo, professore in quello stesso istituto. Un ragazzo di 36 anni pieno di vita, di progetti e nel pieno dei sogni che stava realizzando.

    Una vita che si interrompe il 10 novembre del 2011 quando sconvolto esce da scuola e dopo essere rientrato a casa si impicca con una corda. Un epilogo impensabile per chi lo conosce e in particolare per il padre. Qualcosa di grave doveva essere accaduto. Pierluigi non riesce a darsi pace per un figlio che adorava e per il quale aveva dedicato la sua vita, contribuendo insieme alla madre a renderlo un modello di insegnante e di uomo.

    PETTEGOLEZZI LETALI – Leonardo aveva iniziato una relazione con una 16enne che frequentava lo stesso liceo. Inizialmente il professore aveva resistito alle avances dicendo alla ragazza che quel rapporto poteva essere poco opportuno. Con il passare dei giorni però anche Leonardo si innamora e tra i due nasce una bellissima storia d’amore totalmente consenziente da parte della minorenne.

    La voce in poco tempo si sparge nella scuola, dal pettegolezzo si passa ben presto alla calunnia ed alla malignità fino a quel drammatico giorno quando il professore una volta entrato in classe subisce un vero e proprio processo davanti a tutti gli alunni della sua terza ed alla stessa fidanzata relegata in un angolo:

    “Quella mattina – ricorda ad Affari il padre Pierluigi – l’hanno processato e allontanato definitivamente dalla scuola. L’ha dichiarato proprio un professore del liceo a quei ragazzi dicendo: “il professore Pasqualetto non farà mai più ritorno in questa scuola”. Neanche un’ora e mezza dopo mio figlio si suicida. L’hanno fatto impazzire. Nei documenti dell’inchiesta ministeriale, pieni di inspiegabili omissis, c’è scritto chiaramente. Ci sono le prove che il processo in classe è stato organizzato nei giorni precedenti. È una cosa aberrante. Era vittima di calunnie, di vessazioni. Quella mattina e nei giorni precedenti deve avere sofferto moltissimo, non sapeva neanche quello che stava facendo. L’hanno martoriato con una crudeltà indicibile. C’è una testimonianza scritta di più studenti che hanno visto e sentito nel piazzale dell’istituto questa frase: “finalmente siamo riusciti a mandarlo via dalla scuola”. A pronunciarla una minoranza di studenti che ce l’avevano con lui. Era troppo bravo,dava fastidio a qualcuno forse anche perché aveva scoperto qualcosa. Con quel pretesto sono riusciti ad allontanarlo”.

    NESSUN MOTIVO – Per quella relazione sentimentale giunta alle orecchie della preside e della sua vice, Leonardo subisce un processo pubblico davanti ad una intera classe di minorenni. Ed anche la condanna viene pronunciata davanti a tutti: al professore viene probabilmente comunicato il licenziamento. Non importa se un provvedimento del genere richieda numerosi passaggi di garanzia. Il danno è fatto. Leonardo crolla psicologicamente e si toglie la vita:

    “Mio figlio non aveva nessun motivo per suicidarsi. Stava bene di salute, nessun problema economico. Aveva il paradiso in mano riuscendo a coltivare le sue grandi passioni per l’insegnamento e per i cavalli. Me l’hanno dipinto come persona depressa piena di problemi. Non l’accetto. Voglio che venga fatta piena luce dentro e fuori la scuola. E’ stato additato come pedofilo in quasi tutti i licei di Mestre con dei messaggi e delle chiamate da parte di studenti del Majorana. Come mai non si è risaliti a chi le aveva effettuate? Voglio che venga fatta piena luce sulla morte di mio figlio. È poi successo un fatto gravissimo. Tredici giorni dopo il suicidio, la direzione scolastica ha incaricato un’insegnante di entrare nella mia proprietà e prelevare dalla macchina di Leonardo alcuni documenti all’interno della borsa di mio figlio. Poteva esserci una lettera di licenziamento o qualcosa che si voleva far sparire. Avevo chiesto alla scuola i suoi effetti personali e non mi sono mai stati consegnati. Per tutti questi episodi ho presentato una lettera-denuncia di 14 pagine con 130 allegati”.

    Il nesso tra quanto successo a scuola quel giorno e l’estremo gesto di Leonardo rimane un sospetto che al momento l’autorità giudiziaria non ha confermato. “La direzione scolastica mi ha neanche permesso di affiggere all’interno della scuola un cartello che avvisava i colleghi e gli studenti del giorno e dell’ora in cui si sarebbe svolto il funerale. Non ha disposto la sospensione delle lezione e così i numerosi studenti che hanno partecipato hanno dovuto presentare la giustificazione al loro ritorno a scuola”.

    L’ORA DELLA VERITA’ – Il consiglio di istituto del liceo nei mesi scorsi ha anche convocato un’assemblea gettando accuse molto gravi nei confronti di Pierluigi in occasione delle sue visite nei pressi della scuola: “hanno sostenuto che io andavo a terrorizzare la scuola, con il rischio che mettessi addirittura delle bombe. Senza motivo e nessuna prova. Solo perché ogni 10 del mese mi presento fuori dalla scuola per onorare la memoria di mio figlio, informando con anticipo i carabinieri. Di quella riunione non esiste alcun verbale ma ho le prove inconfutabili di tutto quello che è stato detto in quell’occasione”.

    Il padre di Leonardo ha presentato numerose denunce ed esposti. Esige che la caratura umana e professionale del figlio emerga completamente e che si faccia piena luce su quanto accaduto nei giorni precedenti di una tragedia che si poteva evitare. “Il suo sogno di sempre era quello di insegnare. Lo faceva con un amore, con una dedizione e con un entusiasmo incredibili. La considerava una missione: lo hanno sempre detto i suoi studenti, aveva la luce negli occhi quando spiegava e totale disponibilità nei loro confronti. “Trasmetti la tua conoscenza e diventerai immortale” disse ad una sua studentessa. Era anche coordinatore di classe e stava facendo il concorso per dirigente scolastico. Si faceva carico di tutti i problemi e li risolveva. Leonardo continuerà a vivere in una fondazione a lui intitolata che avrà come scopo principale quello di aiutare ad istruirsi bambini e ragazzi che non possono farlo. Il sacrificio di mio figlio deve servire a ripulire la scuola pubblica da certe schifezze ed evitare altre tragedie. Mi prendo tutte le responsabilità di quello che denuncio, voglio la verità e non mi fermerò fino a quanto non sarà venuta completamente fuori”.
    http://affaritaliani.libero.it/veneto/leonardo-pasqualetto-professore-siciliano110113.html

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