Oh Madonna dacci tanti Putin

Nadezhda Tolokonnikova, una delle tre Pussy Riot, definite dalla Chiesa russa “cantanti blasfeme”, in carcere per aver cantato in chiesa: “Oh Madonna, liberaci da Putin”, ha risposto ad alcune domande del giornalista Nicola Lombardozzi de La Repubblica (15 settembre). Alla domanda: “La Chiesa è stata durissima, poi ha chiesto clemenza. Come lo spiega?”. La studentessa di filosofia, ha risposto: “Hanno chiesto clemenza due ore dopo la condanna. Ma dov’erano prima? Questa non è clemenza ma una perversa presa in giro”. La definizione a mio parere più giusta, sarebbe: “una perversa ipocrisia”. Il paragone è esagerato, però viene alla mente l’ipocrisia della Chiesa al tempo dell’Inquisizione. Dopo aver consegnato l’eretico nelle mani dell’autorità civile, pregava quest’ultima di risparmiare la vita dell’imputato. Ma se il tribunale secolare avesse rifiutato di procedere all’esecuzione del condannato, sarebbe egli stesso caduto in sospetto d’eresia. La raccomandazione della Chiesa era quindi un “orrendo formalismo e una pura finzione” (August Franzen, Breve storia della Chiesa, pag. 206). Quanto alla blasfemia, le tre cantanti hanno fatto un po’ di chiasso in chiesa, e questo ovviamente non sta bene, ma farle passare per blasfeme, è davvero troppo. Non hanno fatto gesti irriverenti verso la Madonna, né pronunciato parole blasfeme. Semplicemente l’hanno pregata di liberare la Russia da Putin. Se avessero danzato e cantato in chiesa e pregato la Madonna, non so, di far sì che la Russia sia per sempre governata da persone come Putin (Oh Madonna, dacci tanti Putin), nessuno si sarebbe sognato di accusarle di blasfemia.
Carmelo Dini









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