Firma la petizione Giornata Disoccupazione
DIRETTA SERVIZIO PUBBLICO, IN STUDIO SANTORO, TRAVAGLIO, VAURO, VESPA
Pubblicato : ven 21 set, 2012

La Fabbrica del Debito Pubblico

In questo Mondo a quanto pare esiste la fabbrica del debito pubblico, un laboratorio che lavora ininterrottamente da otre 40 anni, non conosce crisi, non esiste né cassa integrazione, né disoccupazione, non s’intravvedono segni di crisi, o comunque la possibilità di chiusura di questo stabilimento, esso lavora a pieno ritmo. Nel dicembre 2011 in occasione dell’insediamento del nuovo governo ci hanno raccontato che lo stato Italiano non aveva più denari per pagare stipendi e pensioni, è bastata una manovra lacrime e sangue, porre le basi per distruggere numerosi posti di lavoro e l’economia del paese. E tutto, come per incanto, è tornato nella “normalità”, prima ancora che entrasse un solo Euro nelle casse dello stato dalle imposte applicate, sono stati pagati stipendi e pensioni, e si è persino comprato aerei da combattimento per circa 100 miliardi di Euro. Davvero gli aerei da combattimento erano indispensabili? O pensano di averli e utilizzarli per contrastare eventuali proteste di disoccupati, come sapete, è di moda utilizzare gli aerei per contrastare le proteste dei popoli!
La domanda è semplice, era vero che non avevamo più denari o ci hanno detto delle balle. In una sana società a qualsiasi livello se mancano i denari, si cerca di fare più produzione per rimediare alla crisi, noi facciamo di tutto per distruggere posti di lavoro, diminuire la produzione di beni indispensabili per la vita civile, facciamo tutto il possibile perché si aumentino i costi dei prodotti e si diminuisca il reddito complessivo del paese, una miscela esplosiva, ed efficace per distruggere l’intera economia.
Cechiamo di capire come funziona la fabbrica del debito, il bilancio dello stato ha impegnato tutti i denari a sua disposizione, quindi in apparenza non ci sono più denari, ecco che si rende necessaria una manovra correttiva per far entrare più denari e spendere e spandere immediatamente, virtualmente il bilancio dello stato ha una maggiore previsione di entrate che si trasforma immediatamente in maggiori spese, tutta quest’operazione è puramente virtuale, o contabile ovvero sulla carta, pur sapendo che quei denari sperati con la manovra non entreranno mai nelle casse dello stato, (più avanti vedremo perché) questa semplice operazione è utile solo per chiedere nuovi prestiti, ecco che s’inizia a incrementare il debito pubblico, questo è un film già visto, i protagonisti di questa manovra già cantano vittoria, ci raccontano che si intravvede la via d’uscita dalla crisi già siamo salvi, la catastrofe e ormai alle spalle, il paese uscirà dalla crisi grazie al lavoro fatto, queste frasi obsolete le abbiamo già sentite in occasione delle precedenti crisi e delle relative manovre, salvo poi che siamo ritornati al punto di partenza con una situazione peggiore della precedente, e con un debito superiore, in realtà abbiamo semplicemente posto le basi per generare la prossima crisi, ammesso che si riesca ancora a superare quella attuale, in ogni caso la prossima sarà ancora peggiore e più catastrofica, perché con questi rimedi virtuali maggiore sarà il debito pubblico maggiore l’entità della manovra, e questo purtroppo avverrà in tempi brevi salvo manovre correttive che ci faranno rimanere per un cero periodo in una situazione di stallo.
Perché i denari non entreranno nelle casse dello stato?.
Una prima considerazione da fare è che anche il bilancio dello stato, la pubblica amministrazione, dovrà pagare di più i materiali che sono necessari per assolvere i suoi compiti, i carburanti, e tutti gli altri prodotti, dovrà pagarli di più, dovrà pure incrementare gli stipendi ai dipendenti pubblici, per adeguarli al tasso d’inflazione creata dalla manovra, all’incirca un terzo della manovra, in altre parole, 10 miliardi sono a carico dello stato, ecco che immediatamente si perdono subito 10 miliardi, la perdita di posti di lavoro e la conseguente diminuzione del PIL, determinano un calo netto dei consumi, di conseguenza le entrate nel bilancio statale diminuiscono in termini reali, le entrate sperate con la manovra si riducono notevolmente, non è finita qui, le imposte indirette sono strumenti tossici al pari o peggio dei prodotti finanziari emessi dalle banche, perché sono tossiche le imposte