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L’allegro chirurgo

By: Bamboccioni alla riscossa [ 27 Giugno 2008 ]

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Silvio “l’allegro chirurgo” Berlusconi & Angelino “l’altro allegro chirurgo” Alfano

Certo che: sembra ieri. Sembra ieri che l’Italia aveva un primo ministro sotto processo. Che la sua economia arrancava. E che uno dei principali quotidiani dell’ex Belpaese, “La Repubblica”, sceglieva di fare un titolo - come dire? - quanto meno insolito: “Magistrati militanti, un cancro”. E invece? E invece era maggio. Ma del 2003. In quei giorni, il premier era un noto e ricchissimo imprenditore milanese, Silvio Berlusconi. Che aveva casa (anzi, vilone) ad Arcore. E un mucchio di guai. Alcuni di governo (il Paese era in piena crescita “sottozero”). E altri giudiziari (in particolare un processo per la cosidetta vicenda “Sme”, con relative accuse di aver corrotto giudici in quel di Roma). Guai che però non gli avevano tolto il buonumore. E neppure la verve. Tanto che l’allora premier continuava a difendersi attaccando. E spiegando - urbi et orbi - che che le “accuse” contro di lui erano “assolutamente infondate”. E che il problema vero era uno solo: “Un pugno di magistrati militanti” che utilizzava “la giustizia a fini politici per far cadere il governo”. Questo, diceva, “è un cancro che bisognerà estirpare affinchè l’Italia possa diventare a tutti gli effetti uno stato di diritto”.

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Notti prima degli esami

By: Bamboccioni alla riscossa [ 19 Giugno 2008 ]

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Mariastella “qualificazione zero” Gelmini & Angelino “qualificazione zero” Alfano

Scherzi a parte. Sì, è vero. Il (neo) ministro per l’Istruzione, Mariastella Gelmini lo ha detto chiaro e tondo. Basta con carriere e posti di lavoro conquistati a suon di “conoscenze”. E largo a impegno e merito. A partire dalle scuole, dove vanno premiati i migliori. Ma niente paura. Studenti - sgobboni e non - in queste notti prima degli esami (di maturità) possono stare tranquilli. E dormire tra quattro guanciali. Perchè studiare - oggi come oggi - nel Belpaese serve a ben poco. E domani - per lo meno se continua questo andazzo - forse ancora meno. Ma soprattutto e scherzi a parte: quella del ministro era solo una battuta. Insomma e per farla breve: stava solo scherzando.

Scherzando? Sì. O per meglio dire: è molto probabile che sia così. Anche perchè - dovesse puntare tutto sul merito - il neo ministro Mariastella Gelmini dovrebbe innanzitutto licenziare Mariastella Gelmini. Una scelta dolorosa. Ma necessaria. Perchè lei - 34enne bresciana dop come il taleggio - ha sì una laurea (in giurisprudenza) in tasca. E anche un titolo da avvocato. Ma al ministero della Pubblica Istruzione e (pure) dell’Università - cioè a guidare un popolo di insegnanti che per di più hanno in media 15 anni più di lei - proprio non si sa cosa ci stia a fare. O meglio: (forse) lo si sa. Ma per carità di Patria, si preferisce non ripeterlo a ogni pie’ sospinto. Per capirci: tra i titoli di merito (noti ai più) del neo ministro, non ci sono nè cattedre (in qualche ateneo) nè studi (o ricerche) mirabolanti. Ma piuttosto: una fede e una tessera. La tessera è quella di Forza Italia. E Mariastella Gelmini ce l’ha da quando aveva solo 21 anni. La fede invece è quella in santa romana chiesa. E il neo ministro ce l’ha da sempre. Con tanto di infanzia all’oratorio. E liceo classico dai preti.

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Dimmi quando, quando, quando

By: Bamboccioni alla riscossa [ 15 Giugno 2008 ]

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Napolitano e le morti bianche: Tragedia da fermare subito

(Giorgio Napolitano, La Repubblica, 15 aprile 2007)

Adesso basta, «è ora di decidere e agire», serve una discussione «libera ma rapida» dice Giorgio Napolitano dopo gli ultimi due morti per lavoro di ieri che hanno fatto seguito ai quattro del giorno prima. «Non ci sono più parole per esprimere commozione e sdegno dinanzi a questo tragico susseguirsi quasi quotidiano di incidenti mortali sul lavoro» dice, teso e angosciato, il presidente della Repubblica.

