Padre Nostro…dacci oggi la nostra dose di violenza quotidiana
Ieri sera, durante l’edizione del Tg3 delle ore 19,00, ho assistito ad un servizio …oserei dire…scioccante.
Presso l’Idroscalo di Milano, è stata attivata una nuova forma di intrattenimento e spettacolo.
Si tratta di questo. Un manichino, raffigurante un condannato a morte con tanto di fili elettrici attaccati al suo corpo  e posto su una sedia elettrica, ripropone gli ultimi momenti di vita di chi ,appunto, è condannato a morire per mano di questo orribile strumento di morte.
Pare che questo nuovo gioco susciti parecchia ilarità da parte degli spettatori. Durante il filmato, che è stato fatto vedere per far capire di cosa si tratta, si sentivano persino le risate di alcuni bambini.
Io l’ho visto e vi posso assicurare che è stato sconcertante. Quel manichino si contorceva proprio come un essere umano…il suo volto era contratto e, alla fine, usciva anche del fumo. Per rendere più reale l’immagine.
E’ incredibile come  si possa trovare divertimento in uno spettacolo simile!
La nostra generazione, e tutte quelle prima di noi, forse sono state preservate dalla violenza. Ci hanno insegnato ad essere buoni, hanno fatto in modo che i nostri occhi non vedessero le atrocità compiute regolarmente nel mondo, hanno reso le nostre anime sensibili al dolore e alla sofferenza. Io…che posso essere tacciata di eccessiva sensibilità … avevo gli occhi umidi di pianto nel vedere quelle scene. Non perchè non sapessi che quella era una finzione ma perchè ho trasportato immediatamente quella visione, nella realtà . Questo è uno dei motivi per i quali non ho mai sopportato i film violenti, o con scene di violenza.
Chi ha l’animo sensibile sa cosa sia la violenza. Non ha bisogno di nessuno che gliela rappresenti o che gli faccia vedere come essa sia. La sensibilità esiste proprio perchè si conosce il dolore e non perchè non se ne ha alcuna idea.
Devo pensare che chi è arrivato dopo di noi…abbia già il cuore indurito ?
Che la morte sia uno spettacolo è un fatto antico. I cittadini romani, nelle arene, volevano vedere scorrere il sangue per divertirsi. Ma allora, duemila anni sono trascorsi invano?
E noi…facciamo ormai parte di una generazione che non è in grado di adeguarsi alle nuove regole del gioco?
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