indirette; la ragione è molto semplice l’imposta indiretta per la sua natura si rivolge ad un reddito che non esiste, richiede di prendere denari che nella realtà non esistono all’interno dell’economia a cui si rivolge, facciamo un esempio, i redditi netti nel nostro paese più o meno sono 1.452 miliardi l’anno ora se aumentiamo le imposte indirette di 30 miliardi è evidente che per mantenere lo stesso livello di vita, gli stessi consumi, e pagare le maggiori imposte sarebbe necessario un incremento dei redditi di 30 miliardi, ma i guadagni nel migliore dei casi rimangono invariati quindi per pagare le imposte necessariamente si riducono i consumi di pari importo, di fatto avremo i redditi più bassi e prezzi dei prodotti più alti, riducendo i consumi si riduce la vendita di prodotti, la produzione, i posti di lavoro, se non intervengono manovre correttive tese a ristabilire i redditi ai livelli dell’inflazione creata dalla manovra nell’arco di un decennio l’economia del paese si riduce quasi a zero zero, se s’interviene e si adeguano i redditi al livello d’inflazione, nel migliore dei casi si è aumentato il valore monetario dei prodotti, e l’economia tende a rientrare in equilibrio, nel contempo il bilancio dello stato rientra in crisi e si ricrea una situazione finanziaria peggiore della precedente, si ha nuovamente la necessità di una nuova manovra lacrime e sangue che crisi dopo crisi ci porta inesorabilmente alla distruzione completa dell’economia.
In conclusione questo tipo di intervento con le imposte indirette è tecnicamente sbagliato, o meglio, produce l’effetto contrario a quello che è necessario per risanare i conti dello stato. Nel caso che ci siano delle manovre correttive per dare una maggiore liquidità alle famiglie, ovvero l’aumento salariale, l’apparente beneficio si riduce a zero, si è creato un inflazione largamente superiore alla manovra e il conseguente aumento dei costi di produzione, una peggiore competitività a livello internazionale. Se non si fanno manovre correttive la perdita dei posti di lavoro diventa permanente, fino alla distruzione dell’intera economia, in ogni caso con questo tipo di manovre si ottiene il peggio possibile per la nostra economia.
Non demonizziamo le tasse
Le tasse non possono essere demonizzate, lo stato, la comunità cui si rivolge, ha la necessità di avere i mezzi sufficienti per mantenere i servizi necessari all’intera comunità, sanità, scuola, strade, e tutto quanto serve a mantenere una società serena e coesa, lo stato, tutti noi, dobbiamo assicurare quei servizi che il privato cittadino non può procurarselo da solo. D’altra parte di fatto fin dalla nascita entriamo a far parte di questa società. Già in quel momento abbiamo estremo bisogno che la società ci dia un supporto indispensabile con l’assistenza sanitaria, per la nostra sana crescita, in seguito con la scuola, un insegnamento che ci porti alla conoscenza del mondo in cui siamo e ci mostri la strada maestra per una civile convivenza, e i necessari apprendimenti per entrare in quel meraviglioso mondo del lavoro, dove esso non sia una costrizione, ma un momento per realizzare la propria vita e dignità, per produrre, ciò che serve al singolo e all’intera comunità.
D’altra parte lo stesso stato, o meglio chi ci governa, non può in nessun caso far diventare l’imposta una costrizione, togliere con la tassa la dignità agli esseri umani, impedire attraverso il tributo di poter produrre ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra sopravvivenza. Facciamo un esempio, un soggetto che dispone 1.000€ al mese di reddito dove trova i denari necessari per pagare l’IMU di 800 euro sia pure in anno, l’aumento della benzina per recarsi a lavoro, l’aumento quotidiano dei generi di prima necessità, l’aumento generalizzato delle bollette, chi a causa di questa manovra ha perso o perde il lavoro come può pagare le imposte applicate dal governo? Questa è una vera costrizione, in oltre una miriade di soggetti istituzionali, Stato, Regioni, Province, Comuni, comunità montane, salvo se altri, tutti sguinzagliati addosso al cittadino, applicano imposte come se questo fosse un bancomat. (è possibile con una diversa tassazione dare ciò di cui lo stato ha bisogno, lo vedremo più avanti) Oggi noi siamo in grado di produrre una miriade di prodotti, in una quantità tale da soddisfare i bisogni dell’intera comunità, e con le tasse indirette, e l’uso