(Giorgio Napolitano, La Repubblica, 15 aprile 2007)

Mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la politica tutta lanciano l’ allarme sulle morti bianche, gli ispettori del lavoro di Bari «denunciano la paralisi dell’ attività ispettiva che da noi, come purtroppo in molti altri posti in Italia, sta bloccando le missioni e paralizzando i controlli». (…). Gli ispettori del lavoro a Bari sono cento. Da tempo si muovono con macchine proprie perché quelle in dotazione all’ ufficio nel corso degli anni sono state dismesse per far fronte alle ristrettezze economiche imposte dalle varie finanziarie.

(La Repubblica, 26 aprile 2007)

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Miracolo a Milano

By: Bamboccioni alla riscossa [ 13 Giugno 2008 ]

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Maurizio “il miracoloso ministro del Welfare” Sacconi
& Ferruccio “il miracoloso sottosegretario alla Salute” Fazio

 

Certo. Il numero delle morti sospette è dovuto lievitare come il panettone a Natale (tanto che ora sono una ventina). E Certo. I “fattacci” (o presunti tali) avvenuti tra le mura della casa di cura milanese “Santa Rita” - che sul suo sito si definisce “ospedale polispecialistico con sistema di qualità certificato” e che la stampa ha invece ribattezzato (sinteticamente) novella “clinica degli orrori” - hanno dovuto prima riempire le cronache di giornali, telegiornali e trasmissioni tivù. Epperò alla fine qualcosa si è mosso. L’ordine dei medici ha sospeso tutti i camici bianchi coinvolti nell’inchiesta sui (presunti) rimborsi taroccati e le (sempre presunte) operazioni da film horror. E il governo - sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio in testa - ha inviato due ispettori a Milano.

Ora. Gridare al miracolo, forse, è un po’ eccesivo. Ma il fatto che tutti - camici bianchi, Regione Lombardia e governo - stiano facendo la loro parte è un’ottima notizia. E soprattutto: una notizia tutt’altro che scontata. Perchè - per la cronaca, per capirci e come pure noi, nel nostro piccolissimo, avevamo già scritto e lamentato - martedì scorso le cose avevano preso davvero una strana piega. Una piega fatta di troppi silenzi. E di risposte ponziopilatesche. L’ordine dei medici infatti - nonostante gli appelli dello stesso governatore della Lombardia, Roberto Formigoni - continuava a tacere sulla sorte dei 13 medici arrestati e sulle accuse raccapriccianti che venivano mosse dalla Procura. Ma soprattutto e colmo dei colmi: il sottosegretario alla Sanità Ferruccio Fazio - primario di medicina nucleare al San Raffaele di Milano, l’ospedale (milanese) privato più amato dai vip (e dallo stesso premier Berlusconi) - aveva perfino detto chiaro e tondo che il ministero non era “investito” della faccenda. Perchè, aveva spiegato: “Ci sono indagini giudiziarie su cui non possiamo entrare”. Parole sorprendenti. Tanto che pure Fazio deve essersi un po’ sorpreso di averle dette. Per lo meno a giudicare dal completo dietrofont delle ultime 36 ore. E infatti: ieri il ministero del Welfare - quello guidato dal ministro Maurizio Sacconi e cui il sottosegretario fa capo - con una nota, ha annunciato l’invio (immediato) degli ispettori. E oggi lo stesso Fazio, durante una informativa (urgente) in Senato, ha spiegato che sono in arrivo più controlli e nuove regole per le strutture sanitarie private convenzionate con il servizio pubblico. Come la clinica Santa Rita, appunto.

