Cara Fornero, dei giovani meglio non parlarne più
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Quando i tecnici parlano dei giovani e della loro condizione esistenziale prima che lavorativa, stigmatizzano problemi e questioni, senza risolverli o meglio lasciandosi andare ad esternazioni di un qualunquismo sconcertante.
La Fornero, ieri ha affermato che i giovani sono schizzinosi, esigenti e che hanno troppe pretese, quando invece dovrebbero accontentarsi e approfittare anche delle occasioni lavorative, che non rientrano nelle loro aspettative.
La realtà è ben altra: i giovani e anche i meno giovani, i quarantenni e anche oltre, si accontentano da troppo tempo, di mansioni sottodimensionate ai loro studi, ai loro interessi e alle loro passioni.
Troppi sono i laureati che si devono accontentarsi di un precariato senza fine e di salari sempre più miseri.
Il fatto però più umiliante per un giovane, laureato e non, è di essere considerato dalla classe politica-tecnica, un di più, qualcosa di inutile, che non può trovare uno spazio nella società e soprattutto di non avere un ruolo, chiaro e consapevole, nel mondo del lavoro e nella rappresentanza politica.
E’ vero molti giovani sono arrendevoli, pigri, viziati da genitori permissivi, interessati solo alla frivolezza del mondo calcistico e televisivo, desiderosi di fama ma senza far nulla per raggiungerla ma non tutti sono così.
Oggi si studia tanto in Italia: le famiglie, anche quelle meno agiate, fanno sacrifici per far studiare i propri figli e per cercare di dar loro delle possibilità maggiori un domani.
Gli stessi giovani si impegnano, chi più chi meno, nel coltivare le proprie passioni nel mondo degli studi: chi fa il pendolare, chi riduce la sua vita sociale, chi fa dei lavoretti per potersi mantenere.
Sono sacrifici veri, consumati ogni giorno nel silenzio delle istituzioni che sono solo in grado di rimproverare e di offendere una generazione tartassata e fin troppo sfortunata.
L’impressione però è di fare sacrifici inutili, privi di senso.
Il lavoro è poco e di scarso livello: anche per i laureati con i massimi dei voti non c’è spazio, se non come commesso/a part-time o babysitter.
La Fornero parla di accontentarsi ma è quello che è già in atto.
Beata ignoranza, cara Fornero.
E’ chiaro che dei giovani ci si ricorda solo nei convegni o davanti le telecamere ma mai in Parlamento. La cosa più tragicamente comica è la presenza del Ministero della Gioventù: una facciata pubblicitaria dietro il quale c’è il nulla, se non parole, per lo più a sproposito.
E’ meglio non parlarne più dei giovani. Lasciateli perdere. Meglio il silenzio che la facile ipocrisia di circostanza di politici, tecnici e pseudo intellettuali.
Antongiulio Staniscia









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