distorto della moneta, impediamo di produrre ciò di cui abbiamo bisogno, per aumentare la produzione occorre competenza, che non ci manca, occorrono esseri umani disposti a lavorare, ne abbiamo a iosa, occorre la materia, è indispensabile una diversa gestione dell’economia. Il denaro in nessun caso può essere causa di crisi economica poiché questo serve solo ed esclusivamente per trasferire da un soggetto ad un altro ciò che si è prodotto, il denaro che si riceve con il salario è un titolo che ci da il diritto ad acquisire ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra esistenza, se per costruire un Kg di pane distribuisci un titolo da 100 e un kg di pane attraverso le imposte indirette viene a valere 150, è evidente che non è possibile acquisire tutto il prodotto, questo è il meccanismo infernale che generano le imposte indirette. Si da un reddito di 100 e si pretende che si restituisca 150.
Un corretto modo di governare l’economia
Se è vero come è vero che le imposte indirette sono tossiche, e impediscono al sistema economico di funzionare correttamente, è vero anche che se queste si tolgono all’economia togliamo quel virus che la soffoca, e questa può tornare a funzionare correttamente.
Se si abolisse tutte le imposte indirette, i prezzi dei prodotti che produciamo diminuirebbero di valore monetario, per esempio se si abolisce l’iva i prezzi dei prodotti diminuiscono dal 4 al 21% a secondo dell’imposta applicata, se si aboliscono le accise sui carburanti questi da 2 passano a 1 di valore monetario, fermo restando gli attuali redditi ognuno di noi potrà acquisire tutti quei prodotti di cui abbiamo bisogno con un reddito netto inferiore all’attuale l’economia in questo caso tornerebbe a funzionare correttamente.
Se facessimo una manovra correttiva come quella del dicembre 2011 e anziché aumentare le imposte indirette, si diminuissero di uguale valore, si avrebbe il seguente scenario. Come abbiamo detto all’inizio i redditi netti corrispondono all’incirca a 1.452 miliardi l’anno, diminuendo le imposte di 30 miliardi si diminuisce la spesa complessiva di pari importo per acquisire la stessa quantità di prodotti, di conseguenza i 30 miliardi possono essere acquisiti dallo stato con una tassa apposita o attraverso l’IRPEF, con questo sistema si toglie il virus che danneggia l’economia, con un reddito complessivo di 1.152 miliardi i consumi rimangono invariati, non si perdono posti di lavoro, le entrate per lo stato sono reali e non virtuali.
Togliere le imposte indirette
Ciò significa rimettere l’economia nel suo alveo naturale. D’altra parte in questo paese di imposte indirette ce sono una quantità infinita, e tutte contribuiscono ad aumentare il valore monetario a ciò che produciamo, d’altra parte noi, si fa per dire, abbiamo bisogno di un 300 grammi di pane al giorno, e se il suo valore monetario invece ti essere 1 € e 20 centesimi non è che ci interessa più di tanto sempre 300 grammi è, poiché il denaro non è un prodotto consumabile, ma e solo il mezzo per poter trasferire ciò che si produce da un soggetto ad un altro, il valore monetario di un qualsiasi prodotto può essere indifferentemente 1, come 10.000, poiché in questa fase attraverso l’introduzione delle imposte indirette, abbiamo aumentato notevolmente il valore monetario di ciò che produciamo, si tratta di riportare i prodotti ad un valore monetario notevolmente più basso, così facendo con quantità notevolmente inferiore di moneta possiamo tranquillamente acquisire ciò di cui abbiamo bisogno, la parte di moneta che è in esubero mantenendo lo stesso tenore di vita può serenamente essere trasferita nelle casse dello stato, con questo sistema può aumentare la produzione, i posti di lavoro, e nell’arco di un decennio si potrebbe abbattere il debito pubblico o comunque ridurlo ai minimi termini.
Questa non è ne una trovata pubblicitaria, ne un miracolo, si tratta solo di dare alla moneta il suo ruolo naturale, ovvero la capacità di poter traferire senza filtri ciò che si produce al consumatore, i limiti dell’uomo possono essere quelli di non essere capace di produrre ciò di cui abbiamo bisogno, in questo momento non è il nostro caso, abbiamo una potenzialità produttiva che si blocca non perché ci manca la manodopera, non perché non siamo capaci a produrre, ma semplicemente perché si dice che ci mancano i denari, ovvero l’unica cosa che per produrre non serve a nulla.
I-Mail ;