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Grande Fratello e Grandi Silenzi

By: Bamboccioni alla riscossa [ 10 Giugno 2008 ]

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Ferruccio “il grande sottosegretario alla Sanità (del governo Berlusconi)” Fazio

Certo. Il Grande Fratello ha un altro appeal e un’altra audience. E certo. Santa Rita e la malasanità sono molto meno sexy di Alessia Marcuzzi. Epperò. L’Ordine dei medici - che pure aveva speso tempo, interviste (a “Tv Sorrisi e Canzoni”) e comunicati (alla stampa) per le performance erotiche in diretta della “dottoressa” del GF8, Lina Carcuro - ieri avrebbe anche potuto prendere carta e penna. O almeno scomodarsi ad alzare un telefono. E invece? E invece niente. Sul caso dei tredici medici della clinica milanese “Santa Rita” passati direttamente da bisturi e flebo alle manette, l’associazione dei camici bianchi non ha speso una parola. E anche Ferruccio Fazio - medico pure lui in quel di Milano e neo sottosegretario alla Sanità (perchè un ministro ad hoc, per la cronaca, a questo giro non ce l’abbiamo) - per ora ha preferito sostanzialmente tacere.

Un silenzio - è proprio il caso di dirlo - di tomba. Perchè ci sono di mezzo dei morti (cinque, per la precisione). E perchè questa brutta vicenda non solo dovrebbe far riflettere (e quindi, almeno in teoria, discutere). Ma se non fosse così tragica, avrebbe pure i contorni di una storia surreale; degna di una penna un po’ folle e intrisa di humor nero. I tredici camici bianchi arrestati ieri dalla Guardia di Finanza, infatti, erano dei veri stakanovisti. Unico neo: secondo i pubblici ministeri Tiziana Siciliano e Grazia Pradello - nella loro clinica privata, l’elegante “Santa Rita” - si lavorava e operava con accanimento, sì. Ma a volte un po’ eccessivo. Per capirci: una ragazza aveva un nodulino al seno? Zac: per non sbagliarsi, le si asportava il seno. Qualcun altro soffriva di tubercolosi? E arizac: e si asportava tutto il polmone. Una povera nonnina 88enne aveva addirittura un tumore: e allora zac, e zac e zac: la si operava anche tre volte. Ma il tutto in grande allegria. E soprattutto con grandi guadagni.

Sempre per capirci: il primario della Chirurgia Toracica della Santa Rita, Pier Paolo Brega Massone - in un sms a una collega (intercettato per ordine della Procura) - prima di essere arrestato si firmava (ma per battuta, però) “l’Arsenio Lupin della chirurgia”. E in effetti, secondo magistrati e investigatori - che invece pare non abbiano nessuna voglia di scherzare - non c’è dubbio che tenga: gli allegri chirurghi e la bella clinica a due passi dal centro di Milano - grazie a tutti questi interventi inutili - avrebbero incassato ben due milioni e mezzo di euro di rimborsi dalla Regione. Per la gioia - si fa per dire - dei contribuenti. E per la disperazione di pazienti e parenti. Pazienti che in alcuni casi avrebbero avuto il corpo devastato. E in altri - solo cinque per fortuna - non sarebbero sopravvissuti ad operazioni che si potevano evitare. O addirittura non avevano ragion d’essere. Insomma: la ricostruzione di pm e Guardia di Finanza è roba da far accapponare la pelle. Ma evidentemente non da sciogliere le lingue.

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NumeLi del Lotto

By: Bamboccioni alla riscossa [ 2 Giugno 2008 ]

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Paolo “il re del Lotto (e direttore del Corriere della Sera)” Mieli

PECHINO - Si continua a scavare. E a cercare sopravvissuti e cadaveri mentre nella regione colpita dal terremoto è stata ancora avvertita una forte scossa. Alle 15,10 ora locale, le 8,10 in Italia, ha investito Chengdu, capoluogo della provincia sud-occidentale cinese del Sichuan, devastata lunedì dal terremoto di 7,8 gradi sulla scala aperta Richter.(…) Il bilancio ufficiale è di 12mila morti.

(Corriere della Sera, 13 maggio 2008)

Terremoto in Cina, quasi 15 mila morti e circa 40 mila dispersi

(Corriere della Sera, 14 maggio 2008)

Terremoto in Cina: 50.000 morti

(Corriere della Sera, 15 maggio 2008)

Terremoto in Cina, i morti