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Pubblicato : ven 05 ott, 2012

Terrorismo di Stato

SCUOLA: FUMOGENI E SCRITTE SU BANCHE IN CORTEO A MILANO

Ragazzi, dai 15 ai 18 anni, hanno occupato le piazze italiane per chiedere una scuola che sia una scuola, un lavoro che sia un lavoro, un futuro che sia un futuro. I tagli del governo dei banchieri, mistificati per aiuti alla gioventù, stanno distruggendo proprio il futuro di questi ragazzi che non sono disposti a farsi prendere in giro da chi lacrima a comando davanti alle Tv o da chi ha problemi evidenti di cognizione della realtà e di commistione dei propri interessi con quelli dei suoi mandanti.

Manifestazioni molto colorate e molto partecipate, condite dalla giusta e sacrosanta voglia, di chi ha 18 e meno anni, di far sentire le proprie ragioni in uno Stato che si dichiara democratico.

Hanno dimenticato forse, questi giovani, che appena 11 anni fa, nel 2001, ragazzi come loro furono picchiati a morte da quei personaggi che indossano indegnamente una divisa che dovrebbe essere l’emblema della difesa dei diritti della gente…ed è invece solo l’arma dei più forti. Non sanno che tutti quegli agenti che parteciparono al massacro, definito macelleria messicana e vergogna italica da una Corte di Cassazione, ancora vestono quelle divise, perché il loro reato è stato prescritto…e che ancora possono perpetuare i loro delitti, coperti da uno Stato e da una legislazione che vuole, che chiede, ai loro schiavi armati, di difendere i privilegi delle caste, massacrando chi non ci sta, chi rivendica il diritto ad una vita dignitosa.

E così, anche oggi, ragazzi dei licei italiani sono stati brutalmente aggrediti da chi, vestendo quella divisa, si sente in diritto di violare, di picchiare, di dare calci, di offendere quella Costituzione sulla quale hanno giurato, di vestirsi da gendarme di uno Stato che calpesta i diritti, che offende la vita e il suo stesso senso…

Una sentenza li ha liberati dall’obbligo di essere onesti rappresentanti di quelle forze dell’ordine che ricevono lo stipendio dalla gente…e non dai ladri del parlamento…e molti di loro, la maggioranza, si comporta di conseguenza…gli piace picchiare, lo fanno godendo…come gli scagnozzi dei boss malavitosi.

Covell, il giornalista inglese picchiato quasi a morte da questi terroristi vestiti da poliziotti, ha dichiarato, nell’ultima udienza che gli ha visto assegnare 350.000 euro per i danni subiti: “Voglio giustizia. Vogliamo giustizia. Perché le cose che sono accadute a noi della Diaz non debbano accadere a voi, un giorno”.

In Italia quel giorno ancora deve arrivare.

P.S.: oggi la Polizia di Stato, in occasione della visita della ministro Fornero in Abruzzo, ha protestato, assieme ai vigili del fuoco, per i tagli previsti dal governo. Non abbiamo visto, in tale circostanza, nessun blindato, nessuno schieramento antisommossa…in Italia c’è chi può protestare liberamente…sono gli indegni gendarmi di questa ignobile democrazia !

(Nessuna solidarietà, da parte di questa pagina, ai poliziotti di Stato…tutta la solidarietà ai vigili del fuoco).

Autore del post

- Ex dipendente di un'azienda d'informatica ormai vicina alla sparizione. Dirigente nazionale dello Slai-cobas nel 2003 iniziò una dura battaglia contro i vertici societari per impedire quella che sembrava, e poi si è rivelata, una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori. Veniva licenziato nel 2005 con un pretesto. Vinceva tutte le cause contro l'azienda, che comunque non lo reintegrava nè pagava il dovuto. Attualmente disoccupato con un inutile tessera di giornalista pubblicista



  • http://mozillafirefox gabriella

    RAGAZZINI AGGREDITI E PICCHIATI DA CHI DOVREBBE DIFENDERCI. E’ UNA SCHIFEZZA. COLPA DI QUESTO GOVERNO AGUZZINO E DITTATORIALE. SPERIAMO DI MANDARLI TUTTI A CASA, ANCHE I POLIZIOTTI.

  • http://Iltuositoweb... Giuliano D’Ambrosi

    Non sarò un grande conoscitore della Storia, ma non mi sembra di ricordare comportamenti diversi, da parte delle cosiddette “forze dell’ordine”. Prima ci si metterà in testa che quella gente, a fronte di un compenso in danaro, ha rinunciato ad ascoltare quella che comunemente si chiama “coscienza”, prima ci si comporterà in maniera consona innanzi a loro. Quindi, siccome anche questi hanno una vita di relazione, emarginiamoli, non accogliamoli nei negozi, nei ristoranti, non diamogli amicizia, troviamo scuse per allontanarli dalla società civile, facciamoli sentire “diversi”. Se invece queste azioni di emarginazione sembrano eccessive, beh, allora continuiamo a dissociare l’immagine del manganellatore da quella dell’amico e del buon padre di famiglia: ognuno si prenda le sue responsabilità.
    P.S.: tutt’altro discorso per i Vigili del Fuoco, che stimo e ammiro enormemente.

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