Autore del post

- Una Sana Economia, Si Basa Sull’equilibrio, Se Questo si Rompe, Crolla Tutto



  • http://www.pleonastico.it ilBuonPeppe

    “Non demonizziamo le tasse”
    No? E cosa hai fatto tu? Tutto questo pippone infarcito di luoghi comuni e affermazioni arbitrarie, ma assolutamente privo di fatti e dati coerenti, per sostenere l’abolizione delle imposte indirette.
    Un ottimo sistema per seminare confusione.

    • http://http//Bruscone36.blogspot.com Zamperini Luciano

      Carissimo BuonPeppe
      Ti ringrazio del tuo commento, devo confermare il principio di non demonizzare le tasse.
      Infatti l’eliminazione delle tasse indirette non è una bizzarra idea ideologica, o un mezzo per negare il pagamento delle tasse, è semplicemente una necessità per ripristinare l’equilibrio dell’economia, tra moneta a disposizione della comunità e il costo complessivo dei prodotti disponibili, o comunque necessari, per sua natura la tassa indiretta si propone di prelevare denaro la dove non c’è, inoltre indico come prelevare il denaro necessario per la pubblica amministrazione senza che questo distrugga l’economia, come avviene con le imposte indirette.

      • http://www.pleonastico.it ilBuonPeppe

        Tralasciamo l’assenza di dati a supporto della tua tesi e facciamo finta che la cosa stia in piedi come dici.
        Vuoi “ripristinare l’equilibrio dell’economia”? Tagliando le imposte indirette non ottieni proprio niente, almeno non su questo fronte.
        Ottieni che i prodotti costino un po’ di meno all’utente finale. Ma questo, nella situazione attuale, non spingerà i consumi bensì, come avviene nei periodi di recessione, i risparmi. Per smuovere qualcosa dovresti far arrivare soldi anche alle aziende, che però dall’abolizione dell’IVA non otterrebbero niente, essendo per loro neutra.
        Troviamo il modo (come non lo so) di far arrivare soldi a privati ed imprese? Bene! Un po’ di ossigeno, assolutamente necessario, che però non risolverebbe la situazione attuale.
        Comunque lo stato non è in grado di fare una politica monetaria, non avendo una moneta, per cui rimarrebbero inalterati tutti i problemi che oggi abbiamo sul groppone.
        Le strade per ripartire possono essere diverse, ma per partire è assolutamente necessario liberarsi dai vincoli imposti dall’Euro: dobbiamo tornare a disporre di una moneta nostra, altrimenti qualsiasi proposta è destinata al fallimento.

        • http://Bruscone36.blogspot.com Zamperini Luciano

          Ciao Peppe!
          Intanto non è vero che L’IVA non costa nulla alle aziende, primo se queste devono fare un investimento devono pagare il 21% di IVA e vero che viene recuperata ma inizialmente se un’azienda fa un investimento di un milione deve avere a disposizione un milionedugentodiecimila, e evidente che se questo prende un prestito ha sul suo bilancio un costo maggiore iniziale e successivamente maggiori interessi che deve pagare a chi gli ha dato il denaro.
          le imposte indirette non sono solo IVA, sono accise, e tante altre, se solo si abolisse le accise si avrebbe un notevole vantaggio per le aziende poiché potrebbero produrre ad un costo minore e si faciliterebbe l’esportazione, oltre a bloccare l’emorragia dei posti di lavoro e la diminuzione dei consumi, fermo restando il livello salariale si trovano i denari per il bilancio dello stato come scritto nell’articolo. come vedi quest’operazione porta dei benefici a tutti aziende e privati cittadini!

          • http://www.pleonastico.it ilBuonPeppe

            Appunto: l’IVA “viene recuperata”, per cui è neutra per l’azienda. Il che non significa, ovviamente, che è come se non ci fosse, perché un conto è l’aspetto economico altro quello finanziario; ma da qui a darle il potere (sia pure insieme alle altre imposte indirette) di incidere in maniera significativa sulla situazione economica ce ne corre.
            Io oltre agli studi fatti a suo tempo e ad altri più recenti, ho anche passato una decina d’anni a fare l’imprenditore in varie forme. Quindi ho sperimentato tutto questo sulla mia pelle.
            Comunque è abbastanza inutile proseguire questo discorso senza dati concreti e senza un’analisi degna di questo nome.
            Secondo me rimane il fatto che tutto questo, anche ammesso e non concesso che funzioni come dici tu, non sarebbe altro che un pannicello caldo nella situazione attuale. O ci liberiamo dell’Euro o non andiamo da nessuna parte, quali che siano le iniziative messe in campo.

  • http://Iltuositoweb... luigi ippolito

    per zamperini – sarebbe una buona proposta se il debbito pubblico non fosse agli attuali livelli ( secondo me impossibile da sanare qualsiasi manovra si facia ) ora da ignorante e poco esperto mi chiedo è possibile per lo stato italiano decidere di non pagare gli interessi sul debito pubblico e con il denaro risparmiato restituire gradualmente il capitale ? qualcuno può rispondere a questa domanda .
    inoltre se fosse possibile cosa succederebbe per i comuni cittadini italiani ?
    - se non fosse possibile qualcuno vuole spiegarmi perchè non sarebbe possibile ?
    - infine come mai non si parla molto di una eventuale patrimoniale per eliminare il debbito pubblico ?
    - ormai è chiaro che se non si elimina il debito pubblico qualsiasi governo che viene per governarci non può fare niente per risollevare le sorti dell’Italia .

Occasioni

Ultime da Twitter

Archivio